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Genitorialità: eccessivo controllo dei genitori e problemi nello sviluppo dei figli

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Genitorialità: eccessivo controllo dei genitori e problemi nello sviluppo dei figli
Usa. Studio mostra collegamenti tra problemi di sviluppo emotivo e comportamentale nei figli con genitori molto "controllanti"

L'articolo "Genitorialità: eccessivo controllo dei genitori e problemi nello sviluppo dei figli" parla di:

  • Importanza dell'autoregolamentazione
  • Il ruolo dei caregiver
  • "Genitori elicottero" e conseguenze per i minori
Psico-Pratika:
Numero 148 Anno 2018

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 02 Luglio 2018

Genitorialità: eccessivo controllo dei genitori e problemi nello sviluppo dei figli
Usa. Studio mostra collegamenti tra problemi di sviluppo emotivo e comportamentale nei figli con genitori molto "controllanti"

Minnesota, USA. L'essere troppo protettivi ed esercitare un eccessivo controllo sui propri figli potrebbe provocare conseguenze non positive per il loro sviluppo emotivo e comportamentale, di cui risentono poi a lungo anche in ambito scolastico.
Ad affermarlo la Dott.ssa Nicole B. Perry* dell'Università del Minnesota Twin Cities e i suoi colleghi dell'Università del North Carolina e di Zurigo, attraverso un recente studio pubblicato il 18 Giugno scorso sulla rivista Developmental Psychology*.

Premesse. Gli autori dello studio si concentrano in primo luogo sul concetto di "autoregolamentazione".
L'autoregolamentazione riguarda la capacità di regolare eccitazione e comportamento a seconda del contesto delle esigenze ambientali. Coinvolge vari processi che si avviano nel corso dell'infanzia, tra cui molto importanti sono appunto la regolazione emotiva e comportamentale. Questi processi si manifestano durante i primi 5 anni di vita di un bambino e sono fondamentali per la sua crescita: determinano, infatti, lo sviluppo di una migliore mentalità e di una buona salute fisica, hanno un ruolo nell'instaurazione delle relazioni sociali, sono alla base di adattamento e/o successo in ambito scolastico, ecc.

La regolazione emotiva (ER*) coinvolge abilità che servono per regolare, mantenere o valorizzare l'intensità delle proprie emozioni. Il saper ridurre l'eccitazione emotiva, per esempio, può far sì che il bambino sappia gestire il senso di frustrazione provato davanti a compiti impegnativi e riesca a completarli, o anche controlli l'ansia dovuta a sfide sociali e nuovi gruppi sociali ed instauri così interazioni con gli altri positive.

Oltre alla regolazione emotiva, molto importante per lo sviluppo di un bambino è il controllo inibitorio (IC*), cioè la capacità di bloccare una risposta comportamentale dominante permettendo che se ne manifesti un'altra subdominante. Questo meccanismo fa sì che il bambino sviluppi abilità come il saper alzare la mano prima di parlare in classe o il riuscire ad inibire la voglia di agire aggressivamente in certe situazioni.

Dato il loro ruolo, ER e IC vengono ampiamente studiati durante la prima infanzia.

Secondo gli studiosi, i comportamenti dei "caregiver" (genitori o simili) contribuiscono allo sviluppo dell'autoregolamentazione nei bambini: i minori durante l'infanzia si affidano completamente a chi si prende cura di loro quando devono regolare il proprio comportamento, come, ad esempio, l'eccitazione. In sostanza, i genitori assumono per i figli il ruolo di guida per lo sviluppo delle loro competenze.

Obiettivo principale dell'attuale studio è stato quello di analizzare cosa succede quando i caregiver esercitano molto controllo e quali sono le conseguenze in questi casi.

La ricerca. La Dott.ssa Perry ed i suoi collaboratori hanno seguito un totale di 422 bambini per 8 anni, attraverso incontri periodici avvenuti quando avevano 2, 5 e 10 anni.
Al fine di studiare l'interazione con i genitori e le conseguenze sullo sviluppo dell'autoregolamentazione, i minori sono stati invitati insieme alle proprie madri presso un laboratorio, dove sono stati sottoposti ad una serie di test durante sessioni registrate.
La ricerca è stata sviluppata attraverso varie fasi, a seconda dell'età raggiunta dai bambini:

  • all'età di due anni, l'interazione bambino-genitore è stata analizzata attraverso un gioco di finzione di 4 minuti ed un'attività di pulizia di 2 minuti.
    Per il gioco di finzione, bambini e madri sono stati invitati a giocare con alcuni giocattoli normalmente, come fossero a casa; per l'attività di pulizia, invece, alle donne è stato chiesto di lavorare con i figli per ripulire l'ambiente dai giochi usati durante il compito di interazione precedente.
    In questa sessione l'eccessivo controllo è stato calcolato osservando per esempio il modo in cui le donne hanno esercitato la propria influenza sui figli per completare un'attività, il loro essere severe o esigenti, ecc;
  • all'età di 5 anni è stata osservata l'abilità di regolazione emotiva dei bambini attraverso un compito creato in maniera tale da suscitare frustrazione in loro. Il compito aveva a che fare con delle caramelle: lo sperimentatore ne divideva un po' tra lui e il bambino, prendendone però una quantità maggiore; dopodiché mangiava le poche caramelle date al minore.
    In questa sessione sono state osservate le abilità comportamentali applicate nel tentativo di diminuire l'angoscia.
  • sempre all'età di 5 anni è stato osservato il controllo inibitorio attraverso la somministrazione di test con immagini. Ai bambini sono state presentate grandi forme (geometriche o di animali) contenenti forme più piccole. In metà di questi test, le più piccole erano coerenti con la più grande che le conteneva (per esempio tanti piccoli gatti dentro la forma di un grosso gatto); nell'altra metà, invece, erano incoerenti (per esempio un grande cerchio contenente tanti piccoli quadrati). Ai minori è stato chiesto di riconoscere solo le forme più piccole e rispondere il più velocemente possibile.
    Questo test viene considerato un compito per il controllo degli impulsi perché il bambino deve trattenersi dall'impulso di nominare la forma più grande invece di quella piccola;
  • quando i bambini avevano tra i 5 e i 10 anni, sono stati coinvolti nello studio i loro insegnanti, i quali hanno compilato una serie di test per la valutazione degli stati emotivi dei minori, delle loro prestazioni scolastiche, delle abilità e interazioni sociali;
  • infine, a 10 anni i bambini sono stati interrogati direttamente su questioni emotive e sul loro atteggiamento nei confronti del mondo della scuola e dei loro insegnanti.

I risultati. Durante l'osservazione delle interazioni, sono emersi comportamenti da "genitori elicottero" (genitori che si preoccupano troppo dei figli, esercitando su di loro un controllo eccessivo) in vari casi: molte donne avevano costantemente guidato i propri figli nell'esecuzione delle attività richieste, per esempio dicendo loro con quale giocattolo giocare, in quale modo farlo, come ripulire il tutto, ecc., assumendo atteggiamenti spesso severi ed esigenti.
I figli di queste donne avevano reagito nel corso del tempo in vari modi: alcuni erano diventati apatici, altri avevano mostrato frustrazione, altri ancora avevano assunto atteggiamenti provocatori.

In sostanza, il troppo controllo genitoriale esercitato quando i bambini avevano 2 anni aveva provocato una regolazione emotiva e comportamentale più povera a 5 anni: i minori non sapevano gestir bene emozioni e impulsi e mostravano una minore capacità di reagire in modo appropriato a situazioni di difficoltà.
Ulteriori conseguenze negative erano state, poi, registrate all'età di 10 anni, con ripercussioni sulle competenze sociali e relazionali, problemi emotivi, atteggiamenti non positivi nei confronti della scuola e peggiori prestazioni scolastiche.

Conclusioni. Secondo la Dott.ssa Perry ed i suoi colleghi, i risultati mostrano come un eccesso di controllo da parte del caregiver nella primissima infanzia possa provocare una serie di problematiche nello sviluppo dell'autoregolamentazione e di tutte le capacità ad essa collegate nei bambini, con conseguenze che perdurano nel corso del tempo e si manifestano anche in età preadolescenziale.

Tuttavia - affermano gli autori - nonostante i suoi punti di forza, questo studio presenta anche vari limiti, primo tra tutti l'aver analizzato solo due processi dell'autoregolamentazione e non altri ugualmente importanti, come per esempio l'attenzione. Per questo motivo la ricerca in futuro dovrebbe concentrarsi anche sull'esame delle associazioni esistenti tra tutti i processi che fanno parte dell'autoregolamentazione.

Fonte
  • Nicole B. Perry et al., "Childhood Self-Regulation as a Mechanism Through Which Early Overcontrolling Parenting Is Associated With Adjustment in Preadolescence", pubblicato su Developmental Psychology, 18 Giugno 2018,
    www.apa.org/pubs/journals/releases/dev-dev0000536.pdf
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Commenti: 1
1 Roberta alle ore 16:59 del 14/11/2018

La ricerca è interessante e conferma a cent'anni di distanza la validità pedagogica del metodo Montessori fondato attorno all'autoapprendimento da parte dei bambini, fin dalla più tenera età. L'ducatore è solo una guida silente che interviene esclusivamente nella fase di presentazione dei materiali calibrati sui bisogni d'apprendimento del bambino o su richiesta d'aiuto dello stesso. Il bambino si autoregola nelle cose da fare con il materiale fornitogli e rimane concentrato fino all'esaurimento delle esperienze che può fare su di esso. Da grande sarà un adulto integrato, realizzato e di suppoto per la società.

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