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Ddl Pillon e Affido condiviso: contrari e favorevoli

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Ddl Pillon e Affido condiviso: contrari e favorevoli
Disegno di Legge 735: le opinioni di associazioni, ordini professionali, professionisti...

L'articolo "Ddl Pillon e Affido condiviso: contrari e favorevoli" parla di:

  • Disegno di Legge n. 735
  • Opinioni contrarie al Ddl Pillon
  • Favorevoli all'approvazione del Decreto
Psico-Pratika:
Numero 152 Anno 2018

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 03 Dicembre 2018

Ddl Pillon e Affido condiviso: contrari e favorevoli
Disegno di Legge 735: le opinioni di associazioni, ordini professionali, professionisti...

Introduzione

A partire dal mese di Agosto 2018 molte voci si sono sollevate in Italia sul "Decreto Pillon", voci di accusa o di sostegno spesso provenienti da associazioni di volontariato ma anche da professionisti del settore legale e/o psicologico.

Nell'articolo "Ddl Pillon e Affido condiviso: proposta di legge"1 abbiamo parlato del Disegno di Legge n. 735 "Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità" - conosciuto appunto come "Ddl Pillon" dal nome del suo principale promotore, il senatore Simone Pillon - illustrandone le caratteristiche principali.

Le questioni affrontate dal Ddl vengono considerate in linea generale molto delicate: il disegno, infatti, ruota intorno ad argomenti quali l'obbligo di mediazione familiare nei casi di separazione/divorzio, la realizzazione di un equilibrio reale tra genitori nell'affido condiviso – da ottenere anche attraverso "tempi paritetici" di permanenza del bambino presso padre e madre -, la scomparsa dell'assegno di mantenimento in favore del mantenimento in forma diretta, il contrasto alla "alienazione genitoriale".

Le opinioni sorte in Italia negli ultimi mesi sono in grossa parte contrarie ad un'eventuale approvazione della proposta di legge così com'è al momento, ma non mancano comunque coloro che la sostengono.
Nei paragrafi successivi riportiamo alcuni esempi di ciò che associazioni di volontariato e professionisti hanno detto riguardo al Decreto Pillon.

Decreto Pillon: le opinioni contrarie

Le opinioni contrarie al Ddl 735 provengono soprattutto da chi è impegnato attivamente in settori quali il diritto di famiglia, la tutela dei minori, il contrasto alla violenza, ecc.

Il Movimento per l'infanzia, per esempio, considera il decreto come uno strumento di promozione dell'adultocentrismo2, cioè un insieme di norme che porterebbe vantaggi solo a genitori violenti, ignorando i diritti dei piccoli. In nome della bigenitorialità, infatti, con l'approvazione di questa legge i minori potrebbero essere costretti a frequentare un genitore anche se condannato, dal momento che per mantenere il genitore lontano da suo figlio non saranno più sufficienti le sole condanne, ma sarà necessaria la presenza di un comprovato e motivato pericolo di pregiudizio per la salute psicofisica del bambino.

Inoltre, molto contestato dal movimento e dalle associazioni e singoli professionisti che si occupano di difesa dei minori è il riferimento all'"alienazione parentale" (la PAS, Parental Alienation Syndrome), una teoria che si dice essere non sostenuta dal mondo scientifico3.
Per queste realtà, pur essendo vero che esistono casi di minori strumentalizzati da un genitore durante la separazione, il decreto sembra dare per scontato che il loro eventuale rifiuto di vedere per esempio il padre sia dovuto solo ad una sorta di lavaggio del cervello subito da parte della madre.

Per molti il decreto non tutelerebbe sul serio i minori e scoraggerebbe le mamme a denunciare eventuali violenze subite in famiglia.
D.i.Re, una delle più importanti reti in Italia che riunisce i centri antiviolenza, in collaborazione con altre associazioni come Fondazione Pangea e Telefono Rosa, ha chiesto agli inizi di Settembre 2018 un'audizione in Commissione Giustizia al Senato ed ha lanciato un appello online4 contro il Decreto Pillon, nonché le manifestazioni di protesta tenutesi lo scorso 10 Novembre 2018 in numerose piazze italiane. Per l'associazione, il decreto sembra non tener conto di cosa succede effettivamente nei tribunali, nei territori e tra le mura domestiche, dunque non considera quella violenza esercitata spesso dagli uomini che è alla base delle richieste di separazione e genera tensioni nell'affidamento dei figli.

Il Coordinamento italiano per i servizi maltrattamento all'infanzia (Cismai) e la sua presidente Dott.ssa Gloria Soavi - psicologa e psicoterapeuta sistemico relazionale - in un comunicato pubblicato online5 manifestano preoccupazione per l'eventuale approvazione del Decreto Pillon, considerandolo fortemente orientato a tutelare solo gli adulti e non gli interessi dei bambini e ritenendo una sua eventuale approvazione come un pericoloso passo indietro. L'obbligo di mediazione per i genitori con figli minori per la Dott.ssa Soavi è inapplicabile in quei casi in cui vi è alta conflittualità tra gli ex coniugi e soprattutto quando ci sono di mezzo episodi di violenza domestica.
Inoltre, la divisione del tempo e il doppio domicilio danneggia il diritto dei piccoli a stabilità, continuità e protezione dalle divisioni e dalle lacerazioni che spesso si verificano nelle famiglie in fase di separazione.

Il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi ha dedicato le sue attenzioni al decreto nel corso di una seduta tenutasi il 21 Settembre 2018, il cui esisto è stato poi riportato in un breve articolo online6. Analizzando il testo del DDL, il CNOP ne ha messo in luce alcune criticità, come la presenza di generalizzazioni eccessive, il suo approccio adultocentrico, i problemi di equità e onerosità, il non tener conto di bisogni e situazioni specifiche.
Secondo il Consiglio è importante che, nel momento in cui si decide di affrontare un argomento simile e di dar vita a norme e leggi al riguardo, venga coinvolta proprio la comunità professionale degli Psicologi, in quanto realtà che interpreta le esigenze dei minori.
Il Consiglio conclude il breve testo dichiarando di aver dato un mandato alla Presidenza per la stesura di un parere tecnico articolato da presentare alla Commissione Parlamentare.

L'Associazione Italiana di Psicologia Giuridica - AIPG - ha pubblicato sul web un documento7 firmato dal presidente Paolo Capri in cui illustra il suo punto di vista. Secondo l'AIPG, si tratta di un decreto che non sembra tutelare realmente il superiore interesse del minore, bensì solo gli interessi degli adulti, non tenendo conto del parere dei piccoli soprattutto in caso di rifiuto da parte loro di vedere un genitore.
Per quanto riguarda i tempi di frequentazione, il ddl non tiene conto delle reali esigenze dei bambini e delle difficoltà negli spostamenti. Non presta attenzione alla necessità di uno spazio stabile prevalente per i minori, né considera le diverse fasi evolutive che richiamano bisogni ed esigenze diverse, cose che invece coinvolgono l'emotività ed i processi di identificazione dei più piccoli e sono spesso legate alla qualità e al tipo di relazioni instaurate.

L'Associazione Italiana di Psicologia - AIP - e la Conferenza della Psicologia Accademica - CPA - hanno dato vita ad un documento congiunto8 sulla proposta del Ddl Pillon all'interno del quale sottolineano la presenza di alcune tematiche critiche nella proposta di legge. Prima tra tutte, l'obbligo di mediazione per le famiglie con figli minori: la Risoluzione 2079 del 2015 dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa - affermano sul documento - invita gli Stati membri a promuovere la mediazione soprattutto in questi casi, istituendo una seduta informativa obbligatoria per informare i genitori di questa alternativa. Questa norma in Italia in realtà viene già rispettata da anni. Il fornire obbligatoriamente ai genitori con figli minori informazioni sulla mediazione - affermano AIP e CPA - è molto differente dal rendere la mediazione stessa obbligatoria, come fa invece il decreto Pillon.
I tempi paritetici o equipollenti, inoltre, non tengono conto di fattori importanti come le reali e specifiche esigenze dei minori e le fasi evolutive che portano a bisogni diversi. La Risoluzione 2079, invece, va in direzione opposta rispetto al Decreto, in quanto indica una "personalizzazione del tempo" per ciascun genitore, in base alle singole esigenze.
Infine, per quanto riguarda le misure per contrastare l'alienazione, secondo il documento congiunto i provvedimenti come l'inversione del collocamento del piccolo (il suo essere affidato all'altro) o l'esser ospitato in una struttura specializzata vengono adottati prima che ci sia una valutazione tecnica sull'effettiva presenza di un'alienazione e sulle condizioni psicologiche del minore e questo non è positivo. Dunque, dal momento che decisioni di questo tipo possono avere effetti sulla salute psichica dei minori, è importante che vengano prese tenendo conto del parere dell'intera comunità scientifica, accademica e professionale.

In un articolo comparso sul blog dell'Ordine degli Psicologi del Lazio9 ospitato sul sito web de "Il fatto quotidiano", la Dott.ssa Marilena Mazzolini – Psicologa Psicoterapeuta psicoanalitica dell'età evolutiva – e la Dott.ssa Anna Lubrano Lavadera - Psicologa Psicoterapeuta sistemico relazionale – lanciano alcuni suggerimenti per modificare il Ddl Pillon, al fine di renderlo realmente efficace. Tra questi rientrano la proposta di potenziare le Sezioni famiglia, in modo tale che possano subito ospitare le famiglie in fase di separazione (visto che sono spesso costrette a continuare a condividere la stessa casa in attesa della prima udienza), il mantenimento di indicazioni legislative flessibili per quanto riguarda la frequentazione genitori-figli, che rispettino i principi di continuità degli affetti e le abitudini di vita dei piccoli nonché i bisogni differenti a seconda dell'età. Tra i suggerimenti anche quello di affrontare l'aspetto economico della separazione e del mantenimento dei figli con strumenti mirati che possano ridurre le disparità, investire sulla creazione di progetti socio-sanitari e di prevenzione culturale che possano evitare o modificare l'eventuale rifiuto di vedere un genitore da parte di un figlio minore, prevedere la formazione di giudici, avvocati, operatori del settore, assistenti sociali, psicologi, educatori.

La Dott.ssa Roberta Manca e la Dott.ssa Elisabetta Gallotta – rispettivamente referente per la famiglia e referente contro la violenza presso ASPIC Psicologia – hanno pubblicato sul sito web dell'associazione un lungo articolo10 attraverso il quale cercano di comprendere come mai il decreto Pillon stia ricevendo così tante critiche.
Illustrando le caratteristiche del DDL e riportando anche i pareri contrari di chi lo contesta, le due professioniste esprimono il proprio punto di vista.
In modo particolare, attribuiscono molto peso al discorso sulla genitorialità obbligatoria e sull'alienazione parentale, entrambi aspetti che favorirebbero solo i padri violenti costringendo i bambini a mantenere un rapporto con loro. La Dott.ssa Manca e la Dott.ssa Gallotta riportano a sostegno delle proprie tesi l'esempio di Federico Barakat, un bambino di appena 8 anni ucciso dal padre nel 2009 durante un incontro protetto e la cui madre Antonella Penati era stata definita "madre alienante".
Inoltre, secondo le due professioniste, il Ddl sarebbe anche incostituzionale, in quanto in conflitto con l'articolo 17 della Costituzione dal momento che viola le convenzioni di New York e di Istanbul, convenzioni che pongono al centro delle contese che possono verificarsi tra genitori l'interesse dei loro figli.

Decreto Pillon: le opinioni favorevoli

Nonostante la prevalenza di opinioni contrarie ad un'eventuale approvazione del Ddl Pillon, alcune voci favorevoli si sono comunque alzate in Italia in sua difesa.

Vittorio Vezzetti, pediatra e fondatore dell'associazione "Figli per sempre", collabora da mesi alla stesura del testo del Ddl. In un'intervista per Avvenire.it11 sottolinea quanto sia urgente intervenire nel nostro Paese per colmare la disparità riscontrabile tra genitori dopo la separazione, dal momento che oltre il 90% dei minori attualmente si ritrova a vivere in una situazione in cui vige l'affido esclusivo.
Secondo Vezzetti, il decreto cerca semplicemente di garantire la bigenitorialità.

Per l'associazione Padri Separati la riforma farà sì che i figli abbiano finalmente entrambi i genitori e metterà fine all'impoverimento dei padri.
In un articolo comparso sul sito web Redattore Sociale12 Stefano Cera - avvocato matrimonialista e consigliere nazionale dell'associazione – dichiara di avere un'impressione positiva sul decreto, soprattutto visto e considerato che alcuni suoi argomenti come la collocazione paritaria dei figli in caso di separazione sono già realtà in altri Stati Europei da tempo. Analizza, quindi, i punti più salienti del ddl, mettendone in risalto gli aspetti positivi, ma si mostra comunque pacato di fronte alla possibilità di mediazione obbligatoria: a suo parere si tratta di un'operazione paragonabile a un trattamento psicologico, non potrebbe essere imposta, in quanto in quel caso diverrebbe incostituzionale.

Anche il Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Lombardia nella figura del suo presidente Massimo Pagani sembra essere d'accordo con l'approvazione del Ddl Pillon. In un comunicato stampa13, infatti, sottolinea come il decreto cerchi unicamente di rendere concreto l'interesse del minore, il suo diritto alla bigenitorialità, cioè a responsabilità e opportunità identiche da parte di entrambi i genitori sia nella cura che nell'educazione che devono fornirgli, nel tempo che devono trascorrere insieme, ecc. Inoltre, il Garante della Lombardia vede come un elemento positivo anche la mediazione obbligatoria al fine di far trovare alle parti un accordo che sia realmente stipulato tenendo conto dell'interesse del bambino.

Favorevole al Decreto Pillon è anche Amedeo Paolucci, professore di filosofia e psicologia a Napoli, fondatore e coordinatore di "Mantenimento Diretto, Movimento per l'Uguaglianza Genitoriale", un gruppo nato nell'estate del 2015 che cerca di promuovere il passaggio in Italia ad un modello separativo che sia realmente condiviso, sostenendo l'uguaglianza genitoriale. Secondo il gruppo, nel nostro Paese il modello separativo è solo legalmente condiviso, mentre di fatto fino ad ora è stato monogenitoriale.
Al fine di sostenere, dunque, la riforma sull'affido condiviso promossa dal decreto Pillon, il Prof. Paolucci ha lanciato una petizione su Change.org, mentre l'intero gruppo ha tenuto un convegno a Napoli sul tema della bigenitorialità, a seguito del quale si è costituito in associazione14.

L'Associazione Adamo - Uomini e Padri Separati attiva in Basilicata difende in rete il Ddl parlando di strumentalizzazioni e letture di parte. Definisce assurda la teoria secondo la quale il padre è sempre il genitore violento e prevaricatore e ritiene che il problema sia nell'"assillante campagna mediatica", il cui fine è quello di denigrare il ruolo maschile/dei padri, influenzando così sia l'opinione pubblica che le attività di legislatori e giudici15.

Il professor Giovanni Battista Camerini, neuropsichiatra infantile, in un'intervista rilasciata per il quotidiano online romano In Terris16, difende il decreto contro chi lo accusa di essere troppo "a favore dei padri" e risponde alle polemiche riguardanti la questione dell'alienazione parentale. Nello specifico, il Prof. Camerini parla di separazione come fattore di stress cronico per i figli, uno stress che peggiora nel caso in cui per esempio il minore si ritrovi improvvisamente a non poter più vedere il padre tutti i giorni ma solo 3 volte al mese. Per lui questo tipo di esperienza può essere equiparata a un'esperienza di perdita dovuta a morte del genitore. Se poi alla separazione si associa l'alienazione, le cose peggiorano perché il bambino fa sua un'immagine del genitore negativa, la interiorizza e questo rappresenta un fattore di rischio per malattie fisiche e psichiche che possono sorgere a distanza di anni.

Note
  1. Redazione, "Ddl Pillon e Affido condiviso: proposta di legge", pubblicato su HumanTrainer.com il 01 Ottobre 2018
    www.humantrainer.com/attualita/ddl-pillon-affido-condiviso.html
  2. Movimento per l'infanzia, "Comunicato stampa del Movimento per l'Infanzia sul DDL 735/2018" pubblicato su Movimentoinfanzia.it il 17 Settembre 2018
    www.movimentoinfanzia.it/comunicato-stampa-del-movimento-per-linfanzia-sul-ddl-7352018/
  3. La PAS è stata introdotta nel 1985 dallo psichiatra forense Richard Gardner. Secondo Gardner, si tratta di una dinamica psicologica disfunzionale che si attiva nei minori in casi di separazione e divorzio, quando si rifiutano di vedere uno dei genitori. Al momento questa tesi non è sostenuta dalla comunità scientifica internazionale.
  4. D.i.Re, Donne in Rete contro la violenza, "Il Ddl Pillon deve essere ritirato. D.i.Re lancia la petizione su Change.org" pubblicato su Direcontrolaviolenza.it il 6 Settembre 2018
    www.direcontrolaviolenza.it/il-ddl-pillon-deve-essere-ritirato-d-i-re-lancia-la-petizione-su-change-org/
  5. Direttivo Cismai, Presidente Gloria Soavi, "Comunicato CISMAI sul DDL 735 del Senatore Pillon" pubblicato su Cismai.it il 12 Settembre 2018
    cismai.it/comunicato-cismai-sul-ddl-735-del-senatore-pillon
  6. CNOP, "DDL Pillon: ogni cambiamento parta dal superiore interesse del minore", pubblicato su Psy.it il 24 Settembre 2018
    www.psy.it/ddl-pillon-ogni-cambiamento-parta-dal-superiore-interesse-del-minore.html
  7. AIPG - Associazione Italiana di Psicologia Giuridica, Presidente Paolo Capri, documento sul DDL Pillon pubblicato sul sito web Aipgitalia.org
    www.aipgitalia.org/media/pdf/DDL%20735%20AIPG.pdf
  8. Associazione Italiana di Psicologia e Conferenza della Psicologia Accademica, "Documento congiunto AIP e CPA sulla recente proposta Ddl 735", pubblicato sul sito dell'Aip il 19 Settembre 2018
    aipass.org/sites/default/files/Documento%20congiunto%20AIP-CPA%20pillon%20settembre%202018.pdf
  9. Marilena Mazzolini e Anna Lubrano Lavadera, "Affido condiviso, sette cose da fare per rendere il ddl Pillon davvero efficace", pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 14 Settembre 2018
    www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/14/affido-condiviso-sette-cose-da-fare-per-rendere-il-ddl-pillon-davvero-efficace/4626245/
  10. Roberta Manca, Elisabetta Gallotta, "Decreto Legge Pillon: il perché delle critiche", pubblicato su Aspic-Psicologia il 19 Ottobre 2018
    https://www.aspicpsicologia.org/news/decreto-legge-pillon-il-perche-delle-critiche.html
  11. Luciano Moia, "Affido condiviso, la riforma che non convince le associazioni", pubblicato su Avvenire.it il 9 Settembre 2018
    www.avvenire.it/attualita/pagine/affido-si-cerca-una-buona-riforma
  12. Redattore Sociale, "Affido condiviso, i padri separati: 'Finalmente la collocazione paritaria'", pubblicato su RedattoreSociale.it il 16 Settembre 2018
    www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/596096/Affido-condiviso-i-padri-separati-Finalmente-la-collocazione-paritaria
  13. "Garante per l'infanzia Pagani: Importante affermare le pari responsabilità dei genitori sia nella cura che nell'educazione dei figli", articolo e comunicato pubblicato su vigevano24.it il 19 Settembre 2018
    www.vigevano24.it/2018/09/19/leggi-notizia/argomenti/attualita-11/articolo/garante-per-linfanzia-pagani-importante-affermare-le-pari-responsabilita-dei-genitori-sia-n.html
  14. "La sfida della genitorialità condivisa nella famiglia separata: nuovi modelli per una continuità relazionale", convengo tenutosi a Napoli il 22/09/2018
  15. "Ddl 735, Adamo dice no alle strumentalizzazioni e alle letture di parte", articolo pubblicato su Sassilive.it il 21 Settembre 2018
    www.sassilive.it/salute-e-sociale/sociale-sanita/ddl-735-adamo-dice-no-alle-strumentalizzazioni-e-alle-letture-di-parte/
  16. Federico Cenci, "Ecco perché il ddl sull'affido condiviso è dalla parte dei figli. Il neuropsichiatra infantile Camerini: "Questo testo introduce elementi protettivi"", intervista pubblicata su Interris.it il 14 Settembre 2018
    https://www.interris.it/sociale/ecco-perch-il-ddl-sull-affido-condiviso--dalla-parte-dei-figli
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Commenti: 2
1 C. T. Cricchio alle ore 16:20 del 04/12/2018

Pur avendo sperimentato da figlia la strumentalizzazione da parte di genitori separati, non condivido ilDecreto Pillon poiché credo sia volto a spostare il focus dell’interesse Sugli adulti dimenticando le lacerazioni di un bambino esposto alla violenza di tensioni e scontri tra i genitori. La separazione rappresenta spesso un trauma per i figli, Spesso i padri hanno un ruolo defilato nella cura dei figli tendono a demandare e sono poco inclini a cogliere e riconoscere il linguaggio emotivo dei piccoli

2 Andrea alle ore 22:58 del 04/12/2018

Non è assolutamente vero: abbiamo almeno 5 MILIONI di FAMIGLIE ITALIANE a FAVORE del DDL 735 !

 

Priorità ai 100.000 BAMBINI innocenti ogni anno

 

Costretti a PERDERE 1 GENITORE, la propria famiglia

I nostri Bimbi vogliono solo poter Crescere Forti e Sicuri con i Propri 2 Genitori ! Milioni di FAMIGLIE Italiane stanno aspettando i propri diritti

 

I propri Figli

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