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Benessere psicologico e consapevolezza: l'indagine dell'Istituto Piepoli

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Benessere psicologico e consapevolezza: l'indagine dell'Istituto Piepoli
Italia. Rilevata una maggiore consapevolezza sull'importanza delle cure psicologiche, ma anche un peggioramento del benessere psicologico

L'articolo "Benessere psicologico e consapevolezza: l'indagine dell'Istituto Piepoli" parla di:
  • Peggioramento del benessere psicologico
  • Effetti della pandemia e nuova consapevolezza
  • L'importanza dell'assistenza psicologica
Psico-Pratika:
Numero 198 Anno 2023

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 03 Luglio 2023

Benessere psicologico e consapevolezza: l'indagine dell'Istituto Piepoli
Italia. Rilevata una maggiore consapevolezza sull'importanza delle cure psicologiche, ma anche un peggioramento del benessere psicologico

Roma. Il rapporto degli italiani con la propria salute mentale è cambiato, soprattutto a seguito della pandemia. Sono, infatti, più consapevoli di quanto sia importante affrontare i problemi psicologici senza vergogna, più disponibili a chiedere l'aiuto di un esperto e sicuri che l'assistenza psicologica sia un diritto pubblico da garantire gratuitamente a chiunque.
Tuttavia, nell'ultimo anno il benessere psicologico ha subito un peggioramento e meno di una persona su 5 si è rivolta a un professionista, anche per colpa di motivi economici.

È quanto emerge da un'indagine condotta su un campione rappresentativo di adulti italiani da parte dell'Istituto Piepoli - istituto di ricerca indipendente - per conto del Consiglio Nazioanle dell'Ordine degli Psicologi, i cui risultati sono stati resi noti a Maggio 2023.

Vediamo di seguito i punti salienti dell'indagine.

La situazione dell'ultimo anno

Il primo elemento importante che emerge dall'indagine è l'attuale condizione del benessere psicologico in Italia.
Nonostante il 59% degli intervistati abbia dichiarato una situazione pressoché immutata rispetto a un anno fa, il saldo tra benessere migliorato e benessere peggiorato è comunque negativo: si parla per la precisione di -15%, senza alcuna differenza sostanziale tra uomini e donne.
A esser più colpita dal peggioramento è stata soprattutto la fascia 35-54 anni (-23%), mentre i giovani tra i 18 e i 34 hanno invece registrato un lieve miglioramento dell'1%.

Quali sono le principali fonti di stress che hanno portato al peggioramento?
A preoccupare maggiormente gli italiani è la propria condizione economica (24% degli intervistati). Ad esserne colpiti sono soprattutto gli uomini e chi ha un'età compresa tra 35 e 54 anni.
Segue poi come preoccupazione la salute fisica (14%), cruccio principale delle donne e degli ultracinquantenni.
Le donne avrebbero anche maggiori timori a causa di bollette e aumento dei prezzi dei beni primari, preoccupazioni che colpiscono soprattutto i giovani dai 18 ai 34 anni. Questi ultimi sarebbero anche quelli più angustiati dalla situazione lavorativa e dalle questioni legate all'organizzazione famiglia-lavoro.
Non è passato inosservato nell'ultimo anno nemmeno il conflitto Russia-Ucraina, fonte di stress soprattutto per gli italiani dai 35 anni in su.

Gli italiani e la figura dello Psicologo

Nonostante le preoccupazioni e il peggioramento del benessere psicologico, solo il 17% degli intervistati ha dichiarato di essersi rivolto nell'ultimo anno a uno Psicologo, quindi meno di 1 persona su 5. Il 9% ha anche specificato di non averne potuto usufruire per questioni economiche, considerando la spesa da sostenere come eccessiva.
La percentuale di uomini e donne che si sono rivolti a un professionista della salute mentale è stata comunque pressoché simile (rispettivamente 15 e 18%), ma a ricorrere a questo tipo di aiuto sono stati soprattutto i ragazzi tra i 18 e i 34 anni (25%).

Ad ogni modo, metà degli intervistati (47%) hanno dichiarato che, in caso di problemi di salute mentale, si rivolgerebbero sicuramente a un esperto, soprattutto le donne.
Il 38%, invece, ricorrerebbe all'aiuto di persone care, mentre l'8% preferirebbe non affrontarli affatto, soprattutto gli uomini ultracinquantenni.

Effetti della pandemia e nuova consapevolezza

Nonostante i dati poco incoraggianti in termini di benessere e di richieste di aiuto professionale, dall'indagine dell'Istituto Piepoli è tuttavia emersa una situazione positiva per quanto riguarda la consapevolezza sull'importanza della propria salute mentale, dovuta anche al periodo pandemico appena vissuto.
Secondo più della metà degli intervistati (58%), infatti, il rapporto con i problemi psicologici dopo il Covid è cambiato: per il 26%, ora come ora nel momento in cui si riscontra qualche disagio si è maggiormente propensi a chiedere aiuto. Le persone parlerebbero anche più facilmente dei propri problemi psicologici e li affrontano più apertamente.

In generale, per il 91% degli intervistati i problemi psicologici fanno parte della vita quotidiana, per cui devono essere affrontati senza vergogna. Molti tra loro (87%) li considera come questioni non solo superabili, ma che aiuterebbero anche le persone a crescere.

Assistenza psicologica: un diritto per tutti

Ultima nota importante emersa dall'indagine - ma non meno importante per questo - è il modo in cui attualmente la popolazione italiana considera le cure destinate alla salute mentale.
Nello specifico, per l'89% degli intervistati l'assistenza psicologica è un vero e proprio diritto pubblico e, in quanto tale, dovrebbe essere garantita come servizio gratuito e accessibile per chiunque ne abbia bisogno.
In questo senso, quasi 9 italiani su 10 (86%) ritiene molto utile anche l'introduzione della figura dello Psicologo nel mondo della scuola.

Fonte
  • "Psicologi. Un italiano su 10 rinuncia alle cure per motivi economici. L'indagine Piepoli per il Cnop", pubblicato su Quotidianosanita.it il 10 Maggio 2023
    www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=113621
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