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Guadagni e pensione degli Psicologi: gli ultimi dati ENPAP

A cura di: Redazione, 29 Maggio 2026

In questo breve articolo analizziamo i guadagni e le pensioni degli Psicologi attraverso i dati ufficiali ENPAP più recenti, ad oggi riferiti all'anno 2024.
Lo specchio che ne esce è quello di una professione in crescita ed evoluzione, con alcuni problemi strutturali ancora da risolvere.

Premettiamo che questa volta abbiamo deciso di lasciare da parte gli aspetti più vivi della nostra professione per concentrarci, come da titolo, sul lato più venale del lavoro.

Ma andiamo con ordine e iniziamo rispondendo alla domanda: quanto guadagna uno Psicologo in partita IVA in Italia?
La risposta è mediamente 25.000 euro lordi, che diventano circa 20.000 euro netti l'anno.

Stiamo parlando di liberi professionisti e 25.000 euro lordi all'anno non sono molti.
Va però tenuto conto di due peculiarità della nostra professione:

Questo significa che la metà degli Psicologi si trova all'inizio della propria carriera, con guadagni sensibilmente più bassi, il che inevitabilmente abbassa la media generale.
Per confronto, tra i medici, questa percentuale è di circa un terzo, quindi, è vero che gli Psicologi guadagnano meno dei Medici ma è anche vero che questa differenza è in parte giustificata dal fatto che i Medici ad inizio carriera sono molti meno.

Nota: abbiamo considerato "giovani professionisti" chi risulta iscritto all'ENPAP da meno di 12 anni.

Psicologo: una professione in crescita

Quando si valutano questi aspetti non bisogna fermarsi all'ultimo dato disponibile ma è spesso più interessante guardare l'andamento nel tempo.
Questo ci consente di capire lo stato di salute reale della professione e valutare se il nostro è un settore in crescita o meno e se possiamo quindi essere ottimisti o pessimisti riguardo al futuro.

Nel tempo abbiamo pubblicato altri articoli simili a questo, e oggi possiamo unire i puntini per valutare la nostra professione con una prospettiva più ampia.
Ci focalizzeremo su tre dati, confrontando i valori del 2012 con quelli di dodici anni dopo:

Questi numeri ci dicono che gli Psicologi stanno aumentando di numero in modo importante ma che il settore (lo vediamo dal PIL) cresce a un ritmo ancora superiore, data la maggiore richiesta di supporto psicologico da parte della popolazione.
Lo spazio per ogni singolo Psicologo sta quindi crescendo di anno in anno, facendo aumentare i guadagni, anche se di poco.

Pensioni attuali e future

Il tema della pensione è delicato per tutti in Italia, e la nostra è una professione ancora giovane, quindi forse è presto per trarre conclusioni.
Pensiamo però che sia utile guardare dietro le quinte per vedere come stanno realmente le cose oggi.

Lo anticipiamo subito: la situazione attuale è peggiore di quanto ci aspetteremmo.

La pensione media erogata dall'ENPAP si attesta oggi a poco meno di 300€ al mese.
I motivi di pensioni così basse sono due: uno è contingente e si risolverà nel tempo da solo; l'altro è strutturale, ma abbiamo gli strumenti per affrontarlo.

Il motivo contingente. Gli attuali pensionati sono principalmente colleghi che già lavoravano quando è stato istituito l'ENPAP: i loro contributi sono quindi suddivisi tra ENPAP e INPS, e spesso percepiscono una pensione da entrambi gli enti.

Il motivo strutturale. Il modo in cui viene calcolato il contributo dovuto all'Ente spinge strutturalmente verso una vita pensionistica più povera del previsto: noi versiamo il 10% del reddito, mentre chi è iscritto all'INPS versa più del doppio.
Detto chiaramente: rispetto a quanto si versa mediamente in Italia, noi versiamo meno della metà e quindi l'ENPAP difficilmente riuscirà ad avere i fondi per erogare pensioni di un certo livello.

Per affrontare questo problema esistono due strade: costruirsi una pensione privata da affiancare a quella ENPAP oppure aumentare la quota versata all'Ente (su base volontaria è possibile arrivare fino al 30%).

Riguardo al futuro possiamo quindi essere ottimisti?

I dati ci dicono che la direzione è positiva, perché il nostro è un settore in crescita.
Da notare che comunque il livello attuale è un po' basso, e questa crescita non è velocissima, quindi stiamo andando nella direzione giusta, ma con tempi più lunghi di quanto vorremmo.

A livello pensionistico il discorso è più complesso perché non possiamo semplicemente versare i contributi obbligatori e dormire tranquilli ma dobbiamo prevedere "una spinta in più" per poter affrontare con serenità la vecchiaia.
Come categoria professionale potremmo spingere per aumentare il contributo obbligatorio, oppure lasciare le cose come sono, ma in questo caso, come dicevamo, dovremmo prevedere un'integrazione.

Aumentare l'obbligo ci permetterebbe di affidarci al sistema senza dover pensare o calcolare alcunché, mentre lasciare le cose come stanno ci può consentire di pagare il minimo all'inizio della professione e in eventuali anni "magri", per poi andare a compensare successivamente quando i nostri introiti lo permetteranno.

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