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Diffondere la figura dello Psicologo del benessere.

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Diffondere la figura dello Psicologo del benessere.

Libero pensiero: Diffondere la figura dello Psicologo del benessere.

Scritto da: Simone alle ore 15:42 del 19/01/2013

Salve a tutti colleghi, sono Simone, ho 30 anni e sono iscritto all'Albo da qualche mese.

La questione che vorrei sollevare, nonchè anche la domanda che vorrei proporvi è la seguente: come si potrebbe fare a diffondere la figura dello Psicologo della salute/benessere, una figura che credo fortemente potrebbe avere grande terreno fertile sull'intero territorio Nazionale?

Sono alle prime armi, questo è vero, ma più passa il tempo più mi rendo conto di quanto sia diffcile scardinare nelle persone quell'idea secondo la quale si va dallo Psicologo/Psicoterapeuta (non me ne vogliano i colleghi che sono anche Psicoterapeuti) solo quando ci sono problemi "più seri" e non per cercare di allentare anche semplicemente quelle tensioni che caratterizzano la vita di tutti i giorni: lo stress, l' ansia, etc. migliorando così la qualità della vita.

Penso a possibili soluzioni lette un pò di qua e un pò di là su internet, come quella di rivolgersi presso le palestre, centri benessere etc. 

Secondo voi sono efficaci?; quale potrebbe essere la strada da seguire per migliorare l'immagine stessa dello Psicologo di fronte agli utenti?; voi quali soluzioni avete adottato, qualora aveste provato in tal senso?

Grazie.

Commenti: 30
1 Valentina Rinaldi alle ore 16:24 del 25/01/2013

Ciao Simone, io ho la tua età e come te sono all'inizio. Ho deciso di aprire il mio studio e da li ho cominciato a leggere articoli, siti sulla professione dello psicologo per capire che fare in questo marasma e sono giunta a una conclusione, anzi due:

1) Non dobbiamo dimenticarci che la nostra professione è l'originale. Siamo noi psicologi ad occuparci del bisogno di ritrovare una unità mente-corpo, la capacità di relazionarsi, fronteggiare lo stress, comunicare bene, prevenire il disagio, fornire strumenti, capire se stessi e gli altri. Quindi xè creare lo psicologo del benessere quando di base noi ci occupiamo già del benessere delle persone!?! Capisci cosa voglio dire? Mi sembra un pò come le nuove discipline, figure e corsi di empowerment, life coach, non che non siano utili, ma secondo me sono forme per rendere più fruibili dalle persone quegli strumenti che siamo sempre stati noi psicologi a fornire e che contunueremo a fare.

La questione critica è più il raggiungere l'utenza di cui ci accupiamo, e quì entra in gioco la mia seconda conclusione!

2) Dobbiamo comprare un ottimo libro di marketing per psicologi dove ci insegnino a promuoverci, ad usare il web, il nostro profilo facebook e twitter per comunicare anche con i colleghi, farci conoscere, ecc... 

Non voglio smontare la tua idea, voglio solo dire:" Non dimentichiamoci chi siamo e cosa facciamo, non facciamoci confondere le idee da tutte queste nuove figure. Dato però che di psicologi ce ne sono tanti, per lavorare dobbiamo fare un passo in più rispetto alle modalità tradizionali e quindi affidiamoci al marketing oltre che al passaparola, alle conoscenze sviluppate nei posti in cui abbiamo lavorato, ecc...

Dopo ognuno può sviluppare la sua professione nella direzione che più preferisce..."

 

2 Simone alle ore 18:04 del 25/01/2013

 

Ciao Valentina, mi fa piacere leggere la tua risposta, ma vorrei confrontarmi un attimo con te sui due punti che hai menzionato: premesso che sia pienamente d'accordo sul fatto che siamo noi Psicologi ad <<occuparci del bisogno di ritrovare una unità mente-corpo>> e quindi a rappresentare l'idea di benessere, la mia domanda si riferiva ad una questione ben precisa, riferendomi con ciò proprio ad una specifica direzione da prendere per esercitare la professione di Psicologo.

Infatti, non credo sia così facile far capire che la nostra professione può toccare anche più da vicino la vita quotidiana delle persone (e con Psicologia del benessere mi riferisco proprio all'idea dello star bene quotidianamente affrontando al meglio momenti più o meno difficili); mi viene in mente, tra l’altro, a questo proposito, proprio quell'idea di Psicologo di base di cui tanto si parla.

Per quanto riguarda il secondo punto, sono d’accordo e vorrei sapere da te come ti stai organizzando e quali strategie hai adottato.

Grazie.

 

3 Valentina alle ore 18:34 del 25/01/2013

Beh io seguo altri siti come www.coachlavoro.com; www.psicologialavoro.it; www.psicologo-milano.it

Il primo è bello, mi è servito per scrivere il curriculum ma più che altro ti da spunti su cui riflettere; il secondo è quello che mi ha fatto capire che faccio prima ad andare a comprare un libro di marketing x psicologo!Loro ti danno accesso a spezzoni di articoli o ad alcuni e.book gratuiti e lì sfrutto ma poi per accedere completamente alle risorse è necessario fare un abbonamento, il più costoso è di 157 euro l'anno. Il terzo sito è bellino, lui è giovane, fa molti video anche di interviste a professionisti che mette poi su you-tube e nel sito ci sono sempre aritcoli, risorse, info molto utili...

Dopo ritorniamo sempre al discorso di prima sono tutti colleghi che hanno trovato il modo di utilizzare il web e aspetti legati alla nostra professione per aumentare le proprie possibilità lavorative.

Io diciamo che non sono così avanti, per ora ti dirò sto utilizzando twitter come modalità di collegamento con altri colleghi o cmq con persone che a livello professionale mi interessano e per delineare così anche i miei ambiti di interesse. Se vuoi seguimi [chiocciola]RinaldiVale :)

Il profilo facebook invece lo sto modificando pian piano nel senso che prima pubblicavo e scrivevo le cose a livello ricreativo, ora invece pubblico solo cose attinenti a temi professionali o cmq seri, però ci sono ancora foto e amicizie che mi impediscono di usarlo prettamente a livello professionale. 

Per quanto riguarda come far sapere al mondo che ho aperto il mio studio, io per ora mi rifarò al passaparola, al presentarmi con un servizio da offrire ad una certa tipologia di utenza in diverse realtà...poi pian piano mi vengono le idee e le svilupperò concretamente...

4 Valentina alle ore 18:42 del 25/01/2013

Poi rispetto all'immagine dello psicologo e alla mentalità delle persone rispetto all'andare dallo psicologo, ti dirò io quando parlo con qualcuno e mi rendo conto che l'aiuto dello psicologo gli sarebbe utile glielo consiglio come se fosse la cosa più normale del mondo, con tutti perfino in famiglia ai miei zii che avevano problemi di coppia ad un certo punto, all'ennesima lamentela di mia zia, ho consigliato un mediatore familire!

5 Simone alle ore 12:16 del 26/01/2013

Ciao, bè devo dire che mi trovo molto d'accordo con le tue idee.

Conoscevo già un paio dei siti che mi hai esposto e anche io li trovo molto interessanti per "mettere in pratica il nostro lavoro".

Mi intresserebbe conoscere più da vicino il modo in cui utilizzi i social network (facebook in particolare visto che non ho twitter) e se pubblichi solo temi riguardanti il tuo ambito lavorativo oppure anche riguardanti la psicologia in generale.

Parlando ancora di social network vorrei consigliarti anche linkedin, un sito abbastanza interessante che ti permette di condividere, ma anche di conoscere possibili figure professionali con cui collaborare o approfondire certe tematiche (a queso proposito puoi contattarmi direttamente su linkedin Simone Costantini).

Infine, un ultima cosa: quando dici: "presentarmi con un servizio da offrire ad una certa tipologia di utenza",  a cosa ti riferisci in particolare?; ti presenti di persona oppure contatti l'utenza attraverso una mail per esempio?; presenti bozze di progetti oppure concordi prima i punti salienti con l'utente?

Grazie.

6 Valentina alle ore 18:46 del 26/01/2013

Linkedin c'è l'ho anche io e ti ho appena chiesto il collegamento! Spero sia il Simone giusto! ;)

Per quanto riguarda facebook come ti dicevo sto iniziando ora a renderlo più serio. Vedo i prfili di alcuni colleghi e noto che non hanno fotografie personali negli album, pubblicano articoli, ecc...io non l'ho reso ancora del tutto solo professionale anche xè la cosa che mi rende perplessa è questa: noi non possiamo avere come pazienti persone che conosciamo quindi che amicizie dovremmo avere su facebook x ampliare il nostro campo d'azione? Cmq sul sito che ti dicevo psicologialavoro.it c'è tutta una sezione su come fare marketing utilizzando facebook ma non l'ho mai letta, magari ci troviamo qualche dritta più concreta

Rispetto invece al presentarmi con un servizio da offrire, io prima formulerei un idea e poi invierei una mail alle risorse umane dell'azienda e cercherei di esporre la proposta e di fissare un appuntamento conoscitivo.

Ad esempio a milano da qualche tempo ci sono collaborazioni con le farmacie..c'è qualche articolo che spega come li hanno strutturati...sei tu cmq che ti accordi con il farmacista che i clienti possono tramite la farmacia fissare un appuntamento con te e tu sei in farmacia 2 ore alla settimana ad esempio..per i pagamenti non ricordo se era un servizio offferto dalla farmacia o se invece c'era qualche forma di pagamento da parte dei clienti..cerca gli articoli su uno dei siti di cui abbiamo parlato xè è li che lo avevo letto! Pensare a come raggiungere in modo nuovo le persone attraverso canali utilizzati più comunemente e sensibilizzando e diffondendo un idea del rivolgersi allo psicologo come dicevi tu!Renderlo normale, considerarlo una risorsa non solo in casi estremi.

7 Marcella alle ore 10:07 del 07/02/2013

ciao Simone, ho sorriso leggendo perchè io mi sto specializzando in psicoterapia, quarto anno, quindi mi occuperò anche di psicopatologie, ma sono al 100% una psicologa....e mi occupo di benessere. Condivido con te la bellezza dell'occuparsi di questa parte della psicologia, che sento molto autentica e potente, sopratutto se piace (non tutti gli psicologi per fortuna amano gli stessi ambiti, così c'è posto per tutti). Io mi muovo collaborando con enti e centri che si occupano non solo di psicologia (arteterapia ecc) e lavoro molto con laboratori di crescita personale, per niente psicoterapeutici, ma volti appunto al benessere. Sto iniziando a fare questo tipo di attività anche in privato, oltre che in collaborazione. Significa occuparti di temi strettamente psi e di temi creativi, dalla motivazione(scelte del quotidiano), all'attenzione (es.nello sport), al training autogeno, alla scrittura creativa (per questa la mia base di terapia gestaltica mi sta tornando molto utile!)....insomma, persegui nella tua idea e muovi tranquillo i primi passi, da fare ce n'è!

 Concordo anche nella non necessità di divenire tutti terapeuti, io ho fatto questa scelta per interesse autentico, ma cerca di capire che percorso post lauream potrebbe essere utile invece per te e per il tuo personale stile e modo di essere psicologo, per ottenere una formazione consistente e solida nel benessere. Potrebbe esserti utile un master? aggiornamento personale? una terapia personale? percorsi di gruppo? stage presso enti particolari? Cerca di arricchirti nell'area che intendi portare avanti come scelta professionale. Un grande in bocca al lupo!!! Forza e coraggio!!

8 maria alle ore 10:48 del 07/02/2013

Non sono una psicologa (sono un geologo) ma mi ritrovo a leggere le vostre email perchè la psicologia mi interessa molto, ci credo. Così, da "esterna" vorrei dire la mia sul quesito di Simone: perchè per sentirsi meglio si pensa solitamente di rivolgersi a palestre, centri benessere e non ad un psicologo? Caro Simone, una risposta è sicuramente questa: per un fatto economico!!! Non è una banalità. Lo dico perchè è la decisione che ho preso io. Avevo bisogno di qualcosa per stare meglio dato che vivevo, e vivo, un periodo difficile. Ho pensato a cosa fare e alla fine ho deciso di iscrivermi in palestra. Pago 50 euro al mese e riesco a scaricarmi un pò dallo stress e dalle ansie. Attenzione, non sto dicendo che è la stessa cosa che andare da uno psicologo!!!! Ci mancherebbe. Però non mi andava di andare a lasciare ogni settimana una cifra cospicua ad uno psicologo (due anni fa una vostra collega mi chiedeva 180 euro a seduta) in un momento di difficoltà economiche. La psicologia dovrebbe essere più accessibile a tutti. In questo momento se la possono permettere veramente in pochi...

Buon lavoro a tutti. Io vi apprezzo molto.

9 Lina alle ore 14:24 del 07/02/2013

IO sono Psicologa e Pisocterapeuta a lavoro da tempo nel campo. Mi sembra esagerato farsi pagare euro 180 a seduta

10 Lucia alle ore 15:18 del 07/02/2013

Anche io sono una neo-abilitata e vorrei occuparmi di benessere! La teoria rogersiana mi ha guidata verso questa strada e mi piacerebbe continuare a percorrerla...spero sia quella giusta.Gli ambiti di applicazione sono numerosi, credo sia corretto circoscrivere un pò il campo d'azione! Buon lavoro a tutti

11 lina alle ore 15:26 del 07/02/2013

Mi occupo di prevenzione alla salute, benessere a scuola

12 cristina alle ore 19:53 del 07/02/2013

sono psicologa  e psicoterapeuta sistemica dal 2004. sono rimasta esterrefatta dal costo pagato per una seduta. Normalmente nella mia città (pavia), il costo si attesta intorno ai 60 euro!

13 lina alle ore 22:58 del 07/02/2013

Anche da noi a Bologna

14 Roberto alle ore 15:14 del 08/02/2013

Ma veramente si pensa che una seduta di psicoterapia possa valere 180 Euro??La nostra cultura consumistica e mercantile può veramente giustificare una cifra così assurda ?Un meccanico guadagna circa 45 Euro/ora per riparare il motore di un’auto. Ma il motore lo ripara realmente. Però lui non ha fatto studi universitari. Un ortopedico guadagna circa 150-200 Euro/ora (in sala operatoria) per ricomporre e riparare un femore fratturato. Il suo lavoro è ben visibile e comporta il pagamento di un’assicurazione contro possibili gravi errori.Uno psicoterapeuta non fa nulla di concreto o che possa essere in qualche modo valutabile, evidenziabile.Il suo lavoro è fuori di qualsiasi metodo di controllo e men che meno di verifica di efficacia. Come se non bastasse, la seduta di psicoterapia non è come una visita dermatologica (120-150 Euro), cioè una tantum, ma prevede tempi di durata imprevedibile, anche nell’ottica di anni!  Purtroppo i fatti parlano da soli: se uno psicoterapeuta trova  chi gli dà 180 Euro a seduta, significa che quello è il suo valore di mercato. E il mercato è lo scenario della pura irrazionalità . Punto.

Con buona pace di K. Marx.

 

 

15 Filippo Cortesi alle ore 18:07 del 08/02/2013

Raccomando i gruppi-incontro guidati da uno psicologo. Soo, a volte, un po faticos ma sono costituii ds persone e tematiche del tutto reali.Aibituano al dialogo. In genere non costano molto. Anche dieci euro per ogni incontro di dur ore. Meglio se misti.

16 Marce alle ore 23:01 del 08/02/2013

Roberto..oibò..quanti la pensano come te... è un pensiero pauroso, deriva dal non aver mai avuto bisogno di uno psicologo e dalla sindrome di tommaso...se non vedo non credo...ti auguro di non averne mai bisogno...ma i pazienti che seguo vedono e sentono eccome la differenza tra l'essere seguiti da una psicologa e il non esserlo! così come chi chiede un aiuto ad un idraulico vedrà la differenza tra il pre e il post intervento....ma non la vedrà colui che non ha bisogno dell'idraulico!

e po hai mai pensato che a volte la concretezza si vede eccome..e non attaverso ossa o tubi idraulici...ma con la vita...mai sentito parlare di chi si occupa di psicopatologie che implicano forte rischio suicidario? be, se ti sembra poco anche questo....Indeciso.

Pace.

17 elisa alle ore 11:07 del 09/02/2013

ciao simone,

sono anche io molto interessata a questo settore e in proposito stavo visionando un paio di corsi uno all associazione APL e l altro di obiettivo psicologia con carattere e costi completamente diversi.Vorrei scambiare delle opinioni con te se li conosci e x capire che idee hai in mente. Contattami.

18 Roberto alle ore 17:22 del 09/02/2013

Marce ha interpretato  il mio intervento come una dichiarazione di sfiducia nella psicoterapia.  Così non è.

La differenza tra essere seguiti da una psicologa e non esserlo, mi sembra evidente. Ma è giustificato arrivare a pagare migliaia (sic!) di Euro per una terapia di mesi-anni? Quanti, pur avendo bisogno di un appoggio psicologico, desistono perché i costi sono troppo alti? Questo è il tema che proponevo. E’ lecito arrivare a chiedere 160 Euro a seduta? Qual è il metro di misura per stabilire il valore in moneta di una prestazione  di psicoterapia? Esiste un limite morale nella “libera” professione? E ci metto anche la classe medica dalla quale provengo. Un endocrinologo non può (e invece sì che può) chiedere 120-150 Euro per controllare gli esami della tiroide e fare anche una palpatina della medesima. Questo folle mercato della salute, dopo aver creato una inesauribile domanda,  ci ha reso incoscienti e passivi consumatori.  Abbiamo consegnato le chiavi della nostra salute (psico-biologica) nelle mani di liberi professionisti che ci fanno pagare la cifra che il libero mercato consente.

 

 

 

 

19 lina alle ore 18:36 del 09/02/2013

Credo che n tutte le cose si voglia equilibrio e buon senso

20 maria alle ore 10:13 del 11/02/2013

Visto che ho scatenato io la questione dei 180 euro a seduta, voglio precisarvi che mi è realmente accaduto. Quella professionista è considerata la migliore nella mia città (Bari) ma io, dopo tre sedute, ho deciso di smetterla, non solo perchè era una spesa impossibile ma anche perchè nell'ultima seduta parlava al telefono mentre io le stavo raccontando del mio aborto... Non vi racconto frottole, è ciò che mi è successo. Detto questo io credo tantissimo nella psicoterapia e mi piacerebbe ricominciare se trovassi un professionista serio e con tariffe umane, considerato che , come dice Roberto, dallo psicologo non si va una tantum! Sarebbero interessanti i gruppi-incontro di cui parla Filippo ma...ce ne saranno a Bari????

Cari amici psicologi, riflettete MOLTO sulla questione delle tariffe. E' il motivo principale per cui la gente si mantiene lontana dalla psicologia.

21 matteo alle ore 16:31 del 11/02/2013

mi pare che la crescita personale sia inquadrabile nell'educazione alla consapevolezza e prevenzione. gli incontri individuali di questo tipo, a mio avviso, sono sprecati. più produttivi, a mio avviso, sono gli incontri di gruppo: l'utente risparmia ed ha possibilità di confrontarsi, il che non è di secondaria importanza. i costi in questo modo potrebbero scendere con vantaggio sia per lo psicologo che per gli utenti. 

22 Marco alle ore 23:57 del 11/02/2013

 

Anch'io sono un interessato di psicologia.

Anche a mio parere sono più produttivi gli incontri di gruppo, avendo la possibilità di confrontarsi con altri, condividere e apprendere altri punti di vista.

Ho avuto anch'io un esperienza alquanto negativa con una psicologa.Anche lei mentre le parlavo durante la seduta, mandava sms; non solo, s'era presa una tale confidenza che sinceramente da un professionista non mi sarei mai aspettato e mi son sentito dire delle cose che m'hanno lasciato allibito non poco.

Sinceramente dopo questa esperienza, a causa di questa "professionista" avevo perso la fiducia in tutta la categoria ed ero ditubante sul fatto di rivolgermi ad un altro.

Fortunatamente la psicologa alla quale mi son rivolto dopo, anche per rimediare ai danni causati dalla prima, è una Psicologa con un etica e che svolge il proprio lavoro con passione, come la maggior parte.

23 Massimo alle ore 19:59 del 12/02/2013

Purtroppo la cattiva esperienza di Maria rispetto le tariffe degli psicologi porta ad una generalizzazione che, innestata in un pregiudizio, diventa estremamente deleterio sia per i professionisti "onesti" sia per un giudizio un pochino più obiettivo sulla Psicologia in generale. Ma al giorno d'oggi quale terapeuta può chiedere 180 euro. Pensiamo un pò: o chi ha un'esperienza e un curriculum enorme (ma in questo caso tutte quelle esperienze, generalmente, lo fa riflettere proprio sul fatto che, per aiutare genuinamente il prossimo, non c'è bisogno di alzare così le tariffe) oppure chi crede che più la tariffa è alta e più il paziente pensa che il professionista è bravo (in questo caso l'esempio si commenta da solo...). Sono anni che pratico la professione e posso garantire che circa il 95% dei colleghi che frequento (ma anche chi non conosco direttamente) pratica tariffe assolutamente concorrenziali ed accessibili (i più cari, di questo 95%, sono tra i 90 ed i 100 euro, il restante 5% non va oltre i 130/140 euro...). Con la crisi di oggi, anzi, mi trovo a consigliare giovani colleghi di non andare troppo sotto con il minimo (c'è chi vorrebbe fare sedute a 30 euro...) in quanto: 1) come fanno a sostenere i costi della professione (Enpap, tasse, partita iva, commercialista, eventuale affitto di studio, etc.)?; 2) tariffe troppo basse non tengono conto dello sforzo avuto dal terapeuta sia nella formazione che nell'impegno quotidiano nei confronti del paziente; 3) tariffe troppo basse non fanno rendere conto ad alcuni pazienti di quanto sforzo ed impegno (e sacrifici) devono mettere per poter usufruire di un buon lavoro terapeutico (c'è chi preferisce non riunciare ad una pizza piuttosto che continuare ad andare dal terapeuta...); etc. etc.

24 Simone alle ore 20:12 del 12/02/2013

Un saluti a tutti, sono tornato per caso a rileggere i commenti scaturiti dalla mia domanda (ci deve essere stato qualche problema con il sito visto che non mi arrivavano le newsletter) e sono rimasto sorpreso. Mi fa piacere aver stimolato questa discussione ed aver ottenuto informazioni e pareri particolarmente interessanti che mi hanno aiutato a chiarirmi meglio le idee. Dai vostri commenti ho quindi capito che forse, in fondo, qualche speranza c'é di riuscire in questo settore, anche se bisogna insistere parecchio. Vorrei rivolgermi brevemente ad Elisa rispondendole che si, conosco le "scuole" di cui mi ha parlato, pertanto lascio il mio contatto mail così da poter approfondire la questione su quale sia la scelta migliore del corso (dott.costantinisimone[chiocciola]gmail.com). In merito alle considerazioni che sono scaturite da Maria, bé, devo dire che anche io sono rimasto abbastanza stupito del costo richiesto dalla Psicologa/Psicoterapeuta di Bari, tuttavia la mia idea di Psicologo del benessere vuole proprio evitare questo genere di situazioni cercando di far avvicinare l'utenza ad usufruire delle competenze dello Psicologo in maniera molto piú "soft" (se cosí si puó dire) con costi contenuti, ma con maggiore fruibilitá dei servizi offerti. In questo modo ci sarebbe piú lavoro per noi Psicologi, non credete? Ecco, é in questo senso che credo fortemente in questa forma di Psicologia, capace secondo me, di riuscire ad avvicinare molto di piú gli utenti a noi Psicologi, quasi alla stregua e se non di piú di una palestra.

25 Luciana alle ore 07:54 del 04/03/2013

Simone hai ragione, sembra si siano tutti dimenticati delle tua domanda iniziale. Esercito la professione di terapeuta da pochi anni ma, nella mia piccola esperienza, proverò a dare risposta alle tue domande. Credo che il modo più efficace per migliorare l'immagine dello psicologo sia quello di lavorare bene, all'inizio mi sono state molto utili le supervisioni per sentirti più tranquilla e risolvere eventuali dubbi, ma questa e' stata la mia soluzione. In generale il confronto e l'aggiornamento ti permettono di lavorare bene e di presentarsi bene ai pazienti. Per ciò che riguarda il secondo punto, la promozione del proprio ambito, credo che tu debba contattare i luoghi che ritieni possano aiutarti a trovare i pazienti che cerchi. Credo all'inizio sia necessario contattare un po' di persone, medici, farmacisti, etc, e spiegare bene cosa si fa, cioè che idea di cura psicologica abbiamo in testa e proponiamo. Quando avrai trovato qualcuno che condivide il tuo pensiero potrai dire di aver trovato un buon inviante! Per ora in bocca al lupo

26 lina alle ore 10:57 del 04/03/2013

Sono d'accordo con te Luciana. Io sono molti anni che faccio la professione e all'inizio mi sono mossa così. Quello che fa la differenza è lavorare bene, con senso di responsabilità e umiltà. 

27 Simone alle ore 12:29 del 04/03/2013

Grazie Luciana per le informazioni utili. Ti confesso però che la maggior parte delle difficoltà le sto incontrando proprio nella ricerca e nel contatto di persone, medici, farmacisti etc. Trovo infatti molte resistenze (soprattutto farmacie che potrebbero essere secondo me un gancio molto utile per arrivare a "pubblicizzare" questo tipo di psicologia), ma credo sia solo una questione di pazienza, giusto? Ciao.

28 Luciana alle ore 15:33 del 04/03/2013

Credo di si! Pazienza e la parola d'ordine. Spesso le farmacie preferiscono collaborare con chi fa loro vendere prodotti. Ma non sono tutte così! Ci vuole costanza, tanta e un pizzico di iniziativa.

29 Marco alle ore 23:51 del 05/03/2013

Pienamente d'accordo con Luciana e Lina, svolgere bene, con passione e buon senso il proprio lavoro, come in tutti i campi è il miglior biglietto da visita, anche perchè è inevitabile il passaparola tra pazienti. Tenersi aggiornati indubbiamente serve; puoi seguire corsi nel settore benessere tipo APL e altri, ma se poi al paziente trasmetti tutt'altro.........

30 Giovanna alle ore 06:38 del 08/11/2018

Sul pagamento: credo che siamo inseriti in un sistema sociale che vive sul ricatto "ti do se tu mi dai" dove vendere anche cose di base come il cibo essenziale, le cure, le relazioni d'aiuto sembra normale e sano....ma lo è davvero?

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