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Psicobiologia: quale relazione tra Matrimonio e Salute?

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Psicobiologia: quale relazione tra Matrimonio e Salute?
USA. Indagine sugli effetti psico-biologici della qualità percepita delle relazioni matrimoniali

L'articolo "Psicobiologia: quale relazione tra Matrimonio e Salute?" parla di:

  • Effetti delle risposte socio-percepite da parte del partner
  • Risposta dell'asse Ipotalamo Ipofisi Surrene: il cortisolo
  • Osservazione di follow-up, ipotesi e limiti della ricerca
Psico-Pratika:
Numero 114 Anno 2015

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A cura di: Redazione - Pubblicato il 3 marzo 2015

Psicobiologia: quale relazione tra Matrimonio e Salute?
USA. Indagine sugli effetti psico-biologici della qualità percepita delle relazioni matrimoniali

Calore, comprensione, fiducia contribuiscono alla soddisfazione e all'intimità coniugale.
Di contro, conflitti, disistima, sgarbi possono rendere un matrimonio infelice.

Ma che impatto ha la soddisfazione o l'insoddisfazione coniugale sulla salute delle persone?
Richard B. Slatcher - Direttore del Close Relationship Laboratory della Wayne State University (*) - ha cercato di rispondere al quesito, focalizzando l'attenzione sull'impatto della qualità percepita delle relazioni sui processi psico-biologici e quindi sulla salute.

Slatcher ha esaminato gli effetti di lunga durata sull'asse Ipotalamo Ipofisi Surrene (HPA: Hypothalamic Pituitary Adrenal) prodotti dalle risposte socio-percepite da parte dei propri partner, ossia quanto le persone si sentono comprese, amate e apprezzate (*).

La ricerca si è basata sui dati dello studio longitudinale "National Survey of Midlife Development in the United States" (MIDUS) - condotto tra il 1995-1996 e il 2004-2006 – e analizzati a distanza di 10 anni. Sono stati utilizzati: questionari sulla qualità delle relazioni; analisi del cortisolo salivare; interviste telefoniche; dati socio-demografici; rilevazione di eventuali sintomi depressivi che potevano condizionare o alterare i dati; considerazioni future dei coniugi sui rischi per il loro matrimonio.

Nel follow-up, a distanza di 10 anni - su 1.078 adulti sposati o conviventi, fra i 25 e i 74 anni - 970 persone sono rimaste con il proprio partner, 43 si sono separate, mentre non si conosce la condizione delle restanti 65.
Il campione era costituito al 51,9% da donne e al 95,1% da bianchi di origine caucasica.

I risultati mostrano che la risposta socio-percepita positiva, da parte dei partner, influisce sulla longevità della coppia e sul benessere personale.
A livello biologico questo si è tradotto in una migliore attività dell'asse Ipotalamo Ipofisi Surrene e in una "corretta" produzione diurna di cortisolo, lungo l'arco di tutta la giornata.

Il cortisolo può condizionare lo stato emotivo, le capacità cognitive (apprendimento, memoria...) ed è un regolatore del sistema immunitario, quindi assolve a una importante funzione nella salute psicofisica degli individui.
Per la prima volta - con questa ricerca - viene studiato nel contesto delle relazioni sentimentali in età adulta.

Slatcher ha osservato che affetto, comprensione, vicinanza - percepite da parte del partner - migliorano l'attività dell'asse HPA, regolando la produzione del cortisolo che, a sua volta, produce una diminuzione delle emozioni negative nell'arco dei 10 anni successivi, migliorando benessere e salute generale della persona e della coppia.

Chi aveva sofferto di risposte negative da parte del partner, anche se si era risposato, mostrava invece strascichi duraturi nel tempo.
Gli effetti sulla produzione di cortisolo della relazione precedente, in altre parole, avevano effetti anche nella nuova condizione sentimentale, confermando l'associazione longitudinale a lungo termine fra qualità percepita delle relazioni coniugali e livelli diurni di cortisolo.

Slatcher avanza dunque l'ipotesi che vi sia una correlazione tra qualità matrimoniale, produzione di cortisolo e longevità, ma ammette che tale relazione potrà essere confermata solo da futuri progressi nelle ricerche del "National Survey of Midlife Development in the United States" (MIDUS).
Solo così «saremo definitivamente in grado di identificare e spiegare il meccanismo attraverso cui comprensione e "simpatia" (*) del partner sono associate ai profili diurni di cortisolo e alla salute a lungo termine».

Ciò nonostante, i risultati preliminari «offrono un potenziale importante avanzamento nella nostra comprensione della correlazione a lungo termine fra le relazioni sociali degli adulti, i processi psicologici e la biologia correlata alla salute» (*).

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