A cura di: Redazione
Si stima che al mondo soffrano di Depressione 350 milioni di persone - di cui 30 milioni in Europa - e che il disturbo causi 850 mila morti all'anno (*).
Per quanto riguarda l'Italia, secondo lo studio ESEMeD (*) - realizzato nell'ambito della Survey Iniziative dell'Organizzazione Mondiale della Sanità - la Distimia e il Disturbo Depressivo Maggiore hanno un'incidenza del 11,2% (*), in particolare fra le donne (14,9%) e in misura minore fra gli uomini (7,2%).
La previsione dell'OMS - resa nota nelle ultime settimane - è che la Depressione nel 2020 sarà la seconda maggiore causa di invalidità.
Il Progetto di Sorveglianza "Passi" (*) - realizzato con il supporto del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, CCM (*) - fra il 2011 e il 2014 ha rivelato una leggera compromissione del benessere psicologico fra la popolazione italiana adulta con una prevalenza media dei sintomi depressivi del 6.4%, e una variabilità nazionale in cui il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute rileva un gradiente regionale contenuto (*).
La popolazione meno afflitta da sintomi depressivi - in confronto ad altre regioni come Sardegna (10,5), Umbria (9,5), Molise (8,8), Liguria (8,1), Calabria (8,1), Emilia Romagna (7,4), Lombardia (7,2) e Toscana (7,1) - è la Basilicata (3.6).
Trend annuale sintomi di depressione - Passi 2008 - 2014
Le persone con sintomi depressivi hanno riferito di aver vissuto - nei 30 giorni precedenti - una media di 8,6 giorni in cattiva salute fisica, almeno 15,4 in cattiva salute psicologica, e di aver visto compromesse le proprie attività per almeno 5,9 giorni (*).
I sintomi depressivi aumentano con l'avanzare dell'età, con un'incidenza maggiore fra le donne (8,2%) piuttosto che (versus) fra gli uomini (4,6%):
Sono più frequenti fra la popolazione meno istruita:
Sono maggiormente esposti al disturbo:
Per quanto riguarda il sostegno e le cure «in quasi la metà dei casi non si ricorre all'aiuto di nessuno» (*).
Secondo la Sorveglianza "Passi": «Esistono trattamenti farmacologici e psicoterapici efficaci per la depressione e le persone affette da questo disturbo dovrebbero ricevere una diagnosi specialistica tempestiva e un trattamento appropriato, ma nel nostro ed in altri paesi il disturbo depressivo maggiore resta spesso non riconosciuto e non trattato» (*).
Concorde l'European Depression Association, secondo cui la Depressione è sottostimata e la metà dei casi non è diagnosticata.
Il Rapporto OsMed 2014 dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ritiene che il consumo di farmaci per la cura della depressione
sia in aumento e che, nella maggior parte dei casi, il trattamento non venga effettuato nella maniera corretta
(*).
Secondo l'AIFA il trattamento dovrebbe seguire tre fasi: acuta da 6 a 10 settimane; continuativa, fino a 12 mesi; mantenimento fra 12 e 26 mesi
(*).
Dagli studi osservazionali italiani emerge che:
I farmaci più utilizzati appartengono alla classe SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina), prescritti nel 24,1% dei casi diagnosticati, e SNRI (Inibitori della Ricaptazione della Serotonina e della Noradrenalina), prescritti nel 5,9% dei casi (*).
La Depressione - già considerata un'emergenza a livello comunitario, «una delle cinque aree prioritarie del Patto
Europeo per la Salute e il Benessere mentale» - è al centro del "Mental Health Action Plan" dell'OMS per il
periodo 2013-20, insieme al Disturbo Bipolare e alla Schizofrenia. Al contempo l'Organizzazione intende promuovere e preservare il benessere
mentale di tutti i cittadini.
È «necessario mettere sotto sorveglianza sia la prevalenza di disturbi depressivi (...) sia la percentuale di diagnosi
tempestive e trattamenti appropriati» soprattutto per le fasce più vulnerabili e più giovani della popolazione
(*).
I trattamenti efficaci per la cura della Depressione ci sono, sia a livello psicoterapico sia farmacologico, ma ci sono anche diversi ostacoli alla loro realizzazione, come la mancanza di risorse e lo stigma sociale. Un'altra barriera è la valutazione diagnostica che spesso giunge in ritardo o è imprecisa. Per questo è fondamentale poter attingere a informazioni puntuali ed aggiornate sulla popolazione generale, sui fattori protettivi, sui fattori di rischio, ma anche «sul numero di persone che non ricevono trattamenti e servizi appropriati, sugli esiti sfavorevoli (incluso suicidio e morte prematura) e sulle condizioni socio-economiche delle persone affette» (*).
In questo modo ci saranno i presupposti scientifici per un approccio globale e coordinato per la prevenzione e il trattamento dei disturbi mentali, come richiesto dall'Assemblea Mondiale della Sanità (World Health Assembly).
Informazioni tratte dal Sistema di Sorveglianza Passi - Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia - Progetto realizzato con il supporto finanziario del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali CCM
Per dati e immagini si ringraziano Sorveglianza Passi e Redazione di EpiCentro
Portale dell'Epidemiologia per la Sanit Pubblica a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute - EpiCentro.iss.it
L'articolo «Depressione. Fra le principali cause di malattia e disabilità nel mondo» è stato pubblicato nel N° 121 della Newsletter.
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