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Psicosi: analizzato il legame con la struttura del cervello

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Psicosi: analizzato il legame con la struttura del cervello
USA/UE. Nuovo studio mostra come uno spessore corticale ridotto sia collegato al rischio di sviluppare psicosi

L'articolo "Psicosi: analizzato il legame con la struttura del cervello" parla di:

  • Obiettivi dello studio osservazionale
  • Analisi delle scansioni cerebrali di 3.169 individui
  • Assottigliamento corticale e rischio psicosi
Psico-Pratika:
Numero 177 Anno 2021

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 7 Giugno 2021

Psicosi: analizzato il legame con la struttura del cervello
USA/UE. Nuovo studio mostra come uno spessore corticale ridotto sia collegato al rischio di sviluppare psicosi

Pittsburgh/Maastricht. Alla base della psicosi potrebbero esserci differenze strutturali del cervello. Nello specifico, coloro che mostrano un assottigliamento dello spessore corticale in diverse regioni cerebrali correrebbero un rischio maggiore di sviluppare tale patologia.

A sostenerlo un nuovo studio internazionale, pubblicato il 5 Maggio 2021 sulla rivista JAMA Psychiatry e condotto dal team di ENIGMA* sotto la guida dei Presidenti Maria Jalbrzikowski* e Dennis Hernaus*.

Premesse. La ricerca scientifica si è sempre chiesta come mai alcune persone corrano un rischio più elevato di sviluppare una psicosi rispetto ad altre e, nel corso del tempo, è stata avanzata spesso l'ipotesi che ciò possa esser dovuto ad un insieme di fattori genetici e ambientali. Non è stato, però, ancora provato in quale modo questi fattori determinino la possibilità di avere o meno allucinazioni e/o deliri. Proprio per questo, gli studi di settore si sono via via concentrati sul modo in cui è organizzato il cervello umano, ottenendo, però, fino ad ora risultati difficili da interpretare a causa dei pochi soggetti studiati durante le ricerche.

In questo caso, i ricercatori del gruppo ENIGMA si sono posti una domanda: in quale modo le caratteristiche morfometriche del cervello sono associate allo sviluppo della psicosi negli individui ad alto rischio clinico?

Da qui la realizzazione del presente studio osservazionale, il cui obiettivo principale è stato quello di analizzare le differenze strutturali esistenti a livello cerebrale tra individui con un alto rischio clinico che hanno poi sviluppato effettivamente un disturbo psicotico e coloro che invece non l'hanno sviluppato.

Sviluppo della ricerca. Il team di ricercatori dell'Università di Pittsburgh e di Maastricht ha analizzato i dati delle scansioni cerebrali di 3.169 individui provenienti da 31 siti internazionali partecipanti al gruppo di lavoro ENIGMA.
Il 45,1% di queste persone (1.428) erano donne, mentre l'età media registrata è stata di 21,1 anni.

Lo studio ha coinvolto complessivamente 1.792 persone CHR (Clinical Hight Risk, quindi ad alto rischio clinico) e 1.377 individui sani.
Tra i soggetti CHR, 253 (quindi circa il 14,1%) erano CHR-PS+ (ovvero hanno sviluppato effettivamente un disturbo psicotico) e 1234 invece CHR-PS- (cioè non hanno sviluppato il disturbo). Per i restanti 305 non si avevano dati di follow-up.

Le scansioni cerebrali dei partecipanti erano state effettuate tramite uno scanner MRI (Magnetic Resonance Imaging, quindi una risonanza magnetica) nel periodo che andava da Gennaio ad Ottobre 2020.

L'alto rischio clinico è stato analizzato servendosi della valutazione completa degli stati mentali a rischio o l'intervista strutturata per le sindromi podromiche*.

Risultati. Dall'analisi è emerso come rispetto al gruppo di controllo, gli individui con alto rischio clinico per la psicosi presentino un assottigliamento dello spessore corticale (CT, Cortical Thickness), mentre non ci sarebbero differenze per quanto riguarda la superficie corticale ed il volume sottocorticale.

L'assottigliamento è stato riscontrato in gran parte delle aree del cervello, ma quello notato soprattutto in 3 regioni - regione fusiforme, temporale superiore e paracentrale - ha mostrato una significativa associazione con la possibilità per un individuo a rischio di sviluppare effettivamente un disturbo psicotico.

I ricercatori di ENIGMA hanno notato, inoltre, come il tipo di assottigliamento corticale osservato nelle persone a rischio psicosi sia simile a quello già notato in studi sulla schizofrenia e negli individui con sindrome da microdelezione* e diagnosi di disturbo psicotico.

Nei giovani ad alto rischio che in seguito hanno sviluppato psicosi è stato riscontrato un assottigliamento della corteccia più marcato soprattutto in varie regioni temporali e frontali del cervello. Nei partecipanti di età compresa tra i 12 ed i 16 anni l'assottigliamento corticale - che di solito è rilevabile al momento del passaggio all'età adulta - era già presente.

Conclusioni. Per i ricercatori, le particolarità riscontrate nei soggetti più giovani fanno pensare ad un qualche evento accaduto durante lo sviluppo. Nello specifico, potrebbero esserci state interruzioni nei processi di sviluppo cerebrale postnatale, anomalie che avrebbero colpito il sistema nervoso con i suoi processi di sviluppo e maturazione.

In un articolo sul sito web dell'Università di Pittsburgh1, il Dott. Hernaus sottolinea come i risultati del presente studio siano importanti ai fini della diagnosi precoce e dell'intervento nelle persone che mostrano un rischio elevato di sviluppare un disturbo psicotico.
Se fino ad ora la ricerca si è concentrata su come il cervello delle persone con alto rischio clinico di psicosi sia diverso da quello degli altri in un preciso momento, è ora invece diventato importante comprendere quali siano stati i cambiamenti avvenuti nel corso del tempo, cosa che potrebbe fornire nuovi indizi sui meccanismi alla base della psicosi.

Note
  1. "International Study Links Brain Thinning to Psychosis", articolo comparso su UPMC.com il 5 Maggio 2021
    https://www.upmc.com/media/news/050521-Jalbrzikowski-ENIGMA
Fonte
  • ENIGMA Clinical High Risk for Psychosis Working Group, "Association of Structural Magnetic Resonance Imaging Measures With Psychosis Onset in Individuals at Clinical High Risk for Developing Psychosis", pubblicato su JAMA Psychiatry, 05 Maggio 2021
    https://jamanetwork.com/journals/jamapsychiatry/article-abstract/2779599
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