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Consumo di alcol in Italia: nuovo report dell'ISTAT 2016

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Consumo di alcol in Italia: nuovo report dell'ISTAT 2016
Italia: diminuisce il consumo quotidiano e aumenta quello occasionale e fuori dai pasti

L'articolo "Consumo di alcol in Italia: nuovo report dell'ISTAT 2016" parla di:

  • Consumo annuale, giornaliero, occasionale, fuori pasto
  • Differenze di consumo nella popolazione
  • Consumo moderato, non moderato, binge drinking
Psico-Pratika:
Numero 136 Anno 2017

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 29 Aprile 2017

Consumo di alcol in Italia: nuovo report dell'ISTAT 2016
Italia: diminuisce il consumo quotidiano e aumenta quello occasionale e fuori dai pasti

Italia. Pubblicato online lo scorso 12 Aprile 2017 "Il consumo di alcol in Italia", report dell'ISTAT incentrato sull'utilizzo di bevande alcoliche nel nostro Paese.
Il report mostra come nell'ultimo decennio si sia registrato in Italia un calo del consumo quotidiano di alcolici (anche tra gli adolescenti), mentre sono aumentati coloro che bevono occasionalmente e fuori dai pasti. Alto, inoltre, è il rischio di binge drinking (la tendenza a consumare oltre 6 bevande alcoliche in una sola occasione) per i più giovani, il cui comportamento subisce spesso l'influenza della propria famiglia.

Tipi di consumo, periodo di riferimento e popolazione. Il report dell'Istat riporta informazioni riguardanti il consumo di bevande alcoliche avvenuto in Italia nel 2016 riferendosi soprattutto a:

  • consumo di alcol annuale, ossia dati su coloro che hanno bevuto una sostanza alcolica almeno una volta nel corso dell'anno;
  • consumo giornaliero di alcol, cioè chi consuma alcol quotidianamente;
  • consumo occasionale di alcol, riguardante chi beve sporadicamente;
  • consumo fuori pasto di alcol, ovvero il consumo che avviene almeno una volta durante l'anno al di fuori di un pasto.

I dati raccolti riguardano le differenze relative a fasce d'età (partendo dagli 11 anni), genere sessuale, regione geografica di residenza, status sociale e livello di scolarizzazione.
I dati del 2016 sono stati confrontati con quelli degli anni precedenti, soprattutto con il 2006. In questo modo il report ha messo in evidenza come la situazione del consumo alcolico in Italia sia cambiata negli ultimi 10 anni.

Consumo di alcol annuale. Per quanto riguarda la percentuale di persone che hanno bevuto almeno una volta sostanze alcoliche nel corso dell'anno, nell'ultimo decennio in Italia si è assistito ad una diminuzione di questo fenomeno, anche se la situazione nel 2016 è rimasta relativamente stabile rispetto all'anno precedente:

Anno di riferimento Consumo di alcol annuale
2006 68,3%
2015 64,5%
2016 64,7%

Consumo giornaliero di alcol. In relazione al numero di persone che consumano alcol quotidianamente, viene confermato nel 2016 il trend discendente registrato negli ultimi 10 anni:

Anno di riferimento Consumo giornaliero di alcol
2006 29,5%
2015 22,2%
2016 21,4%

Consumo occasionale di alcol. È invece aumentato il numero di coloro che consumano bevande alcoliche occasionalmente:

Anno di riferimento Consumo occasionale di alcol
2006 38,8%
2016 43,3%

Consumo fuori pasto di alcol. In aumento anche il numero di persone che bevono alcol fuori pasto:

Anno di riferimento Consumo fuori pasto di alcol
2006 26,1%
2016 29,2%

Secondo il report, questi dati suggeriscono come il modello italiano tradizionale di consumo di bevande alcoliche durante i pasti (soprattutto di vino) abbia lasciato il posto a modelli tipici dei paesi del Nord Europa, dove c'è un maggiore consumo di alcol anche lontano dai pasti.

Differenze di consumo. Come riportato dall'Istat, 35.171.000 persone hanno dichiarato nel 2016 di aver consumato almeno una bevanda alcolica nel corso dell'anno. Tra di loro, 11.641.000 individui bevono alcol quotidianamente.
I maggiori consumatori di alcol sono gli uomini: dal report, infatti, risulta che nel corso dell'anno hanno assunto bevande alcoliche almeno una volta il 77,3% degli uomini, mentre la percentuale relativa alla popolazione femminile è pari a 52,9%. Questa differenza tra generi viene riscontrata anche nelle varie fasce d'età: per esempio, tra gli adolescenti dagli 11 ai 15 anni hanno consumato alcol l'11,45% dei maschi contro l'8,5% delle femmine.

Per quanto riguarda i giovanissimi - e in modo particolare la fascia di età che va da 11 a 17 anni - si registra una diminuzione nel consumo di alcolici: quello annuale, per esempio, è passato dal 29,0% del 2006 al 20,4% del 2016. Sono diminuiti per loro anche consumo giornaliero ed occasionale.

È stato, inoltre, registrato come il consumo di bevande alcoliche vari anche in base al titolo di studio (campione dai 25 anni in su): maggiore è il titolo di studio, più aumenta la percentuale di persone che ha risposto di aver bevuto almeno una volta nel corso dell'anno (fenomeno particolarmente evidente per le donne).
Al diminuire del titolo di studio, invece, cresce il consumo quotidiano.

Ulteriori differenze sono state registrate in relazione all'area geografica di residenza: la percentuale di persone che ha bevuto almeno una volta durante l'anno è più elevata nell'Italia nord - orientale (69,1%), così come il bere quotidianamente è maggiore a nord rispetto a Italia meridionale e insulare.

Preferenze di consumo. La popolazione italiana in generale nel 2016 ha preferito come bevande alcoliche il vino (51,7%), seguito da birra (47,8%) e altri alcolici come liquori, amari, superalcolici, aperitivi, ecc. (43,2%).
Anche nelle preferenze di consumo, però, sono state riscontrate differenze, sia per genere sessuale di appartenenza che per età: adolescenti, giovani adulti e adulti fino ai 44 anni, infatti, preferiscono prima di tutto consumare birra, poi aperitivi e simili, mentre mettono il vino all'ultimo posto; le giovani fino a 24 anni, invece, preferiscono amari, superalcolici, ecc.; le persone oltre i 45 anni (adulti e anziani) preferiscono il vino.

Consumo moderato/non moderato. Il Ministero della Salute ha fornito direttive sulle quantità di alcol che possono essere considerate meno pericolose per la salute degli individui. Il report tiene conto sia del cosiddetto consumo abituale eccedentario (ovvero del consumo di bevande alcoliche che supera tali quantità), sia degli episodi di binge drinking (le "abbuffate alcoliche").

Dai dati raccolti è emerso come in Italia nel 2016 ci sia stata una prevalenza di consumatori moderati: il 48,8% della popolazione - pari al 75% dei consumatori - ha infatti assunto comportamenti di questo tipo, non superando le quantità di alcol raccomandate.
Tuttavia, sono stati comunque registrati comportamenti di consumo eccessivo e di binge drinking, che hanno riguardato 8.643.000 persone.
I comportamenti non moderati sono stati assunti soprattutto dagli over 65, che hanno superato le quantità di alcol raccomandate dal Ministero nel consumo abituale di vino durante i pasti. Dopo di loro, altre fasce di età che hanno avuto comportamenti non moderati sono stati nell'ordine i giovani tra i 18 ed i 24 anni e gli adolescenti tra 11 e 17 anni.
I ragazzi della fascia 18-24 sono stati quelli più a rischio per il binge drinking, loro tipico modo di eccedere oltre le dosi raccomandate soprattutto in occasione di momenti di socializzazione.

Influenza della famiglia. Nel report si parla di come un comportamento a rischio assunto dai genitori sia in grado di influenzare quello dei figli: il 30,5% dei ragazzi di età compresa tra 11 e 24 anni che vivono in famiglie in cui almeno un genitore eccede nel consumo di alcol, ha adottato a sua volta abitudini pericolose in questo campo.
Ci sono poi altri elementi legati all'ambiente familiare che influenzano i ragazzi nel consumo di sostanze alcoliche, in modo particolare lo status sociale. Un basso status sembrerebbe avere un ruolo "protettivo" contro un consumo di alcol pericoloso: i figli che vivono con genitori laureati o diplomati, infatti, hanno un rischio di assumere comportamenti pericolosi superiore anche del 50% rispetto a chi ha genitori con al massimo la licenza media.

Alcol e fumo. Comportamenti non moderati sono assunti spesso da coloro che adottano o hanno adottato anche altre abitudini pericolose per la salute: secondo il report, infatti, tra gli uomini il 29,8% dei fumatori ed il 27,9% degli ex fumatori ha assunto almeno 1 comportamento non moderato, contro il 17,1% dei non fumatori.

Luoghi dei comportamenti a rischio. Consumo abituale eccedentario ed episodi di binge drinking sono diffusi tra coloro che frequentano abitualmente (più di 12 volte l'anno) discoteche o partecipano a spettacoli sportivi e/o concerti (esclusi quelli di musica classica o le opere liriche). La frequentazione di questi posti durante il tempo libero è associata ad una maggiore tendenza a bere in modo non moderato e riguarda soprattutto giovani e adulti fino ai 44 anni.

Per quanto riguarda, infine, i luoghi in cui si è verificato con maggiore frequenza l'ultimo episodio di binge drinking, sono nell'ordine:

  • casa di amici/parenti
  • bar, pub, birreria
  • ristorante, pizzeria, osteria
  • casa propria
  • discoteca, night
  • luoghi all'aperto o strada
  • altri posti come punti di degustazione o vinoforum

Sono soprattutto i giovani e adulti fino a 44 anni che dichiarano episodi avvenuti al bar, in un pub o una birreria. Sono diffusi, invece, in casa propria o di amici e parenti oppure al ristorante ecc. per i 45enni. Per i ragazzi tra 18 e 24 anni e gli adolescenti 11-17 anni l'ultimo episodio è avvenuto con maggiore frequenza in discoteca o in un night club.

Fonte:
  • ISTAT, "Il consumo di alcol in Italia", comunicato stampa, testo integrale e tavole pubblicati su Istat.it, 12 Aprile 2017
    www.istat.it/it/archivio/198903
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