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Psicoterapia online in Italia: punto di vista di Psicologi e pazienti

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Psicoterapia online in Italia: punto di vista di Psicologi e pazienti
Una panoramica su come viene vissuta la terapia tramite Internet nel nostro Paese

L'articolo "Psicoterapia online in Italia: punto di vista di Psicologi e pazienti" parla di:
  • Linee guida del 2017 e linee di indirizzo del 2020
  • Familiarità con la tecnologia e telepsicoterapia
  • Terapia online in Italia: il punto di vista dei pazienti
Psico-Pratika:
Numero 202 Anno 2023

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 04 Dicembre 2023

Psicoterapia online in Italia: punto di vista di Psicologi e pazienti
Una panoramica su come viene vissuta la terapia tramite Internet nel nostro Paese

Negli ultimi anni, a causa della pandemia del Covid-19 e delle misure messe in atto per contenerne la diffusione, anche in Italia si è assistito a un progressivo aumento dell'utilizzo di risorse online in tutti i settori della vita quotidiana, compreso quello della salute mentale: Psicologi e pazienti, infatti, non potendo portare avanti percorsi face to face, hanno dovuto per forza di cose optare per soluzioni a distanza, ricorrendo dunque alle tecnologie digitali.
Di conseguenza, il setting terapeutico stesso ha subito un cambiamento, dal momento che in molti si sono ritrovati quasi improvvisamente a dover fare i conti con un nuovo modo di lavorare, con tutti i suoi limiti e i suoi vantaggi.

Tuttavia, sarebbe errato credere che nel nostro paese la terapia online sia comparsa solo come forzatura in un periodo di grandi restrizioni: in realtà già qualche anno prima del Covid si era parlato di "digitalizzazione della professione" ed erano comparse le prime indicazioni utili per i professionisti che desideravano fornire prestazioni psicologiche online.
Il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, infatti, nel 2017 aveva lanciato appunto il documento "Digitalizzazione della professione e dell'intervento psicologico mediato dal web", una raccolta di linee guida per i professionisti il cui obiettivo principale era accompagnarli lungo il percorso di cambiamento provocato dall'avvento delle nuove tecnologie, in modo tale da aiutarli a non smarrire i propri valori e i propri principi deontologici durante l'utilizzo di questi strumenti1. Il documento illustrava specifiche azioni strategiche per la professione e linee di condotta da seguire per tutelare sia i pazienti che i professionisti stessi durante le sedute che si avvalevano di soluzioni digitali.

Le linee guida del 2017 si presentavano perfettamente in linea con quanto previsto dal Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, il cui primo articolo riporta quanto segue: "Le regole del presente Codice Deontologico sono vincolanti per tutti gli iscritti all'Albo degli Psicologi. Lo Psicologo è tenuto alla loro conoscenza e l'ignoranza delle medesime non esime dalla responsabilità disciplinare. Le stesse regole si applicano anche nei casi in cui le prestazioni, o parti di esse, vengano effettuate a distanza, via Internet o con qualunque altro mezzo elettronico e/o telematico"2.

Come anticipato, l'emergenza scatenata dal Covid-19 ha in un certo senso accelerato quel processo di trasformazione della società stessa già in corso da qualche anno. Durante i lockdown, infatti, l'utilizzo delle nuove tecnologie ha investito in pieno settori come quello lavorativo e dell'istruzione, coinvolgendo anche l'attività psicologica: da un lato molti percorsi già cominciati in studio sono stati portati avanti online per non subire interruzioni; dall'altro sono sorti nuovi interventi terapeutici a distanza, dal momento che tante persone hanno avuto bisogno in quei mesi di un sostegno psicologico per affrontare le conseguenze dell'isolamento forzato.
Per questo motivo durante il primo lockdown di Marzo 2020 il CNOP ha pubblicato le "Linee di indirizzo per l'intervento psicologico a distanza a favore della popolazione nell'emergenza COVID-19"3, un documento che fornisce ai professionisti indicazioni per intervenire in aiuto dei pazienti cercando di conciliare insieme l'attività clinica con la particolare situazione di emergenza e la necessità di erogare prestazioni online.

Tra gli obiettivi del documento vi è anche il tentativo di evitare i pericoli dell'improvvisazione e il rischio di compromettere l'efficacia degli interventi utilizzando in modo scorretto le prestazioni online. Nell'opuscolo viene per esempio suggerito ai professionisti di seguire le raccomandazioni che l'Agenzia dell'Italia Digitale (AgID) ha fornito durante la pandemia ai dipendenti pubblici per utilizzare in modo appropriato strumenti come smartphone, pc e tablet e si sottolinea anche come per ogni prestazione online sia sempre necessario ottenere preventivamente il consenso informato del paziente.

Psicologi italiani e Psicoterapia online: ricerche e revisioni

A causa della rapida diffusione della terapia online in Italia, negli ultimi anni sono sorti anche vari studi italiani che hanno cercato di approfondire questa trasformazione.
La dott.ssa Elena Olivetti e altri professionisti del Centro Medico Santagostino di Roma, per esempio, hanno condotto durante il periodo pandemico una ricerca4 il cui obiettivo principale è stato sopratutto analizzare il livello di preparazione dei professionisti al momento del passaggio all'utilizzo della Psicoterapia online durante l'emergenza Covid-19.

Attraverso un questionario appositamente studiato allo scopo, i ricercatori hanno mappato le diverse variabili che potevano influenzare le persone spingendole a passare agli interventi online:

  • l'eventuale esperienza pregressa dello Psicoterapeuta nell'utilizzo della terapia tramite Internet,
  • la propria familiarità con i sistemi di videocomunicazione,
  • la conoscenza teorica e scientifica in questo campo,
  • l'eventuale scetticismo manifestato prima della pandemia,
  • l'orientamento terapeutico.

Il questionario è stato compilato da un totale di 86 professionisti e dalle loro risposte è emerso come i professionisti, oltre ad avere in generale una conoscenza tecnica sufficiente e/o buona della tecnologia (86%) e una certa conoscenza teorica anche della terapia online (61%), fossero anche poco o moderatamente scettici prima del Covid al suo utilizzo (rispettivamente il 38,4 ed il 37,2%). Quasi tutti (94,2%) avevano proposto ugualmente sedute online ad oltre l'80% dei propri pazienti durante la pandemia. I motivi per i quali la proposta di continuare online non avesse riguardato la totalità dei pazienti erano legati a questioni come il rifiuto dei pazienti stessi, le controindicazioni metodologiche oppure un giudizio clinico personale di inappropriatezza per il caso specifico.

Per il team italiano questi risultati hanno suggerito come una formazione tecnica e teorica adeguata potrebbe aumentare il senso di fiducia e di padronanza della terapia online, e quindi incentivare sempre più la diffusione.

Un ulteriore studio totalmente dedicato alla "telepsicoterapia"5 è stato condotto sempre nello stesso periodo anche a Milano da parte di un gruppo di ricercatori guidato dalla dott.ssa Barbara Poletti, responsabile del Centro Neuropsicologia e Psicologia Clinica dell'Ospedale San Luca.
Per questo lavoro sono stati analizzati in tutto 857 documenti ed inclusi poi nella revisione un totale di 18 studi.
Dall'analisi del materiale raccolto è emerso come la telepsicoterapia possa essere considerata come un'alternativa ai metodi di intervento tradizionali affidabile e particolarmente efficace soprattutto per trattare disturbi come l'ansia, la depressione e il disagio post-traumatico.
Stando alla revisione, anche in questo caso i risultati migliori con i pazienti sono stati determinati dal numero maggiore di sedute online tenute dal professionista e dalla corretta gestione delle aspettative dei pazienti. Una scarsa familiarità con la tecnologia e la poca conoscenza tecnica su come funziona la terapia online, invece, ridurrebbero l'efficacia degli interventi.

Psicoterapia online in Italia: cosa ne pensano i pazienti

Oltre agli studi dedicati alla terapia online in sé, nel nostro Paese c'è stato anche chi ha cercato di capire nello specifico come venga percepito il ricorso alle soluzioni online da chi necessita di un aiuto psicologico.
Nella primavera del 2020 l'APC - Associazione di Scuole di Psicoterapia Cognitiva - ha condotto uno studio il cui obiettivo è stato quello di indagare il punto di vista dei pazienti riguardo la terapia online, i suoi limiti e i suoi vantaggi.6

In questo caso i ricercatori hanno impostato un questionario anonimo inviato ai propri pazienti per la compilazione da remoto, attraverso il quale si è cercato di analizzare variabili come la valutazione e l'aderenza alla Psicoterapia in modalità telematica da parte del paziente stesso (ovvero se aveva avuto dubbi o perplessità nell'accettarla), l'efficacia percepita, la percezione del rapporto con il proprio terapeuta, le emozioni provate, ecc.

Al questionario hanno risposto in tutto 184 pazienti, in gran parte donne (64%) e di età compresa tra i 31 e i 40 anni. Molti di loro erano sottoposti a interventi di Psicoterapia cognitivo-comportamentale residenti soprattutto nel Lazio (52% del totale) ed erano sotto terapia a causa di problemi di ansia, paura e fobia.
La metà di loro (50,3%), inoltre, aveva cominciato la terapia proprio in periodo pandemico, mentre il resto stava semplicemente continuando telematicamente un percorso già cominciato prima della pandemia.
Il 15,4% aveva avuto già esperienza con la terapia online in passato.

Dall'analisi delle risposte fornite sono emersi dati positivi per la terapia tramite Internet.
Gran parte dei partecipanti ha dichiarato di non aver avuto pregiudizi nei confronti degli interventi online (78,8%) e di non aver mai avuti dubbi sulla possibilità di continuare questo percorso, né aver mai pensato di interromperlo, soprattutto per via dei vantaggi che offre, come evitare le sale di attesa e risparmiare tempo.
L'85,2% di loro, inoltre, ha riconosciuto l'efficacia e la validità delle sedute condotte online. Il 14,8% ha percepito invece gli interventi a distanza come meno efficaci. Il 71,9% ha dichiarato di credere che la propria problematica possa essere trattata in modo adeguato in un setting di telepsicoterapia.
L'82,8% dei partecipanti non ha notato cambiamenti in termini di metodi e procedure usati dai propri terapeuti: tecniche come l'EMDR, Mindfulness e Imagery/Rescripting sono state tranquillamente utilizzate in modalità telematica, registrando anche un grado alto o moderato di soddisfazione riferito dai beneficiari e senza controindicazioni specifiche.
L'86,8% dei pazienti non ha avuto problemi nel rispettare gli orari delle sedute e circa l'80% non ha riscontrato problemi alla relazione instaurata con il proprio terapeuta, sentendosi anzi a proprio agio nel setting telematico.

I sentimenti emersi sono stati soprattutto ottimismo (78,2%) e fiducia (88%) per la soluzione online e in generale non sono stati registrati stati emotivi negativi.
Nonostante questi dati positivi, tuttavia, di fronte alla possibilità di un ritorno alla normalità dopo le varie restrizioni, l'84,1% dei pazienti ha comunque espresso la volontà di tornare alla classica terapia in presenza, più per questioni di "nostalgia": queste persone hanno infatti lamentato l'assenza di alcuni elementi tradizionali come l'ambiente e lo spazio dedicati al setting, la prossimità e la vicinanza del professionista, la mancanza di gesti, abitudini, rituali tipici della Psicoterapia.

Secondo i ricercatori, nonostante molti si siano dimostrati nostalgici nei confronti della Psicoterapia in presenza, i risultati del questionario hanno evidenziato come in realtà i pazienti siano in grado di accettare e di lavorare tranquillamente in modalità telematica.

La Psicoterapia online, in conclusione, secondo lo studio potrebbe essere intesa come una valida ed efficace alternativa per fornire aiuto e supporto psicologico alle persone in qualunque periodo e situazione, quindi non solo in caso di emergenza come una pandemia mondiale.

Note
  1. CNOP, Commissione Atti Tipici, Osservatorio e Tutela della Professione, "Digitalizzazione della professione e dell'intervento psicologico mediato dal web", pubblicato su Psy.it, Marzo 2017
    www.psy.it/wp-content/uploads/2015/04/Atti-Tipici_DEF_interno-LR.pdf
  2. Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, Capo I, Art. 1, testo in vigore pubblicato su Psy.it
    www.psy.it/la-professione-psicologica/codice-deontologico-degli-psicologi-italiani/codice-deontologico-vigente/
  3. CNOP, "Linee di indirizzo per l'intervento psicologico a distanza a favore della popolazione nell'emergenza COVID-19", pubblicato su Psy.it, 31 Marzo 2020
    www.psy.it/wp-content/uploads/2020/04/LINEE-DI-INDIRIZZO-PER-LINTERVENTO-PSICOLOGICO-A-DISTANZA-A-FAVORE-DELLA-POPOLAZIONE-NELLEMERGENZA-COVID-19-1.pdf
  4. Elena Olivetti et al., "Passaggio alla Psicoterapia online durante la pandemia da Coronavirus (Covid-19): precedente esperienza, familiarità con la tecnologia e conoscenze teoriche sulla Psicoterapia online da parte del terapeuta. Il caso del Centro Medico Santagostino", pubblicato su Quaderni di Psicoterapia Cognitiva, fascicolo n.49, 28 Gennaio 2022
    journals.francoangeli.it/index.php/qpcoa/article/view/13211
  5. Barbara Poletti et al, "Telepsychotherapy: a leaflet for psychotherapists in the age of COVID-19. A review of the evidence", pubblicato sulla rivista Counselling Psychology Quarterly Volume 34, 2021, online dal 27 May 2020
    www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/09515070.2020.1769557?journalCode=ccpq20
  6. Giuseppe Femia et al, "Psicoterapia telematica: limiti e vantaggi. Il punto di vista del paziente", articolo pubblicato su Apc.it, articolo pubblicato su Apc.it, 2020
    https://apc.it/chi-siamo/ultime-news/psicoterapia-telematica-limiti-e-vantaggi-il-punto-di-vista-del-paziente/
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