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Lo Psicologo di Base

Italia. Anche il Veneto si dota dello Psicologo di Base. Dalla sperimentazione italiana alla realtà olandese

A cura di: Redazione

Al via la sperimentazione dello Psicologo di Base anche nella regione Veneto.
Gli Psicologi saranno presenti nell'ambulatorio del Medico per 3 mattine o pomeriggi a settimana (*), per un totale di 12/15 ore, per «dare risposte ai tanti disagi emergenti in questa fase storica, legati alla crisi economica, alle difficoltà nei rapporti sociali, ai disagi giovanili, all'insoddisfazione personale, che tante volte vengono trascurati dalle persone fino a che non diventano vere e proprie patologie», sostiene fiducioso Luca Zaia, Presidente della Giunta regionale che ha approvato la delibera.
Il servizio sarà coordinato dalla già responsabile del servizio anti-suicidi Emilia Laugelli, attivato per fare fronte alla crisi psicologica dovuta al collasso economico, che registra ogni giorno almeno due richieste di aiuto.

Lo Psicologo di Base si occuperà di prevenzione primaria e secondaria: disturbi d'ansia, dell'umore e disturbi depressivi transitori; problematiche familiari e genitoriali; disagi relazionali; problemi di coppia e disturbi sessuali; disturbi da stress (care-giver, stress lavoro correlato) e reazioni post traumatiche (violenza, lutto); disturbi dell'adattamento o dovuti a un momento particolare della vita (università, trasferimento, pensionamento, menopausa); disturbi somatoformi; del sonno; disturbi cognitivi in esordio; disturbi della dipendenza in esordio (alcol, gioco, internet, sostanze); sostegno psicologico in caso di malattie croniche (cardiopatia, diabete).

La prima esperienza di questo tipo è stata fatta a Roma, a partire dal 2000.
Il Professor Luigi Solano della Sapienza di Roma ha coinvolto nella sperimentazione gli Psicologi tirocinanti della Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute, che hanno affiancato il Medico di base in ambulatorio (cicli di 3 anni).

I Risultati ottenuti (*) sono stati incoraggianti per pensare in concreto all'istituzione di questa figura, come vorrebbe il disegno di legge per l'istituzione della figura professionale dello Psicologo di base (*).
L'esperienza romana è stata poi replicata in altre zone d'Italia e l'Ordine Psicologi nazionale sostiene il progetto dal 2007 «per riuscire a far sì che le istituzioni raccolgano queste richieste di maggiore assistenza psicologica che ormai arrivano da più parti della società civile» (*).

La regione Campania ha approvato all'unanimità la proposta di legge di iniziativa popolare per istituire un Servizio di Psicologia del territorio nella regione (*), individuare e arginare i disagi sociali, familiari e nelle scuole, attraverso servizi di zona, con uno Psicologo per 10.000 abitanti.
La regione Lazio nel 2013 ha presentato linee guida per la riforma del sistema sanitario regionale, sul sistema integrato di interventi e servizi sociali, che introduce la figura dello Psicologo di Base (*).
La regione Lombardia sostiene già dal 2010 che questa figura debba operare all'interno del Sistema Sanitario Nazionale e fornire ai cittadini assistenza gratuita, salvo casi particolari.

Nonostante qualcosa si stia muovendo e le richieste siano in aumento, l'Italia sembra ancora lontana da questo obiettivo.
In altri paesi invece lo Psicologo di Base è già una realtà consolidata.

In Olanda si chiama Primary Care Psychologist (PCP), ogni cittadino ha diritto a 8 sedute, garantite dall'Assicurazione Sanitaria di Base; 12 per i cittadini che hanno stipulato un'Assicurazione Supplementare.
Jan Derksen (*) in un articolo del 2009 (*) riferiva che la National Organization of Primary Care Psychologist contava già 1.150 membri, di cui 730 impegnati a tempo pieno come Primary Care Psychologist: 1 per ogni 12.500 abitanti.

Nel 2007 si sono rivolte al servizio 84.000 persone (76.000 nel 2006): il 65% donne; il 60% inviate dal Medico di Base, il 40% in modo autonomo.
Fra i pazienti con problemi psicologici si è riscontrato un netto miglioramento nel 13% dei casi, un miglioramento nel 60%, la conclusione del trattamento in 12 sedute nel 90%.

Con lo Psicologo di Base, l'approccio al paziente non è medicalizzato né troppo psicologico: si lavora sui rapporti vitali con interventi precoci, prima che il disagio si strutturi o causi l'esacerbazione di sintomi fisici o psicologici, aiutando a comprendere che il sintomo a volte è il segnale che qualcosa non va nel sistema personale o relazionale.
"Molti problemi psicologici - infatti - sono causati e/o mantenuti da relazioni intime e interpersonali disfunzionali" (*), questa consapevolezza permette di collocare il disagio in quel particolare momento del ciclo-vita, ridurne o ridimensionarne la portata.

In un paese come l'Italia - in cui la domanda di cure psicologiche è fra le più basse d'Europa e spesso giunge in ritardo di 10 o 20 anni (*) - lo Psicologo di Base potrebbe certo favorire l'accesso alle cure senza stigma sociale.

L'approccio più completo al disagio ridurrebbe il ricorso a visite specialistiche, analisi cliniche e farmaci. È ormai assodato infatti che il 70% delle richieste al Medico di Base hanno alla base una motivazione psicologica o psicosociale, che causa i sintomi per cui le persone si rivolgono al medico o l'esacerbazione di quelli dovuti a malattie organiche (*).

Durante l'esperienza romana ad esempio si è notato che - nei due ambulatori coinvolti nella sperimentazione - si è registrato un risparmio stimato sulla spesa farmaceutica rispettivamente del 14% (-55.000€) e del 17% (-75.000€).
Questo taglierebbe sia i costi della spesa pubblica e sia di quella privata e il denaro pubblico risparmiato potrebbe essere reinvestito nell'introduzione di Psicologi per l'assistenza di base retribuiti.

Per approfondire
Commenti: 5
1
francesca - ore 17:13 del 04 Giugno 2014
Penso che sarebbe fantastico se tutto ciò divenisse una realtà stabile anche in Italia. Sono totalmente favorevole all'idea che, intervenendo sul sintomo prima della sua esacerbazione, diventi possibile evitare innumerevoli disagi e favorire la comprensione della problematica manifestata al soggetto stesso, evitando complicazioni e uso/abuso di farmaci. Francesca Serravalle, psicologa.

2
lisa - ore 22:09 del 04 Giugno 2014
Qualcuno mi sa dire se tale sperimentazione prevede il coinvolgimento anche di psicologi o solamente specializzandi?? e a chi ci si deve rivolgere per poter rendersi disponibile? dove posso trovare info in merito?

3
rossella - ore 14:56 del 07 Giugno 2014
Lo psicologo di base è una realtà italiana solo in alcune regioni, come Veneto, Lombardia e Lazio. Purtroppo ci sono altre regioni italiane che per motivi politici e di "potere" non accettano l'idea di uno psicologo di base. La regione Liguria è una di queste. Si pensi solo che in Liguria non è possibile ad uno psicologo lavorare nelle Asl se non ha avuto esperienza lavorativa in ambito pubblico. Ovvero chi non ha ancora avuto tale esperienza non potrà mai farla! Con questo tipo di politica in Liguria lavorano sempre gli stessi professionisti! Questo per dire che ci sono tanti pregiudizi che circondano la figura dello psicologo e che questa nuova esperienza dello psicologo di base è solo la ciliegina sulla torta!!

4
francesca - ore 18:26 del 08 Giugno 2014
Sono pienamente d'accordo con Rossella. E non sono solo le Ausl a richiedere esperienza, bensì la maggior parte dei concorsi la richiedono. Ma questa esperienza qualcuno prima o poi ce la farà fare? Non è tanto o solo per avere un impiego, diritto peraltro inalienabile, ma anche per avere la possibilità di inseguire la propria passione per una professione per la quale ci si è formati e continuamente ci si forma.

5
marina - ore 19:34 del 22 Luglio 2014
Io partecipo alla ricerca per il Comune di Sanremo (18038) da alcuni mesi ma non ho ancora risultati concreti.

Chi fosse interessato ad inserirsi per altri comuni può rivolgersi all'International Society of Psychology con sede a Roma, scrivendo a: info[chiocciola]i-s-p.org

o vedere il sito web ufficiale:www.i-s-p.org

I commenti sono stati chiusi.
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L'articolo «Lo Psicologo di Base» è stato pubblicato nel N° 107 della Newsletter.

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