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Covid-19 e disturbi mentali: possibile maggiore rischio di decorso grave

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Covid-19 e disturbi mentali: possibile maggiore rischio di decorso grave
Italia. I pazienti affetti da disturbi mentali correrebbero un rischio più elevato di decorso grave della malattia da coronavirus

L'articolo "Covid-19 e disturbi mentali: possibile maggiore rischio di decorso grave" parla di:

  • Disturbi mentali e Covid-19
  • Studi inclusi nella ricerca
  • Il maggiore rischio di mortalità
Psico-Pratika:
Numero 179 Anno 2021

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 06 Settembre 2021

Covid-19 e disturbi mentali: possibile maggiore rischio di decorso grave
Italia. I pazienti affetti da disturbi mentali correrebbero un rischio più elevato di decorso grave della malattia da coronavirus

Italia. Le persone affette da disturbi mentali correrebbero un rischio maggiore di decorso grave e fatale in caso di Covid-19. Le associazioni più forti sono state riscontrate soprattutto per i disturbi psicotici e dell'umore, ma anche per quelli provocati dall'uso di sostanze, le disabilità intellettive e i disturbi dello sviluppo.

A rivelarlo una nuova meta-analisi internazionale pubblicata sulla rivista The Lancet Psychiatry il 15 Luglio 2021, coordinata dalla Dott.ssa Benedetta Vai e dal Dott. Mario Gennaro Mazza* ed alla quale hanno collaborato il Prof. Francesco Benedetti* e la Dott.ssa Livia J. De Picker*.

Premesse. Come dichiarato nell'introduzione dello studio, stando all'Organizzazione Mondiale della Sanità, fino a fine maggio 2021 sono stati registrati 166 milioni di casi confermati di infezione da SARS-CoV-2 ed oltre 3 milioni di decessi.
Oltre a variabili come l'età, il sesso maschile, la presenza di malattie cardiovascolari e/o obesità, vari studi hanno evidenziato come un rischio più elevato di decorso grave e/o fatale della malattia sia presente anche nelle persone affette da disturbi psichiatrici. Tuttavia, i risultati ottenuti fino ad ora in questo senso sono stati contrastanti.

Obiettivo principale della presente meta-analisi, dunque, è stato quello di determinare i rischi di mortalità, ricovero ospedaliero e ricovero in terapia intensiva correlati al Covid-19 associati a disturbi mentali preesistenti, a categorie specifiche di disturbi mentali ed ai trattamenti psicofarmacologici seguiti dai pazienti.

Svolgimento. I ricercatori si sono serviti di database come Web of Science, Cochrane, PubMed e PsycINFO, all'interno dei quali hanno cercato articoli contenenti dati sugli effetti del Covid-19 in pazienti con disturbi psichiatrici, pubblicati tra il 1 gennaio 2020 ed il 5 marzo 2021 in lingua inglese, francese, italiano, tedesco, olandese, danese e portoghese.

Hanno, quindi, analizzato diversi studi trasversali o longitudinali pubblicati su riviste peer-reviewed, studi che includevano pazienti con disturbi mentali, studi in cui diagnosi psichiatrica e utilizzo di trattamenti psicofarmacologici risultavano precedenti al Covid, studi che riportavano dati e rapporti di rischio su mortalità per Covid-19 o ricovero ospedaliero o quello in terapia intensiva.

In totale, i ricercatori hanno identificato 841 studi, di cui 33 sono stati inclusi nella revisione sistematica e 23, invece, nella meta-analisi.
Questi ultimi riguardavano un campione di 1.468.731 pazienti con Covid-19 provenienti da 22 Paesi, con dati registrati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2020 e il 5 marzo 2021. Di questo campione, 43.938 individui erano affetti da disturbi mentali come disturbi dell'umore, disturbi psicotici, disturbi d'ansia, disabilità intellettive e dello sviluppo, disturbi provocati dall'abuso di sostanze.

Risultati. La revisione ha messo in evidenza un'associazione tra disturbi mentali preesistenti e rischio di decorso grave e soprattutto fatale per infezione da SARS-CoV-2.

L'aumento del rischio di mortalità è stato osservato per i disturbi psicotici, dell'umore, quelli provocati dall'abuso di sostanze, per le disabilità intellettive e i disturbi dello sviluppo. La mortalità è stata associata anche all'esposizione agli antipsicotici, agli ansiolitici ed agli antidepressivi.
I risultati hanno mostrato una marcata differenziazione tra i diversi disturbi mentali. I pazienti con gravi malattie mentali - specie con disturbi psicotici e dell'umore -, infatti, mostravano un rischio più elevato di decorso grave rispetto a chi era affetto da altri disturbi. Non sono state invece notate associazioni con i disturbi d'ansia.

I disturbi mentali, inoltre, sono stati associati anche ad un aumento del rischio di ricovero ospedaliero, ma non di ricovero in terapia intensiva.

Conclusioni. Secondo gli studiosi, l'associazione tra esisti gravi o fatali del Covid e disturbi mentali potrebbe esser dovuta a più fattori. Tra le cause, ad esempio, vi potrebbero essere processi biologici come le alterazioni immuno-infiammatorie, trattamenti farmacologici seguiti come per esempio gli antipsicotici assunti prima di contrarre il Covid o gli ansiolitici (soprattutto le benzodiazepine), a fattori sociali e stili di vita (isolamento sociale, inattività fisica, disturbi del sonno, consumo di alcol e fumo, diete, ecc.).
L'aumento della mortalità potrebbe essere causato anche da una ridotta possibilità per le persone affette da disturbi mentali di ricevere un'assistenza sanitaria adeguata.

Le autorità sanitarie pubbliche - affermano i ricercatori - dovrebbero allora dar la precedenza per quanto riguarda la vaccinazione a tutti i gruppi di pazienti maggiormente a rischio di esiti negativi identificati dalla meta-analisi. Dovrebbero, inoltre, garantire anche il ricovero ospedaliero ed un attento monitoraggio della situazione ai pazienti con disturbi psichiatrici che hanno sviluppato il Covid-19.

Lo studio – continuano gli autori – ha comunque dei limiti. In primo luogo, nonostante le stime del rischio siano state diversificate in base a diagnosi psichiatrica, classe di trattamenti farmacologici e impostazioni del trattamento di base per il Covid, non è stato possibile indagare a fondo tra i rischi specifici attribuibili ad ognuna di queste variabili.
Molte prove prese in considerazione si basavano su cartelle cliniche elettroniche, che non permettevano un'analisi dettagliata delle variabili cliniche. Per esempio, negli studi analizzati non veniva fatta una distinzione tra disturbi dell'umore bipolari e unipolari.
Alcuni studi erano, inoltre, di bassa qualità, oppure includevano piccoli campioni di pazienti con disturbi psichiatrici.
Proprio per questo, per i ricercatori sono allora necessarie ulteriori prove per confermare i risultati ottenuti con la meta-analisi.

Fonte
  • Benedetta Vai, Mario Gennaro Mazza et al., "Mental disorders and risk of Covid-19-related mortality, hospitalisation, and intensive care unit admission: a systematic review and meta-analysis", pubblicato su The Lancet Psychiatry, 15 Luglio 2021
    www.thelancet.com/journals/lanpsy/article/PIIS2215-0366(21)00232-7/fulltext
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