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Tecniche di induzione del sogno lucido: Tecniche per la manipolazione dei sogni lucidi
scritto da: Tecniche di induzione del sogno lucido
Tecniche di induzione del sogno lucido (formato PDF) TECNICHE DI INDUZIONE DEL SOGNO LUCIDO
Torna Cap. III: Controllo e manipolazione dei sogni lucidi. III - 2. Tecniche per la manipolazione dei sogni lucidiIII - 2.1 MANIPOLAZIONE PER MEZZO DELLE ASPETTATIVE DI LUCIDITA' Un primo metodo di manipolazione proposto da Paul Tholey sfrutta i medesimi fattori che possono indurre la lucidita' onirica: allenamento della volonta' cosciente e autosuggestione, sia durante l'addormentamento sia nelle fasi di veglia immediatamente precedenti (169). Questa semplice tecnica tuttavia non prevede come oggetto della propria intenzione cosciente l'essere consapevole in quanto tale - cioe' il suo mantenimento a partire dallo stato, ancora vigile, di preaddormentamento - ma trasferisce al sogno lo stesso rapporto riflessivo tra coscienza e azione presente nello stato di veglia. I sognatori lucidi che sperimentano questa tecnica evidentemente imparano a gestire le loro aspettative riguardo alla consapevolezza che potrebbero raggiungere durante il sogno, trasformandole direttamente in modalita' attive di intervento sul contenuto stesso del sogno; modalita' che a loro volta rafforzano la condizione di lucidita'. La consapevolezza onirica e' cosi' raggiunta soprattutto perche' il sognatore puo' rendersi conto di agire nel sogno nel modo che si era prefissato.
Le introspezioni erano direttamente espresse da figure del sogno o erano indirettamente ottenute attraverso un'interpretazione degli eventi del sogno" (170). Di seguito l'autore afferma che la manipolazione del sogno puo' anche dipendere in alcuni casi dal solo desiderio evocato dal sognatore lucido all'interno del suo sogno:
Erano capaci di cambiare l'ambiente del sogno o perfino la propria persona cosi' come erano capaci di trasportare se stessi in altri luoghi..." (171). Molto interessanti le considerazioni circa l'atto stesso del desiderare:
Se i cambiamenti desiderati avvenivano negli eventi del sogno, essi sembravano indipendenti e non immediatamente influenzati dall'atto del desiderarli" (172). Il sogno lucido, cioe', anche quando rispecchia le decisioni consce del sognatore non sembra essere un tutt'uno con queste ultime. Piu' avanti l'autore descrive alcune modalita' attraverso le quali puo' avvenire un cambiamento desiderato nel contenuto del sogno:
Per esempio i soggetti che volevano incontrare una persona particolare in un sogno lucido, avevano raramente successo se cercavano semplicemente di rievocare la persona. D'altra parte essi avevano spesso successo quando chiamavano la persona in questione (nominandola), o quando andavano in un locale particolare dove volevano incontrare questa persona (sapendo di poterla incontrare)" (173). Alla luce di queste considerazioni sembrerebbe talora necessario, per modificare il sogno, utilizzare circostanze molto simili, e peraltro poco sorprendenti, a quelle che avvengono o si determinano nella vita reale. III - 2.2 MANIPOLAZIONE ATTRAVERSO LO STATO EMOZIONALE La tecnica detta di "manipolazione attraverso lo stato interiore" ("inner state") si basa su un'importante regola onirica: come abbiamo accennato prima, il contenuto del sogno, nelle sue qualita' formali e nei suoi elementi di ambientazione, si costituisce e puo' modificarsi soprattutto in rapporto alla tonalita' emotiva (lo stato interiore momentaneo o una condizione emotiva piu' costante) che il sognatore esprime attraverso l'ego onirico. I personaggi e gli oggetti rappresentati acquistano forme e assumono minore o maggiore rilievo e consistenza principalmente in relazione all'investimento emozionale trasferito loro dall'ego del sogno. E' in questo senso che avviene la genesi e la costruzione simbolica di un elemento onirico, ma sempre, come avverte Jung, all'interno dei significati della vicenda soggettiva, esclusiva e unica, del sognatore.
E' stato dimostrato che lo scenario di un sogno, e in particolare l'aspetto e il comportamento delle altre figure del sogno, dipendono in grado elevato dalla attitudine emotiva del sognatore. Se il sognatore affronta con coraggio una figura minacciosa, la sua natura minacciosa in generale diminuisce gradualmente e la figura stessa spesso inizia a ridursi. Se il sognatore d'altronde permette a se stesso di essere pervaso dalla paura ("if the dreamer on the other hand allowed himself to be filled with fear..."), la natura minacciosa della figura del sogno aumenta, e la figura stessa inizia a crescere. La manipolazione del contenuto del sogno attraverso i mezzi dello stato emozionale interno e' stata impiegata con successo per eliminare i sogni spiacevoli" (174). Il controllo del disturbo da incubi o il superamento di una particolare angoscia (175) rappresenta non solo una delle motivazioni piu' comuni per iniziare a "voler" sognare in modo lucido (176), ma costituisce sovente anche l'innesco stesso della lucidita' durante il sogno (177). Dal punto di vista terapeutico questa tecnica offre uno spunto molto interessante risultante dall'utilita' del feed-back che viene a crearsi nel rapporto tra l'ego del sogno e la figura onirica in quel momento focalizzata. Il sognatore lucido impara cosi' a esprimere e a controllare diversi stati emozionali non solo perche' ne e' consapevole ma perche' puo' averne un riscontro immediato attraverso i cambiamenti quali-quantitativi dei personaggi del sogno. III - 2.3 MANIPOLAZIONE PER MEZZO DELLO SGUARDO Per quanto riguarda la "manipolazione effettuata attraverso la vista" ("...by means of looking...") - di cui abbiamo fatto cenno nel precedente capitolo a proposito del mantenimento e del prolungamento della condizione di lucidita' - l'autore sostiene che "...se una figura ostile del sogno viene guardata direttamente negli occhi, questi vengono privati della loro natura minacciosa" (178). Se, come suggeriva l'autore, il mantenimento della condizione di lucidita' e il conseguente evitamento del risveglio attraverso la stabilizzazione di un nuovo ambiente onirico possono essere realizzati per mezzo di un appropriato cambiamento della direzione dello sguardo nel sogno, qui viene al contrario sostenuto che la modificazione di un aspetto del contenuto onirico puo' essere raggiunta per mezzo della fissazione dello sguardo.
Per un verso era impossibile (per i sognatori) guardare troppo a lungo in una (sola) direzione; per altro verso le figure del sogno cercavano di evitare lo sguardo in varie maniere. Alcuni soggetti hanno raccontato che le figure ostili del sogno erano capaci di fuggire dai loro sguardi ("dagli sguardi dei sognatori") scrollando la testa o indossando una cappa ("cowl") o attaccandoli "attaccando i sognatori") da tergo" (179). La contraddizione e' dunque apparente. Tuttavia, sognatori lucidi esperti possono sfruttare quest'effetto, restando sempre al di sotto della soglia di risveglio, per modificare rapidamente lo scenario onirico, nel senso che la fissazione dello sguardo del loro ego onirico su una precisa figura del sogno condurrebbe al progressivo dissolvimento di alcune caratteristiche formali di quest'ultima, ovvero le modificherebbe. Sembra comunque piu' un'eccezione che una regola. E' curioso notare che le figure oniriche si servono dei piu' banali e comuni accorgimenti per evitare questo sguardo (la cappa o un cappuccio sulla testa), quasi per impedire il dissolvimento del sogno di cui sono personaggi ma anche artefici. III - 2.4 MANIPOLAZIONE ATTRAVERSO I MEZZI DI ESPRESSIONE VERBALE
La semplice domanda "chi sei tu?" comporta un cambiamento notevole nelle figure del sogno alle quali cosi' ci si rivolge ("...so addressed"). Le figure di estranei si trasformano in individui conosciuti e familiari" (182). L'autore considera "...le conversazioni con altre figure del sogno molto interessanti e di grande effetto terapeutico nei sognatori lucidi" (183). Secondo l'autore con questa tecnica, che potremmo definire di tipo "conversazionalista", il sognatore puo' ottenere non solo un effetto di modificazione ma anche un piu' elevato livello di lucidita' onirica (184), naturalmente in relazione a cio' che il sogno stesso sembra comunicare attraverso la mediazione verbale dei personaggi che in esso compaiono. La conversazione onirica con le figure del sogno viene infatti dall'autore esaltata come l'esperienza piu' vicina a una condizione di illuminata e profonda autoconsapevolezza: una sorta di conversazione con dei Virgilio-Se', in grado di gettar luce nei meandri psicologici personali piu' reconditi. Le qualita' formali del sogno vengono in questo caso subordinate al contenuto semantico, talora emblematico e risolutivo, della conversazione, alla sua stessa forma colloquiale - indicata e auspicata altrove dall'autore (185) - e alle modalita' allocutivo-collocutivo-denotative che in generale ne caratterizzano la struttura. Diversa e' la manipolazione del sogno attraverso specifiche azioni o gesti particolari.
Tra queste ultime l'autore annovera le esperienze extracorporee (argomento che abbiamo esaminato nel precedente capitolo), le esperienze
di volo, le sensazioni psichedeliche e le esperienze di viaggio e di spostamento.
E soggiunge che in ricerche precedenti "...furono anche sviluppate parecchie tecniche comuni: per esempio, la maggior parte dei soggetti usava un balzo, un salto da una grande altezza come la piu' efficace tecnica per produrre esperienze di volo o di galleggiamento" (188). III - 2.5 MANIPOLAZIONE ASSISTITA DAI PERSONAGGI DEL SOGNO Per cio' che concerne la "manipolazione con l'assistenza di altre figure del sogno" non possiamo non rimandare il lettore alle considerazioni sviluppate nel precedente capitolo a proposito dei "dream characters" (PS) e delle capacita' che sorprendentemente sembrano manifestare. Per "altre figure del sogno" Tholey, come abbiamo visto, intende tutti i personaggi - o propriamente parti del sogno - che pur differenziandosi dal ruolo principale dell'ego onirico assumono un notevole rilievo nella struttura costitutiva e nell'economia del sogno (lucido). Il ruolo dei personaggi onirici diventa per Tholey un costante riferimento: qui troviamo che la loro specifica azione e' determinante nell'intervento e nella modificazione di alcuni aspetti del contenuto onirico, compreso lo stesso ego onirico del sognatore:
Altri soggetti avevano trasformato il loro aspetto ("...metamorphized...") o erano trasportati in altri luoghi grazie all'intervento di maghi" (189). E' interessante notare che questi personaggi attuano degli interventi connaturati e coerenti con gli aspetti sotto i quali si presentano all'ego onirico: l'esperienza di volo e' affidata a un... fantasma, mentre la traslocazione o l'alchimistica metamorfosi del proprio aspetto esteriore non possono essere meglio realizzati se non da un mago. In altre parole, per introdurre modificazioni essenziali nelle qualita' formali del contenuto onirico o per provare esperienze particolari il sognatore (il suo ego-onirico) talora ricorre all'intervento diretto di figure del sogno alle quali vengono attribuite capacita', funzioni o proprieta' assolutamente determinanti. C'e' da chiedersi perche', per esempio, un mago debba essere meglio di un chirurgo plastico, ma e' evidente che in tal caso intervengono suggestioni risalenti, molto probabilmente, a immagini pittoresche e a fantasie dell'eta' infantile radicate nella memoria. Quello che stupisce e' che nel sogno lucido il ricorso a queste figure e' di fatto intenzionale. Tholey aggiunge alcune osservazioni:
Abbiamo sviluppato un certo numero di raffinate ("substle") procedure sperimentali (vedere capitolo precedente) per provare le loro capacita'. I nostri risultati fino ad oggi hanno dimostrato che alcune figure del sogno si comportano come se possedessero una loro prospettiva percettiva, una loro abilita' cognitiva (pensiero, memoria, ecc.) e perfino delle motivazioni proprie (...)" (190). Leggi il Cap. III - 3: Limiti della manipolazione e possibilita' applicative
dott. Paolo Parciasepe Note
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