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Soldi e Felicità: indagine sulle connessioni e sui risvolti psicologici

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Soldi e Felicità: indagine sulle connessioni e sui risvolti psicologici
USA. Psicologi ed economisti hanno indagato aspettative e umori rispetto al possesso di denaro, agli acquisti di beni materiali ed esperienziali.

L'articolo "Soldi e Felicità: indagine sulle connessioni e sui risvolti psicologici" parla di:

  • Ricerca della San Francisco State University
  • Acquisti materiali e acquisti esperienziali
  • Valore economico e benessere psicologico
Psico-Pratika:
Numero 112 Anno 2014

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 2 dicembre 2014

Soldi e Felicità: indagine sulle connessioni e sui risvolti psicologici
USA. Psicologi ed economisti hanno indagato aspettative e umori rispetto al possesso di denaro, agli acquisti di beni materiali ed esperienziali.

Una ricerca economico-psicologica - pubblicata su "The Journal of Positive Psychology" il 31 marzo 2014 – ha cercato di dar risposta a un'annosa questione.
"Il denaro può comprare la felicità?". La risposta è: "Sì! È vero... in parte".

L'indagine - condotta presso il Dipartimento di Psicologia della San Francisco State University (USA) – analizza il rapporto che intercorre fra possesso di denaro, aspettative e sentimenti.
La conclusione è: la ricchezza in sé non garantisce una migliore qualità della vita; ciò che conta veramente è "come" il denaro viene speso; le persone traggono maggiore e longeva soddisfazione dai beni esperienziali.

La ricerca. Sotto la guida di Ryan T. Howell (*), sono stati condotti tre studi per stabilire se le persone - quando compiono le proprie scelte di acquisto - fanno previsioni affettive sbagliate e/o commettono errori di valutazione sui benefici emotivi di cui godranno nell'immediato e in un momento successivo.

I partecipanti sono stati interrogati su sensazioni e attese riposte in acquisti futuri; su esperienze di acquisto già fatte e sensazioni effettivamente esperite (studi 1 e 2).
Sono stati somministrati alcuni questionari per determinare quale importanza le persone attribuiscano al denaro e alla felicità, quando decidono di acquistare o un bene materiale o un bene esperienziale; a quale tipo di acquisto danno la priorità e in quale caso ritengono di fare un "buon uso del denaro".

Lo studio 1 mira a valutare le discrepanze fra aspettative pre-consumo e le esperienze post-consumo.
Lo studio 1a ha dimostrato che le persone si aspettano che le esperienze di vita si traducano in maggiore benessere, mentre ritengono che gli oggetti materiali rappresentino un utilizzo migliore del denaro. L'indagine ha coinvolto 124 persone, reclutate su facebook.
Il 61% era femmina, il 62,1% di origine caucasica, il 67% in possesso di diploma del college o qualifica superiore, l'età media era di 34,31 anni.
Lo studio 1b dimostra che le persone traggono maggiore benessere dalle esperienze di vita e le ritengono un migliore utilizzo del denaro. Coinvolti 196 partecipanti, reclutati attraverso un sito di studi psicologici (socialpsychology.org).
Il 75,9% era femmina; il 68,1% di origine caucasica, l'età media era di circa 29,98 anni.

Ritieni che il tuo denaro sia speso bene? Acquisti materiali Acquisti esperienziali
Aspettative / previsioni pre-acquisto 4,41 2,9
Valutazione a 2 settimane dopo il consumo 4,91 5,7
Valutazione a 4 settimane dopo il consumo 4,67 5,42

Legenda
1 = per nulla
7 = moltissimo

Lo studio 2.
Per verificare i dati dello studio 1a è stato condotto uno studio longitudinale di 4 settimane. Sono stati fatti due sondaggi, a cui hanno partecipato rispettivamente 214 e 118 persone, reclutate alla San Francisco State University. Il 75% era femmina; il 46.7% era di origine europea, americana e caucasica; l'età media di 25.49 anni.

Lo studio 3 ha dimostrato che per fare un buon uso del denaro, le persone sono più propense a comprare oggetti materiali e massimizzarne il valore economico, a discapito dell'acquisto di esperienze di vita per la propria felicità. I partecipanti sono stati reclutati attraverso MTurk (*).
Allo studio 3a hanno preso parte 103 americani; il 64% era maschio, il 66% di origine caucasica, l'età media di 32.15.
Allo studio 3b hanno preso parte 98 americani; il 64.1% era maschio, il 76% di origine caucasica, l'età media di 33.73.

In questo modo era possibile definire come le persone valutano gli effetti emotivi delle proprie scelte economiche (ritengono di essere felici acquistando cose o esperienze?), giungendo alla considerazione che - nell'acquisto di beni materiali - dominano le valutazioni economiche e - nell'acquisto di esperienze - dominano considerazioni relative alla felicità (studio 3).

Pre-acquisto materiale Pre-acquisto esperienziale Post-acquisto materiale Post-acquisto esperienziale
Buon uso del denaro 5,17 2,67 4,95 5,49
Benessere edonistico 3,91 4,59 4,58 5,09
Benessere eudaimonistico 2,21 3,21 2,51 3,29
Emozioni positive 4,82 6,03 5,01 5,90
Emozioni negative 1,39 1,37 2,06 2,11

Legenda
Previsioni di benessere pre-consumo e valutazioni post-consumo (*)
valori espressi: 1 = basso - 7 = alto - benessere eudaimonistico: 1 = basso - 5 = alto

La ricerca portava all'emersione dei bisogni psicologici prioritari nelle esperienze di acquisto: edonismo inteso come ricerca di piacere e appagamento o eudaimonia intesa come qualcosa che favorisce la crescita personale; nonché delle delle emozioni positive e negative derivanti dai consumi: felicità e appagamento, noia e frustrazione (*).

Spesso accade che le persone acquistino beni per la promessa di felicità in essi contenuta, senza però ottenere livelli di maggior benessere sperati, soprattutto - rivela la ricerca - se il denaro viene speso "nel modo sbagliato" e "per le cose sbagliate".

Elizabeth Dunn, Professore associato di Psicologia della University of British Columbia (*), coautrice del libro "Happy Money" (*), effettuando indagini su 100 diversi paesi, sia ricchi sia poveri, ha ad esempio constatato che donare denaro rende più contenti che spenderli per se stessi, anche fra «le persone che stanno lottando per soddisfare i propri bisogni di base» (*).

Alcuni ricercatori (*) concordano con Ryan T. Howell nell'affermare che «ci sono prove ragguardevoli che il materialismo sia associato a minore felicità e appagamento, a relazioni interpersonali più povere e più alti livelli di ansia e depressione»1.

Autori di ricerche precedenti (*) hanno inoltre evidenziato che : «Ci sono prove robuste che, rispetto agli acquisti di materiali, gli acquisti esperienziali (ad esempio, attività ed eventi, viaggi, attività all'aria aperta) contribuiscano a una maggiore felicità e un migliore utilizzo del denaro»2.

Le esperienze infatti possono rafforzare il senso di identità e la vita di relazione, favoriscono il ricordo e la valorizzazione dell'esperienza stessa, allontanando la possibilità di ruminazione.
Un viaggio in terra esotica, la conquista di una vetta altissima sarà ricordata per tutta la vita, diventerà oggetto di conversazione con gli amici e contribuirà a far sentire forti e vitali.
Mentre il possesso di un bene – con il passare del tempo – potrebbe non regalare più le emozioni positive iniziali. I beni immateriali sembrano produrre effetti migliori sulla psiche anche nella fase di attesa di un acquisto: il bene materiale dà una sensazione di impazienza, mentre quello esperienziale crea eccitazione (*).

Alla ricerca di esperienze memorabili, i ricercatori comunque antepongono la prudenza.
Secondo il professor Howell «La prima cosa che si dovrebbe fare con il denaro è costruirsi una rete di sicurezza. Se contraete debiti per comprare queste grandi esperienze di vita, lo stress che proverete quando arriverà il conto della carta di credito, probabilmente cancellerà via il buono che avete ottenuto da questa esperienza».

«Prima di uscire a spendere tutti i vostri soldi in una vacanza da sogno - esorta Elizabeth Dunn - assicuratevi di aver curato le cose essenziali, aver pagato i debiti, avere abbastanza soldi per proteggervi dalla peggiore delle difficoltà della vita» (*), poiché i debiti possono essere fonte di ansia, infelicità e conflitti coniugali o relazionali.

Ma, se non sarà un bene materiale a donare benefici tangibili e più duraturi perché, come confermano gli studi: «questo è effettivamente vero, ma non psicologicamente vero» (*), tuttavia anche un bene esperienziale come il viaggio potrebbe lasciare inalterato uno stato problematico di partenza, soprattutto se si tratta di una difficoltà emotiva, un problema di comunicazione, una relazione difficile o un grande carico di stress.

Allora «le cose essenziali» potrebbero essere percorsi che aiutino a gestire meglio tali situazioni e favoriscano la crescita personale, che dunque - oltre al beneficio immediato dell'esperienza - si traducano in un ulteriore e più longevo benefit.

Note

  1. Approfondimenti
    • Howell R.T., Hill G., The mediators of experiential purchases: Determining the impact of psychological needs satisfaction and social comparison, "The Journal of Positive Psychology", 4, 511–522, 2009
    • Kashdan T.B., Breen W.E., Materialism and diminished well-being: Experiential avoidance as a mediating mechanism, "Journal of Social and Clinical Psychology", 26, 521–539, 2007
    • Kasser T., Ryan R., A dark side of the American dream: Correlates of financial success as a central life aspiration, "Journal of Personality and Social Psychology", 65, 410–422, 1993
  2. Approfondimenti
    • Millar M., Thomas R., Discretionary activity and happiness: The role of materialism, "Journal of Research in Personality", 43, 699–702, 2009
    • Nicolao L., Irwin J.R., Goodman J.K., Happiness for sale: Do experiential purchases make consumers happier than material purchases?, "Journal of Consumer Research", 36, 188–198, 2009
    • Van Boven L., Gilovich T., To do or to have? That is the question, "Journal of Personality and Social Psychology", 85, 1193–1202, 2003
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