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Demenza e livello d'istruzione: analizzata l'associazione

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Demenza e livello d'istruzione: analizzata l'associazione
USA. Indagine mostra che maggiore è il livello d'istruzione, minore è la demenza tra gli over 65

L'articolo "Demenza e livello d'istruzione: analizzata l'associazione" parla di:

  • Demenza e aspettativa di vita
  • Istruzione e funzionamento cognitivo
  • Cambiamenti avvenuti in un decennio
Psico-Pratika:
Numero 146 Anno 2018

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 01 Maggio 2018

Demenza e livello d'istruzione: analizzata l'associazione
USA. Indagine mostra che maggiore è il livello d'istruzione, minore è la demenza tra gli over 65

Los Angeles. Tra livello d'istruzione di un individuo e sviluppo della demenza* vi sarebbe un'associazione.
Nello specifico, le persone che hanno un'istruzione elevata (per esempio di tipo universitario) manterrebbero un funzionamento cognitivo sano più a lungo rispetto a chi è poco istruito, dunque manifesterebbero il decadimento delle proprie capacità mentali più tardi nel tempo.
A sottolineare questa caratteristica e analizzarne le particolarità è un nuovo studio condotto presso la University of Southern California sotto la guida della Dr.ssa Eileen M. Crimmins*, recentemente pubblicato sulla rivista Journals of Gerontology*.

Premesse dello studio. Come affermano gli autori nell'introduzione allo studio, negli Stati Uniti (ed anche in alcuni paesi dell'Europa Occidentale) la demenza sembra essere in declino e l'aumento dell'aspettativa di vita è andato avanti in modo moderato negli ultimi decenni.
Alcune ricerche precedenti hanno mostrato come vi siano molte differenze in termini di funzionamento cognitivo e sviluppo di forme di decadimento tra chi ha un elevato livello d'istruzione e chi, invece, un livello inferiore. Per quest'ultima categoria di persone è stata anche registrata un'aspettativa di vita più bassa.
Si è giunti, quindi, all'ipotesi che livelli crescenti d'istruzione negli individui possano essere considerati uno dei fattori che portano ad una diminuzione della demenza.

Nonostante queste ricerche, prima d'ora non era mai stata condotta un'indagine approfondita in questo settore, qualcosa che potesse mettere in luce livelli e tendenze presenti nei gruppi d'istruzione rappresentativi della popolazione americana e che potesse anche fornire una stima sull'aspettativa di vita cognitivamente sana delle persone maggiormente istruite.
I ricercatori californiani hanno voluto, quindi, esaminare con il presente studio il cambiamento avvenuto nell'arco di un decennio del funzionamento cognitivo e dell'aspettativa di vita di un campione rappresentativo della popolazione americana dai 65 anni di età in poi.

Sviluppo della ricerca. La Crimmins ed il suo team hanno indagato le differenze educative presenti tra persone affette da demenza, individui con disabilità cognitiva ma senza demenza e soggetti cognitivamente sani. Hanno anche esaminato l'effetto dei cambiamenti cognitivi e dei cambiamenti relativi alla mortalità registrati in un arco di tempo che va dal 2000 al 2010.

Per quanto riguarda le abilità cognitive, gli studiosi hanno puntato l'attenzione su 10.383 partecipanti nel 2000 e 10.002 partecipanti nel 2010, tutte persone con un'età dai 65 anni in poi.
L'età media dei soggetti analizzati per entrambe le date è stata di 75 anni.

Il funzionamento cognitivo di queste persone è stato determinato dalle risposte che avevano fornito autonomamente ad una serie di test, ma anche le osservazioni fatte dagli intervistatori per quanti non erano stati in grado di rispondere da soli. Ai fini dello studio, infatti, era importante includere anche i non autonomi, proprio perché una delle cause della loro incapacità era il basso funzionamento cognitivo.

Per i dati riguardanti la mortalità il periodo preso in esame è stato anche in questo caso quello che va dal 2000 al 2010.

Tutti i soggetti analizzati sono stati suddivisi in 4 categorie principali a seconda del livello d'istruzione posseduto, cioè:

  • coloro che avevano un livello molto basso (per es. elementare, chi non aveva terminato o frequentato il liceo, ecc.);
  • i diplomati (chi aveva portato a termine l'istruzione di scuola superiore);
  • soggetti che avevano frequentato ma non terminato il college;
  • laureati e persone che avevano conseguito titoli più elevati.

Risultati della ricerca. Dall'analisi dei dati è emerso come nel 2010 la maggior parte dei soggetti con un'istruzione universitaria avesse registrato una buona cognizione in età parecchio avanzata (anche circa 90 anni), mentre per i meno istruiti come i diplomati il buon funzionamento era stato presente solo fino ai 75 anni.

Inoltre, tra il 2000 e il 2010 era aumentata l'aspettativa di vita senza demenza un po' per tutti, ma tale aumento era stato maggiore per le persone con elevati livelli d'istruzione.
Per i laureati che avevano superato i 65 anni l'aumento era stato, infatti, in media di:

  • 1,51 anni per gli uomini
  • 1,79 per le donne

Per quanti, invece, avevano un minore livello di istruzione, l'aumento dell'aspettativa era stato di:

  • 0,66 anni per gli uomini
  • 0,27 per le donne

Conclusioni. Per i ricercatori dell'University of Southern California i risultati ottenuti dallo studio dimostrano come vi siano differenze nello stato cognitivo della popolazione anziana collegate al livello d'istruzione scolastica e come anche l'aspettativa di vita cognitivamente sana dipenda da questo livello: la prevalenza di demenza, infatti, è maggiore tra quanti hanno una bassa istruzione, mentre chi è più istruito ha la possibilità di vivere più a lungo con le proprie capacità mentali ancora funzionanti.

Fonte
  • Eileen M. Crimmins et al., “Educational Differences in the Prevalence of Dementia and Life Expectancywith Dementia: Changes from 2000 to 2010”, articolo pubblicato su Journals of Gerontology, 16 Aprile 2018
    academic.oup.com/psychsocgerontology/article-abstract/73/suppl_1/S20/4971564
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