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Bullismo e uso di sostanze in adolescenza: indagato il legame

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Bullismo e uso di sostanze in adolescenza: indagato il legame
USA. Analisi evidenzia l'associazione tra le vittime di bullismo e consumo di alcol, tabacco e marijuana in adolescenza

L'articolo "Bullismo e uso di sostanze in adolescenza: indagato il legame" parla di:

  • Conseguenze del consumo di sostanze per gli adolescenti
  • Vittimizzazione tra pari, sintomi depressivi e uso sostanze
  • I risultati dell'indagine
Psico-Pratika:
Numero 137 Anno 2017

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 05 Giugno 2017

Bullismo e uso di sostanze in adolescenza: indagato il legame
USA. Analisi evidenzia l'associazione tra le vittime di bullismo e consumo di alcol, tabacco e marijuana in adolescenza

Delaware, USA. I ragazzi che durante la tarda infanzia/prima adolescenza sono stati vittime di episodi di bullismo hanno maggiori probabilità di far uso entro i 15-16 anni di alcol, marijuana, tabacco.
A sottolineare il legame esistente tra "vittimizzazione tra pari" e utilizzo di tali sostanze uno studio condotto presso l'Università del Delaware da un gruppo di ricercatori guidati dalla psicologa sociale Valerie A. Earnshaw, pubblicato sulla rivista online Pediatrics nel mese di Maggio 2017.

Premesse dello studio. Il consumo di alcol, tabacco e marijuana da parte dei ragazzi provoca conseguenze nocive per la salute in generale ed anche per il loro sviluppo cerebrale: si possono verificare lesioni di tipo fisico (dovute per esempio ad incidenti stradali provocati da utilizzo di alcol e marijuana), infezioni respiratorie e aumento del rischio di patologie oncologiche (a causa del consumo di tabacco), comportamenti pericolosi (come rapporti sessuali non protetti). Sembrano esserci, inoltre, riduzione della memoria e delle strategie per apprendere nuove informazioni.
Varie ricerche nel corso del tempo hanno mostrato come la tendenza a servirsi di queste sostanze sia elevata soprattutto tra quegli adolescenti che hanno subito atti di bullismo o azioni comunque intenzionalmente dannose da parte di coetanei.
Tuttavia, secondo i ricercatori del Delaware pochi studi fino ad ora si sono preoccupati di esaminare longitudinalmente (concentrandosi su dati raccolti nel corso del tempo) il legame tra vittimizzazione e consumo e/o individuare i processi psicologici alla base del fenomeno.

Analisi longitudinale e ipotesi di partenza. Per esaminare se le esperienze di vittimizzazione vissute nella prima adolescenza fossero effettivamente associate al successivo consumo di alcol, marijuana e tabacco, il team della Dott.ssa Earnshaw ha puntato l'attenzione su 3 periodi della vita dei ragazzi:

  1. periodo in cui hanno un'età compresa tra 10 e 11 anni (tarda infanzia/prima adolescenza);
  2. periodo in cui l'età va da 12 a 13 anni (media adolescenza);
  3. periodo tra i 15 ed i 16 anni (tarda adolescenza).

Nel corso dell'analisi i ricercatori hanno ipotizzato l'esistenza di un ruolo "di passaggio" assunto dai sintomi depressivi nell'associazione tra vittimizzazione e consumo: stando a questa ipotesi, frequenti episodi di vittimizzazione subiti in un primo momento (tra i 10 e gli 11 anni) provocherebbero maggiori sintomi depressivi durante la media adolescenza (12-13 anni), sintomi che possono aumentare le probabilità di consumo di sostanze in tarda adolescenza (tra i 15 ed i 16 anni).

Provenienza dei dati e sviluppo dell'indagine. Gli studiosi del Delaware hanno analizzato dati provenienti dall'Healty Passages, uno studio incentrato sull'indagine dei fattori di rischio e di protezione per la salute degli adolescenti.
Nello specifico sono stati presi in esame quei 4297 ragazzi che avevano partecipato a tutte e 3 le fasi di raccolta dei dati. I soggetti provenivano da 25 distretti scolastici di Los Angeles, 10 distretti di Birmingham (Alabama) e dal più grande distretto di Houston, in Texas.

I dati sono stati raccolti dal 2004 al 2011 attraverso interviste: la raccolta è cominciata quando i ragazzi frequentavano il 5° grado (10/11 anni) ed è poi proseguita fino a quando la maggior parte di loro non è arrivata a frequentare prima il 7° (12/13 anni) e infine il 10° grado (15/16 anni).
Gli adolescenti hanno risposto a domande riguardanti l'uso di tabacco, alcol e marijuana negli ultimi 30 giorni e le loro esperienze di vittimizzazione negli ultimi 12 mesi.
I sintomi depressivi accusati sono stati misurati attraverso lo strumento diagnostico del DISC (Diagnostic Interview Schedult for Children) Predictive Scales.

Risultati dell'analisi. Dall'indagine è emerso come il 24% dei ragazzi di età compresa tra 15 e 16 anni facesse uso di alcol, il 15,2% di marijuana e l'11,7% di tabacco.
La vittimizzazione subita al 5° grado è risultata positivamente correlata a sintomi depressivi accusati durante il 7° grado; questi sintomi, a loro volta, si sono mostrati correlati positivamente - anche se debolmente, afferma lo studio - al consumo di alcol, marijuana e tabacco riscontrato al 10° grado.

In sostanza, i risultati dell'analisi hanno mostrato come i giovani vittime di bullismo durante la prima fase dell'adolescenza abbiano maggiori probabilità di consumare alcol, marijuana e tabacco verso i 15-16 anni; inoltre, frequenti episodi di bullismo subito al 5° grado provocherebbero maggiori sintomi depressivi nelle vittime durante il 7° grado (età 12-13 anni), sintomi che possono in qualche modo spingerli al consumo di sostanze in tarda adolescenza.

Dall'analisi è emerso anche come i più esposti alla vittimizzazione tra pari siano soprattutto i ragazzi affetti da patologie croniche, mentre aspetti come l'età, l'obesità, l'etnia di appartenenza, l'istruzione e il reddito familiare non sono risultati associati alla frequenza di vittimizzazione tra pari.

Conclusioni. Per i ricercatori dell'Università del Delaware questa analisi evidenzia come la vittimizzazione tra pari subita nel corso della prima adolescenza possa provocare conseguenze a lungo termine, effetti che incidono sia sulla salute mentale dei ragazzi che sul successivo consumo di alcol, marijuana, tabacco.
I risultati sono, inoltre, coerenti con l'ipotesi di utilizzo di sostanze come "auto-medicazione": in altre parole, le persone farebbero ricorso al loro consumo per controllare i propri sentimenti e soprattutto alleviare le proprie emozioni dolorose.

Fonte:
  • Valerie A. Earnshaw et al., "Peer victimization, depressive symptoms, and substance use: a longitudinal analysis", articolo pubblicato su Pediatrics, Maggio 2017
    pediatrics.aappublications.org/content/early/2017/05/04/peds.2016-3426
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