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Un sorriso in più al giorno: per una 'psicoterapia' quotidiana

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Un sorriso in più al giorno: per una 'psicoterapia' quotidiana

Libero pensiero: Un sorriso in più al giorno: per una 'psicoterapia' quotidiana

Scritto da: Alessandro Grandini alle ore 09:42 del 07/02/2013

Ho l'impressione che si perda sempre di più la dimensione umana della relazione.

In contesti cittadini caotici, in contesti rurali sempre più anonimi, immersi in vite frenetiche ci si dimentica un po' che siamo circondati da persone. Noi stessi psicologi la utilizziamo in maniera 'strumentale'; in un'ottica costruttivista la realtà personale è frutto della interpretazione, della capacità di scoprire e sfruttare le affordances che il mondo ci mette a disposizione, e solitamente la maggior parte delle affordances che cogliamo negli altri nostri simili sono limitazioni, ostacoli, fastidi.

E se provassimo a partire dal singolo a cambiare le cose? Con un piccolo gesto, un sorriso gratuito al giorno ad una persona qualsiasi che non conosciamo, con cui incrociamo lo sguardo casualmente per la strada. Non si tratta di girare con un sorriso isterico stampato sulla faccia, e neanche di un ritorno alla filosofia hippie, ma più semplicemente di riabituarsi ad essere ciò che siamo, esseri umani e relazionali..e di allenarci a regalarci, e a regalare si spera, pochi secondi di umanità gratuita.

Sono rimasto colpito dalla quantità di risposte differenti ad un semplice sorriso, dall'indifferenza, allo scetticismo, alla curiosità..la potenza di un semplice sorriso come strumento relazionale è impressionante!

Ed inoltre, quale miglior strumento per una sana 'psicoterapia' quotidiana personale verso la ricerca del benessere dell'allenamento all'umanità?

Commenti: 10
1 Giovanna alle ore 02:06 del 07/03/2013

Sono contenta quando mi capita di sentire o di leggere discorsi profondamente sani come questi.

2 Rita alle ore 08:20 del 07/03/2013

non c'è cosa più bella della relazione e del sorriso...io amo sorridere e quando riesco lo faccio spesso, al supermercato, al parcheggio ....ed è davvero bello vedere e sentire la felicità negli occhi degli altri!

3 Sara alle ore 08:47 del 07/03/2013

proprio vero! un sorriso spesso cambia proprio la modalità di affrontare la giornata..per chi lo riceve e per chi lo da....per esperienza so che è molto difficile non rispondere ad un sorriso sincero con un altro sorriso!! ....poi per qualcuno è impossibile ma chi da non ha nulla da perdere

4 Annamaria alle ore 10:13 del 07/03/2013

Si, è proprio vero, un sorriso allarga il cuore e favorisce la relazione, specie quando è gratuito può essere una terapia alla portata di tutti; e allora cominciamo a sorridere con maggiore consapevolezza !

5 marcella alle ore 10:40 del 07/03/2013

un sorriso non è mimica facciale...sorridere è comunicare...può voler dire ti accetto...ti comprendo...sono disponibile...non sono ostile...imparare a sorridere vuol dire, quindi, cambiare la propria sprospettiva verso gli altri....io mi occupo di gestione costruttiva dei conflitti e so quanto può essere importante un sorriso. l'invito di Alessandro è importante e spero che in molti lo accolgano!

6 Stefano alle ore 10:41 del 07/03/2013

Sono profondamente d'accordo. Purtroppo si è persa la capacità e la voglia di stare insieme agli altri. E' vero che un sorriso "distende" le rughe, a noi e a chi lo riceve. E poi è contagioso, provare per credere! :-) Buona giornata a tutti

7 D.G. alle ore 11:10 del 07/03/2013

Un sorriso certo dal punto di vista umano è sempre arricchente...dipende però da che tipo di sorriso è, ci sono anche quelli taglienti.

Detto ciò, partendo dal presupposto che qui si parla di sorrisi nutrienti, se umanamente condivido quanto è stato fin qui scritto, professionalmente però vorrei ricordare che non possiamo confondere o comunque limitare l'agire terapeutico al sorriso. Il sorriso non basta in terapia e ci sono pazienti con i quali è fortemente sconsigliato sorridere, quanto meno in momenti delicati del percorso o in fase di scompenso acuto.

Insomma, già nella percezione comune la figura dello psicologo/psicoterapeuta è piuttosto confusa, non vorrei che ora si pensasse che chiunque sorrida possa essere terapeuta, non è prroprio così...

La vicinanza umana e presupposto importante in tutte le relazioni, anche in quella terapeutica,

ma sorriso e terapia non sono da confondersi.

8 Emanuela alle ore 12:34 del 07/03/2013

Sono d accordo spesso lo faccio ci proverò di più

9 gitta alle ore 17:46 del 07/03/2013

Mi sembra impossibile, per me che sono nata 70 anni fa, che oggi siamo arrivati al punto in cui si debba insegnare a sorridere. O forse no. A noi lo insegnavano i nostri genitori, non gli psicologi, che con il prossimo era meglio sorridere per rendersi più accettabili e non per mostrare disponibilità verso gli altri. Non dico che fosse meglio allora perchè era parte di un'educazione, forse un po' troppo propensa alla 'sottomissione' dell'indivuo agli 'altri' ma oggi è tutto il contrario. O forse c'è una tale diffidenza verso tutto e tutti che i genitori ti insegnano a non guardare negli occhi il prossimo e a non  abbassare mai  le difese e quindi a non sorridere. Auguriamoci un futuro migliore e una riscoperta di un'umanità più completa e disponibile, meno competitiva e più solidale. Un sorriso a tutti! BIU_

10 Massimo alle ore 09:41 del 10/03/2013

Cara Gitta, non so se sia utile confrontare il mondo di oggi con quello di qualche anno fa: le cose sono talmente cambiate, in bene ed in peggio, che un confronto, forse, non è davvero proponibile. Oggi gli psicologi, più gli psicoterapeuti (di cui sono un modesto esponente), nella pratica clinica, si trovano di fronte a situazioni talmente tanto paradossali da rimanere (se non si utilizzano le tecniche relazionali...) a bocca aperta. Altro che a sorridere, io, talvolta, mi trovo ad insegnare a respirare, non sto esagerando, scherzando o ironizzando...Per la vita che si conduce, molti o si dimenticano di farlo o lo fanno malissimo, con tutte le conseguenze fisiche che si può immaginare (ansia, dolori addominali e toracici, etc.). Certo, mi si potrà dire che respirano male perchè sono ansiosi (ad es.) e non che sono ansiosi perchè respirano male (anche se qualcuno ci prova a darmi questa spiegazione...), ma io parto sempre dalla cosa più semplice, ovvero cercare di restituire un buon automatismo respiratorio. Come si vede da questo futile esempio, altro che imparare a sorridere (obiettivo fine), qui bisogna partire dalle basi (obiettivo grossolano)...

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