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Investire su di sé: è davvero così oneroso? Economia del disagio

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Investire su di sé: è davvero così oneroso? Economia del disagio

Libero pensiero: Investire su di sé: è davvero così oneroso? Economia del disagio

Scritto da: F. alle ore 09:41 del 19/11/2014

Le resistenze hanno mille volti uno di questi è la tirchieria intesa come attaccamento certamente al denaro ma anche al "sintomo".

Non di rado tra i motivi che apparentemente (l'avverbio e il dubbio che sottende sono doverosi...) incidono sulla scelta di rivolgersi a un terapeuta troneggia la questione denaro.
Salvo casi particolari (che anche oggi in tempo di crisi, restano comunque limitati) chi in genere dice di non potersi permettere la terapia è sì indigente ma psichicamente e non economicamente...

Si possono spendere fior fior di quattrini nella cura di sé, cioè dell'immagine del corpo (palestra, cosmetici, massaggi, ritocchini vari), ma magari spendere per lavorare sulla struttura che sottende l'immagine è considerato molto dispendioso.
Per non parlare di quello che si può spendere per andare dal santone di turno che ci illumina il cammino sgravandoci dalla responsabilità di provvedere a noi stessi, di prendere la nostra vita nella nostre mani, dandoci tutte le risposte giuste e realizzando gli incantesimi per una vita perfetta.

E' vero che lavorare su di sé, dal di dentro, è dispendioso, è faticoso ed è anche doloroso in alcuni passaggi (come lo è la vita). Richiede impegno (tempo, denaro), regolarità (andare settimanalmente o più), disponibilità (a conoscersi e ad accettare anche gli aspetti meno gradevoli di sé e della realtà), insomma non è certo piacevole come un massaggio rilassante, o una balsamica magia, ma il piacere (ovvero la capacità di provarlo nelle varie declinazioni) è una delle mete a cui la psicoterapia tende e non ciò che offre, se così fosse bisognerebbe stare molto attenti!

E' vero che lavorare sulla propria salute, sul proprio benessere psicologico, costa, ma qual è il prezzo che paghiamo nel non farlo? Cosa costa di più? Lavorare su di sé per se stessi, investendo sul cambiamento, oppure ristagnare nell'immobilità del disagio a volte travestito da pseudo cambiamento ossia camaleonticamente adesivi all'altro di turno (un maestro, un partner, un collega, un amico etc...) ne assumiamo le sembianze o prendiamo la forma che l'altro vuole darci??

Cosa pesa di più sul piatto della bilancia della "salute psichica": truccare, ri-toccare il disagio... o affrontarlo, elaboralo, superarlo?

Il lavoro su di sé è un investimento che, come tutti gli investimenti, prima di fruttare richiede un costo, ma cosa c'è di più importante della nostra salute, del nostro benessere, per realizzare la nostra vita e viverla al pieno di ciò che può offrire e di ciò che possiamo quindi coglierne?

Fare economia sul proprio ben-essere, sul proprio stare bene, davvero paga nel tempo?

Quale la vostra opinione?

F.

Commenti: 5
1 Dott.ssa Vale Pellitteri alle ore 15:18 del 03/12/2014

Penso che la strada verso il cambiamento è difficile e dolorosa per tutti, ma se davvero si vuole ottenere qualcosa è da lì che bisogna partire, dall essere aperti al cambiamento!

2 :-) alle ore 12:10 del 17/04/2015

Sposto la questione su: "andare da chi vuole denaro in cambio di un aiuto psicologico mi aiuta-aiuterebbe a star bene?" . Dipende. In certi momenti-periodi, su certi problemi, con certe persone sì. In questo momento della mia vita non lavorerei bene su di me con chi mi chiedesse soldi in cambio. Ho bisogno di ricevere una considerazione da parte dell'altro che escluda il pagamento e vorrei avere una stima sufficiente per la persona (attualmente non l'ho per chi chiede soldi in cambio di un aiuto).

3 Francesca alle ore 12:20 del 17/04/2015

:-) credo tu abbia qualche problema con il denaro... con il darlo e con il riceverlo.... e forse con l'accudimento genitoriale in genere.... i genitori non chiedono soldi per accudirti, un professionista che non è tuo parente o genitore lavora anche per i soldi, perchè alla fine del mese i conti ddobbiamo farli tutti e a tutti servono i soldi per campare.....

pure il prete per dire messa chiede i soldi, quindi?

Il problema non è il denaro in sè per sè ma è il rapporto che ciascuno di noi ha con lo stesso

 

Francesca

4 :-) alle ore 01:12 del 19/04/2015

Il guadagno in denaro lo si può avere con altri generi di mestiere, volendo. Dipende dall'etica personale e dal proprio grado di evoluzione spirituale il chiedere soldi o altro alla persona che si aiuta, in cambio dell'aiuto dato. La gioia che dà l'aiutare qualcuno è la ricompensa per alcune persone autonome in questo senso nell'aiutare chi soffre .

5 Giovanna alle ore 18:53 del 01/07/2018

Credo che la questione possa essere vista nell'esistenza in generale dell'atteggiamento "io ti do solo se tu mi dai" nella nostra cultura, radicato come se fosse una cosa naturale e ovvia. Spero che :-) abbia, chiamiamoli pure così, problemi (quello che viene vissuto in modo diverso dalla maggioranza di quella cultura di quel momento viene spesso s-visto come un "problema") col denaro, non solo ma anche con lo scambio. Potrebbe essere facilmente segno di salute e di pace interna, un'uscita dalla mentalità della carenza "io ti do quindi mi manca qualcosa" e di entrata, come vedo che accade sempre più spesso, in quella dell' abbondanza "io ti do e sto già bene così".

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