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Il mio psicologo è sempre in ritardo: è normale?

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Il mio psicologo è sempre in ritardo: è normale?

Libero pensiero: Il mio psicologo è sempre in ritardo: è normale?

Scritto da: Sonia alle ore 12:56 del 13/02/2015

Buongiorno, spero di essere nel posto giusto. Ho un grosso dubbio e vorrei provare a capirci qualcosa di più, e magari poterlo risolvere.

Sono in psicoterapia da circa tre anni, e ho due sedute a settimana.

Da qualche mese, ormai quasi un anno, il mio terapeuta è sempre in ritardo, quello che varia è il margine di ritardo che va dai 15 minuti (mai al di sotto) ai 45 minuti!!! e spesse volte non mi avvisa. Nonostante gia abbia detto più volte la frustrazione che mi provoca questo suo atteggiamento, la situazione non è cambiata di molto.

Mi sento molto abbattuta, sono legata al lavoro che sto facendo e anche al mio terapeuta, ma questa frustrazione per me sta diventando intollerabile al punto che sto seriamente considerando l'idea di abbandonare la terapia.
So che la scelta è solo mia e non sono qui in cerca di consigli al riguardo, però vorrei provare a capire se il comportamento del mio terapeuta è normale, quindi sono io che "la sto facendo grossa" (come è capitato mi abbia risposto lui).
Posso capire che siccome è umano come me, possa avere dei contrattempi, ma che il ritardo diventi la norma e io mi ritrovi costretta a dover rinunciare alla seduta perché non posso trattenermi oltre l'orario concordato (come lui mi ha proposto più volte) perché ho impegni altri da rispettare, questo proprio faccio una gran fatica a capirlo e ad accettarlo.
Arrivare in ritardo alle sedute è un comportamento diffuso tra gli psicologi, quindi è normale ed è un problema mio la rabbia che ho, o invece lo fa solo il mio terapeuta?

Grazie

Commenti: 23
1 IMMACOLATA alle ore 12:51 del 04/03/2015

trovo riprorevole il comportamento del suo terapeuta non solo per il ritardo ma ancora di più che la colpevolizzi di esagerare. non è una regola il ritardo ,è invece una regola la puntualità

2 Maria alle ore 13:13 del 04/03/2015

Sono d'accordo con Immacolata, è un comportamento che non ha nessuna giustificazione, la puntualità è un dovere rigoroso e imprescindibile per un terapeuta.

3 Lorenza alle ore 13:46 del 04/03/2015

Magari è ora di concludere la terapia! Forse, in modo non consapevole e sicuramente non giustificabile, il suo terapeuta vuole comunicarle il messaggio che ora può procedere da sola.

Auguri!

4 Antonella alle ore 13:59 del 04/03/2015

Un terapeuta degno di questo nome non utilizza i ritardi per comunicare la prospettiva di conclusione della terapia, questo argomento è molto importante e va discusso insieme alla persona che sta facendo il percorso. Sul ritardo e sul comportamento recidivo direi che non è assolutamente rispettoso verso di lei e verso se stesso (come terapeuta).

5 Laura alle ore 14:43 del 04/03/2015

Ma chi è questo terapeuta? Jack Nicholson in Terapia d'urto? Cara Sonia, questa relazione terapeutica sadomasochistica dice qualcosa di lei? Se sì, ne prenda consapevolezza e faccia una scelta!

A mio avviso arrivare in ritardo non può essere la norma.. per nessuno

6 Marta alle ore 15:00 del 04/03/2015

Non credo che sia un comportamento diffuso arrivare in ritardo. Io la vedo come una violazione molto forte del setting da parte del suo psicoterapeuta, oltre che un comportamento estremamente maleducato ed irrispettoso. Anche il chiederle di prolungare oltre l'orario concordato riflette poco rispetto sia verso lo spazio terapeutico sia verso la relazione psicoterapeuta-cliente.

7 Dott. Roberto Fantasia alle ore 15:01 del 04/03/2015

No, mi dispiace. Il comportamento del suo terapeuta non è accettabile, nè giustificabile.  Garantire la puntualità è un dovere reciproco. Tanto è che la maggior parte dei contratti terapeutici considerano l' Assenza senza preavviso una seduta comunque effettuata : ciò vuol dire che se ad assentarsi  (senza preavviso)  è il paziente , questi pagherà due sedute la volta successiva. Se ad assentarsi (senza preavviso) è  il terapeuta , questi non dovrebbe chiedere compenso al successivo incontro. Se è vero quel che afferma, che questi ritardi sono sistematici e in alcuni casi mostruosi (45 minuti)  ciò  può essere compreso solo se lo consideriamo come espressione di  resistenza del suo terapeuta a portare avanti il lavoro svolto finora, che anche qui è dover  suo (del terapeuta) riportare in supervisione. Le faccio i miei auguri per  un buon prosieguo della terapia

8 anna alle ore 15:33 del 04/03/2015

assolutamente NO,  lascia subito questo psicoterapeuta e cercane un'altro, in giro ce ne sono tanti bravi e rispettosi

9 Dr.ssa Francesca Bettini alle ore 15:46 del 04/03/2015

Come il collega trovo inaccettabile e irrispettoso il comportamento del suo terapeuta, perchè da contratto lui si è impegnato a garantirle le sedute agli orari pattuiti, può capitare l'imprevisto perchè una persona si ammala, oppure per la neve, ma se ha un impegno con lei deve essere puntuale ai vostri appuntamenti; può essere una resistenza del terapeuta ma proprio perchè è un impegno reciproco è tenuto a avviarla verso la sua autocura e a terminare il vostro percorso insieme, parlandone durante la seduta e dandole il giusto tempo per rielaborare la fine del percorso. Tanti auguri e buona continuazione

10 Silvia alle ore 16:11 del 04/03/2015

Molto grave quel che sta facendo il collega. Primo perché infrange regolarmente il setting, e vorrei vedere con che atteggiamento poi pretende di interpretare eventuali infrazioni del setting da parte tua. Secondo perché l'infrazione è diventata regola, il che moltiplica la gravità del gesto. Terzo perché non ritiene nemmeno di doversi scusare, il che denota zero consapevolezza della sua scorrettezza e delle manchevolezze tecniche dietro un simile comportamento. Quarto, e questa secondo me è la cosa più imperdonabile, perché minimizzando le tue legittime rimostranze non mostra alcun rispetto verso di te e approfitta del rapporto di fiducia che nel tempo avete costruito per importi situazioni che ti arrecano disagio. No, non è la regola comportarsi così: come ti hanno detto tutti i miei colleghi, la puntualità è essenziale per un terapeuta. A parte che, come qualcuno fa notare, la puntualità è essenziale in tutti i casi: una persona che si comporta così, innanzi tutto e al di là di tutte le sottili letture interpretative che possiamo darne, è fondamentalmente una enorme maleducata. Psicoterpaeuta o meno.

Sento il bisogno di porti le mie scuse a nome della categoria, a cui questo collega sta facendo fare una pessima figura.

11 Laura alle ore 18:22 del 04/03/2015

credo che in ogni ambito professionale i ritardi vadano comunicati e possibilmente evitati, ma se sono reiterati come e' capitato a Lei, credo che si tratti di una vera mancanza di rispetto verso l'altro, che oltretutto paga un servizio. credo anche che nel ruolo di psicoterapeuta sia fondamentale la puntualita' e la comunicazione di eventuali ritardi; il fatto che questo sia venuto a mancare non tiene nemmeno conto dell' eventuale impatto sull' autostima del paziente di fronte a comportamenti simili.

le consiglio vivamente di rivolgersi a un Professionista.

12 Simona Gianchecchi alle ore 20:00 del 04/03/2015

Buonasera Sonia,

Sono sinceramente dispiaciuta che stia vivendo questa situazione così spiacevole e irrispettosa nei suoi riguardi. Mi auguro vivamente che la norma tra i colleghi psicologi e psicoterapeuti sia ben altra, nel senso di rispettare gli impegni presi data oltre tutto la delicatezza dell'intervento psicologico. Mi confortano le risposte che ha già ricevuto e che spero da un lato confortino anche lei. Spero in ogni caso, possa riparlarne con il suo terapeuta e spero lui stesso possa rendersi conto di quanto il suo comportamento sia irrispettoso ed inaccettabile, e di quanto sia cambiato se ho ben capito rispetto ai primi anni di terapia. 

Un caro saluto,

Simona 

13 Violina alle ore 21:37 del 04/03/2015

Mi dispiace tanto che Lei subisce questo comportamento da parte del psicoterapeuta! Credo questa volta tocca a lei di prendere la decisione dopo aver parlato col suo terapeuta! Io leggerei una mancanza di trasparenza e chiarezza da parte del terapeuta che forse non ha le forze di annunciare la fine della terapia! Comunque, complimenti per Lei che divide i suoi dubbi nei confronti di un trattamento del genere! Le auguro un buon psicoterapeuta se si sente di aver bisogno. Sicuramente lo troverà!

14 Dott.sa Miriam Jahier alle ore 11:31 del 05/03/2015

Come esposto dai colleghi più sopra il comportamento del tuo terapeuta non è solo offensivo e indegno verso la tua persona ma è screditante e riprorevole verso tutta la categoria degli Psicologi e psicoterapeuti. Ti direi di farne segnalazione all'ordine della tua Regione e tramite avvocato di chiedere il rimborso dei danni " psicologici" a te creati per le frustrazioni gratuite a te arrecate.

E' di sua competenza discutere con te il contratto di chiusura e darti il tempo di elaborare il" lutto" che tale chiusura comporta.

Se questo comportamento prosegue da un anno e più significa che ti manipola e ti chiede denaro senza ottemperare ai suoi obblighi! E' molto grave questa situazione  e fai bene a denunciarlo.

Chiuda in fretta e se ne ha bisogno ne cerchi un altro /a più corretta.

15 Maria Gabriella alle ore 08:55 del 07/03/2015

Sonia approvo e concordo con quanto da ttutti, e tanti, espresso.

Quando si è in terapia si è fragili e quindi "dipendenti e sottomessi" e lei lo dimostra in pieno.

Qui non solo non c'è alcun patto terapeutico, ma un tradimento. Lei dovrebbe solo chiedersi cosa la spinge a cercare conferma che è lei, e solo lei, ad avere ragione sul disagio e tutto.

Si, va denunciato all'ordine e chiedere il risarcimento dell'ultimo anno di "terapie"... si fa per dire !!!

Rammenti SEMPRE che dove non c'è rispetto, non solo non c'è possibilità di costruire nulla. ma si distrugge la propria autostima.

Questo suo appello mi dice che lei ha iniziato a rispettare se stessa, non ha più bisogno di terapia. In qualche modo la sua terapia è conclusa con successo.

Buon cammino senza voltarsi indietro. Il resto verrà.

Cari saluti

Maria Gabriella

16 Isabella alle ore 14:03 del 07/03/2015

...forse vuole farla arrabbiare... 

17 Dott.ssa Laura Nanè alle ore 16:08 del 07/03/2015

Sonia, non conosco il suo percorso terapeutico e la sua storia, ma in generale mi sento di dire che non credo sia lei ad esagerare. Piuttosto, penso lo sia il suo terapeuta, che in questo modo a parer mio le manca di rispetto. Non vedo alcun significato utile per lei, nel suo comportamento, e mi dispiace che si colpevolizzi pensando di essere in errore.
La puntualità agli incontri è richiesta da entrambe le parti, paziente e soprattutto terapeuta. Arrivare costantemente in ritardo, addirittura di 30 o 40 minuti, non è professionale nè educato, specialmente se penso che lei gli ha già spegato la difficoltà in cui la mette. In bocca al lupo.

18 Dr.ssa Lucia Dalla Via alle ore 06:05 del 08/03/2015

Buongiorno Sonia, leggendo la sua e-mail e le risposte dei colleghi mi stavo chiedendo se, considerando il problema da lei esposto, tra l'altro già manifestato al suo terapeuta e non modificato (da parte del terapeuta intendo), ci fossero delle motivazioni "altre" nel terapeuta nel "metterla così duramente alla prova (di resistenza)", considerando che lei sta reggendo da un bel pò di tempo. Parlando da professionista, le chiedo se il rapporto con il suo terapeuta è così necessario e fondamentale, oppure potrebbe valutare lei una dismissione? Non so da quanto lei sia in terapia, però suppongo che valutando in suo percorso sia in grado di capire a cosa le serve e di cosa può fare a meno. Ha mai fatto un'assenza dalla sua terapia? Forse potrebbe e riuscirebbe lei ad insegnare qualcosa al suo terapeuta. Un cordiale saluto e in bocca al lupo!

19 Sonia alle ore 09:22 del 09/03/2015

Buongiorno,

grazie, veramente grazie a tutti voi per le vostre risposte, mi hanno aiutato a fare chiarezza e seppur con "molto dolore e delusione" mi fanno leggere il comportamento del mio terapeuta come prima non riuscivo a fare. Ho preso la mia decisione per quanto riguarda il mio percorso, lascerò la terapia, sento che me lo devo, per la denuncia non so, per me è già tanto dover interrompere il lavoro sentendo che non è concluso ma sento che non sono più disposta ad accettare questa situazione. Qualcuno di voi ha chiesto se il mio terapeuta mi vuole provocare, è possibile ne abbiamo anche parlato, ma un conto è la provocazione "costruttiva" un altro è quella "distruttiva" ed è come la percepisco io. Sento che il mio spazio, il mio lavoro, in un certo sento è "sporcato, violato" e non posso più tollerarlo. Interrompo questo lavoro, con molta delusione, non voglio fare di tutta un'erba un fascio, un singolo professionista non è rappresentativo di tutta la categoria, ma avvicinarmi ad un nuovo percorso psicoterapeutico (sperando di non averne più bisogno, possibilemente) non sarà proprio agevolissimo.

grazie del vostro tempo e delle vostre risposte

Sonia

20 Massimo alle ore 17:05 del 10/03/2015

Sono completamente d'accordo con le risposte precedenti. Da terapeuta dico che è estremamente non professionale ed eticamente eccepibile (a meno di accordi presi prima, ma non mi sembra il caso). Certo nella terapia sono molto importanti anche tante altre cose, ma se il terapeuta viene e fate una seduta di 15/20 minuti, a che serve? Però anche da queste cose si vede la serietà di un professionista qualunque. Quindi non ti dirò cosa fare, tanto già lo hai intuito cosa penso. Buona fortuna, qualunque decisione prendi.

21 Anna alle ore 09:25 del 11/03/2015

Come tutti noi sappiamo, un percorso terapeutico è personale e ci sono dentro talmente tanti elementi che non si può mai giudicare dall'esterno un aspetto di esso. Fin dall'inizio del mio percorso professionale mi è stato insegnato a non giudicare mai a priori il comportamento di un collega, poichè non si può conoscere prventivamente il reale intento che c'è dietro a quel comportamento. Sonia, da quello che scrivi sembri molto dispiaciuta, molto legata e sommessamente arrabbiata. Forse, come diceva Isabella, qualche commento sopra, il tuo terapeuta vuole farti arrabbiare. Forse sta provando, in modo diverso, a farti tirare fuori in modo più esplicito e palese parti del tuo carattere di cui di certo avrete abbondantemente discusso in terapia. Ovviamente sottolineo il "forse". Non me la sento di attaccare il collega a priori non conoscendone i reali intenti, presupponendo che in ogni terapia ciò che è fondamentale è il benessere del paziente. Vi invito a riflettere. In bocca al lupo.

22 Massimo alle ore 10:12 del 11/03/2015

Cara collega Anna, quello che dici è molto vero e tutti cerchiamo modi, più o meno, maieutici (a seconda della formazione o altro) di tirare fuori dal paziente quello che in quel momento ci appare utile. Nel mio commento proprio sopra al tuo, sono stato abbastanza duro con il/la collega proprio perchè ci sono tanti modi e strategie per cercare quello che lui/lei sta cercando (se sa cosa sta facendo). Siamo d'accordo che le percezioni del paziente sono ingigantite, diverse e quant'altro. Ma qui si discute anche rispetto all'onorario: non posso sapere se è vero, ma se fosse vero che il/la collega si appalesa anche negli ultimi 15 minuti di seduta e chiede l'intero onorario, beh, tutti potremmo accampare qualche motivazione psicologica per tale comportamento ed intanto mi intasco l'onorario per 15 minuti (sempre se ciò fosse vero, ma per me varrebbe anche per mezza ora o 40 minuti). Quindi capisco che abbiamo quasi un dictat di difendere la categoria, ma per me, come in qualunque altra categoria, ci sono colleghi indifendibili (parlo in generale ora),anche cercando di raschiare il fondo del barile...naturalmente questa è la mia opinione in base al messaggio di Sonia; se poi ha esagerato qualcosa questo non si può sapere. Ma io mi fido più dei pazienti che dei colleghi, in base alla mia esperienza, non parlo in generale...

23 Giovanna alle ore 23:00 del 23/04/2015

Lui sgarra di continuo, a te dà fastidio e gli avevi anche già detto la tua frustrazione in merito, ciononostante lui continua a sgarrare sistematicamente. Quindi stop alle sedute, te lo devi.

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