|
| >> HT Psicologia \ psicologia articoli \ Il sogno nella cura analitica \ |
|
|
Fondamenti della teoria del sognoIl sogno, dice Freud, e' la strada maestra che conduce all'inconscio. Per Freud il sogno e' una manifestazione di contenuti psichici rimossi che, attraverso l'interpretazione, possono essere portati alla luce. Il sogno non coincide con l'inconscio, ma e' una sua formazione, qualcosa cioe' che segnala, da' una traccia, del funzionamento dell'inconscio stesso. E' vero che il sogno e' costituito da immagini, ma viene ricordato e trasmesso dalle parole, tramite il racconto che ne viene fatto. Nell'analisi del sogno si tratta cosi' di affidarsi alla parola del paziente; il sogno e' infatti interpretabile solo a partire dalle libere associazioni del paziente e non, per esempio, attraverso un'interpretazione simbolica ricavata dall'uso dei significanti culturali e neanche di quelli dell'analista stesso: Elemento fondamentale del sogno e' il fatto che esso si presenta a noi deformato ad opera della censura. Le associazioni del sogno stanno a rappresentare il contenuto onirico latente, laddove il ricordo del sogno tratta invece del contenuto manifesto: Vorrei sottolineare come per Freud sia chiaro che il sogno che viene raccontato non e' del tutto omogeneo a cio' che e' stato sognato. L'analista, in quanto uditore, in posizione di causa per il soggetto, permette che la catena significante si dispieghi. Freud ci dice che il sogno e' una formazione psichica che si inserisce in un contesto transferale determinato e non puo' essere interpretato indipendentemente da tale contesto. L'analista e' parte integrante di questo contesto, indipendentemente che sia presente o meno nel sogno del paziente. La presenza dell'analista nel sogno del paziente e' un utile indicatore del transfert e della funzione che l'analista ricopre in quel preciso momento della cura per il soggetto. Un sogno di transfertGemma, 34 anni, 115 chili, ha chiesto un incontro con un terapeuta dell'ABA perche' si e' accorta che c'e' qualcosa che non va con il cibo. "Non mi controllo piu'. Spazzolo via tutto"; e aggiunge: "provo troppa soddisfazione con il cibo, il mio e' un piacere insensato". La sua richiesta e' quella di trovare il modo per limitarsi, di tornare a essere piu' serena, nonostante, quanto alla sua vita, sembri aver trovato nel complesso un buon accomodamento: lavora con soddisfazione, e' fidanzata con un ragazzo che le vuole bene, ha buoni rapporti sociali con tutti. Il transfert si installa subito a livello della posizione di soggetto supposto sapere: l'analista e' colui che sa e che puo' guidarmi. Anche l'altro aspetto caratteristico del transfert, quello dell'amore, e' presente fin dalle prime battute. L'ambiguita' sempre presente nel transfert si manifesta in particolare riguardo la questione economica: una volta dimentica di pagare la seduta, anche se poi, quando glielo faccio notare, si vergogna moltissimo; un'altra volta, invece, le accade di non avere tutti i soldi della seduta. Il primo tempo della cura si svolge nel dispiegamento dei significanti familiari e della questione di Gemma con l'amore. La conclusione di una seduta su una frase del soggetto: "Penso mangiando", e l'articolazione successiva nella serie: "Mangio pensando", "Mangio alla velocita' del pensiero", permette un primo arresto alla compulsione alimentare di Gemma. Un altro momento di arresto della pulsione orale e' segnato da un sogno di transfert che la paziente fa a un anno di distanza dall'inizio dei colloqui. Un giorno accade che Gemma vede l'analista attraversare la strada davanti alla sua auto tenendo per mano un bambino. Nella seduta successiva riporta questo sogno.
Lei e' la padrona di casa e mi invita a sedermi a tavola per il pranzo, pranzo che e' al posto della seduta. Con noi, a tavola, c'e' anche suo figlio. Mi offre dei quadrelli in brodo. Mangio i quadrelli molto lentamente, gustandomeli per tutto il tempo della seduta nonostante lei porti anche altre pietanze. Alla fine del sogno lei mi porge la tovaglia, una tovaglia bianca, e la pieghiamo insieme. Gemma dice di aver pensato che quello che io le offrivo era un pasto leggero, pasto che non finiva mai e che lei si gustava per tutto il tempo della seduta. I significanti del sognoCome interpretare questo sogno? E come rispondervi? Seguendo le indicazioni di Freud abbiamo le coordinate per non perderci in questo lavoro. Come sappiamo, il sogno si lega alle esperienze piu' recenti, ma arriva a costituirsi tramite un desiderio originato dagli elementi della vita infantile: "Ogni sogno implica nel suo contenuto manifesto un collegamento con un fatto vissuto recente, mentre nel contenuto latente implicherebbe un collegamento con un fatto vissuto piu' remoto" (6). Se il fatto recente, come abbiamo visto, e' costituito dalla scena accaduta il giorno precedente, gli elementi vengono pero' ripresi e trasformati nel sogno in collegamento con una questione del soggetto che ha le sue origini in un desiderio rimosso infantile. Vediamo innanzitutto che la questione ruota attorno al cibo e che, da parte di Gemma, c'e' un'assimilazione della seduta al pranzo, come se le due cose fossero omogenee. Il sogno rivela che nel transfert l'analista e' posto chiaramente sull'asse materno: Gemma scopre che l'analista e' madre e la piazza nella sua casa d'infanzia a dare da mangiare. La contingenza dell'incontro per strada fa si' che nel sogno sia presente anche un elemento di rivalita' immaginaria sotto le sembianze di mio figlio, bambino che pero', per un altro versante, rappresenta anche Gemma bambina. Dal racconto della ragazza emerge che fino all'eta' di 9 anni, eta' segnata dalla morte della nonna materna, ella non mangiava a tavola con gli altri perche', essendo la loro una famiglia molto numerosa, non c'era posto per tutti. Il suo posto era sul ripiano della lavatrice, di spalle agli altri. Altro importante dettaglio e' che in casa sua era la zia che cucinava per tutti perche' era l'unica donna a non lavorare e a badare ai figli: quelli suoi e quelli della sorella (la madre di Gemma). Il primo desiderio di Gemma e' allora che sia la madre a invitarla alla tavola familiare e a offrirle un cibo leggero. Il significante leggero appare in opposizione ai pasti non troppo leggeri di cui Gemma si nutre almeno a partire dai 9 anni. Nessuno sembra aver limitato la sua fame da quando, pochi giorni dopo la morte della nonna, la ragazza sente la zia che raccontare che il famoso Elvis Presley era morto perche' aveva cominciato a mangiare troppo e a ingrassare a tal punto che il cuore non gli aveva retto. Altro significante presente nelle associazioni del sogno e' la parola tiepido di cui la ragazza dice solo che a lei non piacciono i cibi troppo caldi e che quella e' la temperatura che preferisce per il cibo. Leggero e tiepido intervengono dunque come significanti positivi per il soggetto. L'analista da' un cibo che non fa male, che e' gradito, piacevole e Gemma non necessita di altro, rinuncia anzi alle altre portate. Il cibo leggero che l'analista da' e' infine anche un oggetto di cui il soggetto si soddisfa senza rinunciare a incarnare il fallo; il soggetto puo' consumarlo e goderne in una specie di quadratura del cerchio: oggetto che si puo' mangiare ma che, per la sua leggerezza, non ingrassa. Vorrei ora soffermarmi sulla serie che emerge dal sogno a partire dall'oggetto cibo che viene mangiato. Ecco che appare costruita una serie metonimica: Quadrelli, Cappelletti, Capannelli, serie che rimanda immediatamente a quella: Signorelli, Botticelli, Boltraffio, citata e analizzata da Freud, in merito alla dimenticanza dei nomi propri, in Psicopatologia della vita quotidiana (7). La serie mette meravigliosamente in luce il funzionamento del significante. Lo stupore della ragazza rispetto ai Quadrelli e' lo stesso di Freud di fronte al nome Boltraffio di cui afferma di sapere solo che si trattava di un pittore della scuola milanese. Il sogno, attraverso questo gioco linguistico, mette anche in luce il versante di oggetto dell'analista: l'analista e' ridotto a oggetto della pulsione orale. Al tempo stesso, questo oggetto marcato da un meno di godimento, mette in valore come nell'analisi il soggetto non abbia trovato il cibo della madre, ma un cibo marcato dalla mancanza. Il sogno si conclude con l'analista che invita la paziente a piegare con lei la tovaglia, tovaglia che, come specifica la paziente, non era ovale come il tavolo della sala da pranzo della sua casa d'infanzia, ma rettangolare come il tavolo dello studio dell'analista. Piegare la tovaglia e' un'attivita' di riduzione che mantiene tuttavia la forma quadrangolare (abbiamo qui ancora una somiglianza fonetica con la parola quadrelli). Tovaglia bianca, candida, nel senso di qualcosa di puro, dice Gemma, e tovaglia che tornera' in un nuovo recente sogno di transfert a ricoprire la tavola dello studio dell'analista, questa volta come un telo teso non a rappresentare il momento della consumazione del pasto, ma piuttosto un lenzuolo atto a ricoprire un tavolo dove Gemma subisce, ad opera dell'analista, una dolorosissima operazione al tallone. L'analista non e' piu' l'oggetto che divora o da divorare, non c'e' piu' niente da prendere, e anche se rimane per il soggetto in posizione di agente, di colui che opera, che esercita un potere, abbiamo un primo spostamento del transfert sull'asse simbolico. Per una direzione della curaOra, tutte queste significazioni che si articolano nel corso della cura, sono possibili proprio grazie al transfert in cui l'analista e' al contempo in posizione di soggetto supposto sapere e di oggetto causa del desiderio. Il sogno fornisce una buona bussola per la posizione dell'analista, il quale deve fare molta attenzione a non occupare mai quel luogo di sapere che l'analizzante le conferisce con tanta insistenza. Se al fondo dell'operazione analitica c'e' questo punto di mira, tutto il resto, compresi i miglioramenti sintomatici, le modificazioni che il soggetto apporta alla propria vita, l'accrescimento del sapere sulla propria modalita' di godimento, saranno dei benefici cui il soggetto potra' accedere automaticamente, senza per questo dover essere considerati indici della risoluzione dell'analisi. Note
Giuliana Capannelli |
| Mappa del sito | 2001-2010 - HT psicologia network |