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Psicoanalisi: Angoscia - Libri

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Psicoanalisi: Angoscia - Libri

L'articolo "Psicoanalisi: Angoscia - Libri" é tratto dalla rubrica Spazio Psicoanalisi.

Nell'articolo si parla di:

  • Bibliografia di Psicoanalisi
  • Teorie sull'Angoscia
  • Breve recensione di 51 libri
Psico-Pratika:
Numero 33 Anno 2008

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Articolo: 'Psicoanalisi: Angoscia - Libri'

A cura di: Romano Biancoli
PSICOANALISI: TEORIE SULL'ANGOSCIA
A) Psicoanalisi: Teorie sull'Angoscia - Freud, i primi freudiani e i primi dissidenti

Freud S. (1894) Minuta E. Come si origina l'angoscia.
In: Minute teoriche per Wilhelm Fliess (1892-97). Opere cit., Vol. 2. Torino: Bollati Boringhieri, 1968.

L'angoscia si origina dalla sessualita' e proviene da un ingorgo. Viene in particolare considerato il coitus interruptus come causa d'angoscia, tanto nelle donne che ne sono soggette quanto negli uomini che lo praticano.

Freud S. (1894) Legittimita' di separare dalla nevrastenia un preciso complesso di sintomi come "nevrosi d'angoscia". Opere cit., Vol. 2. Torino: Bollati Boringhieri, 1968.
La nevrosi d'angoscia deriva dall'incapacita' di far fronte ad un eccitamento endogeno, sessuale. Se la fonte dell'eccitamento e' esterna si ha la paura, se e' interna si ha l'angoscia.

Freud S. (1915-17) Introduzione alla psicoanalisi. Lez. 25, L'angoscia. Opere cit., Vol. 8. Torino: Bollati Boringhieri, 1985.
Benche' taluni aspetti di questa elaborazione siano stati in seguito modificati da Freud, si tratta di un lavoro fondamentale sull'argomento. Viene distinta l'"angoscia reale" dall'"angoscia nevrotica". Questa puo' presentarsi in termini liberi e fluttuanti come "angoscia d'attesa" o legarsi a dati oggetti, come nelle "fobie".

Freud S. (1925) Inibizione, sintomo e angoscia. Opere cit., Vol. 10. Torino: Bollati Boringhieri, 1978.
Testo molto importante nell'opera complessiva di Freud. Tra l'altro, in una nuova teoria sull'angoscia, viene proposto il termine "angoscia-segnale" che anticipa una situazione di pericolo, come fosse un allarme su una incombente situazione traumatica.

Freud S. (1932) Introduzione alla psicoanalisi. Lez. 32, Angoscia e vita pulsionale. Opere cit., Vol. 11. Torino: Bollati Boringhieri, 1979.
Vengono riassunte le precedenti elaborazioni sull'angoscia. L'angoscia e' il segnale di una situazione di pericolo. Quando riferito ad un moto pulsionale, questo segnale d'angoscia puo' dar luogo a rimozione, cui fa seguito un sintomo o una formazione reattiva.

Rank O. (1924) Il trauma della nascita. Rimini: Guaraldi, 1972.
Tutte le nevrosi derivano dal trauma della nascita, in rapporto al quale ha origine e si spiega l'angoscia di separazione.

Reich W. (1926) The Sources of Neurotic Anxiety: A Contribution to the Theory of Psycho-Analytic Therapy. The International Journal of Psychoanalysis, 7: 381-391.
La psicoanalisi deve rendere conscio il significato dell'ansia, la quale deriva dagli istinti. Le varie fonti dell'ansia possono essere distinte e viste nelle loro mutue relazioni, in modo da modificarne la psicodinamica.

Jung C.G. (1929) Il contrasto tra Freud e Jung. Opere cit., Vol. 4. Torino: Bollati Boringhieri, 1973.
Non sembra vi sia una teoria organica dell'angoscia in Jung. Egli non riconosce nei vari fenomeni angosciosi una costante pulsionale, potendo esercitare l'angoscia funzioni di evitamento o di orientamento su dati aspetti della vita dell'individuo.

B) Psicoanalisi: Teorie sull'Angoscia - Gli autori dell'Ego-psychology

Hartman H., Kris E. (1945) L'impostazione genetica in psicoanalisi.
In: Hartman H., Kris E. Loewenstein R.M. (1964) Scritti di psicologia psicoanalitica. Torino: Boringhieri, 1978.

Il concetto d'angoscia e' esaminato da un punto di vista genetico. Le situazioni conflittuali del passato intervengono nelle situazioni attuali e le influenzano, tenuto conto della maggior maturita' dell'Io presente.

Hartman H., Kris E., Loewenstein R.M. (1946) Considerazioni sulla formazione della struttura psichica. In: Hartman H., Kris E., Loewenstein R.M. (1964) cit.
E' riproposta l'elaborazione di Freud del concetto di "angoscia segnale", il cui avvento testimonia un'avvenuta maturita' del sistema psichico.

Rangell L. (1955) On the Psychoanalytic Theory of Anxiety – A Statement of a Unitary Theory. Journal of American Psychoanalytic Association, 3: 389-414.
Stabilito che l'angoscia e' l'aspetto fondamentale della clinica psicoanalitica, vengono ricapitolati i contributi teorici emersi nel corso della storia della psicoanalisi e inquadrati in una visione unitaria.

Zetzel E., Meissner W.W. (1973) Psichiatria psicoanalitica. Torino: Boringhieri, 1976.
Il testo raccoglie seminari tenuti Elizabeth Zetzel su temi clinici e teorici di psicoanalisi e psichiatria, con stile didattico. Il tema dell'angoscia e' trattato diffusamente e illustrato da casi clinici. In particolare, viene affrontato il rapporto tra angoscia e rimozione.

Wong P.S. (1999) Anxiety, Signal Anxiety, And Unconscious Anticipation: Neuroscientific Evidence For An Unconscious Signal Function In Humans. Journal of the American Psychoanaltyc Association, 47: 817-841.
La teoria psicoanalitica dell'angoscia, e nello specifico la teoria dell'angoscia segnale, viene inserita in un approccio interdisciplinare. Neuroscienze e psicologia cognitiva, con i loro dati empirici, concorrono a tratteggiare una piu' aggiornata e critica visione psicoanalitica del tema.

C) Psicoanalisi: Teorie sull'Angoscia
I post-freudiani in genere; revisionisti, dissidenti e oppositori; junghiani

Zilboorg G. (1933) Anxiety without Affect. Psychoanslytic Quarterly, 2: 48-67.
E' esaminato il rapporto tra angoscia conscia e angoscia rimossa. Risale a Freud la distinzione tra la percezione conscia dello spiacevole affetto angoscioso e la sua rimozione.

Greenacre P. (1941) The Predisposition to Anxiety. Psychoanalytic Quarterly, 10: 66-94.
E' studiata l'ipotesi dell'angoscia geneticamente determinata, rilevabile gia' durante la vita intrauterina a livello di riflessi separati. Tali risposte irritative si possono organizzare con la nascita e svilupparsi in reazioni angosciose. All'aumento dell'angoscia si accompagna un incremento del narcisismo, dando luogo a gravi nevrosi o a stati borderline.

Rosemberg E. (1949) Anxiety and the Capacity to Bear It. International Journal of Psychoanalysis, 30: 1-12.
Riprende la distinzione freudiana tra angoscia primaria e angoscia secondaria o angoscia segnale. Lo sviluppo emozionale richiede la capacita' di fare esperienza di entrambi i tipi di angoscia, di reggerli e governarli.

Hoch P.H., Zubin J. (Eds.) (1950) Anxiety. New York: Grune & Stratton.
Il volume raccoglie i lavori di un simposio multidisciplinare, dove accanto a contributi psicoanalitici figurano impostazioni psichiatriche, psicologiche, sociologiche, biologiche, di psicologia animale.

Fenichel O. (1945) Trattato di psicoanalisi delle nevrosi e delle psicosi. Roma: Astrolabio, 1951.
In questo complessivo e organico trattato, il tema dell'angoscia e' affrontato a vari livelli e con diversi registri, mantenendo la classica distinzione tra angoscia primaria e angoscia d'allarme.

Kohut H. (1977) La guarigione del Se'. Torino: Boringhieri, 1980.
L'angoscia di disintegrazione non deriva dalla paura delle pulsioni. Essa e' un'anticipazione della disintegrazione del Se'.

Lacan J. (1962-63) Il seminario. Libro X. L'angoscia 1962-63. Torino: Einaudi, 2007.
L'angoscia presenta anche un aspetto positivo. Essa e' via di accesso al reale, che conduce oltre il significante, verso l'oggetto "a", che non e' l'oggetto desiderato ma l'oggetto causa del desiderio.

Lacan J. (1974) La terza. La psicoanalisi, 1993, 12.
L'angoscia si situa nel nostro corpo. Essa viene dal sospetto di "essere ridotti al nostro corpo". "Una paura della paura".

Hillman, J. (1972) Saggio su Pan. Milano: Adelphi, 1977.
Il dio Pan governa il corpo, la sessualita', gli istinti. Il panico ci connette a lui. Se perdiamo tale contatto, puo' intervenire l'angoscia a ricollegarci alle fonti vitali del nostro essere.

D) Psicoanalisi: Teorie sull'Angoscia - Melanie Klein, Bion e autori di indirizzo

Klein M. (1935) Contributo alla psicogenesi degli stati maniaco-depressivi. In: Scritti 1921-1958. Torino: Boringhieri: 1978.
Le angoscie di base sono due: l'"angoscia persecutoria" e l'"angoscia depressiva". La prima viene al bambino dal sentimento di sentirsi minacciato, la seconda dal sentire che con i suoi attacchi ha distrutto gli oggetti buoni sia interni che esterni.

Klein M. (1948) Sulla teoria dell'angoscia e del senso di colpa. In: Scritti 1921-1958. Torino: Boringhieri: 1978.
E' confermata la distinzione tra angoscia persecutoria e angoscia depressiva. La prima riguarda soprattutto l'"annientamento dell'Io", la seconda gli "oggetti d'amore interni ed esterni" danneggiati dai propri impulsi distruttivi.

Evans M. G. (1948) Situazioni di ansia precoce nell'analisi di un bambino nel periodo di latenza.
In: Klein M., Heimann P., Money-Kirle R. (Eds.) Nuove vie della psicoanalisi. Milano: Il Saggiatore, 1994.

Lavoro clinico, dove viene presentato il caso di un bambino secondo le teorie di Melanie Klein. Il trattamento esemplifica concetti e tecniche di quest'ultima.

Jaques E. (1955) Sistemi sociali come difesa contro l'ansia persecutoria e depressiva. Contributo allo studio psicoanalitico dei processi sociali. In: Klein M., Heimann P., Money-Kirle R. (Eds.) Nuove vie della psicoanalisi. Milano: Il Saggiatore, 1994.
Vi e' affinita' tra fenomeni sociali e processi psicotici individuali. Gli individui sono attratti dai gruppi istituzionali perche' questi funzionano come difese dalle angoscie paranoidi e depressive.

Bion W. (1962) Apprendere dall'esperienza. Roma: Armando, 1972.
Il bambino proietta sulla madre angoscia e terrore. La rêverie materna accoglie ed elabora le proiezioni e le restituisce trasformate e bonificate al bambino che le reintroietta acquisendo la funzione a. Disturbi in questa funzione o il suo fallimento non consentono di elaborare le esperienze angosciose e terrifiche che restano presenti nel bambino quali elementi ß.

E) Psicoanalisi: Teorie sull'Angoscia - Gli "indipendenti" britannici

Balint, M. (1965) L'amore primario. Rimini: Guaraldi, 1973. Vi e' un'angoscia primaria in cui si trasforma l'investimento libidico del bambino sulla madre. Tale trasformazione si verifica in situazioni tipiche, quali quelle in cui la madre e' assente e il bambino si trova solo al buio o in presenza di estranei.

Fairbairn R.D. (1963) Il piacere e l'oggetto. Roma: Astrolabio, 1992.
"La prima e piu' originaria forma di angoscia sperimentata dal bambino e' l'angoscia di separazione".

Guntrip H. (1968) Teoria psicoanalitica della relazione d'oggetto. Milano: Etas Libri, 1975.
Se per Faibairn l'angoscia di separazione e' l'angoscia primaria, Guntrip la vede come apriporta "della paura peggiore, la paura della perdita dell'Io stesso", della depersonalizzazione, della sensazione di irrealta'".

Winnicott D. W. (1952) L'angoscia associata all'insicurezza. In: Winnicott D. W. (1958) Dalla pediatria alla psicoanalisi. Firenze: Martinelli, 1991.
E' normale che il neonato provi angoscia se vi e' assenza di cure materne. In casi di regressione a stati non-integrati, e' bene che vi sia angoscia. La sua assenza in questi casi fa temere una regressione senza ritorno, la pazzia.

Winnicott D.W. (1949) Ricordi della nascita, trauma della nascita ed angoscia. In: Winnicott D. W (1958) Dalla pediatria alla psicoanalisi. Firenze: Martinelli, 1991.
L'angoscia e' un fenomeno universale, mentre la nascita traumatica e' un caso particolare di nascita. Non pare logico collegare l'angoscia all'esperienza di una nascita traumatica, ma pare piu' logico riferirla a esperienze normali di nascita.

Bowlby J. (1973) Attaccamento e perdita. 2: La separazione dalla madre. Torino: Boringhieri, 1978.
L'angoscia e' una risposta alla separazione o alla minaccia di separazione dalla madre o da un agente le cure materne, o, in seguito, nella vita adulta, da una figura d'attaccamento importante. Il sentimento del lutto e' un caso particolare di angoscia di separazione.

Rycroft C. (1968) Angoscia e nevrosi. Milano: Feltrinelli, 1970.
E' un denso volumetto dove vengono chiariti e confrontati tra loro i concetti di angoscia, paura, terrore shock, senso di colpa, depressione e nevrosi.

F) Psicoanalisi: Teorie sull'Angoscia - Gli interpersonalisti americani

Horney K. (1937) La personalita' nevrotica del nostro tempo. Roma: Newton Compton, 1976.
L'angoscia viene distinta dalla paura e posta in relazione all'aggressivita'. Mentre la paura e' "proporzionata al pericolo", l'angoscia e' sproporzionata o e' "una reazione a un pericolo immaginario". Le pulsioni ostili sono la fonte principale dell'angoscia.

Horney K (1950) Nevrosi e sviluppo della personalita'. Roma: Astrolabio, 1981.
L'"angoscia di base" e' data dal sentirsi soli e impotenti di fronte a un mondo esterno sentito prevalentemente come ostile.

Sullivan H.S. (1940) La moderna concezione della psichiatria. Milano: Feltrinelli, 1961.
L'adulto importante ricorre a restrizioni e disapprovazioni per educare il bambino. Anche empaticamente il bambino coglie la disapprovazione, che gli genera un "particolare disagio" che non e' ne' dolore, ne' paura. E' la base dell'angoscia.

Sullivan H.S. (1953) Teoria interpersonale della psichiatria. Milano: Feltrinelli: 1962.
La cultura si serve dell'esperienza sgradevole del bambino per educarlo. L'angoscia puo' divenire molto intensa quando l'adulto importante soffre di disturbi emotivi. L'angoscia molto grave puo' sfociare in "un'emozione arcana ed irreale": sgomento, terrore, orrore, ribrezzo.

Fromm-Reichmann F. (1955) Aspetti psichiatrici dell'angoscia. In: Fromm-Reichmann F. (1959) Psicoanalisi e psicoterapia. Milano: Feltrinelli, 1971.
Il sintomo psichico e' sia il risultato dell'angoscia sia la difese contro di essa. Il concetto di angoscia e quello di solitudine sono affini. L'angoscia nasce dal rifiuto, dalla disapprovazione delle persone importanti della prima infanzia e si riattiva come previsione di separazione, perdita d'amore, come isolamento sociale.

Portnoy I. Gli stati d'angoscia. In: Arieti S. (a cura di) (1959-66) Manuale di psichiatria, Vol. 1. Torino: Boringhieri, 1969.
Esposizione dei vari punti di vista sull'angoscia e dei vari fattori che ne sono causa, sia costituzionali che ambientali, sia organici che psichici. Le varie teorie e le cure, tanto farmacologiche quanto psicoterapeutiche.

Fromm E. (1993) Anima e societa'. Funk R. (a cura di). Milano: Mondadori.
L'angoscia di base o angoscia primaria e' quella di separazione, che puo' presentarsi in vari modi. L'angoscia di separazione puo' manifestarsi come una specifica paura umana, la paura di vivere, di affrontare il movimento che e' nella vita, di accettarne il rischio, con la consapevolezza della propria unicita', che si fa sentire come solitudine che spaventa.

May R. (1967) La psicologia del dilemma umano. Roma: Astrolabio, 1970.
L'angoscia e' inserita nei suoi contesti storici e relativi quadri di valore. Essa insorge come reazione all'attacco contro i valori nei quali l'individuo identifica la propria esistenza.

Farber L.H. (1966) Psicopatologia della volonta'. Torino: Boringhieri, 1970.
L'angoscia dipende da forze diverse dall'angoscia. E' "moralmente inerte". Viene quando si vuole cio' che "non puo' essere voluto".

Schecter D.E. (1980) Early developmental roots of anxiety. Journal of American Academy of Psychoanalysis, 8: 379-392.
Ogni tipo di angoscia infantile e' l'inizio di una linea di sviluppo dell'angoscia fino all'eta' adulta. La linea di sviluppo piu' importante che emerge in analisi e' quella che origina dall'angoscia dell'estraneo.

Levenson E. (1983) L'ambiguita' del cambiamento. Roma: Astrolabio, 1985.
L'angoscia e' reazione a "un pericolo reale che c'e' nel mondo". La reazione si amplifica in quanto il pericolo non si lasci esprimere in termini linguistici.

Crastnopol M. (1995) Anxiety. In: Handbook of Interpersonal Psychoanalysis, M. Lionells, J. Fiscalini, C.h. Mann, D.B. Stern Eds. Hillsdale, NJ: The Analytic Press, pp. 491-515.
Vi e' una esposizione storico-critica delle vedute interpersonali sull'angoscia. Ne risulta una considerazione dell'angoscia nel suo ruolo di segnalare e promuovere processi di individuazione e sviluppo, piu' che di nemico da combattere.

G) Psicoanalisi: Teorie sull'Angoscia
Correnti e autori recenti e contemporanei, i relazionali in particolare e i loro oppositori

Thomä H., Käkele H. (1985) Trattato di terapia psicoanalitica, Vol. II. Torino: Bollati Boringhieri, 1990.
La capacita' di controllo dell'angoscia indica la solidita' dell'Io, la cui fragilita' invece trova anche negli stimoli e desideri piu' lievi e banali un segnale di pericolo atto a scatenare l'"angoscia pulsionale". La tecnica della psicoanalisi puo' integrare nell'Io le occasioni d'angoscia rendendolo via via piu' maturo e forte.

Eagle M.N. (1984) La psicoanalisi contemporanea. Bari: Laterza, 1997.
L'angoscia intensa e cronica pare dovuta a un senso del Se' non intatto, fragile e manchevole. Il Se' puo' sentirsi minacciato sia dal suo cammino di individuazione che lo allontana dagli oggetti-Se', sia dal desiderio regressivo di fondersi con gli oggetti-Se', una fusione che attenterebbe all'integrita' del Se'.

Eigen M. (1996) La morte psichica. Roma: Astrolabio, 1998.
Viene usata la formula "angoscia da disastro". Le immagini di disastri che ci provengono dal mondo esteriore si prestano a restituire come oggettive le angoscie che vi sono proiettate, originate da componenti interiori.

Gabbard G.O. (2000) Psichiatria psicodinamica. Milano: Cortina, 2002. Questo trattato, redatto in termini sistematici e molto aggiornato, rispetta i criteri di diagnosi del DSM-IV. Il tema dell'angoscia viene svolto nel confronto tra concetti psicoanalitici e impostazioni psichiatriche.

Kandel E.R. (1983) Dalla metapsicologia alla biologia molecolare. Uno studio sui meccanismi dell'ansia. In: Kandel E.R. (2005) Psichiatria, Psicoanalisi e nuova biologia della mente. Milano: Cortina, 2007.
Si stabilisce un rapporto tra ipotesi psicoanalitiche, sviluppi della psicologia cognitiva e neurobiologia molecolare. L'ansia anticipatoria e l'ansia cronica, gia' indagate e definite dalla psicoanalisi, e qui viste come situazioni difensive che preparano ad un pericolo atteso, vengono studiate anche nel mondo animale. Si punta a comprenderne i meccanismi biologico-cellulari per poi procedere ad una interazione con la psicologia e la psicoanalisi.


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