Inserisci una mail

Professione

Promozione professionale Psicologo

Gli Psicologi sono capaci di promuovere la loro competenza professionale?

A cura di: Dott. Stefano Sirri, Dott.ssa Barbara Rossi

Stiamo assistendo sempre piu' alla nascita di nuove professioni afferenti all'area psicologica: da un lato counselor, filosofi, sociologi, pedagogisti che si pongono come piu' capaci di noi psicologi nel campo della promozione della salute.

Dall'altro lato assistiamo alla nascita di nuove forme di terapia, piu' basate sul livello motivazionale, sul livello suggestivo, sul supporto attivo della persona che su un cambiamento psicologico.
Quindi si scoprono/riscoprono: aromaterapia, stoone-terapy...

Sono interventi che spesso possono aiutare la persona a sentirsi meglio, percio' vengono considerate forme "terapeutiche".
Spesso sono anche interventi piu' "divertenti" sia per la persona, sia per il "terapeuta", quindi come dare torto agli utenti che preferiscono "curarsi" facendosi un ballo, anziche' andare dallo psicologo?!

Di fronte a questo panorama, lo psicologo come reagisce?

L'impressione e' che il mondo psicologico resti allibito a guardare, o si arrabbi di fronte a uno spazio lavorativo che sembra diminuire sempre piu'.
Un'idea diffusa e' vedere il campo dei bisogni psicologici come se fossero una torta: piu' persone ci sono a mangiare la torta, e meno torta c'e' per tutti.

Da qui si conclude ingenuamente che troppi psicologi, o troppi concorrenti, sono un pericolo che sottrae lavoro in una situazione che e' gia' problematica di suo.

In realta' questa visione e' tipicamente da "dipendente": "esiste una fetta di mercato di cui io mi posso occupare e io devo solo fare il mio lavoro".
Il mondo libero professionale richiede una logica completamente diversa.

Ma che fare?

Ad esempio analizzando le richieste e le strategie portate al CISP da parte di colleghi in 8 anni di mia (Barbara Rossi) collaborazione col CISP stesso, abbiamo notato che la maggioranza dei giovani colleghi presentava un atteggiamento di questo tipo:

  1. Mi lamento perche' le cose non vanno come vorrei: voglio semplicemente lavorare!
  2. Cerco di entrare in un gruppo (Associazione, ASL, Comune, Ordine, collega/colleghi) perché in questo modo il gruppo mi mandera' pazienti.

Questi due pensieri sembrano normali, all'apparenza sono pure condivisibili, eppure...
Eppure portano con se il "germe", il seme di un fallimento: comportano un atteggiamento che nella realta' evita alla persona di poter sfruttare le opportunita' che si ritrova di fronte, poche o tante che siano.

Per capirne i perche' potremmo spiegare che siamo in una societa' post-industriale, cioe' non e' piu' sufficiente saper fare bene qualcosa perche' qualcuno ti paghi per farla.
Come non e' piu' sufficiente "sapersi vendere", ma bisogna andare oltre.

Fermarsi all'atteggiamento del "mi lamento", come aspettarsi che qualcun altro ci invii persone, e' un qualcosa di condivisibile, di umanamente comprensibile, ma nello stesso momento e' il perpetrarsi della stessa strategia che ti porta a lamentarti, cioe' si entra in una sorta di "coazione a ripetere".

Di fronte al perdurare di questa situazione di impasse, le direzioni che si sono prese spesso sono state:

  1. Gioco al ribasso. Cioe' mi "svendo": lavoro sotto-costo, lavoro come educatore, faccio volontariato, ecc.
    In questo modo forse posso fare anche lo psicologo, mi sento dentro all'ambiente... Eppure mi ritrovo in una situazione che mi conferma l'atteggiamento di partenza.
  2. Gioco al rialzo. Mi "superspecializzo": corsi, master, scuola di specializzazione, ecc.
    Con questa strategia, alcuni sono riusciti, altri invece - la maggior parte - hanno ingigantito il malessere e la sensazione di perdita, di investimento sbagliato.

E' evidente che entrambe queste strategie non sono la scelta migliore che si possa fare.

La difficolta' pare essere proprio quella di mantenere il proprio specifico professionale, riconoscerselo, rilanciandosi.

Per questi motivi nel 2003 il CISP, insieme ad HumanTrainer.com e altre Associazioni di categoria, ha inaugurato la prima settimana nazionale dedicata alla prevenzione psicologica, divenuta famosa col nome di "settimana del benessere psicologico", oggi ormai adottata da vari Ordini professionali e organizzazioni su tutto il territorio nazionale.

Una splendida occasione per gli psicologi per promuovere la propria professione e la categoria.

Pero' il problema non e' cambiato per gli psicologi, che faticano ad utilizzare al meglio questo strumento.

Per esempio, cio' che abbiamo visto, e che abbiamo analizzato anche nel libro "So-stare nei gruppi?" (in corso di stampa), e' la difficolta' degli psicologi a entrare in una logica di promozione.

I motivi principali che abbiamo identificato sono:

Organizzare una settimana della prevenzione psicologica e' prima di tutto un atto comunicativo nostro nei confronti della cittadinanza tutta, e come tale e' promozione dello psicologo e della psicologia.

Spesso si confonde "la settimana" con "primo appuntamento gratuito", in una sorta di "supermercato psicologico", dimenticandosi che l'utenza che arriva da un'iniziativa di questo tipo non sono "futuri pazienti", ma anzi la maggior parte non lo diventeranno mai.

Non credo sia sbagliato dire che il vero effetto di una settimana e' prima che questa avvenga: le comunicazioni, l'attenzione nel presentarsi e anche nei piccoli dettagli:

Come reagiranno, non le cento persone che verranno, ma le mille o le diecimila che ascoltano il nostro messaggio?

Che immagine trasmettiamo di noi singoli professionisti e prima ancora della nostra categoria?

Questo articolo e' una riflessione a voce alta, riflessione che nasce dalla domanda iniziale: "Sappiamo proporre la nostra competenza professionale?"

Con l'auspicio che queste riflessioni mettano in moto nuovi pensieri, vorremmo concludere con una citazione di Gatti, dell'ASL di Milano: "Ragazzi, pensate bene a che futuro vi interessa perche' il futuro condiziona il presente molto piu' del passato".

Buoni pensieri a tutti!

Altri articoli sul tema

Professione

Inserisci annuncio

Regole di utilizzo

  • Attenzione: gli annunci pubblicati su questa bacheca sono visibili a tutti i visitatori del sito. Non inserire dati personali che non desideri rendere pubblici.
  • Annunci con dati incompleti non vengono pubblicati (es. manca il cognome o il nome della società)
  • Il servizio è completamente gratuito ed è a disposizione esclusiva degli iscritti alla Newsletter
  • I dati inseriti verranno utilizzati solo ed esclusivamente per la pubblicazione dell'annuncio stesso (No SPAM; No cessione di dati)
  • Non vengono pubblicate le ricerche di lavoro, ivi comprese presentazioni professionali, candidature e CV.
  • Non vengono pubblicati annunci di collaborazione generici, devono esserci: tipo di collaborazione; un progetto concreto; obiettivi e/o scadenze; figura/e ricercata/e.
  • Gli annunci hanno validità per circa 45 giorni e possono essere riproposti più volte.
  • Tutela della privacy. Riceverete una mail o messaggio WhatsApp con le informazioni inserite da chi vi scrive, ma lui vedrà la vostra mail solo se deciderete di rispondere.
  • La Redazione non si assume nessuna responsabilità per la correttezza delle informazioni, il contenuto degli annunci e nell'eventualità di contestazioni, collaborerà attivamente con le autorità competenti.
  • Gli annunci vengono pubblicati su HumanTrainer.com e inclusi nella newsletter (solitamente inviata a inizio mese).
  • La Redazione si riserva, a suo insindacabile giudizio, il diritto di non pubblicare gli annunci inseriti e di modificarne testo e/o formattazione, allo scopo di rendere l'annuncio in linea con le linee guida editoriali.
  • Compilando il form qui sopra si concedono tutti i diritti di pubblicazione.
  • Non è possibile chiedere la cancellazione di un testo già pubblicato.