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ABC della Psicologia: comunicazione

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ABC della Psicologia: comunicazione

L'articolo "ABC della Psicologia: comunicazione", parla di:

  • L'articolo e' il resoconto di alcune lezioni di psicologia ad un corso di informatica
  • Comunicazione ed emisferi
  • Paradosso e doppio legame
Psico-Pratika:
Numero 9 Anno 2004

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Articolo: 'ABC della Psicologia: comunicazione'

Premessa

Un corso di alfabetizzazione informatica include anche la psicologia fra le competenze di cui dotare i partecipanti.
Gli stessi (di eta' e retroterra personali diversificati), si meravigliano che, avendo aderito a un corso per imparare il computer, si ritrovano con la proposta di acquisire delle pur minime conoscenze di psicologia.
"Cosa centra la psicologia con l'informatica?" si chiedono in molti, inizialmente.
Il corso e' promosso come progetto PON dall'Istituto Statale "A. Meucci" di Casarano (Lecce), fra febbraio e maggio del 2004, e si struttura in 3 moduli, in base alle competenze pregresse degli iscritti; ciascun modulo di 90 ore, di cui 10 di psicologia, inserite nella fase iniziale, quella detta "dell'accoglienza".
Una fase, questa, abbastanza delicata, il cui esito puo' influire notevolmente su quello dell'intero corso, anche perche' l'iscrizione e' gratuita, e quindi si tratta di creare valide motivazioni per una assidua partecipazione.

Il presente articolo che facendo il verso al titolo del corso intitolo "A B C della Psicologia", include le tre schede distribuite ai partecipanti, nelle quali ho sintetizzato gli argomenti esposti nel corso.

1a Scheda - Competenza psicologica e percorso formativo

Gli studi sulla comunicazione ed i metodi che la psicologia ha sviluppato per migliorare la conoscenza umana e le relazioni interpersonali li si e' colti quale opportunita' per creare degli ambiti di riflessione condivisa, e favorire al meglio la fase di accoglienza in ciascuno dei tre moduli del corso.

Si e' fatto in modo, pertanto, di creare una base d'interesse comune, proponendo e sviluppando la conoscenza di alcuni specifici argomenti sui quali si e' ritenuto potesse meglio focalizzarsi l'attenzione dei partecipanti all'evento formativo.

Offrire una tale base - oltre l'a-priori della scelta in se' di partecipare al corso - puo' indurre ad un riconoscimento reciproco, in ragione della curiosita' e dell'interesse suscitato dagli argomenti prescelti, e del riscontro inerente anche un certo grado di coinvolgimento diretto che ciascuno dei partecipanti puo' individuare in riferimento ad essi.
A partire da cio' puo' sorgere una valutazione circa l'utilita' ed il piacere di poter cogliere l'esperienza conoscitiva sotto tale profilo del coinvolgimento e dell'interesse personale per il vissuto di ciascuno.
A sua volta, tale significato che l'esperienza assume puo' favorire l'interazione reciproca fra i partecipanti e la nascita ed il miglioramento del rapporto di gruppo.

Una relazione accogliente

Vi sono delle profonde interconnessioni fra la conoscenza psicologica, lo sviluppo della relazione di gruppo e l'apprendimento delle conoscenze in campo informatico.

Se da un lato gli strumenti informatici costituiscono una enorme potenzialita' per sviluppare dei contatti col mondo, essi, al contempo, non sono di per se' sufficienti per un tale contatto, il cui sviluppo si nutre delle doti di creativita', protagonismo e capacita' relazionali del soggetto.

Orientarsi verso l'apprendimento delle conoscenze informatiche significa in qualche modo nutrire in se' il desiderio di esplorare e conoscere le nuove opportunita' di comunicazione sociale e di interazione col mondo. Di fatto la conoscenza del mondo e la relazione con altre persone implica la necessita' di un coinvolgimento personale, del saper svelare se stessi e dell'ascolto dell'altro. Se da un lato si crea - o si perfeziona - una competenza degli strumenti che possono determinare nuove relazioni e di potenziare quelle esistenti, si puo', a ragione, ritenere che possa giovare l'ampliamento e il miglioramento delle qualita' e capacita' personali che possono favorire tali relazioni.

Ci si puo' cosi' accorgere che uno degli scopi principali che le tecnologie informatiche - e soprattutto internet - favoriscono, quello di un allargamento delle conoscenze umane e di una intensificazione dei rapporti sociali, puo' anche iniziare dal creare un rapporto in qualche modo significativo e dal sentirsi parte di un insieme sociale gia' nell'esperienza di questo evento formativo. Da tale consapevolezza puo' scaturire il contributo di tutti - per quanto ciascuno possa - per tendere a diventare protagonisti di una relazione di accoglienza reciproca.

2a Scheda - La conoscenza psicologica

L'essere umano si connatura di una varieta' di dimensioni integrate e interagenti intimamente fra loro, e che sono: la dimensione fisica, psicologica, emozionale, sensitiva, spirituale, ciascuna delle quali la possiamo vedere in corrispondenza con gli elementi filosofici che determinano la vita: terra, aria, fuoco, acqua, vegetale (quest'ultimo attinto dalla filosofia orientale e' l'elemento di sintesi fra i primi quattro).
Tali aspetti, quanto meglio integrati nell'inscindibile unita' dell'essere, possono garantire la condizione di equilibrio, salute e benessere per la persona.

La dimensione psicologica: la psicologia, come studio ed intervento psicologico, si prende cura della dimensione psicologica dell'essere umano.

Con riferimento alla radice del termine - dal greco psyche', alito, soffio, respiro - la psicologia ha attinenza con il respiro, includendo, nello specifico, il modo in cui il soggetto respira, ed, in senso esteso, il modo come la persona si relaziona con l'ambiente circostante.
Il respiro e', in fondo, l'atto che permette l'interazione costante fra il soggetto e l'ambiente circostante, e che, come tale puo' essere assunto quale gesto esemplificativo della relazione fra se stessi e il mondo.

Nell'interazione fra il soggetto e l'ambiente e' riposta pertanto l'essenza stessa della vita che, oltre che mediante quell'elemento cardine che e' il respiro si realizza in maniera sovrana attraverso la comunicazione.

L'organizzazione della personalita' e il modo di sviluppare la comunicazione, sono quindi le due dimensioni essenziali che la psicologia considera e sulle quali interviene nel farsi carico di un soggetto.

Lo studio della personalita' considera il carattere, gli atteggiamenti, il modo e la capacita' di sviluppare il pensiero, la valenza dei ricordi passati, l'organizzazione della vita presente e le prospettive future.
Tale studio puo' avvenire in svariate modalita' che vanno dal colloquio clinico ai metodi che includono l'utilizzo di test, attraverso cui e' possibile far emergere gli aspetti essenziali della personalita'.
La personalita' ha insiti aspetti di carattere genetico, riguardanti cioe' la trasmissione di caratteri ereditari che sono a loro volta strettamente connessi con i comportamenti e gli stili di vita adottati dai genitori e dalle figure presenti nell'ambiente in cui si e' nati e cresciuti.

La comunicazione e' il modo col quale il soggetto si mette in contatto con il mondo che lo circonda, ed il tipo di relazioni che stabilisce.

Personalita' e comunicazione sono intimamente connesse ed interagenti fra loro, al punto che la personalita' si determina in ragione del tipo di comunicazione in cui si e' immersi e che si sviluppa, e l'attivita' di comunicazione e' in ragione dei tratti di personalita' e dei comportamenti adottati dai soggetti interessati da una certa relazione.

3a Scheda - La comunicazione

La comunicazione e' il flusso di informazioni colte consapevolmente da tutti, alcuni o da almeno uno dei soggetti che interagiscono in un qualsiasi contesto relazionale.

Pertanto, mentre l'informazione puo' riguardare il livello di consapevolezza - ad esempio una notizia appresa da un organo di informazione - ma anche i livelli sottili di inconsapevolezza - ad esempio la semplice "informazione" biologica di un cibo ingerito -, la comunicazione, per essere tale include due fattori essenziali:

  • la possibilita' di scambio reciproco di informazioni fra i soggetti che partecipano alla relazione;
  • la consapevolezza in ordine all'esistenza e quindi allo scambio dei messaggi che in essa si sviluppano.

Allorquando si stabilisce o si produce un contesto relazionale, naturalmente si sviluppa una comunicazione, che puo' avvenire mediante il linguaggio verbale o altre forme espressive, quali i gesti, la mimica e la postura; consideriamo che anche il silenzio, in un contesto di relazione, possa implicitamente includere dei messaggi, diventando cosi' un fattore di comunicazione.

La comunicazione ha insite in se' due opportunita':

  • la facolta' espressiva, ovvero, la possibilita' per il soggetto di manifestare se stesso, le proprie idee, le esperienze e i vissuti;
  • l'esperienza conoscitiva, ovvero, la possibilita' di conoscere il mondo, gli altri, e se stessi attraverso gli altri.
Gli emisferi cerebrali

La capacita' di comunicazione e' favorita precipuamente dallo sviluppo cognitivo e intellettivo, alla cui base fondamentalmente concorre l'attivita' cerebrale.

Il cervello umano e' formato da due emisferi, dotato ciascuno di una propria specifica funzione: il sinistro: con carattere logico-analitico, e il destro con carattere immaginativo-rievocativo.

Ogni esperienza umana puo' richiedere ed includere il coinvolgimento di entrambi gli emisferi, o inverosimilmente potrebbe, al limite, svilupparsi anche mediante l'attivazione di uno solo dei due.
E' certo comunque che, nello sviluppo del proprio carattere, ciascun soggetto tende, per un concorso di ragioni genetiche e soprattutto ambientali, a determinare la prevalenza di un emisfero sull'altro, determinando di conseguenza la modalita' dell'approccio conoscitivo e di comportamento e la stessa laterizzazione (l'essere mancino o destrimane).
La base dell'equilibrio e' riposta nel favorire costantemente una coerenza fra i due emisferi cerebrali, pur in considerazione che il dinamismo funzionale che favorisce la predominanza di uno, possa al contempo rappresentare l'opportunita' di valorizzazione anche dell'altro.

Paradossi e doppi legami

I paradossi comunicazionali sono dei messaggi o esperienze che presentano una ambivalenza di fondo, al punto da assumere significati divergenti o antagonisti fra loro.

Ad esempio, due messaggi genitoriali per un figlio, consapevoli o meno, potrebbero essere:

  • "Ti voglio bene, affinche' possa imparare anche tu a volermi bene."
  • "Ti voglio bene affinche' tu cresca bene e affronti sicuro la tua vita."

Fra i due, consideriamo il primo come un messaggio paradossale che di fatto crea un doppio legame, generando incoerenza a livello cerebrale.
L'amore ha come proprio requisito l'essere del tutto disinteressato, altrimenti rischia di non potersi dire piu' tale.

In conclusione, si puo' considerare un siffatto circuito virtuoso atto a migliorare la comunicazione, e favorire l'equilibrio ed una maggiore realizzazione personale:

BASE AFFETTIVA =>
RAPPORTI SODDISFACENTI =>
COERENZA CEREBRALE =>
BUONA COMUNICAZIONE =>
RINFORZO DEL LEGAME IDENTIFICATIVO CHE MEGLIO PUO' UNIRE ED INTEGRARE FRA LORO I DUE EMISFERI CEREBRALI =>
CAPACITA' AFFETTIVA =>
RAPPORTI SODDISFACENTI … =>
ecc..

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