A cura di: Redazione
«È ben documentato che alcune donne soffrano di depressione dopo avere avuto un bambino. Ma è meno noto quante esattamente ne soffrano. La più grande indagine condotta fin'ora mostra che ben una donna su sette soffre di Depressione Post Partum» (*).
L'indagine, pubblicata su "JAMA Psychiatry", ha coinvolto dieci mila donne, reclutate al reparto di Ostetricia dell'Ospedale di Pittsburg. Alle puerpere è stato chiesto di partecipare a interviste telefoniche per uno screening, a distanza da 4/6 settimane dal parto.
Fra le diagnosi positive, sono state riferite:
Nelle ulteriori valutazioni durante le visite visite domiciliari, la ricercatrice Dorothy K.Y. Sit - Psichiatra dell'Università di Pittsburg - ha purtroppo constatato un quadro sintomatologico ben più grave. Il 20% delle donne seguite a casa aveva pensieri di morte, desiderio di morire, di non alzarsi più o di scappare.
A distanza di un anno il bilancio si concludeva con circa un 22% di casi di Depressione (*). Secondo Katherine L. Winser, co-autrice dell'indagine, «questo è un enorme problema di salute pubblica», poiché una Depressione non riconosciuta rischia di causare più gravi disturbi mentali e non solo. In Italia, secondo l'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, il problema riguarda il 16% delle madri (*).
La Depressione durante il parto - secondo il "Medical News Today" - aumenta il rischio per la donna e per il feto. Lo stress e la depressione prenatale della madre sono collegate a un peso inferiore dell'infante o alla nascita prematura, che aumentano il rischio di disturbi cardiovascolari. Quando una madre è depressa, il suo umore può condizionare lo sviluppo del bambino, alzare il livello di attaccamento insicuro e indebolire le capacità cognitive di suo figlio (*).
Rebecca Starck ritiene che lo screening sia fondamentale. Alla Cleveland Clinic, in cui dirige l'Unità di Ostetricia e
Ginecologia, tutte le donne ricevono di routine visite per una diagnosi precoce della Depressione al terzo trimestre di gravidanza e dopo il
parto.
La Dottoressa sostiene che, oltre ai farmaci antidepressivi, possano essere molto efficaci anche le terapie individuali e di gruppo,
grazie a cui la maggior parte di donne riesce a risolvere il problema entro pochi mesi o massimo un anno.
Spesso però, osserva la Starck, purtroppo le madri si vergognano di ammettere di stare male o si sentono in colpa,
per cui non riescono a chiedere aiuto
(*).
Le ricercatrici quindi invitano il Sistema Sanitario Nazionale a rendere lo screening pre e post natale facilmente disponibile ed economicamente
più accessibile.
«Anche se, nel primo periodo dopo il parto, uno screening telefonico per la Depressione centralizzato è fattibile, la sfida è progettare un programma terapeutico per supportare e tutelare le madri, attraverso valutazioni diagnostiche e trattamenti per il recupero materno e della sua funzione ottimale» (*).
L'articolo «Una donna su sette sviluppa una depressione post partum» è stato pubblicato nel N° 95 della Newsletter.
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