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Intervista: Emanuele Morozzo della Rocca - elezioni ENPAP

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Intervista: Emanuele Morozzo della Rocca - elezioni ENPAP

Candidato alle elezioni ENPAP 2005

Partecipa nella "Lista per l'ENPAP"

Vedi anche:

- Speciale elezioni ENPAP 2005

- Intervista a Paolo Franchini - partecipa nella lista "Noi Psicologi"

articolo tratto da psico-pratika - Numero 12 Anno 2005

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Articolo: 'Intervista: Emanuele Morozzo della Rocca - elezioni ENPAP'

Emanuele Morozzo della Rocca INTERVISTA ENPAP: EMANUELE MOROZZO DELLA ROCCA

Emanuele Morozzo della Rocca

    Nato a Lucca nel 1954, residente a Roma, sono laureato in psicologia, iscritto all'albo degli psicologi del Lazio dalla sua costituzione.
    Svolgo a Roma come libero professionista la mia attivita' di psicoterapeuta.
    Esercito anche come psicologo consulente per organizzazioni pubbliche e private.
    Da cinque anni sono presidente dell'Ordine degli psicologi del Lazio e componente del Consiglio nazionale degli psicologi.
    Docente a contratto presso la facolta' di Psicologia 2 dell'universita' "La Sapienza" di Roma e docente in istituti privati abilitati a rilasciare il titolo di specializzazione in psicoterapia.
    Autore di diverse pubblicazioni, in particolare sulla professionalita' psicologica nei suoi modelli formativi e nelle sue modalita' di esercizio di ruolo nei contesti organizzativi.
    Ho un lungo studio alle spalle di esami universitari in diritto e in economia presso la facolta' di scienze politiche.
    Per molti anni insegnante statale di ruolo, sono sensibile pertanto al problema, comune a diversi colleghi, della riunificazione delle prestazioni pensionistiche di enti diversi.
INTERVISTA

A suo modo di vedere quali sono i problemi principali dell'ENPAP?
L'Enpap in quanto Ente e' stato ben avviato dalla gestione che fin dalla sua costituzione ha condotto la lista nella quale mi candido, Lista per l'Enpap. L'Ente e' stato impostato a criteri di efficienza e con una grande professionalita' di dirigenti e personale tutto. Presenta il miglior rapporto dipendenti/iscritti tra gli enti di previdenza privati.
Le nostre pensioni hanno invece – questa mi sembra la direzione della domanda – problemi cruciali che vanno affrontati sul piano politico.
Il sistema previdenziale che e' stato strutturato con la legge di riforma delle pensioni del 1995, applicato alle pensioni dei professionisti e in particolare degli psicologi, le rende totalmente inadeguate. Questo e' un problema drammatico, e' IL problema della previdenza degli psicologi.
Due sono le grandi emergenze della psicologia oggi: l'accesso indiscriminato alla formazione universitaria da parte di decine di migliaia di futuri colleghi (ormai sono 65 mila gli studenti dei nostri corsi di laurea!) e il livello delle nostre future pensioni.
Entrambe queste emergenze rendono incerto il nostro futuro e sono fattori di debolezza economica, di identita', e di immagine per gli psicologi e per la psicologia.

Quale puo' essere la strada per risolverli?
Sicuramente la tematica della revisione dell'attuale sistema di calcolo delle nostre pensioni, e di quelle dei professionisti in generale, ha una valenza prioritaria. Il problema e' stato portato all'attenzione dell'opinione pubblica, delle forze politiche e dei Ministeri competenti proprio per merito dell'ENPAP.
Chi rappresentera' l'ENPAP al tavolo di confronto con i Ministeri competenti ed il Governo deve possedere esperienza e competenza nella materia, qualita' che non si improvvisano, e un progetto migliorativo in testa. Inaccettabili e pericolose quelle proposte risolutorie di improvvisata "previdenza creativa".
Il prodotto finale dovra' essere il frutto di un percorso condiviso tra i vari attori presenti sul campo: il mondo dei professionisti, il mondo economico, il Parlamento e il Governo. E' necessario avere la capacita' di sviluppare sinergie all'interno del mondo della previdenza, rafforzare le iniziative comuni a tutti gli enti di previdenza aderenti all'Associazione tra le Casse, unito ad una piu' stretta collaborazione con gli ordini professionali.
La presidenza dell'Ente di Mutua Assistenza tra i Professionisti Italiani al collega Houlis della Lista per l'Enpap, che ha fermamente voluto la costituzione di quell'Ente di coordinamento, favorisce questa politica.

Cosa vorrebbe fare lei personalmente, una volta eletto, per migliorare la situazione?
Data la mia attuale appartenenza agli ordini e la mia esperienza del funzionamento degli stessi, credo sia necessario sviluppare la mobilitazione dei colleghi e del mondo dell'associazionismo, favorendo tutti quei contatti con la politica che il sistema professionale nel suo complesso e' in grado di implementare.
Ho sperimentato in questi anni la possibilita' reale e concreta di dialogare con Governo e forze politiche e cio' e' tanto piu' possibile se entrano in campo anche le altre professioni, alcune certamente piu' influenti e potenti della nostra.
Il Governo da qui alle elezioni politiche dell'anno prossimo e' fortemente interessato a recuperare credito presso l'opinione pubblica e sta puntando molte carte sul mondo delle professioni. Le sciagurate proroghe degli ordini a cui assistiamo nascono infatti dalla volonta' di procedere alla riforma del sistema ordinistico. Dobbiamo cogliere questa spinta presente nel governo e costruire una piattaforma comune Casse di previdenza/Ordini professionali che tenga dentro tra i primi punti in agenda la revisione del sistema pensionistico per i professionisti, non ritenendo personalmente che si debba lasciare che il Governo, nel rapporto con le professioni, scinda la parte "normativa" dalla parte "economica".

A suo avviso, che cosa e' raggiungibile nell'arco di un solo mandato?

  • Proseguire la battaglia per la modifica del sistema pensionistico per garantire a tutti adeguate pensioni.
  • Proseguire e sviluppare una politica attenta e prudente di investimenti che salvaguardi da eccessivi rischi, a differenza di quanto sostenuto e voluto dai colleghi che si oppongono alla nostra Lista. Il motto e': "massimo risultato con minimo rischio".
  • Introdurre l'assistenza sanitaria integrativa per tutti e proseguire la dimensione solidaristica.
  • Attuare, a costo zero, il sistema di "totalizzazione" delle contribuzioni versate ad Enti Previdenziali diversi, attraverso lo sblocco e il ricongiungimento delle erogazioni.
  • Mantenere e sviluppare l'efficienza della struttura organizzativa per migliorare i servizi agli iscritti. Potenziare la comunicazione con i colleghi;
  • L'attivita' di supporto agli iscritti realizzata in questi anni, ad esempio con l'erogazione a tassi particolarmente vantaggiosi di mutui per l'acquisto della casa e dello studio, dovra' essere ulteriormente incrementata con servizi rivolti in particolare al sostegno della libera professione.

Rimando al programma della Lista per l'Enpap pubblicato sul sito www.lista-per-enpap.it per l'approfondimento necessario del ventaglio complessivo del progetto.

Ha senso un "voto di schieramento" (se cosi' lo si puo' chiamare) per le elezioni dell'ENPAP?
La risposta e' "Assolutamente si'", per la semplice ragione che l'Enpap ha bisogno di una solida maggioranza che possa implementare un progetto strategico e unitario, senza dovere negoziare di volta in volta le maggioranze perche' in questo vedrei un rischio per la sicurezza dei nostri "risparmi", diminuendo la decisione e l'efficacia amministrativa. Poi si va al voto e i colleghi decidono, ma il mandato deve essere compatto. Per questo le liste invitano a votare tutti i propri candidati e cosi' io invito voi a votare tutti i candidati della Lista per l'Enpap.

Perche' ha deciso di candidarsi nelle liste AUPI?
E' la prima volta che qualcuno mi dice che mi sono candidato nelle liste Aupi e la cosa un po' mi sorprende.
L'Associazione di politica professionale di cui faccio parte – Cultura e Professione - e che ha attualmente la responsabilita' di gestione del Consiglio dell'ordine degli psicologi del Lazio, nasce e si sviluppa sul concetto dell'unitarieta' della professione. Ritengo che la professione sia UNA a prescindere dai suoi contesti di esercizio, ad esempio se essi siano pubblici o privati, libero professionali o alle dipendenze di una organizzazione, magari privata.
Cultura e professione accoglie al suo interno colleghi di appartenenze lavorative diverse e cio' ha sempre costituito la sua ricchezza. Anche nel Lazio ad esempio abbiamo chiesto all'Aupi se voleva partecipare con alcuni candidati nelle nostre liste.
Allo stesso modo c'e' una Lista per l'Enpap che e' un insieme variegato di realta' locali che hanno stretto un patto di continuita' tra loro e anche con l'Aupi, che peraltro e' minoritario al suo interno, come e' ovvio che sia.

Attualmente ricopre incarichi "politici" all'interno della categoria?
Sono presidente dell'ordine regionale del Lazio che ormai conta, ahime', piu' di 11.000 colleghi con molti problemi e diverse vitalita'. Abbiamo anche una ventina di "triennalisti".
La carica di presidente mi colloca automaticamente nel consiglio nazionale della cui maggioranza pero' non ho ritenuto di poter fare parte.
Non intendo rinnovare il mio mandato all'ordine quando il Governo vorra' finalmente mandarci a votare, perche' ritengo che, dopo cinque anni, sia l'ordine, sia il sottoscritto, abbiamo bisogno di vedere e sperimentare cose nuove e, per quanto mi riguarda, meno onerose sul piano personale e professionale.

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