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Disturbi Specifici dell'Apprendimento: il caso di Sofia

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Disturbi Specifici dell'Apprendimento: il caso di Sofia

L'articolo "Disturbi Specifici dell'Apprendimento: il caso di Sofia" parla di:

  • Disturbi Specifici dell'Apprendimento
  • Profilo psicologico
  • Valutazione neuropsicologica e Diagnosi
Psico-Pratika:
Numero 65 Anno 2011

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Articolo: 'Disturbi Specifici dell'Apprendimento: il caso di Sofia'

A cura di: Ivana Spina
    INDICE: Disturbi Specifici dell'Apprendimento: il caso di Sofia
  • Il caso di Sofia
  • Dati anamnestici e clinici di rilievo
  • Profilo psicologico
  • Valutazione neuropsicologica
  • Diagnosi
  • Colloquio di restituzione
  • Conclusioni
Il caso di Sofia

Di seguito verrà riportato il caso clinico di Sofia, una bambina di otto anni e mezzo, che giunge alla consultazione per un sospetto di DSA, che si rivelerà essere giustificato.
Al primo incontro, Sofia arriva accompagnata dalla mamma, sembra tranquilla e risponde prontamente alle domande che le rivolgo. Sofia ha appena concluso la III elementare con qualche difficoltà, la madre, su sollecitazione degli insegnanti, ha richiesto una consulenza per comprendere cosa avviene a Sofia. La signora tiene subito a precisare la sua opinione circa la natura dei problemi scolastici che la figlia manifesta nella lettura e nella scrittura: ella ritiene che la figlia si impegni poco o comunque per poco tempo nello studio, e che, al contrario di quanto pensano gli insegnanti, Sofia è una bambina capace e lei non pensa che abbia alcun tipo di disturbo, che, altrimenti, manifesterebbe anche in altre attività e non solo nello studio; la signora aggiunge che frequentemente è costretta a far saltare a Sofia le lezioni di danza, come punizione per il poco impegno nello studio.

Chiedo a Sofia com'è la scuola, dice che le piace stare con le amiche ma che non le piace fare i compiti a scuola; mi faccio chiarire meglio questo ultimo punto e mi spiega che a casa riesce a fare i compiti che le assegnano, mentre a scuola è più difficile.
Dico a Sofia e alla mamma che faremo qualche test e, rivolgendomi a Sofia, le spiego che sono come giochi, alcuni puzzle e cose del genere, altri saranno simili ai compiti, ma che non ci saranno voti e che questi giochi serviranno a capire come aiutare Sofia a rendere meno faticoso lo studio, sia a casa che a scuola.

Dati anamnestici e clinici di rilievo

Sofia è la secondogenita di 3 figli, vive con entrambi i genitori, che lavorano. La gravidanza è stata tranquilla, alla nascita peso nella media, le tappe dello sviluppo linguistico e motorio sono avvenute nella norma, per quanto riguarda le autonomie il controllo sfinterico notturno in lieve ritardo (4 anni). L'inserimento in I elementare è avvenuto a 5 anni e ½, l'apprendimento della letto-scrittura viene descritto con una certa lentezza dalle maestre, che attribuivano la cosa al precoce inserimento di Sofia a scuola. Alla fine della I elementare Sofia leggeva sillabando.

La madre ha richiesto una consultazione, su consiglio delle insegnanti, per le difficoltà che la bambina manifesta nella lettura (salto di lettere), nella scrittura (errori ortografici) e più lievi in matematica. La madre riferisce inoltre, che Sofia è stata sottoposta a controllo oculistico, risultando nella norma.

Profilo psicologico

Durante i diversi incontri effettuati, la bambina ha sempre mostrato una buona interazione con me, collaborando ed eseguendo sempre le consegne; nell'approccio e soprattutto durante la fase di svolgimento dei compiti ho sempre notato che ha portato a termine le prove manifestando una marcata impulsività.

Valutazione neuropsicologica

Ho effettuato la valutazione del profilo cognitivo di Sofia somministrandole il test WISC-R. Prima di cominciare, ricordo a Sofia cosa faremo in questi nostri due incontri e le dico che, se è d'accordo, vorrei chiedere alla sua mamma di aspettarla fuori mentre noi faremo i test di cui avevamo parlato nel precedente incontro, così da permettere a lei di non distrarsi e alla mamma di andare a prendere un caffè mentre aspetta che finiamo; Sofia mi sorride e dice che per lei va bene.

Somministro a Sofia il test WISC-R in due sedute, da esso si evidenziano abilità cognitive nella norma (QI 101), con una discrepanza tra QI verbale (97) e QI di performance (106), gli indici GAPP (gamma di dispersione dei punteggi ponderati) e NASD (numero di sub-test devianti dalla media) non risultano significativi.
Posso quindi dedurre che Sofia non ha carenze nell'area della Comprensione Verbale, né in quella dell'Organizzazione Percettiva, né nella Capacità di Concentrazione.

Nel terzo incontro dico a Sofia che faremo degli esercizi, simili a quelli che fa a scuola, le ribadisco, come le avevo detto nel primo incontro, che però a differenza della scuola non ci saranno voti, e che quindi può stare tranquilla, ma di impegnarsi perché tutto questo ci dirà come aiutarla a scuola.
Dalla valutazione delle abilità di lettura effettuata con il test "Prove di Lettura MT per la Scuola Elementare - Correttezza e Rapidità III elementare finale", rilevo abilità di lettura non adeguate all'età e alla classe frequentata: Sofia legge 1.28 sillabe al secondo (-2.43 ds: fascia Richiesta di Attenzione) e commette degli errori (fascia Richiesta di Attenzione) soprattutto di tipo morfologico.
Gli errori più frequenti riguardano l'ultima lettera e la coniugazione del verbo (ad esempio passava- passavano; simpatico -simpatica), per cui, la comprensione del brano letto, valutata con prove MT Comprensione III elementare finale, risente della scarsa accuratezza nella lettura (fascia Richiesta di Attenzione).

Anche durante la prova di lettura di lista di parole della Batteria Sartori (prova 4), Sofia legge 0.82 sillabe al secondo (-3.85 ds) commettendo numerosi errori (-4.5 ds), molti dei quali nella lettura della parte finale della parola (ad esempio legge peso per pezzo, e formina per formica).
La prova 5 della stessa Batteria (-1.52 ds), che prevedere la lettura della lista di non parole risente di errori morfologici e lessicalizzazioni (ad esempio fusto per pusto; foto per fosto).

Riscontro che gli errori che Sofia commette maggiormente sono di tipo morfologico in tutti i tipi di prove, inoltre nella prova che richiede la lettura di non parole, la bambina tende a fare errori di lessicalizzazione.
Durante le prove noto che Sofia manifesta un utilizzo eccessivo dell'anticipazione: legge la prima parte della parola lentamente e poi accelera, per cui gli errori sono infatti quasi sempre a fine parola. Alla luce di ciò ipotizzo un migliore funzionamento della via lessicale, che Sofia utilizza per riconoscere i grafemi, che ha difficoltà a decodificare.

La prova di scrittura, valutata con la prova di dettato della Batteria per la Valutazione della Scrittura e della competenza Ortografica, è caratterizzata da frequenti errori (fascia Intervento Immediato).
Durante la prova di scrittura sotto dettatura, Sofia manifesta chiaramente delle forti difficoltà nella produzione scritta: tende a commettere sia errori di tipo fonologico che non fonologico, confondendo spesso i grafemi m⁄n omettendo gli accenti, gli apostrofi e le doppie.

Decido quindi di somministrarle il test di Comprensione Lessicale Peabody, per verificare se l'acquisizione delle competenze lessicali e morfosintattiche acquisite dalla bambina risultano sostanzialmente adeguate per la sua età; in effetti, essendo il Quoziente Lessicale (100), posso considerarle nella norma per la fascia di età di Sofia.

Nella valutazione dell'ambito aritmetico, effettuata mediante la somministrazione del test AC-MT, risulta buona la codifica semantica del numero.
Per quanto riguarda il sistema del numero, Sofia commette errori di omissioni, errori di decina e inversioni nel conteggio regressivo.
Si rilevano, inoltre, difficoltà nella produzione e nella transcodifica, a causa del mancato riconoscimento del valore posizionale dello zero.
Per quanto concerne il sistema di calcolo, la bambina ha raggiunto una discreta conoscenza delle procedure del calcolo scritto ma presenta lievi difficoltà nel recupero dei fatti aritmetici.

Diagnosi

Sulla base dei risultati alle prove eseguite appaiono soddisfatti i criteri diagnostici per la diagnosi di Disturbo Specifico dell'Apprendimento:
Il livello intellettivo risulta essere nella norma (QI 101).
Il livello delle abilità di lettura e scrittura si situa al di sotto della media di quanto ci si aspetterebbe data l'età cronologica del soggetto, la valutazione dell'intelligenza e un'istruzione adeguata all'età.
Per quanto riguarda le abilità di calcolo, mentre i tempi impiegati per portare a termine il compito sono lievemente al di sopra della media, si riscontrano gravi difficoltà nella produzione, nella transcodifica e nel recupero dei fatti aritmetici.

Colloquio di restituzione

Nel colloquio di restituzione, a cui sono presenti entrambi i genitori e Sofia, mi pongo come obiettivo principale quello di farmi capire bene da Sofia, e di chiarire ai suoi genitori che le difficoltà che la bambina sperimenta a scuola non sono frutto di disimpegno ma di un disturbo specifico dell'apprendimento, disturbo che non ha a che fare con l'intelligenza. Parlo prima a Sofia con parole semplici, per evitare che, spiegandomi solo o prima con i genitori, possa fraintendere e vivere un senso di fallimento.

Dopo essermi assicurata che Sofia abbia compreso, parlo con i suoi genitori, rimarcando soprattutto il fatto che la signora aveva visto giusto quando si era mostrata scettica rispetto alla possibilità che Sofia avesse un disturbo relativo all'intelligenza e che aveva fatto comunque molto bene a seguire il consiglio delle insegnanti ma che, a differenza di quanto lei pensava, spesso in questi casi il disimpegno nello studio non è la causa dei problemi scolastici ma la conseguenza delle difficoltà e del disagio emotivo che può provare un bambino che convive con un disturbo specifico dell'apprendimento, poiché spesso si auto-percepisce incapace ed incompetente rispetto ai propri coetanei e alle aspettative degli adulti, proprio perché per lui è faticoso e difficile imparare, indipendentemente dai suoi sforzi.

Successivamente, ho tentato di coinvolgere i genitori di Sofia, ed il loro senso di impotenza di fronte a questa difficoltà della figlia è stato, in qualche modo, contenuto e mutato in operatività e sostegno a Sofia, cosa che li ha anche aiutati a comprendere e conoscere meglio alcuni aspetti della figlia, i suoi limiti e le sue tante risorse.
Sfruttando la forte attrattiva che ha il computer su Sofia, di cui mi hanno parlato i suoi genitori, ho consigliato l'utilizzo di una serie di software che propongono graduali attività di recupero per le abilità di letto-scrittura e delle abilità matematiche.

Conclusioni

Come riportato nel precedente articolo "Disturbi specifici dell'apprendimento", la pratica clinica ha evidenziato come l'insuccesso prolungato, generando scarsa autostima e mancanza di fiducia nelle proprie capacità, possa indurre nel bambino frustrato dai suoi inspiegati insuccessi la manifestazione di una serie di disagi che vanno dalla demotivazione all'apprendimento, ad una forte inibizione, ad atteggiamenti aggressivi, fino, in alcuni casi, alla depressione; inoltre, poiché l'erronea attribuzione dei risultati scolastici insoddisfacenti vengono imputati alla distraibilità, al disinteresse o allo scarso impegno, questi alunni, oltre a sostenere il peso della propria incapacità, se ne sentono anche responsabili e colpevoli.

Fino all'elaborazione della diagnosi, quindi, il soggetto con DSA vive tutte le sfaccettature del disagio emotivo legato alle sue difficoltà, ecco perché è importante diagnosticare precocemente tali difficoltà ed intervenire con trattamenti specifici.

Commenti: 1
1 Luisa Farris alle ore 11:34 del 17/09/2011

Trovo molto interessante questo argomento e il modo in cui viene trattato, tanto da salvarlo sul mio computer ed all'occorrenza estrapolare dei passaggi importanti per la mia attività di neo psicologa.

saluti.

luisa

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