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"Meditazione" e clinica

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"Meditazione" e clinica

Libero pensiero: "Meditazione" e clinica

Scritto da: Barbara alle ore 10:15 del 25/02/2014

Mi chiamo Barbara, sono psicologa e da qualche mese sto frequentando un gruppo di meditazione vipassan. dal quale, vuoi per il gruppo vuoi per la pratica, traggo enorme beneficio personale.

Ultimamente mi sto interrogando sulla possibilita di condurre e organizzare, in qualita di psicologa, gruppi di meditazione, qualcuno di voi mi sa dire se e una cosa che posso fare?
Va richiesta autorizzazione al proprio ordine oppure l'organizzazione e gestione dei gruppi e libera?
Cosa ne pensate, da un punto di vista professionale, dell'impiego della meditazione nella psicologia?

Spero mi possiate aiutare

Grazie anzi Namastè :)

Commenti: 4
1 alullula alle ore 15:04 del 05/03/2014

Ciao, ci sono diversi articoli relativi agli effetti benefici della meditazione e il suo uso è possibile in ambito clinico (si parla di "terza ondata"). Cmq esistono degli specifici corsi per avere la qualifica di "istruttore" per le pratiche di meditazione. Non so se si possa fare senza tali qualifiche. Potresti chiedere all'ordine.

2 Loretta Illuminati alle ore 16:09 del 05/03/2014

Ciao Barbara, certo che lo puoi fare! Certamente il percorso personale di un terapeuta e dello psicologo è fondamentale. Ognuno acquisisce degli strumenti che poi può utilizzare con i pazienti, ma anche creare gruppi informali in cui condividere qualcosa. Non devi chiedere all'Ordine...tu puoi fare ciò che vuoi nel rispetto deontologico ovviamente. La scienza moderna è arrivata a dimostrare in modo ormai inequivocabile l'inscindibile interazione corpo-mente per la quale, tra l'altro, atteggiamenti mentali e stati emotivi positivi possono influire sull'attività biochimica dell'organismo agevolando processi di guarigione, il mantenimento della salute ed il ringiovanimento.
Esiste in Italia un percorso di formazione e di specializzazione in psicoterapia transpersonale davvero innovativo che contempla varie pratiche esperienziali, tra cui la meditazione e le pratiche di mindfullness. La scuola di psicoterapia diretta dal Dr. Pier Luigi Lattuada si trova a Milano, mentre ci sono varie sedi in Italia per il percorso in counseling transpersonale. La metodologia usata si chiama biotransenergetica ed è una disciplina transpersonale con profonde radici nelle antiche tradizioni originarie e sostenuta dalle nuove acquisizioni della scienza grazie a nuove discipline quali la psicobiologia, la psico-neuroimmunologia la psicologia transpersonale e la ricerca sugli stati di coscienza.
È un insieme di strumenti per padroneggiare l'esperienza interiore, risvegliare le forza di autoguarigione del nostro organismo, realizzare le propirie potenzialità ed onorare la propria natura. Per chi fosse interessato, ma anche per comprenedere il valore di certi strumenti nell'operato di un terapeuta vi rimando al sito www.biotransenergetica.it oppure www.integraltranspersonal.com

Un caro saluto,

Dott.ssa Loretta Illuminati

3 Roberto alle ore 16:38 del 05/03/2014

Che uno psicologo, un volta istruito adeguatamente, voglia formare gruppi di meditazione e usare questa pratica a beneficio dei pazienti, mi sembra perfettamente congruo con la sua professione. Vedere di D. Goleman "La forza della meditazione".

Può essere anche utile e interessante questo link: www.mindfulnessitalia.org/guide-online/yoga-mindfulness

4 Romeo alle ore 20:43 del 07/03/2014

Due indicazioni freudiane sono spesso ignorate dagli psicoterapeuti anche di formazione psicoanalitica: l'analisi del transfert (non del racconto, ma del qui ed ora del rapporto in atto) e il modo di fare attenzione a ciò che viene detto e avviene nel corso del rapporto (l'attenzione fluttuante). Se si va a leggere cosa intendeva Freud con la sua proposta, si capisce con evidenza che intendeva lo stesso assetto mentale della meditazione senza oggetto. Anche al paziente, del resto, con la proposta delle libere associazioni si chiede qualcosa di analogo - se si fa questa richiesta, cosa non necessaria, poiché se il terapeuta assume nel corso del rapporto l'assetto di ascolto meditativo, col tempo lo farà anche il paziente.

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