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Come psicologo posso condurre gruppi mindfulness?

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Come psicologo posso condurre gruppi mindfulness?

L'articolo "Come psicologo posso condurre gruppi mindfulness?", parla di:

  • La normativa di riferimento
  • La responsabilità professionale dello psicologo
  • Conoscenza e competenza
Psico-Pratika:
Numero 130 Anno 2016

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A domanda HT Risponde: 'Come psicologo posso condurre gruppi mindfulness?'

A cura di: Redazione
Come psicologo posso condurre gruppi mindfulness?
Domanda pervenuta in redazione il 14 Settembre 2016 alle 09:54
Come previsto dalla legge istitutiva della professione (L. 56/89, art. 1) e da diversi articoli del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani (C.D. artt. 3, 14, 24), lo psicologo può lavorare anche con il gruppo.

Quindi, in sostanza, sì: lo psicologo può condurre qualunque tipo di gruppo - fatta eccezione per i gruppi di psicoterapia, che sono di pertinenza esclusiva dello psicoterapeuta - ma, come per ogni prestazione professionale, anche per lavorare con il gruppo deve avere acquisito una debita competenza (art. 5 C.D.).

Come previsto dall'art. 3 del C.D., lo psicologo opera al fine di promuove il benessere psicologico dell'individuo, del gruppo e della comunità, ed "è responsabile dei propri atti professionali e delle loro prevedibili dirette conseguenze".
Il lavoro attraverso il gruppo è un ottimo strumento per favorire il benessere psicologico, ma, come per ogni strumento, occorre conoscerne "i meccanismi di funzionamento e accordatura" per impiegarlo al meglio.

Lo psicologo, in ragione della propria responsabilità professionale, è tenuto a conoscere (attraverso lo studio e/o formazione/pratiche personali) le dinamiche di gruppo, le pratiche/tecniche che voglia utilizzare (la mindfulness, come in questo caso, ma anche il training autogeno, per fare un altro esempio) e deve, inoltre, conoscere e comprendere le controindicazioni. Ossia, posto che gli strumenti professionali sono in potenza tutti utili, non tutti sono adatti a tutte le situazioni, contesti e persone. Per alcune persone il lavoro in gruppo - o un tipo particolare di lavoro in gruppo, come appunto quello con la mindfulness - può essere destabilizzante o non produttivo; lo psicologo deve essere in grado, quindi, di riconoscere l'inappropriatezza strumento-persona e proporre a quest'ultima strade alternative affinché possa lavorare sulle proprie difficoltà (come previsto anche dall'art. 27 del C.D).

In conclusione, lo psicologo può condurre gruppi di diverso tipo (esclusi quelli psicoterapeutici) purché abbia le competenze per farlo. Ovviamente nessuno "nasce imparato" e le cose si apprendono meglio man mano che si fanno, sperimentandosi sul terreno professionale, ma prima di fare e soprattutto di saper fare è necessario sapere: ben venga la sperimentazione, ma non è da confondersi con l'improvvisazione.


Riferimenti Normativi:
  • Legge 18 febbraio 1989, n. 56: Ordinamento della professione di psicologo
  • Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.
Commenti: 3
1 Raffaella Arrobbio alle ore 10:37 del 04/10/2016

Complimenti al collega che dimostra sensibilità alla deontologia professionale!

Direi che la domanda "posso guidare gruppi di mindfulness?" se la dovrebbero porre i tanti NON psicologi che conducono tranquillamente gruppi di mindfulness e quando occorre non si rifiutano neanche di seguire nel gruppo persone che hanno qualche difficoltà psicologica ed emotiva.

Mi chiedo cosa aspettino gli Ordini professionali a regolamentare meglio la cosa, per evitare il dilagare di "mindfulness selvaggia".

2 Loredana Giacosa alle ore 11:10 del 04/10/2016

Buongiorno a tutti!

Sono psicologa e psicoterapeuta sistemico-relazionale, con un master in Tecniche di Rilassamento e una formazione in Mindfulness Psicosomatica.

Per rispondere al commento di Raffaella. Perfettamente d'accordo con te sul fatto che spesso "non psicologi" si appropriano volentieri delle nostre tecniche e si mostrano, diciamo, più spregiudicati di noi...Tuttavia ci sono diversi tipi di mindfulness e, fatta eccezione per i protocolli terapeutici (MBSR, MBCT), non sono ad appannaggio esclusivo degli psicologi, anzi, spesso sono tecniche più conosciute dagli operatori olistici (per generalizzare), che nel complesso hanno più esperienza di noi psicologi nel campo della meditazione. Il problema, come segnali tu, è che non tutti sono così competenti (talvolta così onesti) da sapersi fermare ed inviare ad altro professionista i casi che esulano dalle loro competenze...

3 Roberto alle ore 11:34 del 04/10/2016

Il termine è adoperato in modo riduttivo e spesso generalizzato.

Non tutti gli psicologi hanno competenze di meditazione ed è vero inoltre che quest'ultima non la si acquisisce partecipando a qualche corso o pseudo percorso formativo.

Riguardo all'uso dei protocolli vari, MBSR, MBCT, MBRP etc, se citati è necessario avere la formazione idonea acquisita munita della dovuta certificazione. Quest'ultima non esclude i non psicologi e/o diverse professionalità. Ma se non si adoperano  i suddetti acronimi tutti possono utilizzare il termine poiché si tratta di pratiche non esclusivamente psicologiche ma spirituali. Rammento inoltre che alcune psicoterapie (transpersonali) sono operative da sempre. 

In qualità di psicologo psicoterapeuta  ritengo che l'essere "psi..." non garantisca qualità e serietà poiché l'argomento è complesso e molto di moda. Tutti ne parlano, tutti la fanno ma pochi la vivono.  La meditazione va vissuta poiché è una pratica di vita.

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