Tecnologia Società Autismo Psicodiagnosi
A cura di: Redazione
L'intelligenza artificiale, al netto dell'alone di scetticismo sui suoi risvolti nella società, si sta dimostrando un alleato in campo medico, e un'indagine condotta in Corea del Sud sembra confermarlo.
La ricerca, che ha applicato l'AI per lo screening precoce dei Disturbi dello Spettro Autistico (ASD: Autism Spectrum Disorder) nei bambini, si è conclusa con una percentuale del 100% di riconoscimento dei casi, ma dobbiamo sottolineare che il campione era costituito da una casistica artificialmente semplificata: cioè possiamo aspettarci applicazioni in campo diagnostico, ma per il momento non siamo in grado di quantificarne il livello qualitativo.
Lo studio diagnostico, che si è concluso a fine 2023 ed è stato condotto presso l'ospedale Severance Hospital del Yonsei University College of Medicine di Seoul, ha coinvolto 958 partecipanti, bambini e ragazzi con un età media di 7,8 anni, dei quali la metà con una diagnosi di ASD e gli altri a sviluppo normale (TD: typical development).
L'obiettivo era di testare il potenziale dell'intelligenza artificiale come strumento oggettivo nello screening e possibilmente della gravità dei sintomi dello spettro autistico utilizzando fotografie della retina. Gli individui con ASD presentano infatti cambiamenti strutturali della retina che riflettono potenziali alterazioni cerebrali, comprese anomalie del percorso visivo attraverso connessioni embrionali e anatomiche.
Metodologia dello studio.
I ricercatori hanno valutato la gravità dell'ASD con due scale specifiche. L'AI è stata addestrata con le foto e i punteggi
e poi ha dovuto riconoscere l'ASD dalle foto.
Dallo studio sono stati esclusi pazienti con ASD e un disturbo psichiatrico maggiore (ad esempio, disturbo bipolare, schizofrenia,
disturbi psicotici); individui senza ASD ma con un disturbo psichiatrico (ad esempio, deficit di attenzione/iperattività, disturbo
bipolare, schizofrenia, disturbi psicotici) e quelli con una malattia neurologica (ad esempio, epilessia, encefalite, ecc) o malattia
dell'occhio che può colpire il fondo retinico (ad esempio, glaucoma, retinopatia, ecc.).
I ricercatori hanno deciso di utilizzare un campione che semplificasse il lavoro di diagnosi all'intelligenza artificiale, che comunque ha
ottenuto un risultato di correttezza della diagnosi del 100%.
Tuttavia, è stata meno precisa nel determinarne la gravità, specialmente nei bambini al di sotto dei 4 anni in cui la retina è ancora in via di sviluppo. Ciò rende difficile raggiungere l'obiettivo di effettuare una diagnosi precoce.
Altre ricerche parallele sulle potenzialità diagnostiche dell'AI si stanno sviluppando sullo stesso tema: è recentemente stato presentato al meeting annuale della Radiological Society of North America uno studio condotto da Mohamed Khudri dell'Università di Louisville (Kentucky) che ha creato un sistema in grado di diagnosticare l'autismo a bambini molto piccoli, tra i 24 e i 48 mesi, con un tasso di precisione molto elevato, del 98,5%, tramite l'analisi di speciali risonanze magnetiche cerebrali.
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L'articolo «Austimo e intelligenza artificiale: studio sulla diagnosi attraverso l'AI» è stato pubblicato nel N° 205 della Newsletter.
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