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Psicologia per psicologi - La Psicologia clinica è satura, oppure presenta spazi di crescita e sviluppo?
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La Psicologia clinica è satura, oppure presenta spazi di crescita e sviluppo?

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La Psicologia clinica è satura, oppure presenta spazi di crescita e sviluppo?

L'articolo "La Psicologia clinica è satura, oppure presenta spazi di crescita e sviluppo?", parla di:

  • Cresce la spesa media degli italiani dallo Psicologo
  • Aumento dei professionisti e andamento dell'occupazione
  • Stagnazione del reddito e reali possibilità di incremento
Psico-Pratika:
Numero 111 Anno 2014

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A domanda HT Risponde: 'La Psicologia clinica è satura, oppure presenta spazi di crescita e sviluppo?'

A cura di: Stefano Sirri
Il settore della clinica è attualmente saturo, oppure ci sono spazi di crescita e sviluppo?
- Domanda pervenuta in redazione il 20 ottobre 2014 alle 11:42
In breve: la risposta è positiva, ci sono ancora spazi di crescita e sviluppo.

Prima di spiegare nei dettagli da dove viene questa affermazione, inserisco qui la domanda completa, per meglio capire i dubbi posti e lo svolgersi delle risposte.

Gentile Stefano, ho letto con piacere il corso sull'Autopromozione.
Credo sia ben fatto ed una delle pochissime "guide" di aiuto pratico per noi colleghi.
Lei parla (correttamente) che ad un certo punto vi è un effetto tetto.

Vorrei sapere se questo è il momento.
Lo chiedo perché dopo essermi fatto un discreto nome e più di qualche inviante tra colleghi e psichiatri, mi trovo a lavorare nel privato con un numero "scadente" di pazienti.

In un quadro di particolare presenza di colleghi sul web.
Mi chiedo quindi in conclusione quanto ciò, a sua conoscenza, possa essere dovuto ad una saturazione del mercato e se quindi vale la pena investire ed in quali ambiti.

Caro collega, come prima cosa ti ringrazio per i complimenti: humantrainer.com ha sempre cercato di essere prima di tutto un valido aiuto per noi Psicologi.

Arrivando alla tua domanda rilevo 2 punti importanti che, per comodità, tratterò come due domande distinte:
  1. Il settore della clinica è attualmente saturo, oppure ci sono spazi di crescita e sviluppo?
  2. In quali ambiti vale la pena investire?
Lo spazio e soprattutto il tempo sono tiranni, quindi non riesco a rispondere subito in maniera compiuta a entrambe le domande.
Qui rispondo alla prima e a breve pubblicheremo anche la seconda risposta.

Il settore della clinica è attualmente saturo, oppure ci sono spazi di crescita e sviluppo?
Come dicevo più sopra, la risposta è Sì, gli spazi ci sono.
Questa non è una sensazione personale o un'esperienza diretta o indiretta di alcuni colleghi, ma è mostrato dai numeri relativi all'andamento della Professione in Italia.

Solitamente per verificare l'andamento di un settore si utilizzano 2 parametri principali:
  1. Si valuta se il "giro d'affari" di quel settore.
    La domanda è: gli italiani di anno in anno spendono di più o di meno dallo Psicologo?
  2. Si valuta se il numero delle persone che lavora in quel settore cresce o diminuisce.
    La domanda è: vi è una crescita o una diminuzione nel numero di professionisti che lavora come Psicologo?
Gli italiani di anno in anno spendono di più o di meno dallo Psicologo?
Spendono di più.

Qualche mese fa abbiamo pubblicato gli ultimi dati disponibili sulla professione dello Psicologo, dei quali cito qui quello più significativo in merito (Articolo "Quanto rende il lavoro di Psicologo? Ultimi dati").

I dati sono quelli ufficiali dell'ENPAP, quindi riguardano l'insieme di tutti gli Psicologi libero professionisti (l'ultimo anno disponibile è il 2012).

Ci siamo permessi di calcolare l'andamento del "PIL" della Psicologia italiana, cioè quanto hanno speso le persone dallo Psicologo in Italia dal 2007 al 2012.

Note: sotto abbiamo l'anno di riferimento e a sinistra abbiamo il totale fatturato da tutti gli Psicologi in Italia.

Come è facile vedere dalla tabella, il "mercato della psicologia" è in crescita e, mentre l'andamento del PIL generale a livello italiano si attesta al -2,4%, quello della Psicologia raggiunge il +7,5% (dati 2012).

Valutando questi dati nel periodo storico (crisi economica) appare ancora più evidente come gli spazi della nostra categoria professionale stiano crescendo.

Prendendo gli anni dal 2007 al 2012 (quindi gli anni della crisi) abbiamo come minimo storico a livello italiano un -5,5%, mentre la Psicologia ha avuto un livello minimo di +6,3%.

  2008 2009 2010 2011 2012
Variazioni del PIL Psicologia +9,56% +9,58% +6,44% +6,36% +7,57%
Variazioni del PIL Italiano -1,2% -5,5% +1,7% +0,4% -2,4%

Per correttezza sottolineo che ci sono alcune imprecisioni nei dati che rendono approssimativa la comparazione degli stessi, ad esempio il fatto che il PIL italiano1 comprende anche una stima del sommerso, mentre il "PIL della Psicologia" comprende tutti gli importi "in regola".

Anche al netto di queste imprecisioni, i dati del "PIL della Psicologia" mostrano un andamento talmente positivo nel confronto, che è difficile sostenere che non vi sia un costante sviluppo del settore. Ovviamente i dati sono tanti, quindi l'analisi può anche essere svolta in modo più complesso.

Per maggiori dettagli in merito consiglio di leggere l'articolo "Quanto rende il lavoro di Psicologo? Ultimi dati"2 e poi, eventualmente, se sorgono altre domande noi siamo sempre qui.

Vi è una crescita o una diminuzione nel numero di Psicologi professionisti?
Gli Psicologi professionisti sono più numerosi di anno in anno.

Come nel caso precedente, anche qui facciamo riferimento ai dati dell'ENPAP presenti nel medesimo articolo ("Quanto rende il lavoro di Psicologo? Ultimi dati").

Andiamo a comparare l'andamento dell'occupazione a livello italiano con l'occupazione del settore Psicologia.

Troviamo anche qui un andamento simile al precedente:

Note: il grafico mostra quante persone lavorano in un determinato anno.
La riga blu indica l'andamento generale a livello italiano, mentre la riga arancione indica l'andamento dell'occupazione di Psicologi liberi professionisti.

A qualcuno può sembrare strano parlare di numero di occupati e non di disoccupati.
Ebbene sì, è vero, di laureati in Psicologia disoccupati (oppure occupati in altro) ce ne sono moltissimi.

La cosa da capire è che per rispondere alla domanda (la Psicologia è un settore in crescita?) il dato importante è il livello di occupazione, non il livello di disoccupazione.

Se ragioniamo, non a livello italiano, ma in un singolo settore, la disoccupazione può aumentare fondamentalmente per due motivi:
  • si perdono posti di lavoro
  • aumenta il numero di persone che vuole fare quel lavoro
Cioè calcolare il livello di disoccupazione porta con sé un'ambiguità che non permette di rispondere in modo efficace alla domanda del collega (si stanno perdendo posti di lavoro oppure c'è un trend per il quale tanti vogliono fare gli Psicologi?).

Penso sia evidente a tutti che se il numero degli Psicologi che lavora aumenta, non siamo nella situazione in cui "si perdono posti di lavoro" (situazione di crisi), come penso sia evidente che l'Università formi tutti gli anni un numero di professionisti elevato, quindi siamo nel caso due: c'è un trend per il quale tante persone vogliono fare lo Psicologo.

In questi anni il numero di Psicologi libero professionisti passa da 28.000 (nel 2007) a quasi 42.000 (nel 2012), ovvero abbiamo un aumento del 50% in soli 5 anni!
Viceversa a livello nazionale abbiamo un andamento stabile e tendente al negativo.

Come nel caso precedente, abbiamo delle imperfezioni nel confronto dei dati3.
Anche al netto di queste imperfezioni riscontriamo comunque un andamento talmente positivo che è difficile sostenere non vi sia un costante sviluppo del settore.

Perché nel mio lavoro quotidiano non vedo questa crescita?
Arrivati a questo punto, penso che molti si stiano ponendo questa domanda.

Riassumiamo: gli italiani, di anno in anno, si rivolgono allo Psicologo sempre di più, contemporaneamente il numero degli Psicologi cresce in modo anche più marcato. Questo genera un effetto particolare, in cui la crescita economica viene in gran parte assorbita dalla crescita nel numero dei professionisti, generando così una sensazione di stagnazione (il lavoro non cresce).

Per spiegarmi meglio: la media statistica indica che, sostanzialmente, il reddito medio degli Psicologi negli ultimi anni tende a essere costante, e da un certo punto di vista sembra pure diminuire.

Nella realtà quello che accade è suddivisibile in 3 gruppi:
  1. i nuovi Psicologi partono ovviamente da zero, e di tutto il PIL della Psicologia probabilmente raccolgono solo una piccola parte;
  2. poi abbiamo un folto gruppo di colleghi, probabilmente la maggior parte, che più o meno registrano un andamento stazionario;
  3. infine ci sono alcuni Psicologi che, per propria fortuna o per capacità (professionali e commerciali) riescono a sviluppare il proprio studio, vedendo crescere così sia il proprio giro di pazienti, sia le gratificazioni economiche.

Concludendo.
Tutti i dati indicano che il settore Psicologia sia in crescita, ma nello stesso momento la maggior parte degli Psicologi non registra una crescita nel proprio studio.

Poi abbiamo una parte minoritaria che invece cresce, e che andremo ad analizzare nella seconda parte ("In quali ambiti vale la pena investire?") che pubblicheremo a breve.

La seconda parte, ovviamente, non conterrà formule magiche o qualcosa di simile, ma andremo ad analizzare alcuni punti importanti per capire come muoversi e, soprattutto, per aiutarci a intercettare la domanda crescente di Psicologia.

Note
  1. I dati sul PIL italiano sono quelli ufficiali presi dal sito dell'Unione Europea: http://epp.eurostat.ec.europa.eu/tgm/table.do?tab=table&init=1&plugin=1&language=en&pcode=tec00115
  2. Redazione HT, "Quanto rende il lavoro di Psicologo? Ultimi dati", articolo pubblicato su HumanTrainer.com, Psico-Pratika nr. 107, 2014
  3. I dati sul numero di persone occupate in Italia sono quelli ufficiali presi dal sito dell'unione europea: http://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=lfsi_emp_a&lang=en
Commenti: 1
1 Sara Massari alle ore 16:03 del 20/11/2014

Salve, mi chiamo Sara.

 

Ho 12 anni e sono in balia dell'alto mare a causa dell'imminente scelta della scola superiore: tra poco mi imbarcherò per un viaggio che influenzerà il mio futuro.

 

Tutti mi dicono di puntare in alto e io un sogno ce l'avrei...

 

Fare la psicologa...

 

Ho scoperto questa passione in seguito ad un corso scolastico pomeridiano durante il quale parlavamo di bullismo: ho avuto la conferma che la voglia di ascoltare, comprendere e consigliare per il meglio a chiunque abbia bisogno non mi manca!

 

Ma a parte queste doti (sempre che tali si possano definire) NON ho nessuna certezza del futuro!

 

Parlo di futuro intendendo tra 25-30 anno e tutti dicono che sarà basato sulla tecnologia (che sicuramente non morirà mai) e il marketing, ma io non mi ci vedo a programmare software o robe simili ne tantomeno nel capo del commercio! Capisco che lo spirito di adattamento è fondamentale, ma il mio sogno è un altro!

 

Ed ecco, a proposito di sogni: "Fai unno sforzo, pensa al domani! Dove andrai? Cosa farai? Se prendi questa strada e dopo?"

 

Se tanti altri studenti puntano al mio stesso obbiettivo quando sarò anche io nel mondo del lavoro non ci sarà il rischio di raggiungere un pento "morto"? 

Io vorrei almeno provarci, ma ho bisogno di uno straccio di certezza! Pertanto pensavo di fare il liceo scientifico in modo da avere aperte diverse strade... 

 

Grazie. Sara. 

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