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Evolutiva Psicodiagnosi Test

Recensione Test: Il Disegno della Famiglia

Legami e dinamiche familiari rappresentati nel disegno

A cura di: Dott.ssa Valentina Zappa

Scheda tecnica
  • Il disegno della famiglia: tecnica proiettiva.
  • Tipologia del test: test carta e matita.
  • Modello teorico di riferimento: Psicoanalisi.
  • Tempo: rispetto dei tempi di esecuzione del bambino/adolescente.
  • Cosa misura: indaga, attraverso le rappresentazioni grafiche, i rapporti e le problematiche che intercorrono tra il bambino/adolescente in questione e i membri del proprio nucleo familiare.
  • Ambiti di utilizzo: mediazione familiare nei casi di separazione, divorzio o ricostituzione di una nuova famiglia.
  • Qualifica del somministratore del test: Psicologo.
  • Destinatari: bambini/adolescenti con età compresa tra 5-15 anni.
  • Modalità di somministrazione: individuale.
  • Materiale: foglio di un formato A4 e una matita.
  • Autore: Louis Corman (1967).
  • Validità: non sono stati rilevati in letteratura studi tali da stilare un profilo psicometrico standard.
  • Indicazioni: utile per fornire indicazioni sulla personalità del bambino/adolescente
  • Controindicazioni: nessuna.
  • Quando si consiglia di usarlo: in caso di separazioni o situazioni conflittuali in famiglia.
  • Punti di forza del test: non è invasivo, la somministrazione è semplice e l'interpretazione rapida.
  • Punti di debolezza del test: qualità psicometriche incerte; poco affidabile se somministrato senza ausilio di altri reattivi.
Presentazione del test

Questo test, ideato dallo Psichiatra americano Kenneth E. Appel, è apparso per la prima volta sulla scena clinica nel 1931, ma la reale paternità è stata attribuita a Louis Corman (1967, Medico francese), il quale aveva iniziato a utilizzare tale strumento per osservare le elaborazioni personali dei bambini rispetto alle relazioni vissute all'interno della propria famiglia; infatti, secondo Corman, attraverso il disegno veniva rappresentata la vita familiare da un punto di vista soggettivo.

Il "Disegno della Famiglia" è un mezzo di libera espressione, che permette al bambino/adolescente di proiettare all'esterno (ossia sul foglio) le tendenze rimosse nell'inconscio e rivelare così i veri sentimenti che prova verso i propri familiari; inoltre è molto rapido sia da eseguire che da interpretare.

Somministrazione del test

La somministrazione prevede due diversi momenti:

  1. Il disegno spontaneo, prodotto liberamente dal soggetto dopo la consegna dello Psicologo: "Puoi disegnarmi una famiglia di tua invenzione?".
  2. Un breve colloquio (inchiesta), a disegno terminato, in cui viene richiesto al paziente/utente di spiegare l'identità dei personaggi illustrati, chiarendone il ruolo, il sesso, l'età e i rapporti reciproci. È importante applicare il metodo della Preferenza - Identificazione, per capire le preferenze e le avversioni del bambino rispetto ai personaggi e quale di questi desidererebbe essere.
Metodo della Preferenza - Identificazione

A) Preferenza.
È importante che il professionista durante l'esecuzione metta a proprio agio il paziente e, in silenzio, lo osservi mentre comincia a disegnare sul foglio bianco.
Egli deve considerare in che punto del foglio viene iniziato il disegno e con quale personaggio, seguendo l'ordine di comparsa di ognuno di essi.
Questo è molto importante perché al termine del disegno, lo Psicologo chiederà al bambino di nominare tutte le figure illustrate cominciando dalla prima che ha tracciato, dopodiché gli porrà alcune domande indagatorie, come ad esempio: "Chi è il più simpatico di tutti in questa famiglia?", "Chi è il meno simpatico?", "Chi è il più felice?".
"Chi è il meno felice?", "Tu di questa famiglia chi preferisci?", e per ogni risposta occorre chiedere la motivazione.

B) Identificazione.
Conseguentemente si porrà un'altra domanda: "Supponi di far parte di questa famiglia. Chi vorresti essere?", ciò è utile per l'interpretazione paragonando il personaggio con cui si identifica alla famiglia reale per vedere se ci sono omissioni o deformazioni di personaggi, cosa che indicherebbe l'espressione di alcuni problemi.

Interpretazione

Il disegno di una famiglia implica una forma, ossia i tratti e la struttura del disegno, e un contenuto, ossia la composizione della famiglia illustrata, dove si colloca il soggetto rispetto agli altri membri e la valorizzazione/svalorizzazione dei personaggi.

L'interpretazione del disegno si articola su tre livelli:

1. Livello grafico: rivela le disposizioni affettive.
Innanzitutto, bisogna distinguere nel tratto l'ampiezza e l'intensità:

Un altro elemento da prendere in considerazione è la zona della pagina in cui il bambino concentra il proprio disegno:

Sarà compito dello Psicologo osservare come si struttura il disegno del bambino/adolescente. Rispetto alla direzione dell'esecuzione quella corretta andrebbe da sinistra verso destra e, nel caso non si tratti di un soggetto mancino, la direzione da destra a sinistra potrebbe indicare una regressione della personalità.

2. Livello formale: riguarda l'adeguatezza e la rispondenza delle figure.
Se i personaggi illustrati hanno un basso livello formale potrebbe trattarsi di:

Anche a questo livello c'è la possibilità di due tipi estremi:

3. Livello del contesto: in cui il bambino, anche se la consegna prevede che disegni una famiglia di sua invenzione, generalmente rappresenta la sua famiglia reale; tuttavia, in rari casi, egli potrebbe illustrare la famiglia che desidererebbe avere e che si discosta dalla propria. È quindi di grande importanza paragonare "quella dei suoi sogni" a quella reale (lo Psicologo è precedentemente messo a conoscenza della formazione familiare da parte dei genitori) per rilevare le deformazioni, le soppressioni (se ad esempio il bimbo in questione non si include nel disegno non percependosi come facente parte della propria famiglia) o le eventuali aggiunte e per comprendere le tendenze affettive del soggetto che possono essere:

Valorizzazione e svalorizzazione del personaggio

La valorizzazione del personaggio implica un rapporto significativo tra il bambino e questa persona, che il bimbo stesso considera la più importante, quella che ammira, che invidia o teme, ma comunque è sicuramente il personaggio che il soggetto investe della maggior carica affettiva. Spesso si tratta del personaggio:

La svalorizzazione invece prevede la soppressione di ciò che provoca angoscia, ossia negare la realtà a cui non è possibile adattarsi.
Quando all'interno del disegno manca un individuo della famiglia, il soggetto si augura in cuor suo che scompaia; spesso si tratta di un fratello o di una sorella (svalorizzazione del rivale), a volte di un genitore evidenziando un rapporto difficile, mentre se è il soggetto stesso a mancare significa che vorrebbe essere diverso.

Se invece non manca nessuno, la persona svalorizzata può essere:

Nel caso in cui ci fosse un personaggio aggiunto non esistente potrebbe identificare qualcuno che il bimbo desidererebbe essere: può essere un bebè sottintendendo una tendenza alla regressione, un adulto sottintendendo una tendenza all'emancipazione, una controfigura (come ad esempio un bambino della sua stessa età ma che non raffigura se stesso) sottintendendo desideri inibiti o un animale, il quale, se non appartenente alla famiglia, potrebbe indicare un senso di colpa.

I legami e le relazioni

Interpretando il disegno si può intuire il tipo di relazione che intercorre tra il bambino e gli altri membri della famiglia.
Se il soggetto rappresenta se stesso lontano dagli altri, probabilmente ha difficoltà a stabilire rapporti con il resto della famiglia, sentendosi escluso.

Spesso è rappresentata anche la rivalità fraterna con aggressività (ad esempio, eliminando fratello/sorella nel disegno della famiglia), con reazioni regressive (per esempio, tornando indietro nel tempo quando fratello/sorella non era ancora nato/a) o reazioni depressive (per esempio, disegnando fratello/sorella per mano a papà o mamma mentre lui rimane isolato; nei casi estremi vi può essere una auto-esclusione).

Comunque venga raffigurata, la rivalità fraterna origina sempre dai rapporti che il bambino ha e ha avuto con i propri genitori, soprattutto durante lo stadio pre-edipico (primo anno di vita) e lo stadio edipico (2-7 anni).

Conclusioni

Poiché a volte le difese dell'Io non permettono una proiezione sufficientemente interpretabile, si potrebbe al termine dell'illustrazione creare una sorta di gioco facendo rivestire al bambino il ruolo di mago, per poter trasformare con la sua bacchetta magica ogni persona della propria famiglia in un oggetto o un animale, chiedendo poi le motivazioni di tale scelta.

Non avendo più a che fare con persone familiari, viene facilitata la libera espressione del bambino in situazioni in cui le figure umane potrebbero provocare una resistenza di tipo inibitorio.

Va senza dubbio precisato però che, anche se tale test ci fornisce indicazioni molto preziose circa lo stato affettivo del minore e le relazioni all'interno del suo nucleo familiare, non si può ottenere tuttavia una completa valutazione psicologica attraverso un singolo disegno.

Per questa ragione, sarebbe consigliabile affiancare al test del Disegno della Famiglia la somministrazione di altri test, quali:

Solitamente il test del Disegno della Famiglia è accolto piuttosto favorevolmente da parte dei bambini, poiché lo prendono come un momento di gioco (è compito dello Psicologo instaurare un rapporto di fiducia oltre che un'atmosfera rilassante e non indagatoria).

Per quanto riguarda gli adolescenti, può capitare che rifiutino la proposta di fare un disegno, considerandola una cosa "da bambini"; per questo a volte è necessario chiedere all'adolescente di raccontare a parole ciò che avrebbe magari espresso attraverso il segno grafico, ossia chiedergli di raccontarci cosa e come avrebbe disegnato (chi avrebbe disegnato, chi per primo, in quale zona del foglio etc.), ottenendo così le stesse informazioni che si sarebbero tratte da tale test.

È importante che il professionista, una volta raccolta la storia familiare del bambino/adolescente, tenga presente di quali modalità di somministrazione/consegna del test sia meglio avvalersi, in modo da non creare "disturbi" nel soggetto.
Ad esempio, se un bambino è orfano potrebbe risultargli molto difficile disegnare la propria famiglia, quindi per permettergli di esprimere in maniera più indiretta i suoi vissuti, si potrebbe chiedergli di disegnare una famiglia di animali.

Nel corso della prova è anche fondamentale annotare le varie reazioni affettive e i mutamenti di umore che possono avere un significato preciso tra il bambino e il personaggio che sta rappresentando.

È fondamentale sottolineare che, al momento della restituzione, si comunicano ai genitori solo gli elementi che servono loro per migliorare la relazione con il figlio e dar loro spunti per poterlo conoscere più a fondo; sicuramente bisogna evitare di innescare gelosie tra coniugi parlando di valorizzazione o svalorizzazione di uno dei due, ma semplicemente attivare un "ascolto" per renderli in grado di sostenere e aiutare loro figlio, bambino o adolescente che sia.

Bibliografia
Commenti: 1
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Stefania Demontis - ore 00:31 del 24 Ottobre 2017
Penso che quanto ho appena letto riguardo ai test carta matita sono da considerarsi follì...è impensabile che un bambino svalorizzi le persone solo perchè disegnate da una certa parte piuttosto che da un'altra. E' logico che se un bambino deve disegnare la sua famiglia, ad esempio di cinque persone, dovrebbe essere una piovra con almeno cinque braccia per poter disegnare tutte le persone nello stesso istante per poter dare loro uguale importanza....chi ha inventato questa cosa è sicuramente un pazzo che rovinerà l'esistenza di parecchie famiglie....

I commenti sono stati chiusi.
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L'articolo «Recensione Test: Il Disegno della Famiglia» è stato pubblicato nel N° 112 della Newsletter.

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