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Supervisione o non supervisione... questo è il problema

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Supervisione o non supervisione... questo è il problema

Libero pensiero: Supervisione o non supervisione... questo è il problema

Scritto da: Donatella alle ore 13:40 del 19/03/2012

Salve a tutti!

Sono una giovane psicologa fresca di esame di stato e sto muovendo i primi passi per avviarmi professionalmente (ricerca studio, apertura partita iva, ecc).
Nel lavorare per "nascere" come professionista tra i diversi dubbi ed incertezze con cui sono alle prese ce n'è uno che mi (pre-)occupa in particolare, ossia la questione supervisione.
Mi chiedo è "obbligatoria" per cominciare a lavorare? Cioè devo "partire" avendo già individuato un supervisore che mi segua o posso cominciare anche senza avere un riferimento per la supervisione?
E … come funziona la supervisione? Bisogna andarci per tutti i casi? Con quale frequenza? Come si trova un supervisore?

Qualcuno può aiutarmi a chiarirmi un po' le idee su questo punto?

Grazie

Commenti: 6
1 LORENZA TOSARELLI alle ore 15:33 del 22/03/2012

Ciao Donatella, sono una tua collega, mi chiamo Lorenza Tosarelli.

Lavoro da oltre 20 anni come psicologa- psicoterapeuta e sono didatta per una scuola di psicoterapia (S.P.E.F. di Prato).

Ci sono diversi tipi di supervisione.

C'è una modalità di fare supervisione che tiene il focus sul metodo utilizzato per espriemre il servizio ed una, invece, che ha il focus nel controtransfert dell'operatore.

Sono esperienze a volte complementari, che possono aiutare ad esprimere una buona qualità del servizio. Certo non è "obbligatoria". Pensare così è un modo di porsi non consono al carico di responsabilità che ci si prende nell'esprimere il nostro lavoro. Più propriamente la supervisione è "utile" a chi voglia lavorare sulla qualità della proposta psicologica. Inoltre è utile per garantire una tranquillità personale dell'operatore affinchè la sua vita sia il più possibile scevra di appesantimenti umorali generati dal lavoro e dalle tematiche trattate.

 

Poi i tempi di frequenza, l'organizzazione del lavoro di supervisione, i costi ..... sono da definire con il supervisore.

Di solito il supervisore è uno psicologo/ psicologo-psicoterapeuta, che ha una lunga esperienza di lavoro ed anche, secondo me, un'indole alla trasmissione di competenze. Tipicamente nelle scuole di psicoterapia gli analisti didatti sono anche supervisori.

Il supervisore è un formatore, un tutor che con te percorre una parte del tuo viaggio, fino a che ne senti il bisogno e l'utilità.

Ricorda che la figura del supervisore si cambia dopo qualche anno e può essere di grande aiuto in momenti topici della professione, quali, ad esempio, l'inizio!

 

Ti saluto

Lorenza

2 Luca Altieri alle ore 19:31 del 22/03/2012

Gentile collega,

chiariamo innanzitutto alcuni punti che dovrebbero essere presupposti ma che non è mai nocivo esplicitare. Con il titolo di psicologa non è possibile, e sarebbe auspicabile che anche con un supervisore lei non lo facesse, praticare psicoterapia.                              

Io, personalmente quali fossero le competenze dello psicologo l'ho capito solo con, e anche dopo, l'esame di stato. Come psicologa può, se è pratica (cosa a cui l'università non la prepara), somministare test e fare psicodiagnostica, può effettuare delle consulenze (anche qui ci sarebbe da aprire un capitolo su cosa sia una consulenza), e può fare anche sostegno psicologico (cosa in cui alcune persone non laureate sono più brave di me e lei messi insieme). In sostanza la vera attività che distingue lo psicologo come peculiarità è la psicodiagnostica ed anche per quella consiglio a tutti un corso o un master biennale in psicodiagnostica, in tal modo si tutela anche il proprio lavoro dall'attaccabilità in ambito giuridico (se mai le interessa questo ambito).

Per fare questo non serve che lei si faccia supervisionare, può farlo all'occorrenza lì dove ne sente il bisogno.

Spero la mia risposta le sia stata di aiuto. Se ha altri dubbi o posso darti un consiglio puoi scrivermi direttamente a  luca_altieri[chiocciolina]libero.it

Cordiali Saluti

Dott. Luca Altieri

3 Lara alle ore 09:37 del 23/03/2012

Ciao Donatella.

Io ho cominciato a lavorare come libera professionista un paio di anni fa, e secondo me avere il riferimento di un supervisore è molto importante.

Innanzitutto perchè, come dice giustamente Luca, una psicologa può offrire uno spazio di ascolto-sostegno ma non fare terapia, e quando si è nella stanza di consultazione ci sono momenti in cui il confine tra le due cose diventa più labile: allora avere un riferimento esterno con cui confrontarti sul modo in cui ti stai muovendo con quel particolare paziente, almeno finchè questo confine, con la pratica, non è ben interiorizzato, è molto utile.

In secondo luogo (ma non meno importante!) è una questione di responsabilità. E' molto facile, all'inizio, non riuscire a fare una chiara diagnosi della persona che hai davanti, o non riuscire a prevedere che effetto può avere un tuo determinato intervento, oppure trovarti all'improvviso in una situazione inattesa con quel particolare paziente, che non sai come gestire. Per questo è molto importante che tu abbia uno spazio di supervisione, che sia individuale o di gruppo (personalmente preferisco il gruppo perchè mi sembra più ricco e meno dogmatico, ma ciascuno valuta per sè naturalmente!).

Insomma, per concludere: la supervisione non è obbligatoria, ma secondo me è imprescindibile per fare bene il nostro lavoro, almeno nei primi anni in cui lo svolgiamo (un po' come anche un percorso di terapia personale).

Su come trovarla.. qualche volta mi è capitato di leggere su dei forum dell'esistenza di gruppi di supervisione, ma in generale potresti provare a chiedere a colleghi che già lavorano nella tua zona. Io l'ho trovato grazie a dei colleghi con cui lavoravo come volontaria in un centro.

Spero di esserti stata utile.

In bocca al lupo!

4 Lara alle ore 10:04 del 23/03/2012

buongiorno Donatella,

le informazioni che hanno scritto i due colleghi precedenti le trovo ottime a partire da quanto chiarisce il collega Dott. Altieri e proseguendo con le informazioni della Dott.ssa Tosarelli, una buona mappa da seguire per capire ed orientarsi nel camino professionale. La scelta di avere un supervisore è utile, a volte fondamentale per non cadere nella trappola della collusione o per smascherare le nostre resistenze in alcuni punti del controtransfert ad esempio, questo nel trattamento psicoterapeutico ovviamente...che però non è competenza ,come già ribadito, dello psicologo ma dello psicoterapeuta .Lo psicologo può altresì trovare utile la figura del supervisore, nell'ambito delle funzioni che lo psicolo svolge, perchè può aiutarlo a strutturare meglio il passaggio dalla teoria alla utilizzione ed utilità pratica delle nozioni apprese durante gli studi, specie se non è stato possibile durante il corso di laurea fare esperienze  pratiche .

Cordiali saluti  Lara

5 Massimo Bedetti alle ore 20:43 del 11/04/2012

Buona sera, credo che la supervisione dovrebbe essere "sentita"come obbligatoria, nel senso che, soprattutto all'inizio di questo meraviglioso lavoro (ma serve, comunque, durante tutto il periodo di attività), si dovrebbe avere una spinta naturale a ricevere dei consigli e adessere seguiti da colleghi più esperti. Il nostro lavoro è molto particolare e ci sono vari rischi a cui potremmo essere soggetti (non ultimo la sindrome del burn-out), dunque una prevenzione per la nostra salute e, soprattutto, per quella dei nostri pazienti è d'uopo. Visti i costi, la frequenza della supervisione può essere contrattabile a seconda delle proprie necessità ed esigenze, tuttavia dovrebbe essere considerata come uno degli strumenti principi che possiamo/dobbiamo utilizzare per svolgere al meglio il nostro lavoro.

In bocca al lupo!

dott. Massimo Bedetti

6 donatella alle ore 14:30 del 19/04/2012

le vostre indicazioni e spiegazioni mi sono state assolutamente utili!

Ora mi sento un poco più leggera e decisamente ho capito che mi serve un supervisore Occhiolino

grazie di cuore per tutte le informazioni e i chiarimenti

Saluti

Donatella

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