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È morto Desmond Morris

L'articolo "È morto Desmond Morris" parla di:
  • La morte di Desmond Morris
  • La carriera scientifica, artistica e i libri
  • La natura animale dell'uomo
Psico-Pratika:
Numero 226 Anno 2026

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 4 Maggio 2026

È morto Desmond Morris

Il 19 Aprile 2026 è morto a 98 anni Desmond Morris, etologo e divulgatore scientifico, noto principalmente per il suo lavoro relativo al comportamento umano e al suo libro "La scimmia nuda" pubblicato nel 1967.
Nel libro, che vendette milioni di copie e che al tempo della pubblicazione destò un certo scalpore, analizzava noi esseri umani come si studierebbe un qualsiasi altro animale concludendo che, nonostante tutta la nostra cultura e civiltà, restiamo sostanzialmente delle scimmie nude, con istinti e comportamenti biologici ben precisi.
Il termine nuda si riferisce al fatto che, a differenza degli altri primati, nel corso dell'evoluzione abbiamo perso la maggior parte del pelo corporeo.
A livello evolutivo la mancanza di pelo nell'uomo, secondo Morris, portava il vantaggio di facilitare il contatto fisico istintivo, sia tra madre e bambino che tra l'uomo e la donna.
Ma oltre a questo c'è un senso più metaforico.
Con "scimmia nuda" Morris si riferisce anche alla vulnerabilità e alla dipendenza dell'uomo dagli strumenti e dalla società evidenziando quanto, per sopravvivere, siamo bisognosi di protezione artificiale e di relazioni sociali.
Nel libro vengono analizzate, in un ottica evolutiva, le nostre abitudini e i nostri rituali e sono trattati temi come la sessualità e la riproduzione, la comunicazione, il linguaggio e i comportamenti sociali, ed evidenziate le somiglianze e le differenze tra noi e gli altri animali.

Come scrittore e divulgatore oltre a "La scimmia nuda" del 1967, Morris scrisse numerosi libri tra cui "Lo zoo umano" (1969), "Il comportamento intimo" (1971), "L'uomo e i suoi gesti" (1977).
Pubblicò inoltre libri divulgativi sui gatti, i cani, i bambini e sul comportamento umano, firmò quasi cinquanta pubblicazioni scientifiche e condusse per anni vari programmi e serie sugli animali.

Oltre ad essere uno studioso del comportamento e un divulgatore scientifico, Morris era anche un pittore surrealista molto attivo.
Nato a Purton nel 1928 (Inghilterra), fin da giovane coltivò infatti due passioni parallele, la storia naturale e l'arte.
La passione per la storia naturale evolse poi in interesse per la zoologia, quella per l'arte lo portò ad allestire numerose mostre.
Già da ragazzo tenne una mostra personale nella biblioteca di Swindon e durante gli anni universitari espose i suoi dipinti a Londra e in Belgio.
Dipinse, di fatto, per tutta la vita, affiancando l'arte alla carriera scientifica.
Diresse inoltre due film surrealisti e, nel 1957 organizzò una mostra di dipinti di scimpanzé presso l'Institute of Contemporary Arts (ICA).
Morris sosteneva infatti che l'espressione artistica non fosse un'esclusiva dell'uomo, ma che fossero capaci di creare arte anche le scimmie.
Negli anni '50, volendo studiare e valutare i comportamenti creativi dei primati, diede a Congo, un piccolo scimpanzé di due anni, pennello e colori.
Morris osservò la soddisfazione che lo scimpanzé provava nel dipingere, nel creare "arte per l'arte".

"Ricordo il giorno in cui Congo ha scoperto il cerchio e lo ha disegnato per la prima volta: a un certo punto lo ha riempito di colore, allora ho visto con quanta concentrazione dipingeva. Se avessi provato a interromperlo, si sarebbe messo a urlare e si sarebbe arrabbiato moltissimo." Desmond Morris

Morris lavorò con Congo dal 1956 al 1959.
Durante questo periodo sperimentale il piccolo primate produsse oltre 400 opere ottenendo risultati straordinari.
I suoi quadri riuscivano a suscitare in chi li osservava sentimenti e sensazioni di nostalgia e malinconia e la profondità delle sue creazioni, la scelta dei colori, le variazioni tematiche, sorpresero artisti e critici.
Tra i collezionisti che acquisirono le opere di Congo vi erano, tra gli altri, Pablo Picasso e Joan Miró.

"Picasso e Miró? Vennero a casa mia per scambiare delle loro opere con quelle di Congo: lo osservavano attentamente, guardavano come posizionava le linee. Più un artista era competente e più capiva quanto Congo fosse geniale." Desmond Morris

Ci furono anche altri temi su cui Morris si distinse e uno di questi è la visione della sessualità non solo come meccanismo riproduttivo ma anche come collante di coppia.
Sosteneva ad esempio che il seno femminile fosse "progettato" (oltre che per produrre latte) anche per attrarre i partner, che i lobi fossero zone erogene che servivano a rendere il sesso più piacevole e prolungato, facendo così in modo che il maschio rimanesse fedele alla sua compagna.
Morris riteneva anche come l'uomo possieda il pene più grande tra tutti i primati in rapporto al corpo, e interpretava questo come un risultato della selezione sessuale utile a rendere il sesso più gratificante e a consolidare ulteriormente il legame di coppia.
Questa visione del pene più lungo fu poi smentita da altri scienziati.
Queste ed altre interpretazioni suscitarono scalpore sia perché potevano sembrare sessiste sia perché sembrava voler ridurre i comportamenti sociali e i sentimenti a meccanismi biologici simili a qualsiasi altro animale.
Il modo diretto e accessibile utilizzato poteva dare anche l'idea che ridimensionasse fenomeni molto complessi.

"Mi è stato talvolta rimproverato di degradare l'umanità, o di offendere la dignità umana, di rendere l'uomo bestiale" disse. "Questo mi ha sorpreso, perché mi piacciono gli animali e sono orgoglioso di definirmi tale. Non li ho mai guardati dall'alto in basso, quindi chiamare gli esseri umani animali non è, per me, degradante". Desmond Morris

Sebbene le sue tesi siano state anche contestate e il suo atteggiamento considerato provocatorio, Morris rimarrà nella storia come uno straordinario studioso e divulgatore scientifico e il suo libro "La scimmia nuda" una sorta di pietra miliare per lo studio del comportamento umano.

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