HT Psicologia
Psicologia per psicologi - Titoli professionali esteri, ci vuole il riconoscimento in Italia?
HT: La Psicologia per Professionisti

Titoli professionali esteri, ci vuole il riconoscimento in Italia?

Gratis
Lascia vuoto questo campo:
Iscriviti alla Newsletter di HT
HT Psicologia Network
Psicologia-Psicoterapia.it
Centro Logos
Scuola di specializzazione in Psicoterapia - Caserta
CISSPAT - Centro Italiano Sviluppo Psicoterapia a Breve Termine
Corso: 'Lüscher Test - Test cromatico di Max Lüscher' - Padova
PsicoCitta.it
Dott.ssa Cinzia Foresto
Psicologo
Riceve a: Torino e Chivasso (TO)
Dott.ssa Annalisa Ceruso
Psicologo Psicoterapeuta
Riceve a: Bologna
Ultimi siti realizzati
- Giancarlo-Psicologo.it
Presenta i servizi di Psicoterapia al singolo ed alla Coppia. Riceve a Forlì e San Mauro Pascoli (FC).
- Psicologo-Strizzacervelli.it
Presenta i servizi di psicoterapia, test psicologici e sessuologia. Riceve a Treviso, Vicenza e Padova.

Titoli professionali esteri, ci vuole il riconoscimento in Italia?

L'articolo "Titoli professionali esteri, ci vuole il riconoscimento in Italia?", parla di:

  • Riconoscimento dei titolo professionali conseguiti all'estero
  • Differenza tra titolo di studio e "qualifica" professionale
  • Riconoscimento pieno e riconoscimento parziale
Psico-Pratika:
Numero 88 Anno 2012

Tutti gli articoli
Iscriviti alla newsletter

A domanda HT Risponde: 'Titoli professionali esteri, ci vuole il riconoscimento in Italia?'

A cura di: Redazione
Titoli professionali conseguiti all'estero ci vuole il riconoscimento in Italia?
- Domanda pervenuta in redazione il 1 novembre 2012 alle 9:12 -
Sostanzialmente sì, è però necessario fare un distinguo e chiarire cosa si intende per titolo poiché differiscono gli iter e le finalità.

I titoli conseguiti all'estero per i quali nel nostro paese occorre richiedere riconoscimento sono: In riferimento ai Titoli/Qualifiche Professionali conseguiti all'estero, affinché il professionista possa svolgere regolarmente la professione in Italia deve avere aver ottenuto riconoscimento del Titolo.
L'equipollenza dei titoli professionali è disciplinata dal Sistema generale di riconoscimento delle qualifiche professionali (istituito dalla direttiva 89/48/CEE, integrato dalla direttiva 92/51/CEE e confermato dalla direttiva 2005/36/CE), che si applica nei 27 paesi della Comunità Europea (stati membri), nella Confederazione svizzera e nell'Area SEE (Islanda, Liechtenstein, Norvegia).

In base a tale Sistema generale i cittadini
  • comunitari (ossia con nazionalità in uno dei 27 stati membri),
  • non comunitari (con nazionalità in paese non incluso nella Unione Europea),
  • e/o non comunitari ma con doppia nazionalità (esempio un cittadino Canadese con nazionalità anche italiana),
per esercitare la professione (per la quale abbiano ottenuto abilitazione nel paese di origine e quindi siano pienamente qualificati all'esercizio della stessa) in uno degli stati membri devono ottenere riconoscimento del titolo da parte dell'Autorità competente in materia dello stato ospitante (nel nostro caso, l'italia).
In Italia l'organo istituzionale preposto a tale riconoscimento è il Ministero della Salute.

Per chiarire, uno Psicologo francese, per esercitare la professione di Psicologo in Italia deve aver ottenuto il riconoscimento del titolo da parte del Ministero della Salute.
Senza l'ottenimento dell'equipollenza titolo non è possibile nel nostro paese esercitare legalmente la professione di Psicologo e/o Psicoterapeuta.

Inoltrata la richiesta di riconoscimento del titolo con relativa documentazione, il Ministero valuta il fascicolo ed entro massimo 4 mesi deve prendere una decisione in merito, che può essere di tre tipi:
  1. riconoscimento delle qualifiche professionali.
    In questo caso, si puà iniziare a esercitare la professione di Psicologo e/o Psicoterapeuta alle stesse condizioni che si applicano ai cittadini Italiani. Al pari degli stessi, ai fini dell'esercizio professionale, è necessaria l'iscrizione a un ordine regionale degli Psicologi.
  2. viene richiesta una misura di compensazione (quando la formazione acquisita all'estero è valutata meno completa o molto diversa rispetto a quella richiesta in Italia).
    Ad esempio, può richiedere che il cittadino provi di aver maturato e acquisito esperienza professionale; o che lo stesso effettui un tirocinio; o che sostenga una prova attitudinale.
  3. respingimento della richiesta.
Tanto nella seconda quanto nella terza ipotesi, la decisione dell'autorità competente deve essere motivata (deve cioè indicare chiaramente le ragioni che giustificano la decisione adottata).

Nota
Quanto qui esposto ha mero valore indicativo. Le informazioni riportate, per quanto corrette, non sono esaustive né dell'iter né della casistica che può differire da situazione a situazione.
Invitiamo gli utenti, che necessitassero di informazioni specifiche in merito alla propria situazione, a contattare direttamente gli organi competenti in materia: Ufficio Relazioni con il Pubblico del Ministero della Salute per dettaglio iter riconoscimento Titoli/Qualifiche Professionali.

Riferimenti
  • Sistema generale di riconoscimento delle qualifiche professionali (PDF): www.miur.it
  • Riconoscimento titoli/qualifiche professionali - Professioni Sanitarie: www.salute.gov.it
  • Riconoscimento titoli/qualifiche professionali: europa.eu
Cosa ne pensi? Lascia un commento
Nome:
Mail (La mail non viene pubblicata):
Testo:



HT Psicologia - Titoli professionali esteri, ci vuole il riconoscimento in Italia?

HT Staff
HT Collaboratori