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Autismo, esposizione ai metalli e carenza di nutrienti: analisi sul legame

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Autismo, esposizione ai metalli e carenza di nutrienti: analisi sul legame
USA. Correlazione tra esposizione a metalli pesanti, scarso assorbimento di sostanze nutrienti e sviluppo di un disturbo autistico

L'articolo "Autismo, esposizione ai metalli e carenza di nutrienti: analisi sul legame" parla di:

  • Disturbo autistico, fattori genetici e fattori ambientali
  • La ricerca su coppie di gemelli
  • Effetti di esposizione a metalli e carenza nutrienti
Psico-Pratika:
Numero 138 Anno 2017

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 03 Luglio 2017

Autismo, esposizione ai metalli e carenza di nutrienti: analisi sul legame
USA. Correlazione tra esposizione a metalli pesanti, scarso assorbimento di sostanze nutrienti e sviluppo di un disturbo autistico

New York. Tra disturbo autistico, esposizione a metalli pesanti e carenza di importanti sostanze nutritive (che possono verificarsi durante la fase fetale e post-natale), esisterebbe un legame.
A individuarlo una ricerca condotta da un gruppo di studiosi dell'Icahn School of Medicine ad Mount Sinai di New York guidati dal Dr. Manish Arora - Vice Presidente del dipartimento di Medicina ambientale e Salute pubblica dell'Icahn e Direttore del Laboratorio di Biologia di Esposizione - alla quale hanno collaborato i ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma e dell'Università di Göteborg (Svezia).
Lo studio è stato pubblicato il 1 Giugno 2017 sulla rivista Nature Communication.

Premesse e obiettivi dello studio. Secondo lo studio, nell'ASD (Autistic Spectrum Disorder) intervengono fattori di tipo genetico/ereditario - che rappresentano almeno il 50% del rischio di disturbo - e fattori di tipo ambientale, che possono agire da soli oppure attraverso complesse interazioni con la genetica.
A differenza degli aspetti genetici, però, i fattori di tipo ambientale coinvolti nel rischio di disturbo dello spettro autistico, secondo gli autori, sono stati fino ad ora sottovalutati nel mondo scientifico, in modo particolare la questione delle esposizioni ambientali modificabili.

Precedenti studi in questo campo avevano suggerito come l'esposizione a metalli tossici e le carenze nutrizionali riscontrate nei bambini in fase fetale o nei primi mesi di vita fossero collegate a effetti negativi per lo sviluppo come disabilità intellettiva, problemi comportamentali, di attenzione, linguistici, ecc., ovvero ad elementi spesso associati al disturbo dello spettro autistico.
Il team del Dr. Manish Arora ha voluto allora dar vita ad un'analisi che potesse fornire una valutazione più accurata del ruolo dei metalli pesanti e delle carenze nutrizionali nell'evoluzione del disturbo dello spettro autistico.
L'ipotesi di partenza è stata che l'assorbimento di tossine metalliche e la carenza di elementi nutritivi essenziali in fase fetale e subito dopo il parto possano comportare un aumento del rischio di Asd e del suo livello di gravità.

Svolgimento della ricerca. Per verificare le proprie ipotesi, i ricercatori del Mount Sinai hanno preso in esame coppie di fratelli gemelli entrambi affetti da autismo e coppie "discordanti", cioè con un solo fratello con disturbo. Inoltre, i ricercatori hanno raccolto anche dati riguardanti 22 coppie di gemelli non affetti da disturbo dello spettro autistico (gruppo di controllo).

I gemelli sono stati reclutati da registri nazionali e attraverso annunci in Svezia.
Per poter avere accesso a informazioni relative alla loro possibile esposizione a metalli pesanti sia in fase fetale che post-natale, i ricercatori hanno concentrato le analisi sui denti di queste persone servendosi di biomarcatori di matrici dentali: partendo dal presupposto che ogni settimana si crea un nuovo strato dentale negli individui e che le eventuali esposizioni restano "registrate" su quelli precedenti, hanno utilizzato speciali laser in grado di analizzare gli anelli di crescita visibile nei denti.

Nel corso della ricerca è stata rivolta particolare attenzione al piombo - metallo neurotossico implicato nel disturbo dello spettro autistico - ed al manganese, sostanza nutritiva considerata essenziale per l'organismo. Sono stati esaminati anche i livelli di zinco, altro elemento importante per il mantenimento della salute e per la regolazione dei meccanismi di trasporto metallico.

Risultati della ricerca. Dalle analisi sono emerse differenze significative tra gemelli con disturbo e individui sani: i livelli di piombo riscontrati nei denti dei primi, infatti, erano maggiori. Questa differenza, però, riguardava solo fasi specifiche di sviluppo, in modo particolare il periodo prenatale e quello immediatamente successivo alla nascita (i primissimi mesi di vita).
I livelli di zinco erano invece inferiori nei soggetti autistici soprattutto durante il terzo trimestre; quelli di manganese erano più bassi sia in fase pre-natale che post-natale e questa carenza risultava poi maggiore 4 mesi dopo la nascita.

Ulteriori differenze tra soggetti con disturbo autistico e soggetti sani sono state riscontrate durante l'analisi esplorativa anche per altri elementi, tra i quali stagno, stronzio e cromo. Per ogni elemento, il periodo di sviluppo della differenza massima registrata è risultato diverso.

Conclusioni. Per i ricercatori del Mount Sinai l'attuale studio suggerisce come l'esposizione ai metalli pesanti in fase prenatale e durante la primissima infanzia e lo scarso assorbimento di alcune sostante nutrienti possano comportare come conseguenza un aumento del rischio di disturbo dello spettro autistico.
Inoltre, la quantità di metalli assorbiti registrata a 3 mesi dalla nascita potrebbe fornire indicazioni sulla gravità del disturbo dopo 8 - 10 anni.

Fonte:
  • Manish Arora et al., "Fetal and postnatal metal dysregulation in autism", articolo pubblicato su Nature Communications, 01 Giugno 2017
    www.nature.com/articles/ncomms15493
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