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Openpsy, un nuovo modello di approccio alla psicologia

scritto da:
Paolo Cascia

- Studente di Psicologia - Ancona

articolo tratto da psico-pratika - Numero 7 Anno 2003

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Articolo: 'Openpsy, un nuovo modello di approccio alla psicologia'

Titolo: openpsy, un nuovo modello di approccio alla psicologia
Autore: Paolo Cascia
Versione: 1.0
Licenza: LOP1

OPENPSY, UN NUOVO MODELLO DI APPROCCIO ALLA PSICOLOGIA

L'idea di condividere le informazioni piuttosto che proteggerle.
Cio' che vorremmo applicato ovunque, in ogni campo, fra tutte le genti.
Perche' sempre e comunque, le nostre idee sono le idee del nostro mondo.
E possiamo averle, elaborarle, migliorarle, solo perche' qualcuno, con noi le ha condivise.


1. Open Source, un movimento in espansione

Il modello e' copiato dal mondo dell'informatica e nasce nel 1984 quando l'informatico Richard Stallman (nota 1) del MIT (Massachusetts Institute of Technology) lancio' la Free Software Foundation con il preciso scopo di creare e diffondere la filosofia del software libero. Considerato che la condivisione del "codice sorgente" e' nata insieme all'informatica, piuttosto che di origini dell' Open Source si puo' parlare di origini del software proprietario. Tuttavia, il movimento Open Source, solo negli ultimi anni e' riuscito ad uscire dalle riviste specializzate del settore raggiungendo i media su vasta scala. Questo interessamento generale al fenomeno, evidenzia come questo movimento non riguarda solo l'ambito tecnico-informatico ma e' legato ad un ambito molto piu' vasto ed importante: quello delle innovazioni culturali. Lo dimostrano numerosi progetti collaborativi aperti come l'OpenCola, OpenLaw, OpenAudio, Nupedia e Wikipedia che sembrano prendere quota in campi alquanto diversi. Prendiamo, ad esempio, l'OpenCola. E' il primo prodotto di consumo Open Source. Definendolo Open Source il suo fabbricante sta dicendo che le istruzioni per realizzarlo sono aperte a tutti. Chiunque puo' produrre la bevanda, modificarne e migliorarne la ricetta, a condizione che la nuova formula rimanga di dominio pubblico. e' un modo piuttosto insolito di fare affari: la Coca-Cola non da' via i suoi preziosi segreti commerciali. Ma e' proprio questo il punto. OpenCola lancia un segnale importante:

una battaglia che da tempo oppone due diverse filosofie di sviluppo dei programmi informatici si e' estesa al resto del mondo. [Lawton G.]

2. L'Open Source applicato alla psicologia: parliamo di openpsy

Per quanto riguarda il lavoro dello psicologo, si puo' ritenere che attualmente un'ampia varieta' di ambiti applicativi, grazie anche alle nuove tecnologie, stia aprendo nuovi spazi di intervento per la sua figura professionale.

Con il termine "openpsy" si vuole indicare un nuovo modello di approccio alla psicologia.

L'etimologia della parola e' semplice: openpsy nasce come combinazione tra Open Source e psicologia, il che vuol dire prendere la filosofia open e applicarla alla psicologia. Non e' scopo di questo articolo illustrare le lunghe ed intricate dinamiche della controversia fra il piu' noto e diffuso copyright e cio' che Richard Stallman defini' ironicamente con il termine "copyleft", per indicare i termini specificati nella sua licenza GPL (General Public License), ovvero la filosofia della proprieta' intellettuale che sta alla base di tutto il software Open Source. Tuttavia per comprendere cio' che e' stato definito come openpsy non si puo' prescindere dagli assunti di base che caratterizzano la filosofia "open". Cercando di condensare i concetti, anche estremamente complessi, che stanno alla base di questo movimento, possiamo riassumere l'Open Source in questi semplici termini: qualunque cosa serva ad accrescere la conoscenza in un certo campo, a favorirne lo sviluppo e il progresso, dovrebbe essere messo gratuitamente a disposizione di chiunque. Ma non basta. Non si tratta, infatti, di un semplice fornire gratuitamente. Piuttosto un fornire la possibilita' di disporre del "codice sorgente" ovvero poter avere accesso, poter modificare, ampliare e ritoccare il prodotto Open Source all'origine. Con una clausola ben precisa: si puo' disporre liberamente del codice sorgente purche' il prodotto modificato venga rimesso a disposizione della comunita' nuovamente in modalita' Open Source.

Ma cosa c'entra tutto questo con la psicologia?

Semplice. Realizzare il progetto openpsy significa poter contare:

  • Su uno spirito collaborativo tra colleghi ed orientato al superamento dei problemi;
  • Sulla condivisione delle informazioni e delle conoscenze;
  • Sulla costruzione di strumenti utili al miglioramento della professione;
  • Sulla ricerca della qualita'.

    I vantaggi nell'applicare la filosofia "open" sono molteplici e ne segnalo qui alcuni che dovrebbero rendere quantomeno auspicabile il suo sviluppo nella psicologia:

  • Risparmio - poter usufruire del contributo, piu' o meno "importante", di molti professionisti, associato all'utilizzo delle nuove tecnologie e del software informatico, consente un abbattimento dei costi nella formazione e nello sviluppo degli strumenti professionali;
  • Sviluppo Culturale - l'openpsy presuppone che vi sia alla base la libera circolazione delle conoscenze. E' il concetto di ricerca scientifica nella sua massima espressione, concetto che se favorito fungerebbe certamente da esempio per la diffusione della professionalita' dello psicologo;
  • Affidabilita' - poter contare su un ampio scambio comunicativo fra colleghi e su un maggior feedback esperenziale, porta sicuramente ad un'elevata affidabilita' nei risultati ottenuti.

    Scrive Igor Graziato (nota 2) sul sito humantrainer.com: "Anche nel passato abbiamo assistito a fenomeni di collaborazione intellettuale similari (la biblioteca d'Alessandria, la traduzione in greco della Bibbia tanto per citare alcuni esempi) ma l'innovazione prodotta dalle "nuove tecnologie dell'informazione" e' di tale entita' da rendere possibile l'annullamento delle distanze geografiche e l'avvicinamento degli individui in base agli interessi e agli obiettivi comuni".

    Ed e' proprio questo il punto di partenza. La questione dell'accesso all'informazione e alla conoscenza, si trova profondamente rivoluzionata a causa di un notevole cambiamento delle possibilita' tecniche offerte dalle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Queste nuove possibilita' forniscono l'opportunita' di un rapido sviluppo della disciplina psicologica nella ricerca, nella formazione e nello sviluppo degli strumenti professionali.

    Piu' precisamente con l'openpsy si puo':

  • Sviluppare la Ricerca - La ricerca in psicologia, sottoposta a ritmi sempre piu' serrati, oggi e' praticamente confinata all'interno delle universita'. La Rete e' uno strumento di comunicazione in grado di favorire l'aggregazione e la crescita di gruppi collaborativi. Una rete di individui cooperanti fornisce un valido supporto all'evoluzione della conoscenza pensata proprio in termini darwiniani come genesi della variazione, selezione e trasmissione delle idee. La possibilita' di un libero confronto fra i professionisti sparsi nel territorio nazionale attraverso il web e' sicuramente un'opportunita' che non puo' non essere ulteriormente approfondita.
  • Formare ed In-formare diversamente - Oggi i corsi di aggiornamento e formazione tradizionali per gli psicologi sono realizzati esclusivamente a pagamento. D'altro canto, "si avverte sempre piu' l'esigenza di considerare la formazione di base come un primo passo di un processo di formazione continua, obbligatoria per far evolvere la professionalita' in relazione ai bisogni che emergono nell'interazione con il tessuto sociale e con i clienti" [Sarchielli 2002]. L'utilizzo di Internet in questo senso consente un abbattimento dei costi non indifferente. Applicare il modello openpsy significa fornire la possibilita' al giovane professionista, ma non solo, di avere libero accesso a tutti i documenti ipertestuali (articoli, e-book, dispense etc.) gratuitamente e con molta facilita'. La possibilita' di confrontarsi, di creare progetti, di redigere documenti, di scrivere testi, di collaborare attivamente e' uno degli aspetti fondanti della filosofia open.
  • Migliorare gli strumenti professionali - L'utilizzo di test clinici e psicologici, puo' raggiungere sviluppi straordinari applicando il modello openpsy. Il confronto fra colleghi in questo caso faciliterebbe la creazione dei test che, liberamente scaricabili dalla rete e modificabili in base alle specifiche necessita', otterrebbero un notevole abbattimento dei costi. I vantaggi sono evidenti: la possibilita' di avere a disposizione un campione maggiormente rappresentativo, un maggior confronto sul suo utilizzo, una elevata flessibilita' dello strumento ed un suo continuo e costante aggiornamento.

    Tengo qui a ribadire che "open" non significa gratis ma, piu' semplicemente, "aperto" ovvero messo realmente a disposizione. Questo vuol dire che utilizzando questo approccio si parla di risorse gratuite solamente in alcune situazioni e per le seguenti motivazioni:

  • Problema pratico - e' praticamente obbligatorio fornire risorse gratuite nel caso di sviluppo in gruppo, in quanto altrimenti vi sarebbero delle problematiche di difficile gestione (chi fa da tesoriere? come dividere il compenso? come gestire le fatturazioni? chi studia la politica commerciale?). La soluzione normale sarebbe costituire una societa', ma e' impensabile farlo tra persone che si conoscono solo virtualmente ed hanno rapporti esclusivamente per un progetto che rappresenta una parte minima del loro lavoro;
  • Volonta' - la volonta' del singolo o del gruppo di far beneficiare gli altri del proprio lavoro in modo gratuito;
  • Ottica pubblicitaria - la risorsa realizzata secondo il modello "open" non viene vista come un "prodotto", o come un "servizio", ma come un veicolo pubblicitario. Se il signor X e' famoso allora sara' contattato da clienti;
  • Ottica economica - regalare un prodotto ti consente di vendere un servizio correlato (ne e' un esempio il noto linux che viene associato spesso a corsi e certificazioni, oltre che all'assistenza diretta per le grosse strutture).

    Naturalmente tutte queste motivazioni sono piu' o meno valide a seconda della specifica situazione e del singolo progetto.
    Rimane comunque evidente come utilizzando questo modello le fonti di guadagno per il professionista psicologo, nella formazione, nella consulenza e nella personalizzazione degli strumenti professionali non mancano di certo.

    Tutto qui? Niente affatto! Ed e' proprio questo il bello.
    Quelli qui delineati sono solo alcuni degli sviluppi possibili con questo modello di approccio alla psicologia. E' impossibile essere esaustivi nel descrivere le occasioni che il mondo digitale potra' in futuro offrire allo psicologo. Solo il confronto fra colleghi, fra utenti della rete, professionisti e non, potra' dire a quanti e quali applicazioni ci puo' portare. La ricerca, la consulenza, la formazione e perche' no, la terapia, aspettano solo di essere ri-discusse e ri-vedute sotto la spinta delle profonde innovazioni tecniche e culturali. Chi ha una formazione in psicologia dell'educazione, clinica, sperimentale, cognitiva, comportamentale, del lavoro avra' nuove occasioni per applicare sul piano lavorativo e della ricerca le proprie conoscenze a contesti e situazioni che non erano nemmeno prevedibili fino a pochi anni fa. Alcune fra queste nuove applicazioni sono gia' disponibili, altre lo saranno. Essere in rete significa accettare una sfida piu' che tecnologica, mentale e culturale, significa avere l'occasione di divenire soggetti attivi e non oggetti passivi. Senza Internet, capace di mettere il mondo in contatto in tempo reale, la magia di questo movimento non si sarebbe mai manifestata…..

    Questo documento e' utilizzabile liberamente. Chiunque puo' copiare e distribuire copie esatte e gratuite ma non sono ammesse modifiche.

    Note:
    1) Richard Matthew Stallman, uno dei piu' famosi programmatori e hacker del mondo, e' il creatore insieme a Linus Torvalds del sistema operativo Gnu-Linux. Stallman e' stato autore principale e iniziatore di Gnu Emacs (un word processor libero), del Gnu C Compiler, del Gnu Debugger Gdb ed e' attualmente Presidente della Free Software Foundation (Fsf). Ha ricevuto per i suoi studi numerosi riconoscimenti fra cui ricordiamo il Grace Hopper Award dalla Association for Computing Machinery, la carica di Membro della Fondazione MacArthur, due lauree ad Honorem, rispettivamente dal Royal Institute of Technology in Svezia e dalla Glasgow University. Gli e' stato inoltre concesso il titolo di Electronic Frontier Foundation's Pioneer insieme a Linus Torvalds, il creatore del kernel Linux.
    Per maggiori Informazioni www.stallman.org/#serious

    2) Igor Graziato, psicologo del lavoro di Torino, e' responsabile del settore Openpsy sul sito www.humantrainer.com


    Autore:
    Paolo Cascia

    Riferimenti Bibliografici e Ipertestuali:

    Hypertext - Aigrain P. e González-Barahona J. M. (2003) - Open Knowledge:
    www.upgrade-cepis.org/issues/2003/3/upgrade-vIV-3.html

    Hypertext - Graziato I. (2002) - openpsy, progetto per una psicologia "opensource":
    www.humantrainer.com/open_psy_psicologia_opensource.html

    Sarchielli G. e Fraccaroli F. (2002) - Le professioni dello psicologo - Raffaello Cortina Editore

    Hypertext - Kelty M. (2001) - Free Software/Free Science:
    www.firstmonday.org/issues/issue6_12/kelty/index.html

    Bassi N. (2000) - Open Source, Analisi di un movimento - Apogeo

    Hypertext - Lawton G. - The Great Giveaway:
    www.newscientist.com/hottopics/copyleft/copyleftart.jsp

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