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Tecniche di induzione del sogno lucido: Controllo e manipolazione

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Tecniche di induzione del sogno lucido: Controllo e manipolazione

scritto da:

Dott. Paolo Parciasepe

- Psicologo Psicoterapeuta

Parla di:
- Fenomenologia, coscienza e paradossi del sogno lucido
- Tecniche di induzione e aspetti cognitivi dei sogni lucidi
- Controllo e manipolazione dei sogni lucidi

articolo tratto da psico-pratika - Guarda tutti gli articoli

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Tecniche di induzione del sogno lucido

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Tecniche di induzione del sogno lucido
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TECNICHE DI INDUZIONE DEL SOGNO LUCIDO

Torna Cap. II - 2: Caratteristiche cognitive dei sogni lucidi.

Cap. III: Controllo e Manipolazione dei sogni lucidi

    "...e continuo' in certo modo a sognare ... non piu' con visioni, ma col ragionamento che pero' non era meno audace e confuso.
    "Lo sapevo che era un sogno" disse tra se' vagellando.
    "Un sogno delizioso e terrificante.
    In fondo, me ne rendevo conto, in tutto questo tempo me lo sono fabbricato da me ... il parco frondoso e il dolce umidore e tutto il resto, il bello e il brutto, lo sapevo quasi in anticipo.
    Ma come si possono sapere queste cose e fabbricarsele, e procurarsi felicita' e angoscia?
    Dove l'ho preso quel bel golfo con le isole e con il tempio indicatomi dallo sguardo di quel simpatico giovane isolato?
    I sogni non nascono soltanto dalla propria anima, direi, ma possono essere anonimi e comuni, sia pure a modo loro".
    " (162).


III - 1. CONTROLLO E INTERVENTO SUL CONTENUTO DEI SOGNI LUCIDI

La conseguenza piu' immediata della lucidita' onirica si ravvisa nella relativa capacita' di controllo e intervento sul contenuto stesso dei sogni.
Abbiamo potuto vedere come gia' alcune tecniche di induzione e mantenimento della lucidita' possono condurre a una sostanziale modificazione dello scenario onirico, a causa della diversa prospettiva introdotta nel sogno che svincola immediatamente l'azione onirica dalla sua coattivita'.

Ma benche' la lucidita' onirica (la consapevolezza di stare sognando) possa di per se' veicolare decisivi fattori di intenzione e volizione necessari al controllo del sogno, il perfezionamento della capacita' di modificare gli scenari e i contenuti dei sogni lucidi dipende essenzialmente dall'apprendimento e dall'utilizzo delle tecniche cosiddette di "manipolazione" onirica.

La capacita' di controllare e guidare i sogni lucidi sembra essere correlata in senso negativo con l'eta' in coincidenza della quale questi sogni hanno avuto inizio per la prima volta e in senso positivo con la capacita' di trarre da questi sogni vantaggi e benefici desiderati e, particolare curioso, con la frequenza con la quale vengono riportate esperienze oniriche in qualche modo riferibili alla sensorialita' olfattiva e gustativa (163).

Ancora, il grado di controllo del sogno lucido appare in relazione con l'assertivita' interiore, con la sensazione di benessere soggettivo (misurata con le Kammann and Flett's scales of subjective well-being, 1983) e con il grado di vividezza delle immagini al risveglio, mentre sembrerebbe sussistere una modesta correlazione tra grado di controllo e frequenza dei sogni lucidi (164).

Restando sul piano fenomenologico intendiamo per "contenuto" del sogno semplicemente cio' che "appare" all'ego onirico del sognatore e cio' che esso vive.
Il contenuto del sogno e' percio' il sogno stesso, cosi' come viene sperimentato, soprattutto sul piano emozionale, nella sua successione di immagini.

Le immagini oniriche comprendono luoghi, oggetti e personaggi di vario genere.
Con questi personaggi l'ego onirico sperimenta situazioni di dialogo, di confronto e di opposizione; oppure ne avverte soltanto la semplice, indefinita presenza.

Modificare il contenuto del sogno potrebbe non voler dire, tuttavia, intervenire sulla successione delle immagini oniriche quasi a renderla diversa da quello che avrebbe dovuto essere: quest'affermazione infatti non avrebbe alcun senso dato che la successione di immagini oniriche si crea istante per istante (165).

Significa piuttosto modificare la partecipazione emozionale e attiva dell'ego onirico in rapporto ai personaggi e agli elementi formali e figurali che via via appaiono nel sogno, spontaneamente o perche' intenzionalmente evocati.

Apparentemente diverso e' invece lo scenario onirico costituito da tutti quegli elementi che compongono l'ambientazione generale e la prospettiva del sogno: la luminosita', la posizione, il movimento, ecc.
Modificare lo scenario onirico equivarrebbe ad agire intenzionalmente su questi elementi: un paesaggio luminoso e solare potrebbe trasformarsi all'occorrenza in un paesaggio notturno; una particolare scena potrebbe essere osservata da piu' punti di vista; una situazione troppo statica potrebbe movimentarsi, per esempio attraverso l'azione dei singoli personaggi.

Questi elementi, tuttavia, nel momento in cui vengono investiti dall'attenzione che attraversa l'ego onirico, possono subire una sorta di inversione figura-sfondo acquistando risalto a scapito della stabilita' delle immagini e dei singoli oggetti rappresentati.

Infatti il paesaggio luminoso e solare che si trasforma in un paesaggio buio e notturno non e' detto che resti lo stesso paesaggio:
cio' che in quel momento conta, evidentemente, e' la sua maggiore o minore luminosita'.
Analogamente, la scena che si presenta piuttosto statica e che assume dinamicita' attraverso l'azione di uno o piu' personaggi potrebbe perdere di consistenza rispetto al movimento stesso, trasformandosi in una scena movimentata ma con tutt'altri personaggi.

In altre parole il mutamento dello scenario onirico puo' risolversi in un mutamento del contenuto del sogno, dal momento che la distinzione fra contenuto e scenario e' piu' teorica che reale.
Cio' che di fatto garantisce una sensazione di continuita' al sogno e' soltanto l'ego onirico che identifica il sognatore (166).
I mutamenti nel contenuto e nello scenario del sogno possono percio' avvenire e acquisire risonanza in rapporto alla qualita' emotiva dell'ego onirico.

La manipolazione del sogno ha tuttavia dei limiti, essendo il sognatore lucido comunque incapace di intervenire completamente sulle sue immagini oniriche.
La ragione di tale incapacita' potrebbe forse risiedere in un limite naturale del coinvolgimento attivo della corteccia in rapporto al processo del sonno REM, quest'ultimo dipendente, invece, da meccanismi sottocorticali e neurometabolici.
Il coinvolgimento attivo della corteccia per LaBerge peraltro gia' spiegherebbe sufficientemente la stessa lucidita' onirica (167).

E' significativo osservare che una delle difficolta' incontrate dai sognatori lucidi nel manipolare i loro sogni e' costituita dalla dimensione temporale, ossia una delle esperienze umane che piu' eludono le forme di rappresentazione cosciente.
Il tempo, infatti, sembra anche nel sogno estremamente difficile da rappresentare in quanto tale, cosi' come, in taluni casi, sembrerebbe difficile percorrerlo, sia pure in rapporto alle proprie vicende passate o alle proprie proiezioni future.
In tal senso questa difficolta' potrebbe essere legata a fattori critici di tipo affettivo e psicologico e a una scarsa predittivita' delle proprie autorappresentazioni.

L'azione onirica ha comunque un "suo" tempo risultante da un'esperienza in fondo legata alla spazialita' (come del resto afferma la Fisica), sia in termini di movimento sia in termini di consecutivita'.
Le azioni oniriche - semplificando - segnano un tempo perche', una dopo l'altra, percorrono degli spazi.
L'unita' temporale onirica infatti corrisponde, quantomeno nel resoconto del risveglio, a una "scansione" del movimento nella scena del sogno, ossia ad una attivita' in esso svolta (168).

Vi e' infine una relativa difficolta', di cui abbiamo parlato all'inizio, costituita dalla visione del proprio volto visto come in uno specchio, con i propri lineamenti perfettamente riflessi.
A detta di alcuni sognatori lucidi abituali questa difficolta' appare in relazione alla fissazione del proprio "sguardo di sogno", che, come vedremo, e' responsabile di un parziale o totale dissolvimento dello scenario onirico.

Sebbene il sogno lucido possa essere quasi per definizione un sogno manipolabile, l'impossibilita' di un controllo e di una manipolazione totali, e soprattutto la precisa sensazione di questo limite, sono forse cio' che lo rende, almeno fenomenologicamente, "piu' onirico" (e quindi enormemente piu' realistico) rispetto a forme, per esempio, di attivita' immaginativa messe in atto in condizioni diverse dal sonno e molto piu' somiglianti a un pensiero.


Leggi il Cap. III - 2: Tecniche per la manipolazione dei sogni lucidi

Autore:

dott. Paolo Parciasepe

Note
  1. T. MANN, "Der Zauberberg", tr. it., Ervino Pocar, "La montagna incantata", ed. Corbaccio, Milano, 1992.

  2. M. WOLPIN e Al., 1992, op. cit.
    E' opportuno sollevare un dubbio circa le sensazioni oniriche di tipo olfattivo e gustativo (cfr. M. GODWIN, 1999, op. cit.).
    Come si sa gli odori e i sapori costituiscono esperienze sensoriali facilmente memorizzabili, dotate peraltro di una forte resistenza all'oblio, ma legate alla fattuale modalita' di riconoscimento piuttosto che a una modalita' rievocativa, di ricostruzione e di rappresentazione mentale.
    Sognare questo tipo di esperienze potrebbe riflettere in realta' il risultato dell'elaborazione secondaria di un'immagine (onirica) legata a tali esperienze.
    Sognare un mazzo di rose fresche, per esempio, potrebbe implicare la difficolta', nel ricordo al risveglio, a non credere di averne sognato anche il fragrante profumo.
    Diverso e' invece cio' che riguarda le sensazioni tattili.
    Queste sensazioni hanno molto in comune, probabilmente anche a livello di codificazione mnemonica, con le percezioni visive e le immagini, giacche' le forme degli oggetti non solo si vedono ma si toccano.
    Per questa ragione l'immagine mentale di un oggetto, e verosimilmente anche la sua immagine onirica, richiama qualita' formali che sono si visibili, ma che contengono anche informazioni acquisibili attraverso il tatto.
    Non e' difficile immaginare un oggetto con una superficie ruvida, dura e irregolare, per esempio una parete rocciosa, e nello stesso tempo "sentirne" quasi le spigolose asperita', la tagliente e cristallina scabrezza e persino la diversa e composita granulosita'.

  3. M. WOLPIN e Al., 1992, op. cit.

  4. P. CICOGNA e C. CAVALLERO (vedi 1993, op. cit.) avanzano a questo riguardo un'ipotesi, secondo la quale l'attivazione bottom-up (forse casuale) di contenuti mnestici che avviene durante tutti i sogni e' seguita da un processo cognitivo elaborativo che, se da una parte da' conto della forma rappresentazionale onirica, dall'altra avvia, come retroazione top-down, una sorta di pianificazione della trama, ossia di attivazione e di attingimento di ulteriori contenuti di memoria almeno in parte pertinenti a quelli rappresentati, date le loro connessioni associative.
    Cio' forse darebbe conto anche del fatto che talvolta, nel ricordo al risveglio, il sogno sembra costituirsi come una sequenza narrativa, con una struttura continua di significati, con un inizio, un punto centrale e una conclusione.

  5. "...il sogno lucido mi ha insegnato a muovermi all'interno di una realta' duttile in seno alla quale si puo' produrre qualsiasi mutamento, qualsiasi trasformazione. Dipende soltanto dalla mia intenzione: nel sogno lucido, il desiderio di voler essere in Africa, tra branchi di elefanti, era sufficiente a trasportarmici...".
    A. JODOROWSKY, 2006, op. cit.

  6. S. LABERGE, 1988, op. cit.

  7. A. ZITO, P. CICOGNA, C. CAVALLERO, "Dream Data Bank: una banca dati per la ricerca sulla fenomenologia del sogno", Giornale Italiano di Psicologia, n. 5, Dicembre 1991.



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