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Colloquio Psicoterapia Personalità

La tecnica non basta. La relazione come strumento principe del lavoro psicologico

A cura di: Dott.ssa Luisa Fossati

Introduzione

Qualunque sia il contesto in cui lavora, le competenze relazionali restano al centro della professionalità dello Psicologo e ne guidano concretamente le scelte.
Soprattutto agli inizi, quando ci si sente insicuri o poco efficaci nel promuovere il cambiamento, è facile rifugiarsi nelle tecniche; si accumulano corsi, master, protocolli, dando quasi per scontata la dimensione relazionale.
Eppure le tecniche, pur essendo fondamentali (lavorare "in scienza e coscienza", è imprescindibile) non bastano.

Se mancano competenze relazionali solide il rischio è quello di "fare, fare, fare" senza cogliere davvero il senso profondo, la potenza, l'impatto o gli errori delle proprie azioni.

La pandemia ha mostrato bene quanto la "competenza psicologica" sia qualcosa di molto più ampio del solo setting clinico riguardando la capacità di leggere bisogni emotivi e relazionali in contesti diversi (dalle scuole alle aziende ai servizi sociali, i bisogni delle comunità).

In questo scenario lo Psicologo diventa sempre più un facilitatore di processi che aiuta istituzioni, cittadini e colleghi (si pensi a chi lavora nella supervisione clinica o nella politica professionale) ad attraversare crisi, vulnerabilità e cambiamenti, costruendo reti di cura e di supporto centrate su bisogni mutevoli e complessi.
Basti pensare a quanto sia diventato cruciale imparare a comunicare e costruire alleanza attraverso le piattaforme online, a come lo smart working stia ridisegnando la vita professionale con vantaggi e criticità percepite, o a quanto le relazioni mediate dai social influenzino il modo di stare al mondo delle persone.
Anche nella nostra professione si osserva quanto siano in aumento le richieste di supervisioni o intervisioni, gruppi di supporto professionale o di condivisione di esperienze.

Le ricerche degli ultimi anni mostrano inoltre che, in qualunque setting, nel lavoro psicologico il fattore che pesa di più sugli esiti non è la tecnica in sé, ma la qualità della relazione che lo Psicologo costruisce.
I lavori sui cosiddetti "fattori comuni" evidenziano come alleanza, fiducia, empatia e clima collaborativo spieghino una parte molto rilevante dei cambiamenti che le persone fanno, spesso più dell'orientamento teorico o del protocollo adottato.

Quali competenze?

Sebbene non sia possibile definire in modo esaustivo tutte le competenze relazionali alla base della nostra professione, può comunque essere utile riportarne alcune che compaiono frequentemente nelle ricerche sui fattori di efficacia del lavoro psicologico e che entrano tutti i giorni nel nostro lavoro.

Verso la relazione

In quest'ottica, quindi, è fondamentale continuare a formarci, aggiornarci, studiare.
Ma per fare bene il nostro lavoro dobbiamo anche sapere cosa ci nutre come persone.
Leggere romanzi, viaggiare, coltivare relazioni che ci fanno bene e ci restituiscono valore, chiederci chi siamo al di là del ruolo professionale è parte del nostro mestiere.
Uno Psicologo che conosce i propri desideri, i propri limiti e le proprie passioni, e che si prende cura della propria vita emotiva e relazionale, è anche uno Psicologo più libero, più centrato e più capace di stare davvero a contatto con la complessità degli altri.

Bibliografia
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L'articolo «La tecnica non basta. La relazione come strumento principe del lavoro psicologico» è stato pubblicato nel N° 228 della Newsletter.

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