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Coronavirus, Lockdown e salute mentale degli italiani
Italia. Studio epidemiologico analizza l'impatto del Covid-19 e delle misure restrittive sul popolo italiano

L'articolo "Coronavirus, Lockdown e salute mentale degli italiani" parla di:

  • Emergenza sanitaria e conseguenze psicosociali
  • Svolgimento dell'indagine trasversale condotta sul web
  • Effetti del Coronavirus sulla salute mentale
Psico-Pratika:
Numero 166 Anno 2020

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 04 Maggio 2020

Coronavirus, Lockdown e salute mentale degli italiani
Italia. Studio epidemiologico analizza l'impatto del Covid-19 e delle misure restrittive sul popolo italiano

Italia. La diffusione del Coronavirus e l'adozione di misure restrittive per il contenimento dei contagi come i "lockdown"* possono avere un impatto significativo sulla salute mentale della popolazione, facendo registrare livelli elevati di sintomi collegati a stress post-traumatico, disturbi di adattamento, stress percepito, ansia, depressione, insonnia.
È quanto emerge dai primi risultati di uno studio epidemiologico nato dalla collaborazione tra l'Università degli Studi dell'Aquila, l'Università Tor Vergata di Roma ed il progetto "Territori Aperti"1, pubblicati lo scorso 14 Aprile 2020 sul portale Medrxiv2.

Lo Studio - condotto dal Dott. Rodolfo Rossi* e da un team di ricercatori provenienti dalle due università - è ancora in corso e si presenta come il primo grande lavoro italiano che mira a indagare gli effetti psicologici provocati dalla pandemia sulla popolazione dello Stivale.

Premesse.
Emergenze sanitarie come le epidemie - affermano gli autori - possono portare a dannose conseguenze psicosociali anche di lunga durata, provocate, ad esempio, da paura e ansia per la malattia in sé, isolamento sociale, circolazione di troppe informazioni anche fasulle sui social network o altrove. A livello individuale, in queste situazioni si registra la presenza di sintomi quali ansia, panico, depressione, disturbi provocati da trauma. La quarantena peggiora le cose: viene infatti associata ad alti livelli di stress, depressione, irritabilità, insonnia; inoltre, soprattutto in specifiche categorie di persone come gli operatori sanitari, vivere questa condizione si associa anche a stress acuto e disturbi traumatici.

Questi fenomeni stanno accadendo anche con il Covid-19: si sta registrando un forte impatto sulla salute pubblica mondiale, compresa quella mentale. Alcune ricerche in questo senso sono già state condotte in Cina.
Un primo studio cinese che ha coinvolto 1.210 persone ha fatto registrare tra gli intervistati tassi pari al 30% di ansia e 17% di depressione; da un sondaggio che ha coinvolto oltre 50.000 individui, invece, è emerso come il 35% dei partecipanti soffrisse di sintomi da stress legati al trauma, con livelli di disagio psicologico significativamente più elevati soprattutto tra le donne ed i giovani adulti.
Queste prime indagini cinesi - dichiara il team italiano - suggeriscono come sia necessario valutare in modo preciso e tempestivo gli effetti del Covid-19 sulla salute mentale della popolazione, prestando attenzione soprattutto ai soggetti più a rischio e all'applicazione di strategie di intervento preventivo efficaci.
Tuttavia, fino ad ora non è stato condotto alcuno studio specifico concentrato sulla situazione italiana.
Obiettivi del presente studio, dunque, valutare gli effetti che il Coronavirus sta provocando sulla salute mentale degli abitanti e analizzarne i fattori di rischio correlati.

Svolgimento.
Per valutare l'impatto che la pandemia sta avendo sulla popolazione, il team di ricercatori ha dato vita ad un'indagine trasversale condotta tramite web.

Il metodo di reclutamento seguito è stato quello dello "snowball" (a "palla di neve"): in sostanza, i partecipanti sono stati selezionati partendo dalle reti di relazioni di un gruppo di persone contattate in un primo momento, le quali erano state invitate a ricondividere il link del sondaggio sui social, in modo tale da farlo diventare virale.

In tutto hanno portato a termine il sondaggio 18.147 persone, di cui il 79,6% costituito da individui di sesso femminile (14.447 donne), con un'età media di 38 anni.
L'arco di tempo preso in considerazione per l'analisi dei dati va dalle 3 alle 4 settimane dall'entrata in vigore delle misure di blocco, dunque corrisponde al momento in cui la pandemia ha raggiunto il picco in Italia.

Per la valutazione, inoltre, sono stati utilizzati strumenti psicometrici specifici, ciascuno dei quali dedicato ad un sintomo psicologico. Nello studio si parla infatti di:

  • GPS - Global Psychotrauma Screen, per lo screening del PTSS (Post Traumatic Stress Symptoms), quindi per tutta una serie di disturbi correlati al trauma;
  • PHQ-9 - Patient Health Questionnaire-9, per i disturbi depressivi;
  • GAD-7 - Generalized Anxiety Disorder-7, per il disturbo d'ansia generalizzato;
  • ISI - Insomnia Severity Index, per valutare l'intensità dell'insonnia;
  • PSS - Perceived Stress Scale, Scala dello stress percepito, utilizzata per misurare in quale misura alcune situazioni nella vita vengono valutate/percepite come stressanti;
  • IADQ - International Adjustment Disorder Questionnaire, questionario utilizzato per misurare il Disturbo di Adattamento. Quest'ultimo strumento è stato modificato per accertarsi che i problemi segnalati dai partecipanti fossero provocati dal Covid-19.

Durante l'indagine si è tenuto anche conto di informazioni come età dei partecipanti, genere, regione di residenza. Per la regione, si è deciso di tenerne conto anche per poter monitorare il diverso impatto che il Covid-19 sta avendo nelle varie zone d'Italia.
Altre variabili correlate alla pandemia di cui si è tenuto conto sono state:

  • essere in quarantena in quanto infetti o a contatto con persone infette;
  • eventuali cambiamenti dal punto di vista lavorativo (per es. smart-working, interruzione causa lockdown, maggior carico lavorativo provocato dalla pandemia, ecc.);
  • avere una persona cara infetta, ricoverata o deceduta per Coronavirus;
  • qualsiasi evento stressante ritenuto in qualche modo provocato dalla pandemia.

Si è tenuto conto, infine, anche di eventuali traumi pregressi infantili, precedenti malattie mentali, livello di istruzione e/o occupazione, relazioni sentimentali.

Risultati.
Riportiamo nella seguente tabella i risultati specifici ottenuti per i vari sintomi registrati e il numero di partecipanti coinvolti per ciascuno:

Sintomo Numero partecipanti Percentuale sul totale
Stress post-traumatico 6.604 37%
Disturbo di Adattamento 4.092 22,9%
Stress percepito 3.895 21,8%
Ansia 3.700 20,8%
Depressione 3.084 17,3%
Insonnia 1.301 7,3%

Sono state, inoltre, registrate diverse associazioni legate a fattori come il genere sessuale di appartenenza, l'età dei partecipanti, la regione di residenza, ecc. Le riportiamo in tabella:

Variabile Associato a
Essere donna Tutti i risultati
Giovane età Depressione, stress post-traumatico, ansia, maggiori livelli di stress percepito
Residenza in Sud Italia Tutti i risultati, tranne il disturbo di adattamento
Essere in quarantena perché infetti/a contatto con persone infette Stress post-traumatico, ansia, disturbo di adattamento
Aver vissuto un evento stressante a causa della pandemia Tutti i risultati
Attività lavorativa interrotta Tutti i risultati, tranne il disturbo di adattamento
Maggior carico di lavoro provocato dalla pandemia Stress post-traumatico, maggiori livelli di stress percepito, disturbo di adattamento
Avere una persona cara deceduta per Covid-19 Stress post-traumatico, depressione, maggiori livelli di stress percepito, insonnia
Avere una persona cara con diagnosi di Covid-19 Stress post-traumatico

Conclusioni.
Secondo il team di ricercatori italiano, i risultati ottenuti mostrano come il Covid-19 stia provocando conseguenze anche sulla salute mentale della popolazione italiana.

In una recente intervista rilasciata un'emittente televisiva locale3, il Dr. Rossi ha spiegato come a subire maggiori conseguenze a livello psicologico siano soprattutto le donne, i giovani, chi ha qualcosa da perdere in termini di lavoro e/o posizione economica e sociale, mentre sembrano stare relativamente meglio le persone con un alto grado di istruzione, gli studenti universitari rispetto ai loro coetanei disoccupati e, paradossalmente, i residenti nelle regioni del Nord Italia rispetto alla popolazione del Sud, dunque chi abita nelle zone attualmente ancora più colpite dalla pandemia. Quest'ultima informazione emersa dal sondaggio viene considerata dagli studiosi stessi come una "particolarità" non ancora compresa.

Lo Studio - dichiara Rossi sempre nell'intervista - proseguirà ancora.

Per il team, questi primi risultati ottenuti vanno a confermare quanto emerso dalle precedenti ricerche cinesi. Qualora vengano, poi, ripetuti anche in altri Paesi attraverso ulteriori indagini specifiche, potrebbero risultare importanti proprio a livello mondiale, in quanto utili per dar vita a strategie di intervento per la salute mentale globale della popolazione esposta al Coronavirus.

Note
  1. Progetto del Comune e dell'Università dell'Aquila per dar vita ad un Centro di documentazione, formazione e ricerca per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori colpiti da calamità.
  2. Sito web che si occupa della diffusione di documenti inediti riguardanti salute, medicina, ricerca clinica, ecc.
  3. "Intervista al dott. Rodolfo Rossi - Università di Roma Tor Vergata" rilasciata per LaQtv Abruzzo, pubblicata sulla pagina FB "Covid-19 by Territori Aperti" il 17 Aprile 2020 www.facebook.com/territoriaperti/videos/1141096546251904/
Fonte
  • R. Rossi et al., "COVID-19 pandemic and lockdown measures impact on mental health among the general population in Italy. An N=18147 web-based survey", articolo pubblicato su msdrxiv.org il 14 Aprile 2020
    www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.04.09.20057802v1.full.pdf
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Commenti: 1
1 M.luisa Corsini alle ore 15:32 del 07/05/2020

Molto interessante.....sarà ancora più interessante ripetere

Dopo ogni fase di uscita da covid....per quanto riguarda l'ultima informazione inerente 

Le minori conseguenze riportate dalle persone residenti al nord potrebbe avere una spiegazione nel fatto che queste sanno di avere più strutture sanitarie a disposizione rispetto a quelle del sud e ciò potrebbe rassicurarle maggiormente....

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