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Separation Anxiety Test: valutazione del legame figlio-genitori

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Separation Anxiety Test: valutazione del legame figlio-genitori
Esempio di somministrazione e scoring: il test di Marta

L'articolo "Separation Anxiety Test: valutazione del legame figlio-genitori" parla di:

  • Stili di attaccamento: teoria e studi empirici
  • Somministrazione del Separation Anxiety Test
  • Classificazione, codifica e valutazioni conclusive
Psico-Pratika:
Numero 103 Anno 2014

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Articolo: 'Separation Anxiety Test: valutazione del legame figlio-genitori
Esempio di somministrazione e scoring: il test di Marta'

A cura di: Claudia Nissi Collaboratore HT
Scheda tecnica

Modello teorico di riferimento: teoria dell'attaccamento.

Durata somministrazione: circa 30 minuti.

Cosa misura: i modelli mentali dell'attaccamento.

Ambiti di utilizzo: diagnostico, clinico, di ricerca, giuridico.

Qualifica del somministratore del test: Psicologo/personale qualificato.

Destinatari: bambini, adolescenti e adulti.

Modalità di somministrazione: all'interno di un colloquio clinico.

Composizione del test: 12 tavole, scheda di risposta, tabella di correzione.

Autore: Grazia Attili.

Validità: studi di validità (delle vignette e del metodo di scoring) e attendibilità (test-retest e tra esaminatori diversi), confronto per l'accordo dei punteggi con il test SAT ideato da Micheline Klagsbrun e John Bowlby, e ricerche sulle differenze maschio-femmina, età, classe sociale, sono riportate in Attili G., "Ansia da separazione e misura dell'attaccamento normale e patologico" (2001).

Indicazioni: somministrare il test in una situazione mentale favorevole per il soggetto, evitando i momenti di ansia o di stress e in concomitanza con la somministrazione di un altro test.

Controindicazioni: l'utilizzo del test non è indicato in soggetti che hanno avuto un lutto recente di uno dei due genitori.

Quando si consiglia di usarlo: in terapia, in fase di diagnosi iniziale e valutazione finale; nei procedimenti giuridici per l'esplorazione delle capacità genitoriali, nei casi di affido, di adozione di separazione/divorzio; inoltre può essere utile nei casi di presunto abuso in famiglia, per valutare la relazione adulto-bambino.

Punti di forza del test: facilità e rapidità di somministrazione.

Punti di debolezza del test: possibile difficoltà nella correzione del test legata all'inesperienza del valutatore.

    INDICE: Separation Anxiety Test: valutazione del legame figlio-genitori
  • Scheda tecnica
  • Introduzione
  • Teoria dell'attaccamento
  • Strange Situation
  • Somministrazione
  • Codifica del SAT e scoring delle classi
  • Codifica delle reazioni emotive e classificazione delle risposte
  • Esempio di correzione
  • Valutazione finale e conclusioni
  • Lettura consigliata
  • Bibliografia
  • Altre letture su HT
Introduzione

Il Separation Anxiety Test (SAT) è uno degli strumenti usati nella pratica clinica per misurare i modelli operativi interni, rappresentazioni del legame tra il bambino e la figura di attaccamento principale, ossia la persona che si prende cura e accudisce il bambino, in particolare nei primi mesi di vita.

Nella sua versione originale il test, ideato da Micheline Klagsbrun e John Bowlby nel 1976, era utilizzato per misurare le caratteristiche di personalità e gli stili di attaccamento, ossia la modalità di relazione che si struttura tra il bambino e la persona che si prende cura di lui. La valutazione era compiuta attraverso la classificazione delle reazioni emotive che i bambini manifestavano in seguito alla visione di foto legate al tema della separazione dai genitori.

In questo articolo tratterò la versione più recente del SAT, modificata da Grazia Attili (2001), Professore Ordinario di Psicologia Sociale presso l'Università di Roma "Sapienza", primo ricercatore presso l'Istituto per le Tecnologie e Scienze della Cognizione, dove tuttora svolge parte della sua attività scientifica.

Il SAT è un test semi-proiettivo, composto da 12 vignette:

  • sei per maschi (B1, B2, B3, B4, B5, B6)
  • sei per femmine (G1, G2, G3, G4, G5, G6)

Nel test originale le vignette erano fotografie tratte da film, mentre nella versione proposta da Attili le vignette sono state elaborate al computer. Inoltre nel test di Klagsbrun e Bowlby erano raffigurati casualmente il padre o la madre; nella versione modificata Attili preferisce la madre che, secondo recenti ricerche, è la figura di attaccamento principale.

La scelta delle vignette al posto delle foto originali è stata fatta in quanto le foto apparivano datate mentre le nuove immagini, schematizzate e riprodotte al computer, favoriscono l'identificazione e inibiscono maggiormente i meccanismi di difesa.

Al soggetto sono mostrate delle immagini che rappresentano situazioni in cui un bambino (o una bambina) sarà separato dalla madre o da entrambi i genitori per periodi di tempo più o meno lunghi.

Le immagini che si riferiscono a separazioni più brevi vengono definite situazioni moderatamente tranquille (M); le altre invece si definiscono situazioni severe (S), in quanto la separazione è di lunga durata.

Contestualmente alla presentazione di ogni singola vignetta, al soggetto vengono poste delle domande al fine di valutare il tipo di attaccamento che ha con la figura di accudimento primaria.

L'ordine di presentazione delle vignette è stato cambiato rispetto a quanto avveniva nel test originale; Attili ha preferito alternare le situazioni S con quelle M.

L'articolo vuole fornire le regole per la somministrazione del SAT, la codifica delle risposte e la stesura del profilo, attraverso un esempio pratico. Per facilitare la comprensione dello strumento presenterò un protocollo di un soggetto, Marta, a cui ho somministrato il test.
Naturalmente per l'approfondimento è consigliata la lettura del testo "Ansia da separazione e misura dell'attaccamento normale e patologico" di Attili (2001), riportato in Bibliografia.

Prima di passare alla presentazione del test riporto a grandi linee i principi della teoria dell'attaccamento, cornice teorica di riferimento del test.

L'intento è di presentare uno strumento che può essere usato dai colleghi Psicologi in ambito clinico, sia in fase di diagnosi, sia per la valutazione del cambiamento in periodi diversi del percorso terapeutico.

Inoltre può essere utile nella valutazione delle capacità genitoriali, nei casi di affido, adozione, o in ambito giuridico per i casi di separazione e di divorzio.

Teoria dell'attaccamento

La teoria dell'attaccamento, di derivazione psicoanalitica, è fortemente influenzata dall'etologia e dall'approccio evoluzionistico. John Bowlby (1972), autore della teoria, considera l'attaccamento come sistema motivazionale primario per lo sviluppo del bambino; sostiene inoltre l'esistenza di una correlazione tra condizioni di vita scadenti nell'infanzia e l'insorgenza di psicopatologia e disagio.

L'attaccamento si presenta come bisogno primario e biologico, che s'instaura attraverso una predisposizione innata del piccolo e si regola all'interno del contesto ambientale.
Il bambino ricerca contatto e prossimità con una persona specifica: la madre o chi si prende cura di lui.

La prossimità è mantenuta attraverso comportamenti di attaccamento, che possono essere attivati da fattori interni (come fatica, fame, dolore, disagio...) o esterni, come la presenza o meno del caregiver (figura di attaccamento).

Bowlby introduce il concetto di Modello Operativo Interno.
I MOI (traduzione dal corrispondente acronimo inglese IWM - Internal Working Models) sono rappresentazioni di sé e degli altri che il bambino costruisce nell'interazione con la figura di attaccamento.

Il termine modello rimanda alla struttura della relazione, mentre la parola operativo sottolinea la dimensione dinamica della rappresentazione.
I MOI si configurano come schemi cognitivi che il bambino si costruisce attraverso una generalizzazione delle esperienze passate.

Tali modelli forniscono i prototipi di tutte le relazioni successive e facilitano l'interpretazione immediata delle situazioni attuali. Inoltre i MOI tendono a resistere al cambiamento, in quanto agiscono al di fuori dalla consapevolezza dell'individuo.

La loro stabilità nel tempo comporta una visione altrettanto stabile della percezione di sé e degli altri. I MOI tendono quindi ad autoconfermarsi, ma possono essere modificati quando l'individuo riesce a vivere esperienze significative differenti.

Le madri, in grado di rispondere ai bisogni e ai segnali del bambino, instaurano con il proprio figlio un rapporto di reciproca gratificazione e il bambino sviluppa, con maggiore probabilità, un legame di attaccamento sicuro.

La figura di attaccamento rappresenta una base sicura dalla quale il bambino può tornare dopo "l'esplorazione". La formazione della base sicura è un elemento imprescindibile per lo sviluppo di una personalità sana.

Il pattern di attaccamento sicuro è caratterizzato da una diade madre-bambino, nella quale si stabilisce un legame percepito dal bambino come gratificante.
Questo permette di sperimentare sentimenti di fiducia e di sicurezza.

Il bambino con un'esperienza di attaccamento sicuro si costruirà un MOI nel quale il sé e l'altro sono degni di fiducia.

Nel caso in cui il bambino non abbia interiorizzato dei MOI con una figura di attaccamento che si prenda cura di lui, si può strutturare un attaccamento insicuro di tipo ambivalente, evitante o disorientato-disorganizzato.

Il pattern di attaccamento ambivalente è contraddistinto da una relazione madre-bambino, caratterizzata da ansia, confusione e angoscia da separazione.
Questi genitori si mostrano disponibili e responsivi in maniera discontinua e incoerente, fallendo nella capacità di sintonizzarsi con il figlio perché autocentranti sulle proprie emozioni.

Le figure di attaccamento, per controllare il bambino, possono arrivare a minacciare di abbandonarlo. Il bambino di conseguenza rimane spesso confuso per l'impossibilità di sapere con certezza se le sue esigenze e gli stati d'animo verranno compresi e soddisfatti.

Il pattern di attaccamento evitante è caratterizzato da una significativa distanza emotiva da parte del genitore, che è incapace di rispondere ai bisogni del bambino.
Il rapporto tra la madre e il bambino è spesso caratterizzato da una scarsa capacità di sintonizzazione affettiva e da una difficoltà relazionale (sul piano verbale e non verbale).

Il bambino interiorizza l'immagine di una figura di attaccamento non degna di fiducia, incapace di rispondere alle sue esigenze emotive. Con dei genitori non in grado di accogliere il vissuto negativo, il bambino si adatta e minimizza le sue reazione emotive, cercando di essere autonomo. In molti casi un bambino con un attaccamento evitante si comporterà come se per lui non fosse importante instaurare una relazione con altri adulti significativi.

Il comportamento dei bambini con pattern di attaccamento disorientato-disorganizzato è caratterizzato dalla compresenza di condotte contraddittorie e incomplete. La figura di accudimento effettua una comunicazione conflittuale che può essere sintetizzata nell'espressione: "Vieni qui e vai via" (Siegel, 2001).

Il bambino vive una situazione contraddittoria che non offre possibilità di soluzione.
La figura di attaccamento disorienta e impaurisce il bambino e non può essere per lui fonte di sicurezza e sostegno. Il bambino si deve rapportare a una madre estremamente preoccupata, ansiosa e nei casi estremi abusante.

Il bambino si trova quindi a vivere in un controsenso: da un lato vorrebbe avvicinarsi al genitore e dall'altro allontanarsi da lui. Non disponendo di una soluzione adeguata, mette in atto comportamenti che a prima vista possono sembrare privi di scopo.
I bambini con attaccamento disorientato-disorganizzato hanno maggiore possibilità di sviluppare problemi psicologici di diversa gravità.

Strange Situation

La teoria dell'attaccamento ha dato l'avvio a diversi studi empirici.
Mary Ainsworth, allieva di Bowlby, ha sviluppato una procedura in laboratorio, nota con il nome di Strange Situation (SS), al fine di valutare la qualità del legame esistente tra madre e bambino.

Lo scopo della Strange Situation ("Dramma in miniatura in otto parti") è quello di osservare l'interazione madre-bambino nel primo anno di vita.
L'osservazione avviene in una seduta di venti minuti all'interno di una stanza da gioco.

La madre e il bambino vengono fatti entrare nella stanza (I episodio); il bambino esplora l'ambiente in presenza della mamma (II episodio); dopo circa tre minuti entra lo sperimentatore (III episodio); alla madre viene richiesto di uscire dalla stanza per tre minuti, lasciando il figlio con l'estraneo (IV episodio); la madre rientra nella stanza e l'esaminatore esce (V episodio); la donna viene fatta nuovamente allontanare e il bambino rimane solo nella stanza (VI episodio); entra l'estraneo, a consolare eventualmente il bambino (VII episodio); infine, la madre torna (VIII episodio).

L'intera procedura è registrata e classificata in base alle reazioni del bambino in relazione alla separazione e alla riunione con la madre. Queste osservazioni hanno messo in risalto una serie di comportamenti, caratterizzanti i diversi stili di attaccamento:

  • Sicuro: il bambino si mostra ansioso in presenza dell'estraneo e tende a evitarlo.
    Piange quando la madre esce dalla stanza, ma è immediatamente consolato al suo rientro.
    Il ritorno del caregiver permette al bambino di continuare la fase esplorativa.
    Questo è indice del fatto che la madre si è dimostrata costante nell'accudire il bambino e che la relazione tra loro si basa sulla fiducia.
  • Insicuro-ambivalente (o resistente): il bambino appare angosciato quando la madre esce dalla stanza e non è rassicurato dal suo ritorno. Rimane disperato, rigido, e i tentativi della madre di consolarlo risultano inutili.
    Tale comportamento è tipico di un attaccamento insicuro ambivalente, caratterizzato da risposte saltuarie della madre ai bisogni del figlio.
  • Insicuro-evitante: il bambino non mostra segni di ansia quando la madre esce dalla stanza e al suo ritorno si mostra indifferente. Il bambino non sembra avere reazioni diverse in presenza della madre e dell'estraneo.
    La madre è stata spesso evitante nei confronti del bambino nel rispondere ai suoi bisogni e alle sue richieste di contatto fisico e conforto. Per questo il bambino ha imparato a mostrarsi autonomo e capace di stare da solo.
  • Disorientato-disorganizzato: il bambino sembra voler fuggire dalla situazione, anche in presenza del caregiver. Mette in atto un comportamento privo di orientamento, confuso e con movimenti stereotipati. Questo pattern di attaccamento sembra prodromico di patologie gravi. Può verificarsi quando il caregiver alterna comportamenti abusanti e rassicuranti, che producano nel bambino stati emotivi conflittuali.

Ainsworth conferma empiricamente l'ipotesi che le diverse modalità di attaccamento sono dovute al tipo di relazione che si instaura tra il bambino e il caregiver.
Risulta determinate la disponibilità della madre sia sul piano comportamentale (rispondere al pianto, nutrire, stabilire un contatto fisico...) sia su quello psichico ed emotivo.

La capacità contenitiva della madre aiuta il bambino a canalizzare l'emozione e a dargli successivamente un nome. In questo modo il bambino potrà imparare, in seguito, a gestire il vissuto emotivo in modo autonomo. Lo stesso attaccamento insicuro è una difesa e una risposta adattiva a una determinata relazione.

Lorna Smith Benjamin - docente e Psicoterapeuta, ideatrice del modello ASCI (Analisi Strutturale del Comportamento Interpersonale) per la valutazione e la terapia dei disturbi psichiatrici (in particolare dei disturbi di personalità) - afferma che: «ogni patologia è un dono d'amore», nel senso che il bisogno del bambino di ricevere affetto, cura e protezione, lo porta ad adattarsi in maniera patologica al comportamento della madre per essere accettato.

Conoscere i comportamenti dei bambini nella Strange Situation aiuta lo Psicologo nella valutazione delle risposte dei soggetti. All'ultima domanda del test SAT - "Secondo te cosa farà questo/a bambino/a quando rivedrà i genitori?" - le risposte rispecchieranno uno degli stili di attaccamento sopra descritti e faciliteranno la valutazione del soggetto.

Somministrazione

Il test può essere somministrato a bambini, adolescenti e adulti per valutarne il tipo di attaccamento. Al soggetto vengono presentate le sei vignette una per una (a seconda del sesso). Al bambino, oltre alla descrizione della situazione, possono essere presentati i personaggi. La dottoressa Attili propone per i bambini la seguente consegna:

«Vorrei che tu mi aiutassi a capire cosa provano i bambini, quando qualche volta i genitori devono andare via e devono lasciarli per un po' di tempo.
In genere alcuni bambini si sentono soli, altri sono comunque contenti, altri si arrabbiano, altri hanno paura. Ho qui dei disegni in cui c'è un bambino/a della tua età, e ora ti farò delle domande».

Per gli adolescenti e gli adulti, Attili suggerisce di presentare il test dicendo:

«Siamo interessati a sapere cosa provano i bambini quando i genitori li lasciano per qualche periodo. In genere alcuni bambini si sentono soli, altri sono comunque contenti, altri si arrabbiano, altri hanno paura. Ora le mostrerò alcuni disegni e le farò delle domande».

Per ogni tavola si descrive al soggetto ciò che avviene nella vignetta, e in seguito vengono poste quattro domande (che sono riportate in dettaglio più avanti).

In base al tipo di separazione rappresentata nella vignetta, le tavole si distinguono in Severe (S) - tavole I, III e IV - e Moderate (M) - tavole II, IV, VI.
L'attribuzione del punteggio avverrà anche in funzione del tipo di tavola, appunto S o M.

La prima tavola rappresenta una situazione severa per un bambino (i genitori stanno uscendo per qualche ora). Quando il test è somministrato a soggetti adolescenti o adulti, la situazione può essere vissuta con minore intensità e considerata moderatamente tranquilla. Attili scrive che per i soggetti adulti è a carico «di chi utilizza il test l'interpretazione della tavola in termini di situazione moderata o severa».

Per ogni tavola riporto la descrizione, trascritta dietro le vignette, specificando se si fa riferimento a situazioni severe o moderate.

Al termine della presentazione di ciascuna tavola vengono poste al soggetto quattro domande, ciascuna volta a indagare specifiche aree:


    (D1) Secondo te cosa prova questo/a bambino/a?

    (D2) Perché pensi che provi questo?

    (D3) Che cosa pensi che faccia ora questo/a bambino/a?

    (D4) Secondo te cosa farà questo/a bambino/a quando rivedrà i genitori?

Le prime due domande (D1 e D2) indagano le reazioni emotive del soggetto e la sua giustificazione sulle stesse; la domanda tre (D3) indaga il modo in cui il soggetto fronteggia la separazione e le strategie di coping messe in atto; l'ultima domanda (D4) invece valuta la modalità relazionale del soggetto nel momento del ricongiungimento.

Come vedremo in dettaglio in seguito, al soggetto verranno attribuiti un punteggio per ogni tavola, sulla base delle risposte che fornirà alle prime tre domande.

Tavola I
Descrizione: In questo disegno il papà e la mamma vanno fuori per la sera e lasciano il/la bambino/a a casa. Qui stanno uscendo e lo stanno salutano.
(Separazione Severa - S - anche se gli adolescenti e gli adulti possono considerarla una situazione moderata).
Tavola II
Descrizione: Questo è il primo giorno di scuola. Qui ci sono la maestra e i compagni.
La mamma ha appena lasciato il/la bambino/a.
(Situazione moderata, M).
Tavola III
Descrizione: Il padre e la mamma vanno via per il week-end, per due giorni, e la mamma ha portato il/la bambino/a a stare dalla zia.
Qui il/la bambino/a e la mamma si stanno salutando.
(Situazione severa, S).
Tavola IV
Descrizione: Il/la bambino/a è andato/a al parco con il padre e la madre.
Qui i genitori gli/le stanno dicendo di allontanarsi e di giocare un po' da solo/a perché vogliono starsene per conto loro a parlare.
(Situazione moderata, M).
Tavola V
Descrizione: I genitori stanno per andare via per due settimane e lasciano il/la bambino/a a casa; prima di partire, però, gli/le fanno un bel regalo.
Qui si stanno salutando.
(Situazione severa, S).
Tavola VI
Descrizione: La mamma porta il/la bambino/a a letto, lo/la saluta e poi lo/la lascia nella stanza.
(Situazione moderata, M).
Codifica del SAT e scoring delle classi

Le reazioni emotive dei soggetti vengono inizialmente classificate in 17 categorie, sulla base delle risposte alla prima e alla seconda domanda:

  1. Solitudine
  2. Tristezza
  3. Rifiuto
  4. Rimprovero per se stesso
  5. Rabbia
  6. Colpevolizzazione degli altri
  7. Benessere
  8. Incredulità
  9. Evitamento
  10. Evasione
  11. Paura generalizzata/Ansietà
  12. Reazione somatica
  13. Fame
  14. Paura di catastrofi/Paura irrazionale
  15. Preoccupazione inversa
  16. Risposte bizzarre
  17. Risposta confuse

Queste categorie vengono successivamente raggruppate in 8 classi (vedi Tavola 1 - Codifica delle reazioni emotive. Categorie, classi e punteggi relativi):

  1. Attaccamento
  2. Mancanza di autostima
  3. Ostilità
  4. Fidarsi di se stesso
  5. Evitamento
  6. Ansia
  7. Ansia incontrollabile/Angoscia
  8. Confusione

A queste classi viene dato un punteggio da -2 a +2.

Viene assegnato un punteggio -2 alle classi (es. mancanza di autostima, evitamento, ansia incontrollabile/angoscia), che includono risposte che da un punto di vista teorico sono riconducibili ad attaccamento a rischio, disorganizzato o evitante.

Viene assegnato un punteggio -1 alle classi riconducibili a comportamenti ambivalenti (es. ostilità o più di due risposte valutate nella classe ansia).

Viene riportato un punteggio +1 alle classi che riconducono a reazioni emotive normali in una separazione (es. risposte riconducili alla classe Attaccamento in situazioni di separazione moderata), ma che possono sembrare leggermente esagerate rispetto al tipo di separazione.

Ad esempio le risposte di ansia vengono ritenute risposte adeguate in caso di stress.
Nella tavola II: la risposta "Mi fa male la pancia perché sono in un posto nuovo e non conosco nessuno" è una reazione somatica che rientra nella classe Ansia.

Anche i bambini con attaccamento sicuro possono mostrare segni di ansia alla separazione dai genitori.

Come si è visto nella Strange Situation (SS), il bambino con attaccamento sicuro piange quando la madre esce dalla stanza, ma è immediatamente consolato al suo rientro.
Il ritorno del caregiver permette al bambino di continuare la fase esplorativa.

Per questo alla prima e alla seconda riposta Ansia viene dato punteggio +1.
Tuttavia, alla terza e quarta risposta Ansia verrà dato il punteggio -1, alla quinta e sesta il punteggio attribuito sarà -2.

Le reazioni di paura o di ansia, in tutti i casi di separazione (anche in quelle moderatamente tranquille), sono riconducibili ad attaccamento insicuro.

Nel caso del bambino con attaccamento ambivalente nella SS, ad esempio, l'ansia è legata all'incertezza che la madre possa abbandonarlo lì da solo; per questo si mostrerà angosciato durante la sua assenza e inconsolabile al suo ritorno.

Viene attribuito, infine, un punteggio +2 alle risposte che riconducono a un attaccamento sicuro, come per le risposte che riconducono alla classe Attaccamento, o le risposte benessere in situazioni di separazione moderata.

Per l'attribuzione del punteggio vengono valutate le reazione emotive del soggetto (risposta alla prima domanda) e la giustificazione fornita dal soggetto (risposta alla seconda domanda).

Per quanto riguarda le attività indagate nella terza domanda "Che cosa pensi che faccia ora questo/a bambino/a?" viene attribuito il punteggio di -1 per almeno 3 risposte di attività inappropriate ("Risposte attività" vedi Tabella 1 - Tabella di correzione).

Le risposte relative al modo in cui viene affrontata la situazione di separazione dai genitori sono codificate in accordo alle seguenti categorie:

  • attività appropriate (es. guarda la televisione);
  • attività di controllo (es. va a cercare i genitori, è un'attività appropriata soprattutto in situazioni severe, mentre può essere inappropriata in situazioni moderatamente tranquille);
  • attività inappropriate:
    • pessimismo irrealistico (es. pensa che i genitori non torneranno);
    • ottimismo irrealistico (es. i genitori non andranno via);
    • evitamento (es. scappa);
    • mancanza di azione (es. si butta per terra e si mette a piangere);
    • pessimismo catastrofico (es. i genitori muoiono).

Infine, la risposta all'ultima domanda "Secondo te cosa farà questo/a bambino/a quando rivedrà i genitori?" è utile allo Psicologo per la valutazione descrittiva del soggetto, ma non viene utilizzata direttamente per l'attribuzione del punteggio.

Molte delle azioni che il bambino mette ipoteticamente in atto, in risposta alla terza e alla quarta domanda richiamano i comportamenti osservati nella Strange Situation.

Codifica delle reazioni emotive e classificazione delle risposte

Di seguito verranno presentate le categorie (1-17) e le classi (I-VIII).
Per facilitare la comprensione riporto uno schema riassuntivo (vedi Tavola 1 - Codifica delle reazioni emotive. Categorie, classi e punteggi relativi).

Il punteggio viene attribuito in base alla classe alla quale la risposta data alla prima e alla seconda domanda appartiene.
Le categorie, invece, aiutano e orientano l'esaminatore nella valutazione della risposta per l'attribuzione della stessa alla classe corrispondente.

Solitudine e Tristezza (es. "Sono triste, perché mamma e papà sono usciti; mi sento solo perché i miei genitori non ci sono, ...") sono riconducibili alla classe I, Attaccamento, in quanto fanno riferimento a sentimenti normalmente vissuti dai bambini nei casi di separazione dai genitori.

Le risposte che comportano modi di reagire adeguati alla situazione, ad esempio la ricerca di una persona di fiducia con cui giocare, attività di svago nell'attesa del ritorno dei genitori o azioni sottese a ripristinare il contatto con i genitori (nelle situazioni severe) sono indice di attaccamento sicuro.

Ad esempio alla domanda "Cosa farà ora questo bambino?" (D3), la risposta "Telefona ai genitori" può essere indice di attaccamento sicuro nelle situazioni di separazioni severe, mentre potrebbe rivelare un attaccamento insicuro nelle situazioni moderate.
Il clinico potrà considerare queste risposte soprattutto per la diagnosi descrittiva.

Quelle risposte che fanno riferimento all'attaccamento, ma non sono accompagnate da una giustificazione adeguata che riconduce alla separazione dai genitori (es. "Sono triste perché mi annoio"), andranno codificate nella classe Evitamento, in quanto il bambino attribuisce il sentimento di tristezza a cause non legate alla separazione dai genitori; quelle non seguite da un'azione appropriata (es. si butta a terra e piange disperatamente) vanno codificate nella classe Ansia, in quanto il soggetto non ha un modo adeguato per affrontare la situazione.

In questa classe possono essere codificate anche risposte che riconducono a emozioni ambivalenti che rimandano alla classe Attaccamento e a quella Fidarsi di sé (es. è serena, perché sa che i genitori torneranno presto, ma un po' triste perché stanno uscendo).
Il punteggio da attribuire è +2.

Rifiuto e Rimprovero per se stesso riconducono alla classe II, Mancanza di autostima, quando la reazione emotiva negativa (es. solitudine e tristezza) è legata al senso di colpa per non meritare l'affetto dei genitori.

Il soggetto non si sente degno di essere amato e nella risposta tende a rimproverarsi di questo (es. sono triste perché i miei genitori non mi amano più).
Il punteggio da attribuire è -2.

Rabbia e Accusa gli altri sono riconducibili alla classe III, Ostilità; in questa classe saranno riportate tutte quelle risposte negative di rabbia e ostilità verso gli altri, che spesso implicano l'esigenza di punire l'altro o di vendicarsi (es. "Sono arrabbiato perché i miei genitori mi lasciano solo").
A questa classe si attribuisce punteggio -1.

Benessere è riconducibile alla classe IV, Fidarsi di se stesso.
Le risposte di questa classe fanno riferimento a emozioni positive, che riconducono al benessere, ad esempio "il bambino sta bene perché sa che i genitori torneranno presto".

In tavole moderate, il punteggio da attribuire è +2, in quanto le risposte sono adeguate al tipo di separazione e il soggetto dimostra di avere fiducia nelle sue risorse personali; in separazioni più lunghe, invece, la risposta viene conteggiata -2, in quanto l'enfasi sul saper stare da solo è indice di un comportamento evitante.

Il bambino non prende contatto con la tristezza e la solitudine, normali nelle situazioni di separazione dai genitori. Tali risposte andranno classificate nella classe V, Evitamento con il punteggio -2.

La stessa codifica sarà utilizzata per risposte miste non coerentemente giustificate (es. "Sto bene e sono triste per diverse ragioni"). Se le risposte rimandano alla capacità di riconoscere sentimenti misti di solitudine, tristezza e benessere (es. "Sono triste perché mamma e papà sono andati via, ma sto bene perché so che mi verranno a prendere"), vengono codificate nella classe I, Attaccamento, a cui va attribuito punteggio +2 in situazioni S, e +1 in situazioni M.

Nella tavola I, i soggetti adulti e alcuni bambini tendono a dare come risposta «sta bene, perché sa che i genitori tornano presto; in questi casi la Tavola 1 è da considerarsi M e non S e il punteggio da assegnarsi sarà +2» (Attili, 2001).

Nelle situazioni, nelle quali l'emozione positiva è ricondotta alla presenza di un'altra persona (es. "Sto bene perché c'è mia zia... o mia cugina..."), le risposte vengono comunque codificate nella categoria Benessere, ma viene attribuito un punteggio di -1.
Tali situazioni sono etichettate come S1.

Incredulità, Evitamento ed Evasione sono riconducibili alla classe V, Evitamento, in cui sono codificate tutte quelle risposte che evitano il contatto con le emozioni generalmente negative, nel tentativo di normalizzare, negare l'emozione provata o spiegarla attraverso motivazioni che non hanno nulla a che vedere con la separazione dai genitori.

In questa classe vanno inserite risposte del tipo "È triste perché deve rimanere con la zia" (Attili, 2001), in quanto il soggetto non attribuisce la tristezza alla separazione dai genitori.

Inoltre a questa classe vanno assegnati anche i silenzi, i tentativi di cambiare discorso o gli sforzi di focalizzarsi su aspetti irrilevanti; queste sono strategie usate dal soggetto per evitare di affrontare temi connessi alla separazione.
Alle categorie che rientrano nella classe V è assegnato punteggio -1.

Paura generalizzata, Paura somatica e Fame appartengono alla classe VI, Ansia.
A questa classe vanno ricondotte le reazioni emotive come ansia, spavento, paura di fantasmi o mostri, molto comuni tra i bambini.

Le risposte di ansia o paura devono essere accompagnate da una giustificazione e da un modo adeguato di risolvere la situazione. Anche il pianto risulta una modalità appropriata di contenere l'ansia della separazione.

La paura e l'ansia sono reazioni emotive appropriate per un bambino quando i genitori non ci sono. Nei casi in cui il bambino è travolto dall'angoscia al punto da non riuscire a fare niente, il Clinico può considerare questa reazione come fattore di rischio per l'esordio di patologia e codificarla nella classe Ansia incontrollabile/Angoscia.

«A questa risposta si dà punteggio +1. Se sono presenti più di due risposte della classe Ansia, si da un punteggio -1, alla terza e quarta risposta, mentre alla quinta e sesta risposta si dà come punteggio -2».
(Attili, 2001)

Paura di catastrofi/Paura irrazionale, Preoccupazione inversa, Risposte bizzarre rientrano nella classe VII, Ansia incontrollabile/Angoscia.

In questa classe vanno classificate quelle reazioni emotive esagerate di paura per la madre o per i genitori (es. "Sono terrorizzato perché i miei genitori potrebbero morire in un incidente e non tornare più a prendermi").

Il bambino ha una paura immotivata che ai genitori possa accadere qualcosa di molto brutto, come essere coinvolti in un incidente e morire; alcuni bambini possono esprimere desideri di odio e vendetta che sono indice di fattori di rischio molto alti per lo sviluppo di patologia. Alle risposte di questa classe è attribuito il punteggio -2.

Risposte confuse sono classificate nella classe VIII, Confusione.
In questa classe vanno classificate tutte le risposte che rimandano a un senso di confusione, in quanto il soggetto dice di provare emozioni miste e contrastanti; il soggetto prende in considerazione varie ipotesi e per ognuna presuppone l'emozione adeguata (es. "Se la zia è simpatica, sarà felice, altrimenti proverà un senso di smarrimento. Tuttavia...").

Queste risposte indicano la difficoltà del soggetto di potersi vivere l'emozione a pieno e il dover sempre controllare la situazione prima di lasciarsi andare. Vanno codificate in questa classe tutte quelle risposte che comportano la coesistenza di due emozioni opposte, non adeguatamente giustificate (es. "Sono triste e felice per diverse ragioni").

Nel caso in cui le due emozioni siano giustificate, come nell'esempio "È triste perché i genitori vanno via, ma è contenta per il regalo", la risposta rientra nella classe I, Attaccamento.

Alle risposte della classe VIII, si attribuisce punteggio -2.

Categoria (1-17) Classe (I-VII) Punteggio Note
1. Solitudine

2. Tristezza
I Attaccamento S: +2

M: +1
A carico "di chi utilizza il test l'interpretazione della tavola in termini di situazione moderata o severa" per soggetti adulti o adolescenti.
3. Rifiuto

4. Rimprovera se stesso
II Mancanza di autostima -2
5. Rabbia
6. Incolpa gli altri
III Ostilità -1
7. Benessere IV Fidarsi
di se stesso
S: -2

M: +2

S1: -1
Per S1 si intendono quelle situazioni in cui "l'emozione positiva viene ricondotta alla presenza di qualcun altro" (punteggio -1); se i soggetti danno risposte benessere (in quanto i genitori tornano presto), la tavola I "è da considerarsi M e non S" (punteggio +2).
8. Incredulità

9. Evitamento

10. Evasione
V Evitamento -2
11. Paura generalizzata

12. Reazione somatica

13. Ha fame
VI Ansia +1 "Se più di 2 risposte, per ogni ulteriore risposta dare -1. Dalla quinta risposta si dà -2".
14. Paura di catastrofi/paura irrazionale

15. Preoccupazione inversa

16. Risposte bizzarre
VII Ansia incontrollabile / Angoscia -2
17. Risposte confuse VIII Confusione -2
Tavola 1 - Codifica delle reazioni emotive. Categorie, classi e punteggi relativi
Adattamento da Attili (2001)

I punteggi che emergono dallo scoring, possono essere associati con i modelli mentali che caratterizzano le tipologie classiche dell'attaccamento (vedi anche Tabella 1 - Tabella di correzione):

Attaccamento sicuro > +4
Attaccamento insicuro - ambivalente da +3 a +1
Attaccamento insicuro - evitante da 0 a -2
Attaccamento disorientato - disorganizzato < -3
Tavola 2 - Punteggi per la valutazione dell'attaccamento
Adattamento da Attili (2001)

I punteggi vanno riportati in una tabella di correzione (Tabella 1 - Tabella di correzione).
La classificazione dello stile di attaccamento si basa sul calcolo del punteggio, secondo quanto previsto dalla modalità di scoring.

Si è spesso fatto riferimento alla possibilità dello Psicologo di considerare alcuni elementi per la valutazione descrittiva del soggetto.
Il clinico può tener conto delle categorie di risposta preponderanti rispetto alle altre (Attili, 2001):

  • per la valutazione dell'attaccamento sicuro saranno presenti almeno 4 risposte riconducibili alla classe Attaccamento, Fidarsi di se stesso in tavole M o S, Ansia (non più di due) seguite da un'adeguata giustificazione e da azioni di coping appropriate.
    Possono essere presenti alcune attività di controllo, soprattutto nelle situazioni S.
  • Per la valutazione dell'attaccamento insicuro-ambivalente saranno presenti almeno 4 risposte riconducibili alla classe Attaccamento in tavole M, Mancanza di autostima, Ansia con attività inappropriate o sproporzionate alla situazione, Ostilità; può essere presente una risposta di Ansia incontrollabile/Angoscia. In alternativa si possono trovare tre risposte di questo tipo e una comunque riconducibile ad attaccamento insicuro.
  • Per la valutazione dell'attaccamento insicuro-evitante saranno presenti almeno 4 risposte riconducibili a Evitamento, Mancanza di autostima, Fidarsi di se stesso in tavole S o M, giustificate in maniera inappropriata, e seguite da attività inadeguate (elevata autonomia, ottimismo irrealistico, evitamento della realtà, mancanza di azione).
    In alternativa si possono trovare tre risposte di questo tipo e due riconducibile a un attaccamento insicuro (punteggio -1, -2).

Attaccamento a rischio:

  • per la valutazione dell'attaccamento disorganizzato saranno presenti almeno 4 risposte riconducibili alla classe Attaccamento in tavole M, Mancanza di autostima, Ansia incontrollabile/Angoscia, Confusione, seguite da attività inappropriate (soprattutto del tipo pessimismo catastrofico). In alternativa si possono trovare tre risposte di questo tipo e una comunque riconducibile ad attaccamento insicuro.
    L'attaccamento disorganizzato è marcato dalla presenza di Ansia incontrollabile/Angoscia.

Una risposta attribuibile a questa classe «è indice di disorganizzazione e può essere presente anche negli altri pattern. È possibile per tanto avere attaccamenti sicuri/disorganizzati, ambivalenti/disorganizzati, evitanti/disorganizzati» (Attili, 2001).

Questo tipo di valutazione vale sia per la disorganizzazione che si presenta in una determinata area per i soggetti con altri stili di attaccamento, sia nell'accezione di attaccamento disorientato disorganizzato come quarto tipo di attaccamento rilevato nella SS.

Come si è visto in questo attaccamento possono essere presenti comportamento tipici dell'ambivalente, dell'evitante e risposte di blocco dell'azione, comportamenti di fuga o movimenti stereotipati. La condotta del soggetto si adatta a seconda dei momenti e delle circostanze.

Esempio di correzione

Di seguito riporto un protocollo test, per intero, che ho somministrato direttamente.
Il soggetto, che per motivi di privacy chiameremo con il nome fittizio di Marta, ha 28 anni ed è una studentessa. La somministrazione è avvenuta a scopo didattico durante le ore di lezione del corso, a cui ho partecipato, tenuto dalla stessa professoressa Attili.


Per ciascuna tavola riporterò:

  • la descrizione riportata da Marta;
  • la sequenza delle corrispondenti domande che le ho posto e delle risposte fornite dalla stessa durante la somministrazione;
  • il punteggio attribuito alle risposte di Marta.
Tavola I

In questa disegno, il papa e la mamma vanno fuori per la sera e lasciano il/la bambino/a a casa. Qui stanno uscendo e lo stanno salutano.
(Tavola S, per adulti e adolescenti può essere M).

Secondo te cosa prova questo/a bambino/a?
(R1) È sereno/a, ma un po' triste.

Perché pensi che provi questo?
(R2) Sa che i genitori torneranno, l'espressione è felice.

Che cosa pensi che faccia ora questo/a bambino/a?
(R3) Va di là a guardare la tv.

Secondo te cosa farà questo/a bambino/a quando rivedrà i genitori?
(R4) Sarà contento/a di salutarli.

Nella prima risposta (R1), il soggetto prende contatto con la tristezza, reazione emotiva tipica nei casi di separazione dai genitori. Inoltre la reazione emotiva combinata "È serena" rimanda alla categoria Benessere.

A questa risposta attribuiamo un punteggio +2 e la codifichiamo nella classe Attaccamento.

«In questa classe (infatti) vanno codificate anche le risposte che sembrano far riferimento a emozioni ambivalenti, ossia quelle che indicano sia le emozioni della classe I, Attaccamento, che quelle della classe IV, Fidarsi di se stesso, purché vi sia un razionale adeguato per entrambe».
(Attili, 2001)

Se avesse risposto solo "È serena, sa che i genitori torneranno", avremmo comunque attribuito un punteggio +2, ma andrebbe riportata nella categoria Benessere; i soggetti adulti e alcuni bambini nella tavola I, tendono a dare come risposta:

«Sta bene, perché sa che i genitori tornano presto; in questi casi la Tavola 1 è da considerarsi M e non S e il punteggio da assegnarsi sarà +2».
(Attili, 2001)

L'azione (R3), "Va di là a guardare la tv", è appropriata.

Tavola II

Questo è il primo giorno di scuola. Qui ci sono la maestra e i compagni.
La mamma ha appena lasciato il (la) bambino/a.
(Tavola M).

Secondo te cosa prova questo/a bambino/a?
(R1) Si sente agitata.

Perché pensi che provi questo?
(R2) C'è tanta gente nuova ed è in un contesto sconosciuto.

Che cosa pensi che faccia ora questo/a bambino/a?
(R3) Va al suo posto e cerca di interagire con i compagni.

Secondo te cosa farà questo/a bambino/a quando rivedrà i genitori?
(R4) Gli racconta cosa ha fatto.

L'agitazione come reazione emotiva (R1) va codificata nella categoria Paura generalizzata e rimanda alla classe VI, Ansia. L'ansia è una risposta adeguata nei casi di separazione dai genitori.
A questa risposta si dà punteggio +1.

Dobbiamo tener presente il numero di risposte codificate nella classe Ansia, all'interno dello stesso protocollo.

L'azione (R3), "Va al suo posto e cerca di interagire con i compagni", risulta adeguata.

Tavola III

Il padre e la mamma vanno via per il week-end, per due giorni, e la mamma ha portato il (la) bambino/a a stare dalla zia.
Qui il (la) bambino/a e la mamma si stanno salutando
.
(Tavola S).

Secondo te cosa prova questo/a bambino/a?
(R1) È un po' triste.

Perché pensi che provi questo?
(R2) Perché sa che i genitori saranno fuori per più tempo di prima (fa riferimento alla tavola precedente).

Che cosa pensi che faccia ora questo/a bambino/a?
(R3) Va in casa a giocare con la cugina.

Secondo te cosa farà questo/a bambino/a quando rivedrà i genitori?
(R4) Gli chiede com'è andata e gli racconta cosa ha fatto.

La tristezza (R1) rimanda alla classe I, Attaccamento, in quanto è collegata direttamente alla separazione dai genitori. L'azione (R3) risulta appropriata.
Il punteggio attribuito è +2.

Per la diagnosi descrittiva, il clinico può considerare che, sia in questa tavola sia nella tavola I, Marta dice di provare "Un po' di tristezza" (R1), come se non potesse permettersi di essere completamente triste, agli occhi del genitore o di se stessa.

Tavola IV

Il (la) bambino/a è andato/a al parco con il padre e la madre.
Qui i genitori gli (le) stanno dicendo di allontanarsi e di giocare un po' da solo/a perché vogliono starsene per conto loro a parlare
.
(Tavola M).

Secondo te cosa prova questo/a bambino/a?
(Alla vista di questa tavola il soggetto sospira)
(R1) Si sente esclusa dalla relazione, e non sono sicura riesca ad allontanarsi.

Perché pensi che provi questo?
(R2) Non le hanno spiegato il motivo per cui non può stare lì.

Che cosa pensi che faccia ora questo/a bambino/a?
(R3) Proverà ad allontanarsi, ma tornerà di continuo da loro.

Secondo te cosa farà questo/a bambino/a quando si riavvicina ai genitori?
(R4) Cercherà di attirare l'attenzione, gli farà domande.

Il sentimento di esclusione (R1) a prima vista sembrerebbe rimandare alla categoria Rifiuto - Mancanza di autostima (classe II). Tuttavia dalla lettura attenta dell'intera risposta emerge un senso di accusa verso i genitori, che rimanda alla classe Ostilità.

I genitori sono colpevoli di escluderla dalla relazione e non spiegarle il motivo.
L'azione (R3) non risulta appropriata, in quanto è un'attività di controllo esagerata per una situazione moderata. Marta dice di non riuscire ad allontanarsi ed è costretta a fare domande per richiamare su di sé l'attenzione e mantenere il controllo della relazione.

Tutte le risposte rimandano a una paura di fondo, come se il soggetto non avesse altra scelta che rimanere vicino ai genitori; non ha alternative ed è incapace di svolgere un'attività adeguata. Il punteggio attribuito è -1.

Si può presumere che la figura di attaccamento nell'infanzia del soggetto non sia stata disponibile in caso di necessità e che il soggetto ha dovuto farsi carico di mantenere il contatto. Tale comportamento ricorda le dinamiche di un attaccamento ambivalente.

La rabbia verso i genitori e la necessità di contatto sono tipiche di questo stile di attaccamento. È da notare che il soggetto nella presentazione di questa tavola sospira, come se alla vista dell'immagine sentisse un carico emotivo molto forte.

Tavola V

I genitori stanno per andare via per due settimane e lasciano il (la) bambino/a a casa; prima di partire, però, gli fanno un bel regalo. Qui si stanno salutando.
(Tavola S).

Secondo te cosa prova questo/a bambino/a?
(R1) È contenta per il regalo, è triste perché si sente presa in giro.

Perché pensi che provi questo?
(R2) È triste, perché pensa "mi fate il regalo perchée ve ne andate?".

Che cosa pensi che faccia ora questo/a bambino/a?
(R3) Scarta il regalo.

Secondo te cosa farà questo/a bambino/a quando rivedrà i genitori?
(R4) Dirà se il regalo le è piaciuto o meno.

La contentezza per il regalo (R1) è una reazione emotiva appropriata alla situazione.
Se il soggetto avesse risposto "È contenta per il regalo, è triste perché i genitori vanno via", la risposta combinata poteva essere catalogata nella classe I Attaccamento.
Tuttavia Marta non riconduce la tristezza della bambina alla separazione dai genitori.

La risposta rimanda a un sotteso senso di ostilità e accusa verso i genitori, che la stanno lasciando. Tale risposta rimanda nuovamente alla classe Ostilità.

Notare l'espressione "Triste, perché pensa mi fate il regalo perché ve ne andate?" e la precedente "È contenta per il regalo, è triste perché si sente presa in giro"; la bambina sembra carica di risentimento, in quanto derisa dai genitori attraverso il regalo.

Sembrerebbe che il soggetto non possa permettersi di manifestare rabbia o emozioni negative. Dalle risposte precedenti si nota infatti che anche la tristezza non può essere sempre vissuta a pieno ma deve essere attenuata ("Un po' triste").
Il punteggio attribuito è -1.

Tavola VI

La mamma porta il (la) bambino/a a letto, lo (la) saluta e poi lo (la) lascia nella stanza.
(Tavola M).

Secondo te cosa prova questo/a bambino/a?
(R1) Paura di rimanere solo.

Perché pensi che provi questo?
(R2) Perché è tutto buio.

Che cosa pensi che faccia ora questo/a bambino/a?
(R3) Cerca di dormire.

Secondo te cosa farà questo/a bambino/a se la madre decidesse di rimanere nella stanza?
(R4) Si addormenta più sereno/a perché sa che c'è qualcuno.

Nella tavola VI, la paura (R1) rimanda alla classe Ansia, in quanto il vissuto della bambina è correlato ad una paura generalizzata. L'azione (R3) che segue è appropriata.
Il punteggio attribuito è +1.

Per la valutazione descrittiva e l'analisi dello stile di attaccamento, il clinico può tenere conto dell'uso del termine "qualcuno" (R4), come presenza indiscriminata, invece dell'esplicito riferimento alla madre.
Questo potrebbe indicare un distanziamento dalla figura di attaccamento.

Valutazione finale e conclusioni

Il punteggio totale (come riportato nella tabella 2: Esempio di correzione del caso) è + 4. Marta risulta avere un attaccamento sicuro guadagnato, ossia acquisito rispetto alle esperienze vissute nell'infanzia.

Alcuni elementi: il fatto che Marta riconosca le proprie emozioni, il senso di rabbia e ostilità verso i genitori, l'esigenza di controllare la relazione, l'ansia presente in due risposte del protocollo, fanno presumere che Marta aveva nell'infanzia un tipo di attaccamento insicuro-ambivalente.

Da alcune risposte in particolare nella tavola IV e V, sembra emergere in Marta, la rabbia per essere lasciata sola e la necessità di ottenere un risarcimento per questo.

Nella tavola IV, "Il (la) bambino/a è andato/a al parco con il padre e la madre.
Qui i genitori gli/le stanno dicendo di allontanarsi e di giocare un po' da solo/a perché vogliono starsene per conto loro a parlare"
, Marta non riesce ad allontanarsi, in quanto deve controllare i genitori.

Il bambino ha bisogno della presenza del genitore per sentirsi sicuro; coloro che hanno sviluppato un pattern di attaccamento insicuro-ambivalente hanno vissuto in un clima di insicurezza, legato alla paura di essere abbandonati e all'impossibilità di fidarsi della figura di attaccamento, non sempre responsiva nei suoi confronti.
Questo aumenta la sua esigenza di ricercare aiuto e conforto.

Il bambino non riesce a fidarsi e per questo deve rimanere vicino ai genitori.
Nelle osservazioni condotte nel primo anno di vita di questi bambini, Ainsworth ha riscontrato che i genitori di bambini con attaccamento insicuro-ambivalente si mostravano disponibili a rispondere ai bisogni dei loro figli in maniera discontinua e incoerente.

Il fallimento della capacità di sintonizzarsi con il figlio dipende solitamente dal fatto che la figura di attaccamento è spesso auto-centrata sulle proprie emozioni.
Il bambino, di conseguenza, rimane incerto e confuso per l'impossibilità di comprendere se le sue esigenze e gli stati d'animo verranno soddisfatti.

Il bambino prova uno stato di disagio e ansia dovuto al dover continuamente controllare le reazioni incoerenti dei propri genitori. La sua abilità diventa quella di scrutare l'umore della figura di attaccamento; dal suo stato d'animo dipende la possibilità del bambino di essere accudito o meno.

Il bambino ragiona in questi termini: «Se sono accettato allora vuol dire che sono amabile. Se sono rifiutato vuol dire che non lo sono» (Lorenzini, Sassaroli, 1995).

L'allontanamento da parte dei genitori è vissuto da Marta come un abbandono non spiegato, un rifiuto. La colpa tuttavia è attribuita ai genitori.
La paura di essere abbandonata la porta a dire che non sa se riuscirà ad allontanarsi.
Marta deve controllare la situazione e assicurarsi che i suoi genitori non andranno via.

Nella tavola V, "I genitori stanno per andare via per due settimane e lasciano il (la) bambino/a a casa; prima di partire, però, gli fanno un bel regalo. Qui si stanno salutando", si ripresenta lo stesso meccanismo.

Marta interpreta il regalo dei genitori come una ricompensa, un risarcimento al fatto che loro si devono allontanare per un periodo di tempo piuttosto lungo.
Emerge la rabbia sottile e la colpa attribuita ai genitori; questo ha portato ad attribuire alla risposta il punteggio -1, nella classe Ostilità.

Tali elementi fanno presumere che Marta abbia acquisito nel tempo un attaccamento sicuro-guadagnato, ma che in alcune situazioni possano riemergere comportamenti appartenenti al repertorio dell'attaccamento insicuro-ambivalente che sembra aver caratterizzato la sua infanzia. Questo potrebbe accadere soprattutto nei momenti di stress o di fronte alla possibilità più o meno vera di essere abbandonata e lasciata.

Nella breve anamnesi che ha seguito la correzione del test, Marta ci dice che la sua figura di attaccamento era fortemente ambivalente nei suoi stati d'animo.
Anche nelle risposte ai bisogni di Marta, si è mostrata altalenate e non sempre pronta ad accogliere l'espressione di disagio.
Inoltre visto che i genitori lavoravano, Marta ha passato gran parte della sua infanzia con la nonna. Lei è stata per Marta la figura di attaccamento primaria.

Alla domanda "Sei arrabbiata con i tuoi genitori?", lei ha risposto "No, perché lavoravano, però forse potevano agire diversamente". Il "però" nega l'espressione precedente e ci porta a presumere che Marta incolpi i genitori di non essere stata protetta.

Il clima in cui è cresciuta era connaturato da una componete ansiogena, che l'ha frenata molto spesso nell'esplorazione. Marta riporta la descrizione del suo primo giorno di asilo; quando l'hanno portata a scuola lei ha iniziato a piangere disperatamente e in modo inconsolabile.

La madre le ha raccontato che quando è tornata a prenderla è stata inizialmente trattata da lei con rabbia e allontanata. Questa reazione è tipica dei bambini con attaccamento ambivalente e ricorda il comportamento di questi bambini nella SS.

In ciascuno di noi si alterna il bisogno di entrare in contatto con l'altro e la necessità di essere lasciato solo. La capacità del genitore di comprendere queste oscillazioni nel proprio figlio è fondamentale per capire quando deve prestare attenzione e quando invece deve lasciargli lo spazio necessario per vivere le proprie emozioni.

La figura di attaccamento, pur riuscendo a vivere dei momenti di sintonizzazione e risonanza con Marta, ha più frequentemente fatto prevale il proprio stato emotivo.
Marta in questo modo si è sentita compresa in maniera incostante.

I modelli operativi interni (MOI) possono subire delle modifiche a seguito di una relazione significativa. Questo significa che il processo terapeutico può arrivare a modificare la rappresentazione interna e indirettamente cambiare il nostro modo di relazionarci agli altri.
Per questo può essere utile, in una prima fase di presa in carico del paziente, la valutazione del suo stile di attaccamento.

Questa stessa valutazione può essere ripetuta alla fine o a metà del percorso terapeutico, come valutazione del lavoro clinico. L'esemplificazione del caso di Marta, alla luce delle preziose informazioni che ci ha donato della sua infanzia, testimoniano il valore predittivo del test, in grado di mettere effettivamente in luce il tipo di attaccamento del soggetto.

s/m S M S M S M PUNTEGGI
Item B1/G1 B2/G2 B3/G3 B4/G4 B5/G5 B6/G6
Attaccamento
Perdita di autostima
Ostilità
Fiducia
Evitamento
Ansia
Angoscia
Confusione
RISPOSTE ATTIVITÀ
TOT. PUNTEGGI
Tabella 1 - Tabella di correzione
Adattamento da Attili (2001)
s/m S M S M S M PUNTEGGI
Item B1/G1 B2/G2 B3/G3 B4/G4 B5/G5 B6/G6
Attaccamento +2 +2 +4
Perdita di autostima
Ostilità -1 -1 -2
Fiducia
Evitamento
Ansia +1 +1 +2
Angoscia
Confusione
RISPOSTE ATTIVITÀ
TOT. PUNTEGGI +4
Tabella 2 - Tabella di correzione: il punteggio di Marta
Lettura consigliata
  1. Attili G., "Ansia da separazione e misura dell'attaccamento normale e patologico", Edizione Unicopli, Milano, 2001. In allegato nel testo, le 12 tavole per la somministrazione del test.
Bibliografia
  • Ammaniti M., "Manuale di psicopatologia dell'infanzia", Raffaello Cortina Editore, Milano, 2001
  • Attili G., "Attaccamento e costruzione evoluzionistica della mente. Normalità, patologia, terapia", Raffaello Cortina Editore, Milano, 2007
  • Bowlby J., "Attaccamento e perdita, Volume 1: L'attaccamento alla madre", Bollati Boringhieri, Torino, 1976
  • Bowlby J., "Attaccamento e perdita, Volume 2: La separazione dalla madre", Boringhieri, Torino, 1978
  • Bowlby J., "Costruzione e rottura dei legami affettivi", Raffaello Cortina Editore, Milano, 1982
  • Bowlby J., "Attaccamento e perdita, Volume 3: La perdita della madre", Boringhieri, Torino, 1983
  • Bowlby J., "Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell'attaccamento", Raffaello Cortina Editore, Milano, 1989
  • Fonagy P., Target M., "Attaccamento e funzione riflessiva", Raffaello Cortina Editore, Milano, 2001
  • Fonagy P., Target M., "Psicopatologia evolutiva. Le teorie psicanalitiche", Raffaello Cortina Editore, Milano, 2005
  • Lorenzini R., Sassaroli S., "Attaccamento, conoscenza e disturbi di personalità", Raffaello Cortina Editore, Milano, 1995
  • Siegel D.J., "La mente relazionale. Neurobiologia dell'esperienza interpersonale", Raffaello Cortina Editore, Milano, 2001
Altre letture su HT
Commenti: 1
1 Marina alle ore 13:10 del 30/04/2020

Molto esaustivo e chiaro.

Comunque esta una parte di possibilit che in test siano valutati in maniera errata poiché si attengono anche all,esperienza dell  esaminatrice.

Questo mi preoccupa in quanto dovrò discutere l affidamento di Mia figlia 9 anni.

Suo padre manipolatore narcisista,è  stato m altrattante con la famiglia soprattutto psicologicamente.

Attualmente sta adottando un comportamento totalmente diverso in apparenza.

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HT Psicologia - Separation Anxiety Test: valutazione del legame figlio-genitori

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