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La raccolta della storia di vita nell'intervento psicologico

L'articolo "La raccolta della storia di vita nell'intervento psicologico", parla di:

  • Importanza della raccolta della storia di vita
  • Alcuni esempi pratici
  • Informazioni utili da raccogliere
Psico-Pratika:
Numero 157 Anno 2019

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La raccolta della storia di vita nell'intervento psicologico

A cura di: Luisa Fossati
La raccolta della storia di vita nell'intervento psicologico
La raccolta della storia di vita nell'intervento psicologico
Gli interventi dello psicologo e dello psicoterapeuta possono essere tanti e di varia natura; possiamo intervenire per supportare una persona dopo un evento traumatico, intraprendere un percorso di psicoterapia, di counseling; possiamo essere chiamati per una consulenza psicodiagnostica in un contesto clinico o forense.
Una cosa in comune però hanno la maggior parte degli interventi: la raccolta della storia di vita.
Spesso rilevo che questa fase si tende a sottovalutarla perché la si vede secondaria rispetto all'obiettivo della consulenza (ad esempio la valutazione psicodiagnostica in ambito giuridico per individuare le conseguenze psicologiche di un incidente) mentre è una chiave di lettura fondamentale.
Perché questo? Perché la storia di vita ci dice molto su quali siano le "lenti" che la persona ha costruito per guardare il mondo e come se le sia costruite. Facciamo un esempio. Prendiamo una persona che ci porta il suo malessere legato a un contesto di lavoro che sente non valorizzante e che porta a sentirsi spesso in ansia, con preoccupazioni e di cattivo umore.
Certamente a nessuno fa piacere non essere valorizzati; tuttavia, è possibile che qualcuno abbia "lenti" più sensibili di altri. Una persona che nel corso della sua vita ha ricevuto feedback negativi dai genitori o nel contesto scolastico, può sviluppare una sensibilità maggiore al giudizio dell'altro e al bisogno di approvazione.
Attenzione: a volte non è così immediato il collegamento; a volte i ricordi non sono nitidi oppure sono contrastanti.
Prendiamo la fobia. La fobia può essere (come spesso accade) la conseguenza di una storia di vita costellata da traumi più o meno forti e accessibili alla memoria. Una persona che ho seguito, ad esempio, è arrivata in studio lamentando la fobia di volare. Lavorando sul passato ha compreso come la fobia fosse nata in una fase della sua vita in cui voleva fuggire dalla sua famiglia ma non poteva; non vedeva vie d'uscita e si sentiva in trappola. Tutte le situazioni in cui non poteva scappare la facevano cadere in uno stato di angoscia e di panico.
Ancora, prendiamo una persona, in contesto forense, che si presenta per certificare una sintomatologia ansiosa che, a suo dire, è conseguente a un maltrattamento sul lavoro. La sintomatologia ansiosa che storia ha? Era presente in qualche modo prima dell'episodio? Chiaramente, se una persona presenta una sintomatologia ansiosa da sempre, è più complicato ipotizzare che l'ansia sia scaturita dall'evento in sé; magari si può ipotizzare che possa essere peggiorata (con dati alla mano ovviamente).

In generale, le informazioni utili da raccogliere possono essere:
  • Storia familiare: i genitori erano figure di riferimento? La persona sentiva che poteva affidarsi a loro sul piano emotivo e pratico? Quali sono stati gli eventi peggiori relativi alla famiglia di origine?
  • Storia scolastica: i ricordi che ha sono positivi? Lo sguardo sprezzante di una maestra può avere effetti anche nel lungo periodo...
  • Storia relazionale: la persona ha amici? Ne ha avuti? Sente di avere una rete affettiva intorno a sé?
  • Storia della salute: la salute nel corso di vita com'è stata? Ci sono state malattie gravi? Diagnosi difficili da gestire?
  • Storia professionale: quando ha iniziato a lavorare? Come si trovava? Piaceva il lavoro? Quali erano le aree di forza e quelle in cui si sentiva meno efficace?
  • Storia della famiglia attuale: la persona è single? Ha figli? Come sono i rapporti interpersonali con l'altra persona?
  • Storia degli eventi peggiori: quali sono stati gli eventi peggiori della sua vita?
  • Storia degli eventi positivi: quali sono stati gli eventi più belli della sua vita?
Esaminando questi aspetti (anche se non sempre è necessario andare in profondità su tutti) è possibile avere una visione più chiara dell'idea che la persona ha di sé, come si vede, come si percepisce, quali sono le "lenti", gli schemi di riferimento con cui guarda se stesso e gli altri.
Come mi diceva il mio docente di psicodiagnostica: "se nelle parole del tuo capo senti la critica, il giudizio è doloroso, ma se quella critica e quel giudizio vanno a battere su un'idea di te in cui senti di non valere abbastanza, allora diventano un massacro".
Suggerisco quindi ai colleghi di crearsi uno schema di riferimento per l'indagine della storia di vita delle persone con cui si andrà a lavorare. Ce ne sono tante di interviste pre-confezionate. Personalmente, però, mi sento di suggerirvi di trovare il vostro schema e seguire la vostra sensibilità clinica per fare domande e chiedere.
Bibliografia
  • Berselli, E.; Menozzi, F. (2019). La raccolta dei dati bio-psico-sociali. Firenze: Hogrefe editore
  • Giusti, E.; Vigliante, M. (2009). L'anamnesi psicologica. Tecniche e strumenti operativi per la presa in carico. Roma: Sovera edizioni.
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