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Posso mettere una tavola del Rorschach nei biglietti da visita?

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Posso mettere una tavola del Rorschach nei biglietti da visita?

L'articolo "Posso mettere una tavola del Rorschach nei biglietti da visita?", parla di:

  • Test di Rorschach e copyright
  • Biglietti da visita e pubblicità
Psico-Pratika:
Numero 68 Anno 2011

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A domanda HT Risponde: 'Posso mettere una tavola del Rorschach nei biglietti da visita?'

A cura di: Redazione
Posso mettere una tavola del Rorschach nei miei biglietti da visita?
- Domanda pervenuta in redazione il 26 settembre 2011 alle 18:31 -
Se si tratta di un'immagine tratta dalle tavole originali la risposta è Sì.

Il Test di Rorschach ha quasi 100 anni, l'autore (Hermann Rorschach 1884–1922) è morto da circa 90 anni, quindi il diritto d'autore è scaduto.
Tradotto in termini pratici questo significa che, legalmente parlando, chiunque può utilizzare queste immagini senza dover chiedere il permesso e/o pagarne i diritti d'autore.

Ad esempio tutte le tavole del Rorschach sono pubblicate da wikipedia da tempo: wikimedia.org/wiki/Rorschach_inkblot_test

Quindi riassumendo:
1) Legalmente parlando posso utilizzare queste immagini nei miei biglietti da visita, nel mio sito web, in un libro, in un articolo a mio nome o in altro modo senza dover chiedere preventivamente un permesso e senza dover pagare i diritti d'autore.
2) Altrettanto da un punto di vista tecnico devo valutare se sia il caso di utilizzare queste immagini, oppure se il loro utilizzo può in qualche misura interferire con la mia pratica clinica.
3) In ultimo, devo considerare le normali pratiche ordinistiche sulla pubblicità (per, ad esempio, la pubblicazione di un sito web). Ovvero un'eventuale richiesta di autorizzazione all'ordine non tanto perché compare quell'immagine, ma perché necessaria per potermi pubblicizzare.
Commenti: 10
1 Maura alle ore 15:25 del 06/10/2011

personalmente lo ritengo un comportamento poco professionale da chi si presuppone abbia svolto una lunga e seria formazione all'uso del suddetto Test... m i auguro che il/la collega si renda conto dell'errore deontologico che commetterebbe.

2 Alessandro alle ore 20:26 del 06/10/2011

Ritengo questo articolo gravemente lesivo della nostra professionalità e delle potenzialità dello strumento diagnostico. Nonostante le tavole siano fuori dal commercio, il vile pretesto per sponsorizzare un professionista non fa altro che abusare del "mito" che ruota attorno al Test e svilirne sia la complessità che la dovuta segretezza delle macchie.

Ogni volta che uno dei nostri test diventa troppo divulgato e conosciuto si riducono le nostre possibilità di utilizzarli. Per cui proporrei a colui il quale ha scritto il presente articolo di ritirarlo.

3 Sara Pomes alle ore 09:19 del 07/10/2011

Nell'interpretazione del test di Rorschach un'importante variabile è il tempo che intercorre tra la presentazione della tavola e la prima risposta che viene fornita, cioè si valuta l'effetto sorpresa (choc).

Se la tavole è già conosciuta, per esempio per averla guardata molte volte sul biglietto da visita dello psicologo, in fase di test l'effetto choc non viene registrato e si perde un'informazione non da poco.

Per questo motivo, secondo me, la risposta dovrebbe essere no, non si può mettere sul biglietto da visita. Se lo psicologo che ha posto la questione è un diagnosta Rorschach avrebbe dovuto arrivarci da solo.

4 Giuliana alle ore 10:28 del 07/10/2011

Ho letto l'articolo perchè sono rimasta basita dalla richiesta ma ancor più, devo dire, dalla risposta. Ai diritti d'autore e alla questione legale proprio non avevo pensato! Mi stupisco di come la tecnica venga bypassata per meri scopi commerciali. Se noi stessi non conosciamo e non diamo valore ai nostri strumenti allora non aspettiamoci che ce lo diano gli altri. 

5 simona alle ore 11:46 del 11/10/2011

Oddio! Resto allibita che una collega pensi anche lontanamente alla pubblicazione di una tavola di quello che è il test dei dettagli per eccellenza, come dice Sara Pomes priva il soggetto di un dato determinante che è quello dello choc, inquinando oltretutto i tempi della risposta.

6 Katiuscia alle ore 16:50 del 14/10/2011

Chi sa somministrare realmente il test di Rorschach sa bene che il tempo con cui si dà la risposta, si riesce a concretizzare un'immagine nella macchia è un indice importante di valutazione. Per questo motivo il vedere diffuse in ogni dove le immagini delle tavole originale di Rorschach oltre ad indignarmi mi lascia anche basita.

Ancor più basita mi lascia la richiesta di una professionista che dovrebbe sapere qeusto se vuole pubblicizzarsi inserendo nei propri biglietti da visiti una di queste immagini. E basita mi lascia la risposta, che se legalmente è corretta, non è però deontologicamente orientata e tutelante per la nostra professione.

7 Redazione Centro HT alle ore 08:48 del 19/10/2011

Gentili utenti vi ringraziamo per i commenti che avete lasciato.

In risposta ad alcuni di voi vorremmo chiarire che tra i nostri servizi gratuiti c'è anche quello di fornire informazioni ed è ciò che è stato fatto.
In questo AdR abbiamo "detto" che legalmente è possibile fare una cosa, abbiamo però anche sottolineato che dal punto di vista della tecnica e della pratica professionale, posto che una cosa sia legalmente fattibile, occorre valutare l'opportunità di farla.

In ogni caso ricordiamoci sempre che la psicologia ha molti approcci, che sono a tratti anche completamente diversi tra loro e quindi utilizzano tecniche altrettanto differenti... e che ogni professionista mette inevitabilmente all'interno di queste tecniche anche se stesso, con i vantaggi ed i limiti del caso.

In questi casi il vero errore è spesso credere in verità assolute: "così è giusto e così è sbagliato".

Fermo restando quanto detto, siamo convinti che il nostro compito nel rispondere a queste domande non sia quello di prendere posizione sul caso specifico, ma sottolineare che ci possano essere dei problemi tecnici (cosa che è stata fatta) e rispondere puntualmente al quesito posto.

Redazione HT

8 dr. donadej alle ore 15:57 del 05/01/2012

il collega ritiene evidentemente interessante, carina, accattivante, indicativa di una certa professionalità una tavola del rorschach.. praticamente alla stessa stregua di un fonendoscopio per pubblicizzare un medico. perplessa e annebbiata mi domando che nuova generazione di colleghi stia venendo fuori. cosa ci possa essere nella loro testa. di certo il test non l'ha studiato e non sa di che si tratta.. ed è possibile che si venga fuori dalla facoltà senza aver idiea di cosa sia il rorschach? finisco col non riconoscermi in questa gran quantità di 'psicologi per caso', che affossano la professione depauperandola di ogni dignità scientifica.

difenderò ad oltranza tutti i nostri strumenti psicodiagnostici, che ancorché fallaci, ci permettono di approfondire la conoscenza dell'altro e di effettuare diagnosi più validabili oggettivamente. e continuerò a lottare per affermare una psicologia basata sulla scientificità malgrado la nostra categoria stia scadendo verso livelli di professionalità sempre più bassi. sicuramente per la felicità di chi ha permesso che le nostre facoltà non fossero a numero chiuso! abbiamo bisogno di belle menti vivaci e colte e ci troviamo immersi in una marea di pressappochismo da terza media.. che avvilimento!

9 Cippo alle ore 16:41 del 27/05/2012

Storicamente, ho sempre trovato singolare il fatto che la fallacia del test di Rorshach che, almeno coloro i quali esercitano la professione medica in base a un criterio almeno parzialmente scientifico, non possono non considerare determinante, ANCHE considerata la atavica mancanza di strumenti diagnostici in psichiatria, non abbia indotto immediatamente a un abbandono di questa pratica. (Capisco che la psicologia vuole potersi permettere di essere un po' meno determinista e più elastica, però non può ignorare, perlomeno, l'esistenza del problema) 

Credo che sia pacifico, seppure vale ricordarlo, che la mancanza di metodi alternativi NON deve essere in alcun modo rilevante nel riconoscimento del valore del test di Rorschach.

Continua..

10 Cippo alle ore 16:41 del 27/05/2012

 

Ora diamo per scontato, per assurdo, che il test di Rorshach sia riconosciuto in forma assoluta come infallibile. 

In base a un semplicissimo processo logico, un medico che utilizzi il test di Rorschach come strumento diagnostico sapendo che è importante che il paziente non conosca le tavole, al momento che le tavole sono SIA di pubblico dominio SIA facilmente consultabili, sarebbe una pratica, semplicemente, SCONSIDERATA.

Ciò detto, inserire una tavola di Rorschach in un biglietto da visita rimane una scelta meramente stilistica, che facilmente potrebbe risultare fin troppo banale, seppure pare non ci sia mai fine alla banalità.

A mio parere, tuttavia, un tale utilizzo dell'immagine del test di Rorschach con intento polemico, ad esempio in risposta alla melma di patetica presunzione di alcuni commenti di questo post e soprattutto ai ciechi detrattori delle profonde ed argomentate critiche fatte al suddetto test, a maggior ragione in tempi in cui pare si guardi con nostalgia al medioevo e alla scienza come ad un semplice vincolo burocratico, un intento polemico, dicevo, se non decisivo sarebbe quantomeno apprezzabile.

In ultimo, ringrazio colui che ha risposto alla domanda posta inizialmente, in modo puntuale e senza buttarla in caciara, come invece hanno fatto in molti qui sopra.

 

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