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Training autogeno...dubbi e certificazione

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Training autogeno...dubbi e certificazione

Libero pensiero: Training autogeno...dubbi e certificazione

Scritto da: Marcella alle ore 18:08 del 23/11/2011

Ciao colleghi,

sono psicologa, quasi psicoterapeuta, vorrei proporre il training autogeno agli utenti, come tecnica in ambito psicologico, non psicoterapeutico!! so che ci sono alcune scuole di specializzazione in psicoterapia che usano questa tecnica in senso terapeutico (es. la scuola bionomica), non è questo ciò che voglio fare, ma proporla come supporto in alcuni percorsi e progetti di ambito strettamente psicologico, quindi mi chiedo:che titolo è opportuno io abbia a tal fine?

Ho fatto il training durante il tirocinio post lauream e ho l'attestato di corso base (cioè 16 ore), ma il corso annuale icsat che avrei dovuto seguire per avere il "diploma" non è mai partito.....e così finora ho rinunciato a proporre il training autogeno......finora.....perchè ho sentito che alcuni colleghi lo propongono dopo corsi "semplici" che non danno titolo o diploma specifico come conduttore di t.a. ........ma dopo corsi "di formazione in t.a. per psicologi - con attestato di partecipazione"

qual'è la "verità" ? occorre il titolo/diploma con corso annuale ICSAT.....?

o non occorre necesariamente quasto titolo, ma va bene un qualsiasi corso di formazione?

Commenti: 18
1 Laura alle ore 15:02 del 01/02/2012

Ciao Marcella,

per quanto riguarda la mia esperienza ti posso dire che io ho frequentato il corso base di TA presso il CISSPAT di Padova, una scuola di Psicoterapia a breve termine che propone, tra le varie attività, il corso base rilasciando l'attestato di "Operatore di Training Autogeno di base di Schultz"(60 ore), con il quale hai la possibilità di utilizzare la tecnica autogena come corso di rilassamento - individuale o di gruppo. 

Ora, non so di preciso se serva la certificazione ICSAT o un tot di ore precise per poterlo proporre, ma sicuramente serve un attestato che certifichi la professionalità di chi lo propone e di chi l'ha rilasciato. 

La struttura presso cui ho seguito il corso è associata all'ECAAT, un'istituzione europea che si occupa dello studio e diffusione del TA. Se dai un'occhiata ai siti, tra l'altro, sia l'ICSAT che l'ECAAT sono presieduti entrambi da Wallnofer. Eventualmente potresti contattare una delle due associazioni e informartiSorridente

Buon lavoro!

2 Marcella alle ore 15:13 del 01/02/2012

Grazie mille!!! :-)

3 Salvatore Arcidiacono alle ore 16:42 del 01/02/2012

Marcella,

per praticare le tecniche di psicoprofillassi, comprese quelle autogene, non occorre nessuna certificazione e nessuna autorizzazione. Necessità solo avere acquisito le tecniche a applicarle secondo scienza e coscienza. Esercito la professione di psicologo da oltre 30 anni ed il Servizio pubblico che dirigo è frequentato da giovani(e meno giovani) tirocinanti. Noto che spesso è stato loro inculcato il concetto di "sacra unzione" ovvero si aspettano, nel loro agire, autorizzazioni da parte di altri che la sanno più lunga di loro.Ricordo che molti  furboni costruiscono le loro fortune sulla scarsa informazione posseduta  dei giovani colleghi o sulla loro spinta ossessiva ad essere autorizzati da chi vive e prospera autorizzando. Ciao.

4 Marcella alle ore 16:55 del 01/02/2012

mh....ciò che scrivi mi da da pensare!!!

a questo punto penso che rifletterò se fare quel corso a prescindere dal parolone "certificazione" e "autorizzazione".....

grazie!

5 Laura alle ore 18:35 del 01/02/2012

Sono d'accordo sul fatto che non sia necessario "pendere dalle labbra" di una certificazione, in quanto prima di tutto è necessaria la competenza e la professionalità nel proporre una tecnica. Ma penso anche che se una persona le sa applicare è perchè le ha imparate e dunque vien da sè che un attestato l'ha ottenuto. Credo che non si debba sopravvalutare il termine "certificato" o "attestato", ma considerarlo semplicemente per quello che è.

Per farmi capire:io non andrei mai da una persona che sa estrarre un dente per il semplice motivo che lo sa fare se questa non è un dentista...

6 Salvatore Arcidiacono alle ore 20:04 del 01/02/2012

Laura,

Hai frainteso perchè, evidentemente, hai voluto fraintendere. Molti della mia generazione ( 58 anni) ci siamo formati nelle Scuole di Specializzazione esistenti presso le facoltà di medicina, a contatto diretto con "Maestri" che senza tanto chiasso e smania di certifiazioni ci formavano rigorosamente (corsi monografici, laboratori di training autogeno e altro), con tanto di rilievo di presenza. Nessuno di noi pensava di farsi certificare le tante esperienze maturate. Lo psicologo, credimi, era in grado di lavorare con serenità. L'esempio del dentista non centra. Io non ho detto che le pratiche psicologiche devono essere esercitate da  abili non psicologi. Ho affermato, invece che lo psicologo deve essere competente e la competenza si raggiunge anche con studi ed esperienze informali. Senza necessità marchi che, credimi, servono di più a chi li produce.  Lo psicologo, spero Tu lo sappia, ha il dovere deontologico di formarsi permanentemente. Ma questa è cosa altra rispetto alle ossessioni o alla "nevrosi da certificazione". Ciao vado a cenare.   

7 Marcella alle ore 20:17 del 01/02/2012

Si, capisco la questione, certamente farò quel corso perchè ritengo la mia formazione ancora un po' carente, ma dato che ho più chiaro il valore di quel  "foglietto", avendo già alle spalle 30 ore circa di t.a. e relative ore di tirocinio con un gruppo di pz che facevano il t.a. .....magari non aspetterò tutte le nuove 6o ore circa di corso per "auto-autorizzarmi" nel proporlo, magari già dopo altre  3o ore mi sentirò in grado!!!

Effettivamente per noi "giovani" è importnatre capire la differenza tra acquisizione di competenza e "foglio" rilasciato da.

Grazie a tutti :-)

8 emilio alle ore 16:08 del 02/02/2012

Ciao Marcella,

il mercato dei truffatori (counselor e co.) è florente grazie alle auto-certificazioni, autorizzazioni, auto-riconoscimenti...  L'unica certificazione e autorizzazione per utilizzare "tecniche psicologiche" è essere iscritta all''Ordine degli Psicologi.

Per scegliere un buon corso , Training Autogeno, Tecniche del Rilassamento ecc.. guarda se sono "titolati" i docenti ( se hanno scritto libri sull'argomento, articoli scientifici).  ...non scegliere un Master o un Corso perchè è riconosciuto dall'associazione Pinco o dalla società Pallino.

9 Salvatore Arcidiacono alle ore 19:38 del 02/02/2012

BRAVO EMILIO,CONDIVIDO!

E' ORA DI FINIRLA CON LA "VENDITA DELLE INDULGENZE". IN ITALIA, SPECIE NEL NOSTRO AMBITO, CI SONO PIU' FORMATORI CHE ALLIEVI. DI CONTRO SI LEGGONO POCHI LIBRI, SIA ITALIANI CHE DI RIFERIMENTO INTERNAZIONALE,  I CONGRESSI VENGONO SOVENTE  DISERTATI, SI FA POCA PRATICA E POCO ACCOSTAMENTO. C'E' IN GIRO TROPPA OFFERTA FORMATIVA. UNA GIUNGLA! FARE FORMAZIONE DOVREBBE VOLER DIRE PASSARE OCCASIONALMENTE LE PROPRIE ESPERIENZE AD ALTRI PER POI RITORNARE A FARE IL PROPRIO LAVORO DI PSICOLOGO. INVECE SI VERIFICA CHE CHI SI OCCUPA DI FORMAZIONE LO FA SPESSO A TEMPO PIENO, COL RISCHIO DI PERDERE IL CONTATTO CON LA PROFESSIONE.

10 Marcella alle ore 20:02 del 02/02/2012

Grazie a tutti!!

Il corso che devo fare allora mi sembra proprio ottimo!! Conosco il docente ed è assolutamente qualificato e titolato , nonchè un professionista stimato e ..come dire...."in attivo" , bene bene!! Risatona

Comunque training a aprte, mi avete dato delle info utili anche per altri corsi che penso di seguire....o...pensavo!!! :-D hehehe

11 lara alle ore 17:23 del 04/02/2012

certo non è semplicissimo....sono daccordo con il collega Arcidiacono che il corso e il certificato non sono in assoluto la garanzia sulle reali competenze del saper fare....e viceversa si può saper fare senza certificato ma sempre comunque con la conoscenza....però se corriamo il rischio che basta dire "lo so fare ...lo dico io"??

di contro credo anche io che molti ci marciano a proporre corsi su corsi....a volte del tutto fuori da contestualizzazioni che sono importanti perchè un "corso"....sia davvero un percorso di apprendimento

12 Salvatore Arcidiacono alle ore 20:55 del 04/02/2012

Lara,

Non ho detto che non bisogna formarsi o fare come il barbiere che si rade da se. Ritengo sia del tutto inutile andare a "caccia" di certificazioni rilasciate quasi sempre da privati che si auto autorizzano a certificare eserciti di officianti in cerca di autorizzazioni. Il mio non è un invito alla pratica senza competenze. e neanche a non frequentare i corsi (ce ne sono alcuni veramente eccellenti proposti dalla redazione HT Psicologia)Ma chi ti dice che frequentando un corso acquisti di certo competenze? La struttura Pubblica che dirigo, quale psicologo,  da ormai 32 anni è frequentata per ogni ano da almeno 10 tirocinanti  (esame di abilitazione alla professione) e quasi tutti traggono beneficio dai sei mesi di tirocinio Perchè, per esempio, anzichè cercare (disperatamente e costosamente) corsi di formazione i giovani colleghi non cercano di accedere a tirocini o stage nei vari contesti? So che molti coleghi accettano tirocinanti anche nei loro studi privati e questa è una buona cosa. Sai perchè invece tantissimi giovani(e meno giovani ) colleghi si affannano a cercare corsi e corsetti? Presto detto: perchè si va alla ricerca del rassicurante "feticcio", del pezzo di carta (magari senza alcun valore legale) con un bollo e una firma. Non delle competenze.  Chi vuol capire capisca. Ora taccio!

13 lara alle ore 19:26 del 06/02/2012

Caro collega Dott. Arcidiacono.....ho letto il tuo commento a quanto avevo scritto.....ma  avevo detto proprio che penso la stessa cosa..... la penso allo stesso modo sia sul fare corsi le cui certficazioni abbiano però una solida capacità informativa e formativa, sia sull'affidarsi alla formazione non necessariamente inseguendo il pezzo di carta ma la sostanza dell'esperienza che viene offerta.Allora forse il problema..se vogliamo definirlo tale, è proprio nella capacità di valutare il tutto.Speriamo che quanto scritto possa servire a chi vuol capire perchè la questione ha la sua importanza...grazie e ciao

14 Debora alle ore 12:26 del 21/02/2012

Salvatore Aridiacono,

 Lei ha descritto con un'analisi perfetta la situazione di tirocinanti o neoabilitati come me. Una volta finito il percorso universiatrio l'impressione è che per fare tutto serva un corso: possiamo iscriverci al tribunale come CTP, ma quasi nessuno lo sa (e lo fa perché l'inesperienza è troppa per un neoabilitato); possiamo fare sostegno psicologico ma ci iscriviamo a corsi di counseling; possiamo proporre progetti alle scuole, ma cerchiamo corsi che ce ne diano il permesso. L'ansia da certificazione la ritrovo in me stessa e nelle mie colleghe più giovani, e può portare soltanto a spendere tempo e denaro, senza cosiderare la possibilità di tirocini che potrebbero darci quel saper fare, non dimostrabile con una conferma cartacea, ma con la pratica!

Io purtroppo non posso permettermi di fare tirocini gratuiti, perché per guadagnare qualcosa accetto lavori saltuari e con tempistiche che non permettono di organizzarsi con stabilità in tal senso, ma se potessi cercherei tirocini o corsi che diano ampio spazio alla messa in pratica della solita teoria, indipendentemente dal loro valore cartaceo.

15 Salvatore Arcidiacono alle ore 14:59 del 21/02/2012

Cara Debora,

Ti ringrazio per le Tue considerazioni. Questo modo di pensare, a mio avviso, è una buona premessa per fare qualcosa senza porre l'attesa al tempo e la "muffa" al godimento, ovvero al piacere  di fare qualcosa. Nessuno Ti farà "regali" e dovrai imparare soprattutto facendo. Buon Lavoro. Un abbraccio. Salvo Arcidiacono

16 Debora alle ore 15:08 del 21/02/2012

Gentilissimo Salvatore,

grazie!

17 Maria alle ore 14:03 del 23/01/2017

Ciao, ho trovato soltanto adesso questi post e, anche se è passato molto tempo, ho finito da poco un corso come psicologa e mi è stato rilasciato l'attestato.

La dottoressa a Firenze che mi ha fatto il corso, Sara Bareschi, è stata molto chiara in merito, l'attestato non viene registrato non esistendo un albo in merito, l'unico che esiste è interno alla scuola a Padova ma non ha valore se non per la scuola stessa.

Per me il corso è stato utilissimo, molto concreto, pratico e mi ha dato quella sicurezza che mi ha permesso di darmi da fare a trovare subito un luogo dove propormi.

L'attestato possiamo comunque usarlo nei concorsi a titoli ed esami ma credo che fare un corso sia indispensabile, indipendentemente dall'attestato e dal suo valore.

 

Buon Trainining Autogeno a tutti! 

18 Salvatore Arcidiacono alle ore 13:18 del 01/02/2017

Penso che fare esperienze formative sia sempre un bene. Penso, altresi, che l'ossessiva ricerca di attestati sia un male. Ci sono formazioni che richiedono, come nel caso del training autogeno, un indiscutibile  accompagnamento pratico. Occorre, tuttavia, ritornare a leggere, studiare, frequentare eventi, non solo nostrani (congressi, convegni), confrontarsi anche con profesasionisti provenienti da ambiti affini, in un'ottica protointernazionale, distante dal provinciale, dal domestico e da ogni tentazione di chiusura ignorantista. C'è, per esempio, un ambito poco conosciuto e poco praticato dagli psicologi italiani, ma adottato da qualche decennio dai colleghi d'oltralpe e auspicato anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che è quello delle "cure complementari", ovvero di tutti quei dispositivi che si affiancano (non sostituiscono) alle cure psicologiche tradizionali. Ciao.

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