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Psicologia e Turismo

L'articolo "Psicologia e Turismo", parla di:

  • I numeri del turismo;
  • Concetto di turismo sostenibile.
Psico-Pratika:
Numero N 17 Anno 2005

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Articolo: 'Psicologia e Turismo'

A cura di: Carmen Pernicola
Psicologia e Turismo. Il Community Empowerment sulle comunita' locali a vocazione turistica

Negli ultimi anni il turismo e' stato protagonista di una rilevante evoluzione fino a trasformarsi in un fenomeno sociale ed economico molto complesso, capace di avere positivi effetti sullo sviluppo socio-economico di un territorio ma anche conseguenze deleterie per quel che riguarda il rispetto delle identita' locali e del territorio.
Abbiamo assistito per lungo tempo a uno sviluppo rapido e incontrollato delle diverse destinazioni turistiche, fino all'emergere di una nuova, piu' moderna idea di sviluppo turistico, che si integra con il processo di sviluppo della comunita' locale ospitante e si radica sul concetto di comunita' locale come soggetto attivo di sviluppo.

Questa nuova concezione dello sviluppo turistico, che assume chiare connotazioni etiche e di sostenibilita', e' il motore di un movimento importante che oggi si puo' osservare nella direzione di un turismo di qualita' e che ha le sue origini nell'osservazione della natura ambivalente del fenomeno turistico che, da una parte, puo' essere fonte di conoscenza e di arricchimento personale per chi viaggia, dall'altra parte puo' produrre, se non gestito in maniera adeguata, effetti disastrosi sull'ambiente naturale, sull'economia locale e sulle caratteristiche sociali e culturali delle comunita' ospitanti.
Nel 2002, secondo dati dell'Organizzazione Mondiale del Turismo, gli arrivi nelle destinazioni turistiche hanno superato la soglia dei 700 milioni.
Le previsioni, inoltre, indicano un vertiginoso aumento degli arrivi internazionali di turisti tra oggi e il 2020, periodo in cui i viaggi dovrebbero passare dagli attuali 702 milioni ai futuri 1600 milioni.

Occorre tener presente, pero', che tali movimenti turistici internazionali riguardano, nella misura dell'80%, gli abitanti dei venti paesi piu' ricchi del mondo.
Anche nel turismo, come in ogni altra azione politica ed economica, diventa oggi sempre piu' urgente e indispensabile riuscire a ponderare accuratamente gli effetti delle azioni, perche' tali effetti possono portare a esiti rovinosi su dimensioni globali: azioni individuali, che richiamano alla responsabilita' individuale del turista, ma anche azioni sociali ed economiche, che mettono in gioco la responsabilita' delle istituzioni sociali e delle imprese economiche.
Stiamo cominciando a raccogliere i frutti di una importante riflessione etica sul turismo e assistiamo a una sempre crescente attenzione verso la gestione e la pianificazione di un turismo capace di coniugarsi con la tutela dei diritti umani e lo sviluppo armonico del territorio.
Sempre piu' cresce, infatti, l'attenzione verso una forma di turismo che oggi e' definito, con parola moderna, sostenibile.
E l'Organizzazione Mondiale del Turismo ci da' una indicazione precisa su quel che si intende per turismo sostenibile, affermando che e' sostenibile un turismo "(…) in grado di soddisfare le esigenze dei turisti attuali e delle regioni ospitanti prevedendo e accrescendo le opportunita' per il futuro".

Lo sviluppo sostenibile e' un processo guidato che prevede una gestione globale delle risorse per garantirne la redditivita' salvaguardando nello stesso tempo il capitale natura e culturale.
La sostenibilita' del turismo richiede, percio', il rispetto dell'equilibrio fragile tra natura, cultura e popolazione ospitante e che si rivela particolarmente fragile in aree ambientali a rischio e nelle isole di piccole dimensioni.
Cosi' diventa chiaro che fare un turismo sostenibile significa pesare sempre l'impatto dei flussi turistici sulle comunita' ospitanti e calibrare i movimenti turistici sulle possibili conseguenze che esse possono produrre sul territorio e sulle popolazioni ospitanti.
Diventa sempre piu' evidente, allora, che il turismo per essere etico deve determinare alcuni criteri basilari, che definiscono gli effetti delle azioni che ovunque e comunque non devono essere prodotti. Questi criteri possono essere limpidamente rappresentati dai diritti umani, il rispetto dei quali costituisce il fondamento dell'etica della responsabilita'.

Viaggiare sempre facendo in modo che le proprie azioni non violino i diritti umani delle popolazioni locali significa assumere come guida del proprio viaggio il rispetto della vita, della salute, della liberta' dell'altro, attraverso il rispetto della cultura e delle risorse naturali del territorio della comunita' locale ospitante e delle sue capacita' di assorbire l'impatto dei flussi turistici.
Purche' tale rispetto dei diritti umani delle popolazioni ospitanti non diventi una mera adesione a principi etici astratti, ma si cali sempre e ovunque nella realta' quotidiana dell'esperienza del viaggio e diventi principio guida in tutte le scelte turistiche.
Un turismo etico non puo' esaurirsi, infatti, nell'adesione personale a teoriche astrazioni etiche, ma deve trasformarsi in pratica di vita quotidiana nel corso del viaggio.
Solo cosi' l'etica della responsabilita' puo' diventare un'etica che trova il suo valore nello spazio dell'esperienza individuale del viaggio e guidare le azioni quotidiane nel rispetto reale, continuo e solido, dei diritti umani delle popolazioni ospitanti.
Una tale innovativa prospettiva esige che gli attori chiave del settore turistico siano radicati nella struttura sociale e culturale della comunita' locale e siano in grado di interagire con le differenti professionalita' turistiche presenti sul territorio, cosi' da poter garantire alla comunita' locale a vocazione turistica il raggiungimento di importanti finalita' di sviluppo e allo stesso tempo il rispetto della loro cultura e dei loro diritti fondamentali.

La psicologia puo' offrire un importante contributo all'analisi della dimensione sociale della sostenibilita' del turismo, nei termini di impatto dei flussi turistici sui sistemi sociali delle comunita' locali ospitanti, e assume un ruolo chiave nella progettazione di interventi di sviluppo turistico, caratterizzati da obiettivi reali di autosviluppo delle comunita' locali e centrati attorno al concetto di "potenziamento della comunita'" (Community Empowerment).

L'analisi della dimensione sociale della sostenibilita' del turismo e la misurazione della sostenibilita' dei flussi turistici e' strettamente legata al desiderio delle aziende e degli enti locali di misurare le proprie prestazioni economiche, ambientali, sociali attraverso rapporti periodici rivolti ai diversi portatori di interesse (azionisti, clienti, pubblico).
E' sempre piu' evidente, infatti, il ruolo importante che la psicologia puo' giocare nelle strategie mirate a favorire uno sviluppo del turismo in senso etico, fondato sullo sviluppo delle potenzialita' delle comunita' locali e sulla stimolazione della progettualita' degli attori locali.
Una psicologia che lavora per un turismo etico, oggi, e' allora una psicologia che contribuisce con le proprie moderne conoscenze scientifiche e i propri strumenti professionali alla realizzazione di un turismo, inteso come fenomeno generale, capace di caratterizzarsi per il rispetto dell'identita' culturale delle comunita' locali ospitanti e il miglioramento della qualita' della vita delle popolazioni locali ospitanti.
L'analisi socio-psicologica della comunita' locale puo' consentire di comprenderne le cause strutturali e i processi trasformativi del fenomeno turistico all'interno della comunita' e puo' favorire lo sviluppo di un turismo sostenibile e responsabile, vantaggioso dal punto di vista economico, ma allo stesso tempo etico e socialmente equo verso le comunita' locali ospitanti.

I movimenti turistici se da una parte sono in grado di contribuire alla crescita socio-economica delle comunita' locali ospitanti, dall'altra, se non adeguatamente gestiti, possono interferire con la conservazione dell'identita' culturale della popolazione locale ospitante e generare pressioni sociali legati all'utilizzo delle risorse del territorio, in particolare di acqua e di energia e allo sfruttamento del suolo.
Alcuni tra i processi negativi dal punto di vista sociale che il turismo puo' produrre nelle comunita' locali sono rappresentati, ad esempio, dalla cosiddetta "commodification", la trasformazione di riti religiosi o etnici in prodotti turistici o dall'abbandono delle attivita' artigianali tradizionali in favore della soddisfazione di una domanda di souvenir.
Inoltre, se viene superata la capacita' di carico sociale e culturale della comunita' ospitante, l'incontro tra turisti e popolazione locale puo' provocare anche conflitti culturali, legati, ad esempio alla conservazione degli usi locali, al confronto tra differenti livelli di benessere, all'aumento dei prezzi.
Il turismo, spesso, tra l'altro, puo' essere causa dell'aumento della micro-criminalita', del lavoro minorile, della prostituzione all'interno della comunita' ospitante.

Nell'affrontare problemi di questo tipo, a carattere specificamente socio-culturale mi sembra molto utile riferirsi al modello concettuale di approccio della "competenza", che consente di spostare l'attenzione dagli individui e dalle dimensioni intrapsichiche al contesto, alla comunita', fondandosi sulla convinzione che sono le esperienze e le opportunita' formative che la struttura sociale della comunita' rende possibili che determinano le capacita' con cui i singoli individui si pongono di fronte ai problemi e li risolvono.
Ogni comunita' locale, infatti, ha una sua logica di funzionamento e un livello diverso di complessita' che deve essere svelato e capito prima che trasformato. I migliori esperti nella raccolta e interpretazione dei dati sono proprio le popolazioni locali, ricche di una profonda conoscenza della propria cultura e del proprio passato.

Diventa, allora, sempre piu' urgente una collaborazione tra scienze naturali, economiche ed umane per poter arrivare a produrre cambiamenti nei valori e nei comportamenti dei turisti e in quanti sono impegnati nella ormai imponente macchina organizzativa del turismo e, piu' in generale, per ridisegnare in maniera sostenibile il nostro rapporto con l'ambiente naturale, ma anche con le identita' culturali e con le peculiarita' territoriali.
La psicologia puo' offrire un contributo rilevante alla realizzazione di uno sviluppo del turismo che intenda fondarsi sulla gestione locale dei servizi turistici, sul pieno coinvolgimento dell'imprenditoria e della comunita' locale nel processo di pianificazione e gestione dell'offerta turistica e sul ruolo attivo del turista nella tutela dell'ambiente e della cultura della comunita' ospitante.
Il prodotto e l'offerta turistica di una comunita' locale coinvolgono necessariamente pressoche' tutti gli operatori (imprese, enti pubblici, organizzazioni non profit, ecc.) del sistema locale.

La qualita' dell'offerta turistica, quindi, e' legata invariabilmente alla qualita' di tutte le sue parti e dall'efficienza di tutti gli attori coinvolti, compresi tra questi i turisti stessi.
Se, da una parte, infatti, e' indispensabile che quanti sono impegnati nelle imprese e nelle organizzazioni turistiche sviluppino la cultura dell'accoglienza, dall'altro non puo' essere ignorato il ruolo chiave del turista, che con il suo comportamento e l'orientamento delle sue scelte incide profondamente sulla predisposizione dell'offerta turistica e che deve essere al centro di una seria e competente attivita' di informazione e di educazione.
Cosi' diventa evidente che la psicologia applicata al turismo puo' svolgere una funzione attiva nello sviluppo della comunita' locale competente a vocazione turistica e che tale funzione va a interessare principalmente:

  • L'individuazione dei modi con cui la comunita' ospitante esprime e rende concreta l'offerta turistica,
  • l'analisi delle competenze presenti nella comunita' ospitante per quel che riguarda la cultura dell'accoglienza,
  • la definizione di unita' formative sulla qualita' dell'accoglienza turistica nella comunita', rivolte alle imprese turistiche,
  • la realizzazione di interventi formativi rivolti a persone che occupano ruoli chiave nel settore turistico e volti all'acquisizione di capacita' metodologiche di analisi dei bisogni.

Il contributo della psicologia e di tutte le scienze sociali e' diventato oggi indispensabile per la realizzazione di politiche di sviluppo capaci di prevedere e prevenire gli impatti negativi del turismo sulla cultura e sul territorio delle popolazioni ospitanti, e per la diffusione dei valori e delle linee guida bene espresse da documenti autorevoli prodotti negli anni come, tra gli altri, la Carta di Lanzarote (27/28 aprile 1995), l'Agenda 21 dell'ONU, (14/6/1992), il Tourism Bill of Rights and Tourist Code (OMT, 1985), la Manila Declaration on the Social Impact of Tourism (OMT, maggio 1997).

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