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Il cervello continua a svilupparsi fino ai 30 anni

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Il cervello continua a svilupparsi fino ai 30 anni
Una nuova analisi mette in discussione il limite dei 25 anni come soglia della piena maturazione

L'articolo "Il cervello continua a svilupparsi fino ai 30 anni" parla di:

  • Il limite dei 25 anni è una semplificazione
  • Segregazione, integrazione e small worldness
  • La maturazione cerebrale è un processo graduale
Psico-Pratika:
Numero 224 Anno 2026

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 02 Marzo 2026

Il cervello continua a svilupparsi fino ai 30 anni
Una nuova analisi mette in discussione il limite dei 25 anni come soglia della piena maturazione

Regno Unito. Per anni si è creduto che il cervello umano raggiungesse la piena maturità intorno ai 25 anni.
Una nuova analisi, riportata il 19 febbraio 2026 da ScienceDaily e basata su un contributo pubblicato su The Conversation dalla neuroscienziata Taylor Snowden, suggerisce che questa soglia anagrafica sia una semplificazione eccessiva.

Secondo quanto riportato dalla fonte, l'idea dei "25 anni" non rappresenta un punto di arrivo netto nello sviluppo cerebrale.
I dati di neuroimaging analizzati indicano che alcuni aspetti dell'organizzazione e dell'efficienza delle reti cerebrali continuano a evolversi fino all'inizio dei 30 anni.

Da dove nasce l'idea dei 25 anni

La convinzione che il cervello maturi completamente a 25 anni deriva da studi di neuroimaging condotti tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2000.
In uno studio del 1999, i ricercatori monitorarono i cervelli di bambini e adolescenti nel tempo, osservando come la materia grigia - il tessuto neuronale responsabile dell'elaborazione delle informazioni - si modificasse durante l'adolescenza attraverso un processo chiamato potatura sinaptica: il cervello riduce i collegamenti meno usati e rafforza quelli più attivi.

In ricerche successive, i partecipanti venivano scansionati ogni due anni a partire dai quattro anni d'età.
I risultati mostravano che le aree frontali implicate in funzioni complesse come il giudizio, la regolazione emotiva e il comportamento sociale erano ancora in maturazione all'ultima rilevazione, avvenuta intorno ai 20 anni.
Poiché i dati si interrompevano proprio a quell'età, i ricercatori non sono riusciti a individuare quando lo sviluppo fosse completato e stimarono che lo sviluppo potesse concludersi intorno ai 25 anni.
Nel tempo, quella che era una stima approssimativa si è trasformata in un'affermazione abbastanza rigida e diffusa.

Cosa mostra la nuova analisi

La nuova ricerca si basa su un approccio più moderno: invece di esaminare singole regioni cerebrali, i neuroscienziati studiano oggi come le diverse aree del cervello comunicano tra loro, formando reti.
La revisione ha analizzato le scansioni cerebrali di oltre 4.200 persone, dall'infanzia fino ai 90 anni, con un'attenzione particolare all'efficienza delle reti neurali tramite lo studio della materia bianca cioè le fibre nervose che collegano le diverse aree del cervello e consentono il transito dei segnali.

I dati identificano diverse fasi chiave di sviluppo, tra cui una che i ricercatori hanno definito fase "adolescente" del cervello, che si estende dai 9 ai 32 anni.
Durante questo periodo il cervello lavora su due processi in parallelo:

  • segregazione: costruisce "quartieri" di pensieri correlati, raggruppando funzioni simili;
  • integrazione: costruisce "autostrade" per connettere questi quartieri tra loro.

Uno degli indicatori chiave individuati dallo studio è la cosiddetta "small worldness", ovvero una misura dell'efficienza delle reti neurali.
Pensando al cervello come a una rete di trasporti, aumentare la "small worldness" equivale ad aggiungere corsie veloci ed express: i pensieri complessi trovano percorsi più diretti ed efficienti.
Questo indicatore si è rivelato il principale predittore dell'età cerebrale nel gruppo analizzato.

La stabilizzazione di questo processo, cioè il passaggio a un assetto più "adulto" delle reti, avviene progressivamente intorno ai 30-32 anni.

Il punto di svolta dopo i 32 anni

Un aspetto particolarmente interessante emerso dalla ricerca riguarda ciò che accade dopo i 32 anni: le tendenze di sviluppo si invertono.
Il cervello smette di privilegiare le nuove "autostrade" di connessione e torna a favorire la segregazione, consolidando e stabilizzando i percorsi neurali che utilizza più frequentemente.

Riassumendo i 20 anni sono il periodo in cui il cervello si connette e si espande; i 30 anni sono il periodo in cui si assesta e ottimizza i percorsi più usati.
Non si tratta di un aumento volumetrico generalizzato, ma di un processo di raffinamento, ottimizzazione e riorganizzazione delle reti neurali.

Sviluppo cerebrale: un processo graduale, non una soglia

Uno dei punti centrali della ricerca è proprio questo: lo sviluppo cerebrale non funziona come un interruttore che si spegne a una certa età.
Non esiste un momento preciso in cui si possa affermare che il cervello sia "completamente finito".

Il cervello attraversa diverse fasi:

  1. una fase di sviluppo rapido nell'infanzia e nell'adolescenza;
  2. una fase di riorganizzazione e specializzazione (dai 9 ai 32 anni circa);
  3. una fase di progressiva stabilizzazione e consolidamento delle reti.

Questa progressione non è identica per tutti e può variare da individuo a individuo.

Implicazioni psicologiche e sociali

Se il cervello continua a maturare fino ai 30 anni circa, questo può influenzare il modo in cui interpretiamo i processi decisionali nei giovani adulti, la regolazione emotiva, la pianificazione a lungo termine e l'assunzione di rischi.

Non significa che le persone sotto i 30 anni non siano capaci di decisioni mature, ma suggerisce che i processi neurobiologici sottostanti siano ancora in fase di ottimizzazione.
Questa informazione può avere ricadute anche nei dibattiti legali e politici, dove spesso si discute dell'età della piena responsabilità o della maturità cognitiva.

La ricerca offre anche un invito a non semplificare: la scienza del cervello è complessa e, come abbiamo visto, i processi di sviluppo non seguono confini anagrafici rigidi.
L'idea dei 25 anni come "punto finale" è diventata popolare per la sua semplicità comunicativa, ma la nuova analisi invita a considerare lo sviluppo cerebrale come un processo continuo, dinamico e graduale.
Anche dopo i 30 anni, infatti, il cervello continua a modificarsi, adattarsi e riorganizzarsi in risposta all'esperienza, sebbene in modi differenti rispetto alle fasi precedenti della vita.

La maturazione cerebrale si configurerebbe quindi come un continuum e nessuna età sembra rappresentare un confine biologico netto.

Fonte
  • ScienceDaily: https://www.sciencedaily.com/releases/2026/02/260218031606.htm
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