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Tesina in Terapia Psicoanalitica: L'Alleanza Terapeutica come Custode della Psicoterapia | |||||||
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Tesina in Terapia Psicoanalitica: L'Alleanza Terapeutica come Custode della Psicoterapia
scritto da: Tesina in Terapia Psicoanalitica: L'Alleanza Terapeutica come Custode della PsicoterapiaTesina in Terapia Psicoanalitica: L'Alleanza Terapeutica come Custode della Psicoterapia
Tesina gentilmente concessa dal CiPsPsia (Centro Italiano di Psicoterapia Psicoanalitica per l'Infanzia e l'Adolescenza)
L'ALLEANZA TERAPEUTICA CON I GENITORIIl bambino e' espressione della metafora di coppia, dell'illusione generativa di coppia, costituita
dall'insieme degli investimenti, dei progetti, delle fantasie, dei bisogni, delle collusioni su cui la coppia si
e' incontrata e da cui e' scaturita l'idea di avere un figlio.
Ci sono genitori che si colpevolizzano, che accusano gli altri, che delegano, ecc. Il terapeuta ha il compito di adattarsi a questi atteggiamenti dei genitori, senza mai colludere con le loro aspettative (tranne che nei casi specifici in cui e' necessario attivare una collusione consapevole, come, ad es., di fronte a genitori che colpevolizzano gli altri, situazione in cui e' opportuno tradurre questo atteggiamento in una preoccupazione nei confronti del proprio bambino)'. (Crocetti, 2003) Adattarsi significa entrare in sintonia con i genitori, restando contemporaneamente aderenti al proprio progetto interno. ALCUNE RIFLESSIONI SULLA SEGNALAZIONEParticolare importanza assume il momento della segnalazione: molto spesso i bambini vengono segnalati
quando il sintomo appare ormai strutturato e l'arresto evolutivo e' il riflesso di una patologia
permanente e interiorizzata. In altri casi la segnalazione puo' riguardare aspetti sintomatologici del bambino (disturbi del sonno, psicosomatici, compulsioni, ecc.) che causano disagio ai genitori, i quali non sanno come gestirli e si sentono, contemporaneamente, infastiditi, spaventati e preoccupati. SEGNALAZIONE E PERSONALITA' DEI GENITORILa segnalazione puo' giungere da parte di genitori abbastanza adeguati che riconoscono la sofferenza
del figlio, lo vivono come un oggetto separato e ne sono preoccupati in maniera sana. Piu' spesso, ci si trova di fronte ad adulti sufficientemente adeguati come persone, ma non come
genitori, per i quali le caratteristiche (reali ed immaginarie) del figlio costituiscono un'area primitiva e
non integrata nella loro personalita'. Ci sono invece casi molto piu' gravi in cui i genitori non riescono a considerare il figlio come un oggetto
differenziato da loro e il disagio del bambino e' profondamente mescolato e con-fuso con quello dei
genitori (che puo' essere piu' o meno riconosciuto). Stabilire una buona alleanza significa anche valutare quanto i genitori sono pronti ad acconsentire e/o
partecipare ad un progetto di intervento terapeutico sul bambino. E' importante spiegare loro che tale affido non va confuso con la sostituzione del terapeuta nel ruolo di genitore. ELEMENTI IMPORTANTI DA CONSIDERARE PER STABILIRE UNA BUONA ALLEANZA CON I GENITORI1. Verificare se i genitori sono a conoscenza dell'intensita' e durata del trattamento psicoanalitico. 2. Quando emerge un'angoscia relativa all'associazione che i genitori fanno tra la durata e intensita' della terapia e la possibile gravita' del disturbo del figlio, e' importante comunicare che esiste una parte sana del bambino che funziona adeguatamente sulla quale poter contare per una ristrutturazione della parte conflittuale. 3. Tenendo conto della capacita' di comprensione affettiva e cognitiva dei genitori, si cerchera' di
offrire loro un'idea chiara di come si svolgera' il lavoro con il bambino, spiegando che e' difficile
e delicato parlare di se', delle proprie emozioni, che ci vuole del tempo per costruire una
relazione di fiducia e che, a questo scopo, serviranno le parole, ma anche il gioco, il disegno, la
drammatizzazione, gli interessi preferiti del bambino. 4. E' importante sottolineare che si e' piu' interessati al mondo interno del bambino che non agli aspetti di realta', per rassicurare soprattutto quei genitori che potrebbero preoccuparsi del trapelare di episodi di una vita familiare non ideale e quindi sentirsi giudicati e valutati in merito. 5. Nel definire le regole del setting esterno, occorre comunicare con chiarezza due aspetti: il diritto-dovere dei genitori di essere informati sugli sviluppi del trattamento, dato che hanno deciso di affidare il loro figlio; l'importanza della confidenzialita' nel rapporto con il bambino. 6. La necessita' di mantenere un contatto con i genitori, parallelamente alla terapia del bambino,
per poterli aiutare ad accettare i cambiamenti che avvengono nel figlio, solitamente molto
temuti in quanto minacciano l'omeostasi del sistema familiare che includeva il disturbo del bambino. 7. La flessibilita' nel complesso rapporto genitori-bambino-terapeuta. CONCLUSIONIDunque, abbiamo visto come il concetto di alleanza tra paziente, genitori e terapeuta sia estremamente complesso e articolato nei suoi diversi significati e come acquisti sfumature differenti a seconda che si riferisca ad una fase diagnostica piuttosto che al processo terapeutico vero e proprio (ammesso che sia plausibile una distinzione netta fra questi due momenti dell'incontro clinico). L'alleanza, come rapporto emotivo che si stabilisce tra terapeuta e paziente e che implica la capacita' di trovare un oggetto comune di lavoro, puo' essere condizionata da molteplici fattori, quali la psicopatologia del paziente, la sua capacita' di mantenere dei rapporti interpersonali, un suo atteggiamento di sfiducia e diffidenza (magari derivato da precedenti esperienze cliniche) ma anche eventuali limiti nella personalita' del terapeuta. La possibilita' di instaurare o meno un'alleanza, quindi, non rappresenta soltanto un dato clinico
fondamentale per la comprensione delle dinamiche interne al paziente, ma si rivela decisiva per
formulare una previsione sull'esito positivo o negativo della terapia. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Prof. G. Crocetti, "Lezioni Scuola di Specializzazione in Psicoterapia per l'Infanzia e l'Adolescenza, Anno Accademico 2003" Giacomo Mancini
(formato PDF)
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