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Psicologia per psicologi - A proposito della legge 14.01.2013 nr 4 albo non professionali.
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A proposito della legge 14.01.2013 nr 4 albo non professionali.

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A proposito della legge 14.01.2013 nr 4 albo non professionali.

Libero pensiero: A proposito della legge 14.01.2013 nr 4 albo non professionali.

Scritto da: Vincenzo alle ore 19:17 del 08/04/2013

Con l'entrata in vigore di questa legge è lecito porsi una domanda che spero possa avere una risposta ben precisa. Per essere psicologo devi aver superato l'esame di stato ed essere iscritto all'albo. Se invece non superi l'esame di stato sei Dottore in psicologia (almeno il titolo di studio non puo' essere messo in discussione) Poichè personalmente ritengo gli albi esclusivamente luoghi di intrighi e di potere che hanno il solo scopo di mantenere in vita una burocrazia farragginosa  e di  chiara  nomnclatura tipo soviet suprem, vorrei sapere se tutti i dottori in psicologia possono aderire alla legge 14.01.2013. E' sotto gliocchi di tutti che in Italia sono prosperate una miriade di attività atte al benessere mentale di chiunque. Non vedo perchè il     dottore in psicologia non possa gestire pazienti ansiosi quando il mercato di coloro che fanno training autogeni, tecniche di rilassamento e quant'altro è pieno (e si fanno anche pubblicità). Invece noi anche se vogliamo fare pubblicità, come previsto dalla legge Bersani dobbiamo passare comunque sotto la gogna dell'albo che deve sindacare se la tua pubblicità è o non è conforme al codice deondologico. E' pleonastico giacchè la stessa legge lo mette in evidenza. Così mentre i nostri presidenti degli ordini continuano a scrivere e a fare i burocrati (tipo soviet suprem) gli altri ci mangiano la pappa in testa. Ora se la legge in questione consente al Dottore in Psicologia di fare colloqui orientativi, di fare formazione per conoscere come superare attacchi di panico, oppure consigliare come gestire certi disagi emotivi non vedo perchè uno deve spendersi e spendere in esame di stato. La mia proposta sarebbe Laurea+tirocinio e poi iscrizione all'albo. Pagando tutte le gabelle in essere. Forse perderebbero gli editori e gli scrittori di quegi inutili libri che recitano "Come superare l'esame di stato". Spero che qualcuno possa essere esauriente, con dati di fatto, alla mia domanda: Puo' un dottore in psicologia iscriversi all'albo previsto dalla legge 14.01.2013?

Commenti: 5
1 giovanna alborghetti alle ore 08:12 del 09/05/2013

Giusta domanda la tua e giusta riflessione. Non esisste un albo per le "nuove professioni" che la Legge 14.01.2013 norma. Quelli a cui aderiscono i counselor, ad esempio o i mediatori familiari, sono Registri nazionali ai quali ci si iscrive dopo aver frequentato la scuola prevista per il tipo di professione (tre anni per i counselor, due per i mediatori familiari) e aver superato un esame scritto e orale che, però, non è un esame di stato. In realtà, le questioni che si pongono e restano irrisolte sono più di una. Certo che un Dottore in Psicologia può iscriversi a questi Registri nazionali (uso il plurale, perché ogni associazione ha il suo, quindi, credo, siano tre o quattro), ma deve aver frequentato la scuola prevista per intero o può sostenere un colloquio e, semmai, partecipare solo all'esame? C'è poi la questione dell'IVA che non è cosa di poco conto. Uno psicoterapeuta emette una ricevuta, non ivata, che il suo paziente può scaricare fino al !9%, perché trattasi di prestazione medica. Un counselor o un mediatore familiare deve emettere fattura, gravata da IVA al 21% e il suo cliente non può scaricare nemmeno un euro. Lo psicologo e/o psicoterapeuta svolge una professione considerata sanitaria, il counselor, il mediatore familiare, lo psicopedagogista no. Il pedagogista clinico, sì. Qualche anno fa, la professione di pedagogista clinico (scuola triennale, unica in Italia, totalmente superprivata) è stata riconosciuta professione sanitaria e consente la stessa fatturazione che è prevista per medici e psicologi, ma nessuno ne ha parlato. (http://www.isfar-firenze.it/?action=notizie&idnotizia=10)

Su questa scuola, ad esempio, che impegna alla diagnosi, che usa test, che "valuta" il Q.I. ecc. ecc., non ho mai sentito proteste o strali degli albi degli psicologi.

Spero di esserti stata utile.

Giovanna

2 VALENTINA alle ore 08:51 del 09/05/2013

SONO CURIOSA DI VEDERE COME AGIRA' IL MINISTRO CARROZZA IN MERITO.. COMUNQUE A MIO PARERE, SE PASSA QUESTA LEGGE, A QUESTO PUNTO DOVREBBERO ABOLIRE ESAMI DI STATO E ORDINI PROFESSIONALI.. NON VI PARE?

3 Simone alle ore 09:58 del 09/05/2013

La Legge 4/2013, che a parere mio ha alcuni difetti strutturali che non le consentano di raggiungere gli scopi per i quali nasce, riconosce un sistema duale in cui da una parte ci sono le professioni organizzate in ordine e collegi e dall'altra i professionisti (non sanitari) che possono iscriversi ad associoazioni di categoria chiamate a tutelare sia i loro iscritti che gli utenti committenti. La professione di psicologo è vincolata non soltanto alla laure universitaria magistrale, che non ha valore professionalizzante, ma anche ad un percorso post-universitario regolamentato che garantisce e tutela l'utente.

Una precisazione su quanto scrive Giovanna: il Pedagogista clinico non è una professione sanitaria, non fa aftture di tipo sanitario, non valuta il QI, come ampiamente dimostrato non soltanto dalle dichiarazioni dell'ente formatore o dell'associaizone che ne tutela e riconosce la formazione, ma anche dalla numerosa letteratura in merito; si tratta di un profesisonista in aiuto alla persona che agisce con modalità educative.

Trovo che la legge, come detto, abbia numerose criticità e, così come formulata, non raggiunga il vero e proprio obiettivo della tutela del cittadino consumatore. Si poteva fare meglio, ma l'unione europea ci chiedeva di fare presto sull'argomento...

4 Margherita alle ore 14:37 del 09/05/2013

- Gli psicologi cercano di adattarsi alle nuove regole del gioco. Chi trova le opportunità e chi gli ostacoli, comunque c'è un pò di confusione e il bisogno di confronto tra i colleghi, specialmente quelli che hanno impiegato energie e denaro per l'esame di stato e l'iscrizione all'Ordine. L'Ordine svolge il suo lavoro, ma spesso viene sentito come un freno, mentre altre professionalità si propongono al mercato con le proposte più specifiche e accattivanti e soddisfano la domanda del "mercato". Forse una pubblicità comparativa fra offerte degli psicologi e non potrebbe aiutare al mercato nella scelta a chi rivolgersi e per che cosa.

- Il "mercato" forse diventerà più confuso di prima in quanto gli operatori con minori professionalità e che fino ad ora lavoravano di nascosto, si faranno le pubblicità colorite legittimando le attività proposte con l'adesione ad una delle associazioni/ordini che soddisfano le nuove regole del gioco.

Forse chi è messo peggio sono le persone che hanno difficoltà di distinguere l'operatore del benessere adatto per il proprio caso. Se prima lo psicologo si occupava della salute mentale, ora per la nuova definizione del concetto "salute", lo psicologo si occupa del benessere. Il rischio del passggio nella categoria sovraordinata è quello di essere ingioati dai pesci più grossi con i quali il pubblico identifica questo concetto.

Forse il pubblico dovrebbe avere delle adeguate informazioni sulle attività di singoli operatori per poter operare le proprie scelte? quindi forse l'Ordine degli Psicologi, se non vuole perdere gli iscritti, dovrebbe rendersi flessibile, adattato alle nuove regole del gioco e riconfigurare la figura dello psicologo in chiave moderna e più vicina al pubblico. 

5 giovanna alle ore 09:39 del 10/05/2013

Sfogo: leggi e leggine ILLUSORIE. Non favoriscono una vita migliore alla popolazione che vuol dare o ricevere aiuto.

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