Psichiatria Ordine, ENPAP Depressione
A cura di: Alda McMurphy
Non so, forse ero ancora l'unica a ignorare il fatto che nel 2013 ancora si usi l'elettroshock... bene ora lo so e ne sono shockata...
Sono tirocinante, da poco più di un mese, in una struttura residenziale per pazienti psichiatrici gravi e gravissimi. Tutto è nuovo e ancora difficile da capire per me, tutto mi affascina ma non nego che in parte mi spaventi anche.
E' esperienza totalmente nuova per me lavorare in questo tipo di struttura e con questo tipo di utenza.
Partecipando a un'equipe (come mera osservatrice/spettatrice) pochi giorni fa, parlando dei casi lo staff sanitario (medico, psichiatra, psicoterapeuta) ha deciso e prescritto cicli di elettroshock o meglio di Terapia Elettroconvulsiva: TEC si legge nella cartella dei pazienti. Forse l'acronimo fa più figo e spaventa meno?
Non so, certamente sono io inesperta, ma da "Qualcuno volò sul nido del cuculo" fino ad Alda Merini ho sempre pensato che l'elettroshock fosse tecnica pericolosa e quindi da non impiegare perché annulla l'essenza umana privando la persona dei propri ricordi e impedendole di crearsene di nuovi, tra le altre cose...
Chiaro non sono medico per cui non mi sbilancio, ma ho una testa e una pancia che mi chiedono e vogliono sapere, possibile che nel 2013 non esistano alternative meno disumanizzanti per persone gravissimamente sofferenti?
Com'è che la ricerca va avanti, si trovano cure miracolose o comunque efficaci per diverse patologie mediche ma una cura per l'anima, per queste anime sotto scacco, sotto assedio, non si trovi?
Possibile che solo prendendo a martellate il cervello, perché le scariche elettriche agiscono più o meno in questo modo, si possa curare l'anima (ammesso che effettivamente ciò si realizzi) di queste persone intrappolate nella sofferenza più cupa e ingabbiante?
Alda Merini ha scritto "Chi è convinto di farci del bene spesso ci rovina", che abbia ragione lei in questo (e forse tanti altri) caso?
eggere questi post, AIUTA, siatene piacevolemente consapevoli.Regole di utilizzo