Parla di:
- Fenomenologia, coscienza e paradossi del sogno lucido
- Tecniche di induzione e aspetti cognitivi dei sogni lucidi
- Controllo e manipolazione dei sogni lucidi
III - 3. Limiti della manipolazione e possibilita' applicative
Come abbiamo anticipato, la manipolazione del contenuto dei sogni lucidi presenta dei limiti.
Nonostante che "...i soggetti nel corso del loro allenamento ("training") siano diventati sempre piu' capaci di controllare intenzionalmente i loro sogni lucidi, non erano tuttavia capaci di formali adattamenti secondo i loro desideri.
Per questo (fatto) esistono presumibilmente diverse ragioni fisiologiche e psicologiche" (191).
Una di queste ragioni potrebbe essere la forte influenza esercitata da processi fisiologici periferici (192), soprattutto nei sogni lucidi di tipo ipnagogico:
"per esempio, vari fenomeni (incontrollabili) di movimento in questi sogni sono (da porre) in relazione a determinati processi che coinvolgono la retina.
Presumibilmente i processi del SNC che sono esclusi dal controllo intenzionale (esercitato dalla lucidita' onirica) hanno una (notevole) influenza sulla vita del sogno.
Dal nostro punto di vista, per esempio, il fatto che la fissazione dello sguardo provochi il dissolvimento del panorama del sogno, e' attribuibile a un processo di saturazione del SNC" (193).
L'autore prosegue segnalando un'altra difficolta' che incontrano i sognatori lucidi nel manipolare i contenuti dei loro sogni, ossia l'illuminazione improvvisa dell'ambiente onirico (194).
Richiamandosi ad alcuni esperimenti condotti da Hearne (195) l'autore si dichiara d'accordo con l'ipotesi circa un livello massimo di illuminazione raggiungibile dalle immagini oniriche, e precisa:
"in nessun caso si e' riscontrata un'improvvisa illuminazione.
Era possibile tuttavia illuminare gradualmente la scena (onirica) usando per esempio una torcia con intensita' variabile o facendo avvicinare lentamente una fonte di luce lontana.
Queste scoperte dimostrano che il livello di luminosita' nel panorama di un sogno puo' davvero essere aumentato attraverso l'esercizio della volonta', ma che ragioni fisiologiche ne impediscono un aumento improvviso" (196).
Di diverso avviso si mostra Kenneth Moss, secondo il quale nel sogno lucido non e' impossibile ottenere anche un repentino aumento della luminosita' (197).
Tholey distingue poi i fattori psicologici, anch'essi responsabili delle limitazioni e delle difficolta' incontrate nella manipolazione di sogni lucidi, nelle due categorie attraverso cui si manifestano nel contenuto onirico:
"le cause psicologiche che rendono difficile influenzare i sogni lucidi possono essere divise in fattori cognitivi e affettivi.
I fattori cognitivi erano principalmente responsabili del fatto che soggetti inesperti trovavano delle difficolta' nello sperimentare qualcosa di totalmente contrario alle loro esperienze nel mondo reale.
Con la pratica, tuttavia, era possibile escludere gli effetti di tali fattori.
La loro influenza non era inoltre cosi' potente come quella dovuta a fattori fisiologici...
Un'influenza molto piu' forte di quella esercitata dai fattori cognitivi e' quella prodotta da certi fattori affettivi autonomi che restano sostanzialmente al di la' del controllo intenzionale" (198).
L'autore riporta a questo riguardo alcuni esempi:
"i soggetti incontravano degli ostacoli specialmente quando volevano agire secondo tabu' sociali o quando volevano spostarsi in un luogo e in un momento del tempo (solitamente nel loro remoto passato) dove avrebbero potuto imparare qualcosa su se stessi.
I sognatori alcune volte incontravano delle barriere dovute alle figure del sogno le quali usavano minacce o violenze fisiche per impedire loro di fare cio' che volevano.
In altri casi delle forze invisibili bloccavano loro la strada" (199).
Tholey soggiunge conclusivamente indicando una possibile lettura di questi aspetti fenomenologici del sogno lucido, di fatto limitativi della capacita' di manipolare integralmente i propri sogni:
"da un punto di vista psicoanalitico si potrebbero interpretare le figure minacciose come difese o resistenze.
La nostra ricerca ha mostrato che tali fenomeni rappresentano davvero un conflitto emotivo interiore e che il contatto appropriato con le figure del sogno puo' contribuire alla risoluzione dei conflitti.
Sono necessarie delle ricerche sperimentali che si estendano al chiarimento di questo punto" (200).
Da un punto di vista cognitivo, le difese o resistenze incontrate dall'ego onirico potrebbero costituire delle difficolta' rappresentazionali, e quindi rievocative, riferibili presumibilmente a frammenti, tracce ed elementi mnestici di esperienze poco integrate (201) "inconsce", se non destrutturate, rispetto alle (o a causa delle) loro componenti emozionali.
Cio' dimostrerebbe che il sogno lucido non e' sostitutivo di una relazione terapeutica, ma puo' considerarsi come il luogo e il momento dove l'integrazione e la ricostruzione di tali esperienze, suggerita, proposta ed elaborata verbalmente all'interno della relazione terapeutica, puo' essere direttamente e fattualmente verificata e sperimentata nei termini simbolici ed emozionali piu' efficaci per il sognatore (paziente).
In questo modo, come suggerisce LaBerge, il momento "attuativo" ed esperienziale del sogno lucido e - per estensione - del sogno in generale, si riconnette con maggiore continuita', evidenza e spessore al suo feedback interpretativo, e soprattutto alla vicenda soggettiva che ne ha fornito i costitutivi elementi di contenuto (202).
A proposito dell'interpretazione, avverte Pietro Paolo Notarfranchi, il sogno lucido, per il fatto di consentire un contatto diretto o quantomeno una maggiore vicinanza con il contenuto onirico, "...conduce a un'ermeneutica dei sogni molto diversa, forse decisamente dissonante rispetto a cio' che noi psicologi siamo abituati a chiamare interpretazione dei sogni e alla quale, volenti e nolenti, suggestioniamo i nostri pazienti...
Parlare del sogno, parlarne secondo uno schema concettuale/interpretativo piu' o meno fisso; evitare accuratamente di immergersi nell'esperienza onirica.
La stragrande maggioranza di noi si attiene a questi precetti, indipendentemente dalla scuola di codificazione del proprio linguaggio terapeutico.
E' riassumibile in tal modo la struttura portante, lo scheletro di ogni interpretazione dei sogni" (203).
Ma se il sogno e' anzitutto un particolare momento di vita e un'occasione potenzialmente creativa, piu' che un fenomeno contenente sempre e ogni volta una significativa informazione psicologica, e' forse "piu' saggio considerare il grado di significato simbolico attribuito a ogni evento di sogno come un fatto empirico piuttosto che assiomatico: qualche cosa che dev'essere provata piuttosto che presupposta.
Sembra logico concludere che un'interpretazione e' valida solo se convince il sognatore con un sufficiente potere esplicativo per il suo sogno, o se comunque viene confermata da forti prove (204).
E' importante rendersi conto che il solo fatto che talora un dato sogno puo' essere interpretato in termini simbolici, non significa che debba essere accettato anzitutto come una comunicazione" (205).
L'interrogativo percio' si sposta, come anticipato sin dall'inizio, dal significato del sogno ai suoi scopi:
"credo che la risposta sia chiara: il sogno deve servire a scopi diversi da una semplice comunicazione a noi stessi..." (206).
Cio' e' particolarmente evidente nel sogno lucido in cui la consapevolezza, sia pur non completamente, puo' orientarne l'esperienza, globalmente o in modo specifico.
In questo senso un'interessantissima applicazione del sogno lucido nell'ambito dello sport, proposta da Tholey, riguarda l'apprendimento, l'acquisizione, il consolidamento e il perfezionamento di schemi senso-motori e di sequenze particolari di movimenti (207).
Tholey sviluppa alcune tesi sull'argomento, in particolare per cio' che concerne l'affinamento, attraverso il sogno lucido, di abilita' senso-motorie precedentemente acquisite in modo piuttosto grossolano (208), l'apprendimento di nuove abilita' motorie, il perfezionamento di automatismi motori e di intere sequenze di movimenti destinate ai percorsi di gara (209), il miglioramento della flessibilita' delle reazioni di un atleta (210), il miglioramento, infine, delle performance sportive attraverso un cambiamento nella struttura di personalita', particolarmente necessario quando costrizioni e conflitti interiori limitano in modo significativo la flessibilita' e la creativita' dell'azione personale, quale risposta adeguata alle situazioni e alle sollecitazioni che si presentano (211).
Secondo Tholey, "la situazione nel sogno e'... paragonabile a quella di un pilota in un simulatore di volo.
Cosi' come un simulatore di volo puo' essere utilizzato per imparare a far volare realmente un aeroplano, il sogno (specialmente il sogno lucido) puo' portare all'apprendimento di movimenti corporei nel mondo reale, cioe' nello stato di veglia.
A causa della stretta connessione tra processi sensoriali e motori, parliamo di apprendimento senso-motorio.
Dato che nel sogno lucido il mondo e' sperimentato come reale, sono dell'opinione che l'allenamento nel sogno lucido sia piu' efficace delle varie forme di cosiddetti "mental training", durante i quali l'atleta esegue movimenti in un mondo che e' percepito come esistente solo nella sua immaginazione" (212).
Le possibilita' creative offerte dalla consapevolezza e dal controllo onirico d'altro canto non si ripercuotono solo sull'accrescimento del proprio potenziale, ma anche sulla promozione e il mantenimento della propria salute.
Se si interpreta la lucidita' onirica in termini direttamente costruttivi, la chiave dell'utilita' del sogno lucido per questi fini e', ancora una volta, la creativita', quale effetto provocato dalla coscienza riflessiva che in esso si sviluppa:
"tutte le applicazioni del sogno lucido sono esempi di creativita'.
Poiche' i vantaggi piu' generali offerti dalla coscienza lucida - sia nel sogno sia nella veglia - sono rappresentati dalla capacita' di un'azione flessibile e creativa, non dovrebbe sorprendere che le varie applicazioni del sogno lucido siano tutte esempi di creativita'" (213).
La creativita' e' il campo delle possibilita' aperto dall'immaginazione.
Creativita' ed immaginazione diventano nel sogno lucido un binomio particolarmente potente grazie al vissuto di realta', come prima accennava Tholey.
Se infatti "l'efficacia dell'immaginazione", prosegue LaBerge, "e' in certa misura dipendente dalla sua credibilita' come realta'... sembra probabile che l'immaginazione guaritrice che si presenta nello stadio del sogno lucido possa essere particolarmente efficace.
Questo perche' i sogni lucidi non sono sperimentati solo in quanto molto realistici e vivaci; senza esagerazione possiamo dire che il sogno lucido e' la piu' vivace forma di immagine che possa essere sperimentata da individui normali.
Cosi' quello che avviene nei sogni lucidi ha un impatto molto forte sul sognatore, sperimentalmente e fisicamente" (214).
La base dell'approccio alla guarigione attraverso il sogno lucido e' proprio quella di facilitare i meccanismi di auto-guarigione attraverso i mezzi intenzionali e intenzionati di immaginazione mentale (215).
Cio', come dicevamo, apre alla creativita'; essenzialmente - anche nel campo della salute e della guarigione - al riconoscimento di relazioni di tempo, di spazio, di causa e di significato tra eventi, fatti, situazioni, oggetti ed elementi che a molti altri appaiono distribuiti in modo casuale o privi di senso.
E, contestualmente, alla soppressione di sentimenti di sfiducia e all'"epocheizzazione" di sentimenti di incredulita'.
LaBerge, riportando come esempio i risultati incoraggianti conseguiti da una equipe medica su un gruppo di pazienti ammalati di tumore sui quali, in aggiunta ai normali trattamenti, aveva sperimentato alcune tecniche immaginative (216), in proposito osserva:
"dato il diretto legame tra la mente e il corpo che abbiamo dimostrato nei nostri esperimenti sul sogno lucido, sembra giustificato sperare che l'immaginazione guaritrice durante il sogno lucido possa essere ancora piu' efficace" (217).
Gli esiti degli esperimenti che hanno messo in luce una relazione molto stretta tra il comportamento onirico e le risposte fisiologiche lo autorizzano a sostenere che nel sogno lucido di fatto si presenta un'opportunita' forse unica per poter sviluppare un "...inconsueto grado di autocontrollo fisiologico che puo' dimostrarsi utile per l'autoguarigione" (218).
Pertanto soggiunge avanzando l'ipotesi secondo cui nei sogni lucidi e' possibile compiere azioni finalizzate in modo specifico a ottenere un preciso effetto fisiologico di guarigione.
LaBerge pone percio' alcuni interrogativi cruciali non del tutto sconosciuti a chi si occupa di terapia:
"poiche' sognando generiamo immagini del corpo in forma del nostro corpo di sogno, perche' non dovremmo essere capaci di iniziare un processo di autoguarigione durante i sogni lucidi immaginando consciamente il nostro corpo onirico perfettamente sano?
Inoltre, se il nostro corpo in sogno non appare in stato di perfetta salute, possiamo guarirlo simbolicamente nello stesso modo...
Ecco una domanda per la futura ricerca sul sogno lucido: se guariamo il corpo onirico, in quale misura guariamo anche il corpo fisico?" (219).
E d'altro canto, "se vogliamo accettare la possibilita' che il sogno possa curare, sembra che si debba accettare anche la possibilita' che rechi danno" (220).
Infatti "l'altro lato dell'ipotesi che una positiva immaginazione di sogno possa favorire la salute, e' che un'immaginazione di sogno negativa possa contribuire alla malattia" (221).
A sostegno di cio' LaBerge riporta le conclusioni di uno studio condotto da Harold Levitan, della McGill University, sui sogni di un gruppo di pazienti psicosomatici.
Questi sogni implicavano disturbi del corpo, in vario grado, tali da suggerire che "...l'esperienza ripetitiva di traumi avvenuti contribuisca al cattivo funzionamento dei sistemi fisiologici, e quindi alla produzione di malattie (...)" (222).
La funzione dell'immaginario (intesa come "funzione del possibile"), con il quale intervenire direttamente nello stato di lucidita' onirica, diventa lo strumento necessario per la reintegrazione degli aspetti conflittuali della personalita'.
LaBerge si avvicina cosi' al punto centrale delle ricerche svolte da Tholey sull'applicazione terapeutica del sogno lucido, ed estendendo il concetto di salute a quello di crescita psicologica afferma:
"poiche' salute significa accresciuta completezza, l'evoluzione psicologica spesso richiede la reintegrazione di aspetti della personalita' trascurati o respinti, e questo si puo' consciamente e deliberatamente ottenere mediante incontri simbolici nel sogno lucido.
Il contenuto di un sogno guaritore spesso assume la forma di una integrazione o unione di immagini" (223), come abbiamo visto nelle pagine precedenti, dove Tholey descrive come l'ego onirico possa incontrare, interagire, penetrare o inglobare in se', quasi fagocitandolo, un personaggio o un evento minaccioso o una figura terrifica o perturbante del sogno.
In effetti, se salute significa anche crescita psicologica e consapevolezza, l'incremento della creativita', la sensazione di apertura di nuove prospettive rispetto ai propri problemi, l'aumento della capacita' di autosservazione e un "feeling positivo il giorno dopo", sono le risposte che piu' vengono indicate quali effetti concreti del sogno lucido al risveglio, insieme alla sua percezione come forma di autoterapia e di autoguarigione e, chiaramente, come occasione di crescita personale (224) e per sperimentare azioni alternative.
Un sogno lucido, come spiega efficacemente Malcolm Godwin, offre trasformazioni cosi' reali che possono, a certi livelli, coinvolgere tutti i sensi, permettendo cosi' gli effetti di cura e di guarigione (225).
Un sogno lucido di guarigione e' allora una esperienza in cui ci si sente bene e in buona salute, in cui si sperimenta e si vive il proprio corpo al meglio delle sue potenzialita', in cui non si avvertono dolori, fastidi, limitazioni, in cui quasi si toccano le parti del proprio corpo, anche quelle interne, e si vedono vive, pulsanti, perfettamente funzionanti.
O in cui si sperimenta un cambiamento, una trasformazione in positivo: una parte malata che guarisce, ricomincia a funzionare, a ricomporsi, a reintegrarsi con le altre o inizia a cambiare aspetto e forma, a espellere e distruggere focolai necrotici e infettati per sostituirli rapidamente con nuclei sani.
Il sogno lucido, come sottolinea Ernest L. Rossi (226), implica "...un certo grado di pianificazione cosciente e di controllo della volonta' per trasdurre l'attivita' mentale in risposte fisiologiche".
Non vi e' ovviamente un criterio unico in tutto questo: ognuno di solito utilizza le immagini e le modalita' piu' congrue alla propria esperienza e che meglio soddisfano la propria intenzione (227).
Ma due, crediamo, siano le condizioni: la prima e' attivare una forte volonta' sostenuta da una consapevole fiducia negli esiti positivi possibili, la seconda, non meno importante, e' nutrirsi di rispetto e di amore per se stessi e per la propria crescita evolutiva, per la Vita dell'universo che rappresentiamo o, come dice Aristotele, per quella inestinguibile scintilla di divino che ognuno porta dentro di se'.
Dialogo tra un miscredente e un sognatore
M. "Hai mai sentito parlare del sogno lucido?"
G. "No".
M. "Il sogno lucido e' un particolare tipo di sogno, durante il quale la persona e' consapevole che sta sognando, ed e' consapevole di esserne consapevole".
G. Gregorio fece una smorfia "Sembra un gioco di parole. Lascia perdere, Malinverni, non credo..."
M. "Ascolta, non e' un giochino, non ti sto raccontando storie. E' stato provato scientificamente. Chi fa un sogno lucido e' in grado di pensare e di agire razionalmente, quindi di esercitare una certa influenza sulla natura e sul corso del sogno"
G. "Vuoi dire che sarei in grado di guidare i miei sogni?" chiese Gregorio.
M. "Piu' o meno. Le ricerche scientifiche hanno stabilito che i sogni lucidi si verificano durante il sonno REM e hanno molti tratti in comune con i sogni normali. Ma attenzione: alcuni soggetti, durante il sogno lucido, sono riusciti a imporsi di compiere determinate azioni precedentemente stabilite" (...)
G. "Immagino che sia una cosa per pochi eletti" disse Gregorio, senza nascondere il tono ironico.
M. "Ti sbagli, e' alla portata di tutti. Ci vuole solo un po' di allenamento" (...) Malinverni sorrise divertito, si sfilo' gli occhiali e comincio' a strofinarli energicamente...
M. (...) "Non ho detto che e' cosi' semplice, che tutti possono farlo da un giorno all'altro. Nella tradizione orientale, in particolare quella del buddismo tibetano, gli yogi praticavano regolarmente questa tecnica"
G. "Come si impara a fare i sogni lucidi?"
M. "Bravo, il miscredente si e' deciso! Ascolta, per prima cosa devi accettare l'idea che i sogni lucidi esistano. Poi incominci a tenere un quaderno sul comodino, e appena ti svegli annoti tutti i sogni che puoi ricordare. Mi segui?"
G. "Si, si".
M. "Secondo passaggio: comincia a pensarci durante il giorno, e prima di addormentarti concentrati sull'intenzione di fare un sogno lucido. Terzo: devi dormire abbastanza, in modo da svegliarti spontaneamente. I sogni lucidi, come quelli normali, tendono ad aver luogo nelle ore che precedono il risveglio, quando prevale il sonno REM. Una buona tecnica, per esempio, e' quella di svegliarsi un po' prima di doversi alzare, e poi cercare di riaddormentarsi con la determinazione di fare un sogno lucido. Magari pensando di incontrare Eleonora...".
G. "Mi sembra tutto troppo semplice. Tu ci riesci?".
M. Malinverni scosse la testa "I sogni lucidi sono molto piacevoli e danno gioia. L'oppressione spettrale non lascia spazio per un sonno felice. Ci sono riuscito solo pochissime volte, diversi anni fa".
G. "Hai incontrato persone morte?"
M. "No, allora mi buttavo su altri generi: voli, imprese impossibili, e soprattutto sesso. Ho avuto avventure incredibili, anche con donne famose. Questo e' il bello del sogno lucido, che puoi scegliere il meglio senza correre il rischio di essere rifiutato".
G. "Sei riuscito a confondermi di piu'".
M. "Non e' meraviglioso? Non sei attratto dalla confusione? Non ti affascina l'idea di sperimentare nuove vie?" esclamo' Malinverni eccitato.
G. "Piu' che affascinato, tremendamente spaventato"
M. "Questi sono cavoli tuoi" concluse Malinverni soddisfatto.
G. "Quando comincio?"
M. "Hai già cominciato" (228)
Autore:
dott. Paolo Parciasepe
Note
P. THOLEY, 1983, op. cit.
P. THOLEY, 1983, op. cit.
P. THOLEY, 1983, op. cit.
P. THOLEY, 1983, op. cit.
K. M. T. HEARNE, "A "light-switch" phenomenon in Lucid Dreams", Journal of Mental Imagery, 5, 1981; "Effects of performing certain set tasks in Lucid Dreams", Perceptual and Motor Skills, 54, 1982.
P. THOLEY, 1983, op. cit.
K. MOSS, Wayne State University, "Performing the light-switch task in lucid dreams: a case study", Journal of Mental Imagery, 13 (2), 1989.
P. THOLEY, 1983, op. cit.
P. THOLEY, 1983, op. cit.
P. THOLEY, 1983, op. cit.
Vedi nota n. 137.
Vedi anche A. POTAMIANOU, "Somatization and Dream Work", Psychoanalytic Study of the Child, v. 45, 1990.
Riguardo al sogno come momento esperienziale, agganciato sia alla vicenda soggettiva sia agli snodi interpretativi, talora cruciali, di una relazione terapeutica, non posso non menzionare il caso di un'altra mia paziente, la quale, sfruttando la tecnica dell'intenzione descritta da Tholey, dopo circa una settimana di tentativi e' riuscita a sognare una "situazione piacevole":
"Volevo sognare qualcosa di piacevole, qualcosa che mi avrebbe fatto bene. Dopo una settimana di tentativi, in cui, mentre mi addormentavo, cercavo di fissarmi questa generica intenzione, ho sognato mio nonno.
Mi e' apparso in sogno all'improvviso dicendomi "Eccomi qua, mi hai chiamato e sono venuto".
Ero commossa e felice. Mi ha preso per mano e siamo andati a fare una gita, come quando ero piccola. Per la prima volta dopo molto tempo mi sono svegliata felice.
Non avevo intenzione di sognare proprio mio nonno quando volevo sognare qualcosa di piacevole, ma e' come se la mia mente avesse obbedito al mio desiderio e avesse scelto per me un ricordo lontano che avevo quasi dimenticato".
In questo modo il sogno (non un sogno lucido, benche' sia stata determinante una tecnica di induzione del sogno lucido) si e' costituito esso stesso, direttamente, come esperienza positiva e come momento terapeutico, in questo caso anche sulla base di quanto emerso nel corso della relazione (per l'appunto una profonda e antica infelicita' della paziente).
P. P. NOTARFRANCHI, "Il sogno e la cultura dominante", in "Il mondo dei sogni", di F. AGRESTA e P. P. NOTARFRANCHI, Riza Scienze, 12, 1986.
Una conclusione che riflette chiaramente la lezione junghiana circa l'interpretazione del sogno "sul piano esclusivo del soggetto".
S. LABERGE, 1988, op. cit.
S. LABERGE, 1988, op. cit.
P. THOLEY, "Applications of Lucid Dreaming in Sports", Tenth Anniversary Issue of Lucidity Letter, 2004, Lucidity Association, 1991.
"Experiments showed that repeated movements in particular can be substantially improved with the appropriate exercises during lucid dreaming... This improvement was imputed to various tendencies towards a good gestalt ("pregnance") that be observed in all living systems in which the individual parts are locked into dynamic interaction with each other.
In a lucid dreaming the individual areas of the phenomenal field interact in a more intensely dynamic way than in a waking state in which the areas of the phenomenal field are more dependent on sensory processes".
(P. THOLEY, op. cit., 2004).
Tholey cita due esempi in proposito:
"Jean-Claude Killy, winner of several Olympic medals in Alpine skiing, reports that on the evening before a race, in a half-sleeping state ("...stato di semi-addormentamento..."), he mentally skis over the slalom course (which he has imprinted in his memory during the day) as many times as are necessary to master the course well enough to ski it without falling".
Tholey soggiunge correttamente che, "although this is hypnagogic rehearsal, the technique can be used in lucid dreams".
Piu' avanti riporta l'esperienza personale di Sladko Solinski, "an internationally successful equestrian", il quale riferisce in particolare che "during lucid dreaming "I ride" the course through several times (three to nine times), exactly and completely. Based on this experience, my "body knowledge" is sufficient to get through the course autonomously, i.e., without conscious or deliberate effort". P. THOLEY, op. cit., 2004.
"This is especially important for complex types of sports in which the athlete must quickly react to unforeseen situations". P. THOLEY, op. cit., 2004.
P. THOLEY, op. cit., 2004.
P. THOLEY, op. cit., 2004.
S. LABERGE, 1988, op. cit.
S. LABERGE, 1988, op. cit.
S. LABERGE, "Healing Through Lucid Dreaming", Tenth Anniversary Issue of Lucidity Letter, 2004, Lucidity Association, 1991.
S. LABERGE, 1988, op. cit., S. LABERGE, 2004, op. cit.
S. LABERGE, 1988, op. cit.
S. LABERGE, 1988, op. cit.
S. LABERGE, 1988, op. cit.
In alcuni casi in misura decisamente completa, come nota E.W. KELLOGG III in un intervento in cui riporta un suo sogno lucido di guarigione.
Kellogg continua: "...lucid dream healing involves mental certainty of a change-of-state non usually available in other self-healing modes such as visualization therapies".
Infatti, conclude, a proposito della malattia che lo ha colpito alla gola, "I did not imagine (nel senso di "pensare") that I had healed my tonsil, I experienced a healthy tonsil".
(E. W. KELLOGG III, "A Personal Experience in Lucid Dream Healing", Tenth Anniversary Issue of Lucidity Letter, 2004, Lucidity Association 1991).
Le immagini evocate, in un sogno lucido, acquistano la forza di un'esperienza reale.
Cio' e' vero anche per le immagini connesse con esperienze di guarigione e di ripristino di una condizione di salute.
S. LABERGE, 1988, op. cit.
S. LABERGE, 1988, op. cit., S. LABERGE, 2004, op. cit.
S. LABERGE, 1988, op. cit., S. LABERGE, 2004, op. cit.
S. LABERGE, 1988, op. cit.
M. WOLPIN e Al., 1992, op. cit.
M. GODWIN, 1999, op. cit.
ERNEST L. ROSSI, "La psicobiologia della guarigione psicofisica", ed. Astrolabio, Roma, 1987.
"Possiamo supporre che nel sistema limbico-ipotalamico, oltre ai modelli problematici di cui abbiamo parlato, siano codificate le modalita' esperienziali di funzionamento ottimale, le quali sono senza dubbio associate con ricordi felici di buona salute, di benessere, di esperienze gioiose, di lavoro creativo e di buon rapporto con la realta'.
Esse costituiscono... (...) il repertorio interiore di risorse...
Per ogni individuo il compito fondamentale e' apprendere... (...) e utilizzare il personale, irripetibile repertorio interiore di risorse psicobiologiche che possono, in ultima analisi, modulare i processi biochimici all'interno della cellula".
(ERNEST L. ROSSI, op. cit.).
Rossi, citando alcuni lavori di J. Achterberg, sottolinea il ruolo di organizzatore e di trasduttore degli stimoli - esterni e interni - svolto dal sistema limbico-ipotalamico nella "regolazione degli stati corporei", specificando che, soprattutto nell'osservazione degli effetti placebo e degli esiti dell'ipnosi terapeutica, "...la comunicazione mente-corpo e la guarigione psicofisica sono mediati dall'immagine corporea, un'organizzazione di immagini visive che evidentemente viene costruita nel sistema fronto-limbico, particolarmente con l'aiuto dell'emisfero cerebrale destro".
(ERNEST L. ROSSI, op. cit.).