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Più sei ansioso all'idea di invecchiare, più invecchi in fretta? Uno studio mostra che l'ansia da invecchiamento è associata a un'accelerazione dell'invecchiamento biologico nelle donne
L'articolo " Più sei ansioso all'idea di invecchiare, più invecchi in fretta?" parla di:
- Ansia da invecchiamento e biologia
- Paura del declino fisico e aging
- Stile di vita come possibile mediatore
A cura di: Redazione - Pubblicato il 03 Aprile 2026 Più sei ansioso all'idea di invecchiare, più invecchi in fretta? Uno studio mostra che l'ansia da invecchiamento è associata a un'accelerazione dell'invecchiamento biologico nelle donne
USA. Un recente studio condotto su un ampio campione di donne adulte negli Stati Uniti ha rilevato che il modo in cui viviamo l'idea
di invecchiare può riflettersi a livello molecolare e avere conseguenze concrete sulla salute del nostro corpo.
Invecchiare, del resto, non è un processo puramente biologico. È anche un'esperienza soggettiva, plasmata da fattori culturali,
sociali e psicologici.
Per molte donne, in particolare, l'ansia legata all'età rappresenta una fonte di stress significativa data da vari fattori come ad
esempio la paura di perdere attrattiva, il timore del declino della propria salute, le preoccupazioni legate alla fertilità.
Pressioni che la cultura contemporanea tende ad amplificare, spingendo le donne a mantenere un'immagine giovane a tutti i costi.
La metodologia
La ricerca, pubblicata sulla rivista Psychoneuroendocrinology e condotta da Mariana Rodrigues e Adolfo Cuevas della NYU School of
Global Public Health, ha coinvolto 726 donne tra i 25 e i 74 anni, partecipanti al progetto Midlife in the United States (MIDUS),
un'indagine nazionale sulla salute e il benessere.
L'ansia da invecchiamento è stata valutata in tre aree: preoccupazioni per il calo di attrattiva fisica, per il declino della salute
e per l'invecchiamento riproduttivo.
Ciascuna area era misurata tramite una singola domanda.
I ricercatori hanno poi messo in relazione l'ansia da invecchiamento con due indicatori biologici: GrimAge2 e DunedinPACE.
Si tratta di cosiddetti "orologi epigenetici" cioè strumenti in grado di stimare non solo l'età anagrafica di una persona, ma
il ritmo con cui il suo corpo sta effettivamente invecchiando, attraverso l'analisi di specifiche modificazioni del DNA.
I due strumenti misurano però aspetti diversi: DunedinPACE cattura la velocità attuale dell'invecchiamento, mentre
GrimAge2 stima i danni biologici accumulati nel corso dell'intera vita.
I risultati
Il dato principale è che le donne con maggiore ansia legata all'invecchiamento mostravano segni di invecchiamento biologico
più rapido, ma questa associazione è emersa esclusivamente con DunedinPACE, l'orologio che misura la velocità attuale
dell'invecchiamento.
Nessuna forma di ansia ha mostrato un'associazione significativa con GrimAge2.
Tra i tre tipi di ansia esaminati, quella legata al declino della salute è risultata la più fortemente associata a
un ritmo di invecchiamento più accelerato.
Le preoccupazioni per l'attrattiva fisica e per la fertilità non hanno invece mostrato associazioni significative con nessuno dei
due indicatori biologici.
È possibile che queste ansie abbiano un impatto psicologico rilevante, ma non attivino in modo cronico i sistemi di stress dell'organismo
al punto da influenzarne l'invecchiamento.
Vale anche la pena segnalare che l'età media delle partecipanti era di circa 50 anni e che l'81% di loro non riportava alcuna
preoccupazione legata alla fertilità, un dato coerente con la tendenza di questa preoccupazione a diminuire con l'avanzare dell'età.
Un risultato importante riguarda il ruolo dello stile di vita: quando nell'analisi sono stati inclusi fumo, consumo di alcol e peso
corporeo, l'associazione tra ansia e invecchiamento biologico si è indebolita fino a scomparire.
Questo suggerisce che le preoccupazioni per la salute potrebbero spingere verso abitudini poco salutari, che a loro volta accelerano
l'invecchiamento, ma trattandosi di uno studio trasversale, non è possibile stabilire relazioni di causa ed effetto.
Il meccanismo sottostante
Dal punto di vista biologico, l'ansia cronica per la salute funziona come un segnale di allerta continuo.
A differenza di stress temporanei e circoscritti, la paura del declino fisico può essere un pensiero ricorrente, che si riattiva ogni
volta che si percepisce un cambiamento nel proprio corpo.
Nel tempo, questo stato di allerta prolungato può stimolare in modo continuativo i sistemi fisiologici dello stress (es. l'asse ormonale
ipotalamo-ipofisi-surrene e i processi infiammatori) causando un progressivo logoramento biologico.
Un dato da aggiungere riguarda l'associazione tra ansia e invecchiamento, che risultava più marcata nelle donne con una storia
recente di disturbi emotivi, come ansia o depressione.
Questo indica che una maggiore vulnerabilità psicologica può amplificare l'impatto dello stress legato all'età, anche
se questo specifico risultato non raggiungeva la significatività statistica in nessuna delle analisi.
I limiti della ricerca
Trattandosi di una ricerca trasversale, cioè basata su dati raccolti in un unico momento, non è possibile stabilire un
rapporto di causa ed effetto.
Non sappiamo, ad esempio, se sia l'ansia ad accelerare l'invecchiamento o se un organismo biologicamente più fragile tenda a generare
maggiore ansia.
Inoltre, l'ansia è stata misurata con domande singole per ciascuna area, uno strumento piuttosto limitato.
Futuri studi dovranno utilizzare misurazioni più approfondite e seguire le partecipanti nel tempo.
Gli autori segnalano inoltre che lo studio non ha potuto distinguere le donne in fase di perimenopausa, ovvero nel periodo di transizione
verso la menopausa, che potrebbero presentare sintomi d'ansia più accentuati e rappresentare quindi un sottogruppo con caratteristiche
biologiche e psicologiche specifiche.
Nonostante i limiti, la ricerca indica che le esperienze soggettive legate all'invecchiamento possono avere ricadute concrete sulla
salute fisica.
La paura del declino fisico, in particolare, emerge come un fattore di rischio potenzialmente modificabile e questo apre prospettive concrete
per la prevenzione.
Fonte
- Mariana Rodrigues, Jemar R. Bather, Adolfo G. Cuevas "Aging anxiety and epigenetic aging in a national sample of adult women
in the United States", pubblicato su Psychoneuroendocrinology, volume 184, Febbraio 2026
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0306453025004275
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